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TACV

In seguito ai disagi verificatisi ultimamente, dovuti alla cancellazione di centinaia di voli della compagnia TACV dall’Italia per Capo Verde, l’ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile), ha diramato ieri un comunicato revocando le autorizzazioni ad operare sugli scali italiani alla suddetta compagnia aerea.

Questo è l’ultimo pasticcio in ordine di tempo combinato dalla TACV, che opera ormai solo con i voli internazionali avendo dovuto abbandonare quelli di collegamento tra le isole capoverdiane, ma che pare proprio non aver risolto i suoi problemi.

Sono centinaia le persone che in possesso di biglietto per Capo Verde e tanti anche per il Brasile perché avrebbero poi continuato il viaggio verso quel Paese, che non hanno potuto partire. Una situazione di estremo disagio che dimostra ancora una volta l’inaffidabilità della compagnia di bandiera di CV che sembra non riuscire proprio a risollevarsi e risolvere gli enormi problemi che pare avere.

In seguito alla revoca di ieri, ora la TACV non potrà più operare in Italia ed era l’unica alternativa alla Neos, essendo le uniche due che proporzionavano voli diretti per Capo Verde. Diventa quindi sempre più complicato il viaggio per gli italiani e per i tanti capoverdiani che vivono in Italia e che proprio in questa stagione approfittano delle vacanze per tornare al loro Paese.

In calce trovate il link dove potete leggere il Comunicato.

 

http://www.enac.gov.it/home/strillo_primopiano/info-1956858391.html

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Parlo spesso dei tanti problemi e delle cose che non vanno bene e quindi mi sembra giusto anche segnalare i progressi utili che si verificano 🙂
Da tempo i cittadini capoverdiani chiedevano al Governo maggior attenzione alla sicurezza.
Soprattutto sulle isole che hanno aperto al turismo di massa, si sono verificati a volte assalti ai turisti, piccoli furti e problemi vari, facendo si che la gente non si sentisse più sicura per le strade e nelle abitazioni.
Detto così sembrerebbe che a Capo Verde ci sia chissà quale delinquenza … non è così, infatti si tratta di isole ancora molto tranquille dove si può girare indisturbati , basta fare attenzione a non infilarsi in quartieri poco sicuri o sbandierare orologi, catene e cellulari vari e questo è come in tutto il mondo.
E’ però importante avere una buona copertura di poliziotti girando per le strade, che oltre a vigilare, provvedono ai controlli dei documenti allo scopo di verificare chi è illegalmente nel Paese e comunque con la sola presenza intimidiscono eventuali malfattori.
Ed ecco che in questi giorni sull’isola di Boa Vista si è fatto un passo avanti, in quanto il Governo ha provveduto a potenziare il posto di Polizia, che da semplice squadra è stato trasformato in Comando Regionale di Polizia; ora i poliziotti sono molti di più e si può contare anche con comandante e personale qualificato per i diversi compiti che spettano alla Polizia, tra i quali anche l’emissione e il rinnovo dei visti.
Più personale e più mezzi a disposizione quindi per vigilare sull’isola che è ormai diventata il secondo punto turistico più importante del Paese dopo Sal.
Il turismo porta ormai a Boa Vista tanti soldini, ed è proprio per questo che gli abitanti chiedono maggiori migliorie in tanti settori, la sicurezza è senz’altro uno di questi.
E’ sempre piacevole dare buone notizie e ora restiamo in fiduciosa attesa di vedere altri passi avanti, con la speranza che il Governo non si dimentichi di Sanità e Trasporti … 🙂

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Capo Verde riceve dall’Unione Europea un aiuto di 9 milioni di euro all’anno.
E’ di oggi la notizia che è stato deciso di rinforzare questo contributo con altri 10 milioni annui a partire dal 2019.
Non male direi anche perché non c’è solo la UE che manda aiuti ma molti soldi arrivano da Paesi come la Cina, il Giappone, il Lussemburgo e non ricordo quali altri.
So che entrano davvero tanti soldi dall’estero e sono regalati per aiutare questo Paese nella sua crescita.
Io non sono esperta in queste cose, però mi viene spontaneo chiedermi se poi questi contributi vengono impegnati coscientemente, perché devo dire che in 10 anni che vivo qui, non è che ho visto poi tante migliorie.
Il turismo si è incrementato sicuramente e anche da li entrano soldi, ma se si guarda sulle varie isole, si avverte una carenza generale in tutto; infrastrutture e servizi pubblici in primis, per non parlare dei trasporti tra le isole che sono un vero disastro.
So che non deve essere affatto facile amministrare un paese insulare ma a volte sospetto che ci sia ancora un livello troppo elevato di incapacità gestionale e forse anche già un po’ di corruzione a livello politico.
La speranza è sempre quella che le cose migliorino (non so quante volte ho scritto questa frase) 🙂 Questa crescita si deve compiere, ed è il popolo capoverdiano che dovrà beneficiarne, perché finora davvero i capoverdiani vivono in maggior parte in condizioni molto critiche.
Senza lavoro o sottopagati e sfruttati, senza casa, con scarsità anche di cibo in periodi di grande secca, soprattutto le comunità rurali se la passano male, ma anche chi è stato costretto a trasferirsi dove c’è il turismo per trovare lavoro e poi con quel che guadagna non riesce neanche a pagarsi l’affitto di un appartamentino e vive in case fatiscenti senza alcun servizio … ecco, non è giusto!

 

https://expressodasilhas.cv/DFK3w

 

 

 

Acqua a Capo Verde

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Uno dei problemi più grandi di Capo Verde è la siccità.
L’acqua scarseggia sempre e particolarmente in questo periodo, dopo cinque anni di piogge molto limitate.
Isole come Boa Vista e Sal che non hanno pozzi sotterranei, si ritrovano con grande scarsità di acqua.
Gli agricoltori e gli allevatori di bestiame sono preoccupati e guardano sconsolati i raccolti secchi e la terra arida, consci che sarà un anno di guadagni zero e di poco cibo in tavola …
Chi abita su queste isole sa che se non vuole ricevere bollette astronomiche, deve razionare diligentemente il consumo di acqua.
A questo proposito è doveroso richiamare l’attenzione dei turisti e di quelli che vengono qui a passare qualche mese ogni anno.
Cercate di limitare anche voi i consumi di acqua, per esempio utilizzando l’acqua del lavaggio stoviglie per buttarla nel wc; se lavate a mano degli indumenti, non lasciate scorrere l’acqua dei risciacqui ma raccoglietela in una bacinella e poi utilizzatela per altre cose come il lavaggio dei pavimenti ad esempio; utilizzate la doccia per una sciacquata senza lasciarla aperta tanto tempo; fate il bagno ai bambini in bacinelle in modo da non lasciar scorrere tanta acqua per tante docce; quando vi insaponate le mani, chiudete il rubinetto e riapritelo solo per sciacquarle, idem per i denti … Questi sono alcuni consigli perché in Europa siamo abituati all’abbondanza di acqua e non ci viene neanche in mente in quei 15 giorni che stiamo qui, di cambiare le nostre abitudini. Invece se pensate a quanta gente sbarca ogni giorno su queste isole e vi si installa per periodi più o meno lunghi, potete capire che il consumo di acqua è enorme. Qualche piccolo accorgimento anche da parte dei turisti, servirà di aiuto ai contadini e alla povera gente che si vede costretta spesso senza una goccia d’acqua.
Grazie per la vostra attenzione e spero collaborazione 🙂

Binter Non Risolve!!!

binter01_08_09_2016gAvevamo una Compagnia Aerea nazionale che era la TACV. Dava un pessimo servizio ed erano frequenti i voli cancellati, gli aerei scassati i permessi di volo negati ecc. ecc.
La TACV è stata ritirata dai voli nazionali e le è subentrata la Binter, compagnia spagnola di un certo prestigio che oltre ad effettuare voli in varie località del mondo, collega da anni le isole delle Canarie tra di loro.
Benissimo, si pensava di aver fatto un passo avanti qui a Capo Verde, ma poi si è iniziato a rendersi conto che qualcosa non quadra.
Prima di tutto i collegamenti non sono più diretti tra tutte le isole. Per esempio S.Nicolau era collegata con voli diretti a Sal e S.Vicente, mentre ora è direttamente collegata solo con Praia. Risulta quindi che se uno deve andare da S.Nicolau a Sal ad esempio, deve prima andare a Praia, cambiare aereo e prenderne uno per Sal, se gli va bene nella stessa giornata. Praticamente per coprire una distanza di 20 minuti di volo si sta in giro una giornata intera e a volte bisogna passare a Praia anche la notte per ripartire il giorno dopo.
Più di 100 euro per un viaggio di questo tipo!! Prezzi altissimi.
E il servizio? Certamente gli aerei sono migliori di quelli di TACV, ma la puntualità dei voli e le coincidenze non sono migliorate.
Solo ieri un signore che era a Boa Vista ed aveva il biglietto per S.Nicolau, doveva partire alle 11 del mattino per Praia, per poi prendere la coincidenza per S.Nicolau. Volo cancellato! Ieri sera alle 18, dopo aver passato l’intera giornata in aeroporto a Boa Vista, è arrivata la comunicazione che avrebbero portato i passeggeri in un hotel di Boa Vista e li avrebbero fatti partire l’indomani. Chi doveva andare a S.Nicolau però aveva ormai perso la coincidenza e quindi si deve fermare ben due notti a Boa Vista. Totale, tre giorni in giro per fare un tragitto tra due isole di Barlavento.
Perché è stato cancellato il volo? Nessuna spiegazione, il personale non è a conoscenza del problema, sa soltanto che per quel giorno non si parte più.
Sbandierano il fatto che comunque la Compagnia sistema i passeggeri in un Signor Hotel … Ok, ma se io devo andare la, non mi interessa rimanere qua, anche se in un Hotel di lusso … Ho pagato profumatamente per arrivare dove devo quel tale giorno, non per andare in giro per gli hotels di un’altra isola dopo aver passato 10 ore in un aeroporto spendendo per mangiare e bere!!!
Non è purtroppo un caso isolato ma pare sia successo parecchie volte a tanta gente.
La morale è, che le isole che contano solo su un piccolo aeroporto nazionale, rimangono isolate come e forse peggio di prima, i viaggiatori strapagano per quelli che dovrebbero essere viaggetti da poco e spesso restano a terra. Nelle Canarie la Binter fa pagare un viaggio tra due isole dai 30 ai 50 Euro, mentre a Capo Verde ci vogliono sempre circa 100 euro e quasi sempre di più …
Riusciranno i nostri eroi del governo a proporzionare un servizio di trasporto aereo funzionante un giorno o l’altro?

Finalmente ho capito perché la famosa esenzione del visto per i cittadini europei e della Gran Bretagna, che è stata annunciata più di un anno fa, continua ad essere rinviata …
Risulta che i vari operatori turistici, non si trovano d’accordo per il seguente motivo:
Il Governo abolirebbe il visto di entrata, che però verrebbe sostituito da una tassa che si chiama “Taxa de segurança”.
Ora, chi lavora nel settore turistico ha il timore che questa tassa vada ad aumentare notevolmente i costi dei pacchetti turistici, che già sono caricati dalla tassa sul turismo e che si gonfierebbero ulteriormente, portando i prezzi dei viaggi a Capo Verde, fuori dalla competitività con gli altri Paesi turistici tipo l’Egitto o il Marocco e la Tunisia.
Il Governo e gli operatori hanno in programma diversi incontri per discutere la situazione e cercare di arrivare ad un accordo che soddisfi tutti e non influisca negativamente sul turismo che è la più importante entrata economica di questo Paese.
Vedremo come si concluderà questo tira e molla, e incrociamo le dita, perché i prezzi dei viaggi a CV sono già abbastanza cari direi … So che gli Italiani e gli Europei in generale sperano che il visto venga abolito, ma non credo sarebbero contenti di veder aumentare i costi del viaggio …

Certo, il fatto di non dover fare il visto all’arrivo, snellirebbe di molto le code interminabili che ci sono oggi; bisognerà vedere però in che misura la nuova tassa inciderà sui nostri portafogli 🙂

 

 

E’ stata finalmente ufficializzata la notizia dell’apertura di un nuovo Consolato Onorario di Capo Verde a Milano.

La sede si trova in viale Bianca Maria n. 23 e verrà inaugurato a breve.

Il Console Onorario è la Dott. Edna Lopes.

Sono già attivi i servizi del Consolato e chi ne avesse bisogno può contattare il numero 351 218 9402 dalle 9 alle 17 dal lunedì al venerdì.

Da tempo i milanesi richiedevano questo servizio e sono finalmente stati accontentati, ogni tanto ci sono le buone notizie 🙂 Auguri a Edna Lopes e Buon Lavoro!!

 

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Forse a qualche turista in vacanza sull’isola di Santiago, è capitato di vedere il Campo di Concentramento di Tarrafal di Santiago.
La Colonia penale conosciuta come Campo de concentração de Tarrafal o Campo da morte lenta”, è in via di recupero e, proprio in questo periodo la stanno restaurando e pensando di crearci un museo storico.
Era il 1936 quando la colonia penale accolse i primi prigionieri politici in arrivo dal Portogallo che era allora lo Stato colonizzatore e che si trovava in quel tempo sotto il regime dittatoriale di Antonio Salazar.
Il regime portoghese, allo scopo di far scomparire quelli che si opponevano, le varie forze di repubblicani, comunisti, sindacalisti ecc, pensò bene di far costruire questa struttura nella colonia di Capo Verde e mandarci tutti quelli che erano per così dire invisi al regime.
Furono anni di vita durissima per quei prigionieri politici che si trovarono a vivere in condizioni deleterie, affrontando lavori forzati, fame, malattie e maltrattamenti vari e molti di loro morirono in condizioni disumane. Di qui l’appellativo di “Campo della morte lenta” che venne dato alla triste struttura.
Bisogna arrivare al 1945 perché si verifichi la richiesta di chiusura del Campo, richiesta che fu avanzata e sostenuta per anni dal partito comunista portoghese, finché si giunse alla sospirata chiusura ufficiale nel 1956.
La struttura fu adibita a carcere per delinquenti comuni capoverdiani.
Non finisce però qui, perché nel 1961 viene riaperto con il nome di Campo di Lavoro di Chao Bom e vi si inviano questa volta i prigionieri politici di Angola e Guinea oltre a quelli di Capo Verde, che verranno rilasciati in maggio 1974 quando cadde il fascismo in Portogallo.
Malgrado ciò prima della fine del 1974, una settantina di capoverdiani impegnati nella lotta politica che intanto si era venuta a creare in Capo Verde vennero trattenuti prigionieri nel campo sempre sotto custodia portoghese.
Il 5 di Luglio del 1975 Capo Verde ottiene finalmente la sua Indipendenza e cessa di essere una colonia portoghese; in questa data viene definitivamente chiusa la struttura della “morte lenta”.
Nel 2006 la colonia penale viene dichiarata Patrimonio Nazionale della Repubblica di Capo Verde e si sta ancora oggi tentando di riuscire nell’intento di farla dichiarare Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.
Questo che ho fatto è un riassuntino molto “all’acqua di rose” perché bisognerebbe addentrarsi nella Storia di Capo Verde per spiegare tante cose ma, dato che sarà presto un Museo storico e chi viene a Capo Verde magari lo visiterà, mi è sembrato giusto dare un’infarinatura di notizie sulla storia di queste carceri, che nulla hanno a che vedere con i campi di concentramento della seconda guerra mondiale come li conosciamo noi, ma dove comunque tante persone hanno trovato una morte lenta e condizioni di vita disumane.
Esistono due libri che raccontano la storia nei dettagli, uno è “Pantano da morte lenta” di Candido Oliveira e l’altro è del giornalista capoverdiano Josè Vicente Lopes e si intitola “Tarrafal-Chão bom Memorias e verdade”

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La famosa legge approvata lo scorso anno che prevedeva l’esenzione dal pagamento del visto per i turisti europei, era già stata rinviata da gennaio 2018 a maggio 2018.

Ora è stato ufficialmente dichiarato che subirà un nuovo rinvio a gennaio 2019. A detta del governo capoverdiano questo fatto è dovuto ad una richiesta dei tour operator per avere il tempo di adeguare le loro piattaforme.

Nulla di nuovo quindi per ora, continuerete a pagare i 25 euro a testa del visto di entrata e intanto, aspettiamo gennaio e la buona novella 🙂

 

Marzo ed Aprile sono i mesi del passaggio delle balene. E’ facile vederle e fotografarle facendo la gita in barca.

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Una delle escursioni sull’isola di Boa Vista, prevede la visita al relitto di una nave che si trova incagliata presso la spiaggia di Atalanta. Una delle molte bellissime spiagge dell’isola, situata nella parte nord sulla costa di Boa Esperança.

Forse non tutti conoscono la storia del relitto che ormai ridotto al casco arrugginito di una nave, spicca come una scultura surreale in mezzo alle sabbie bianche.

Si tratta di una nave spagnola, la “Cabo de Santa Maria”, che nel 1968 venne ad arenarsi presso la costa nord di Boa Vista. La nave arrivava dalla Spagna e faceva rotta verso il Brasile e l’Argentina. Lo scopo del viaggio era quello di portare regali ai Paesi che avevano aiutato e sostenuto il governo del Generale Franco durante la crisi economica attraversata dalla Spagna.

Il carico era costituito da cibarie, medicinali, bevande, macchinari, vestiario e suppellettili varie. Furono molti i tentativi e gli sforzi fatti per riuscire a disincagliare la nave, ma tutto risultò inutile e fu così, che gli abitanti di Boa Vista iniziarono pian piano a scaricare il contenuto della nave ed approfittarono di tanto ben di Dio che arrivava a proposito visto il periodo difficile per cui passava Capo Verde all’epoca.

Si racconta che ci misero più di un anno per scaricare tutto, e quel carico fu fonte di rinnovata speranza per il popolo boavistense, stremato dalla povertà e dalla carestia in quegli anni.

In quell’occasione il destino dette una mano a tanta gente che ne aveva davvero bisogno, ed ora quel relitto sta li a ricordare quanto è stata dura la vita per tanti sull’isola ed è una bella soddisfazione per loro, poter oggi accompagnare i turisti a vederlo. Molto ancora c’è da fare a Capo Verde per migliorare le qualità di vita della sua gente, ma grandi passi sono comunque stati fatti e su quest’isola in particolare, il turismo sta apportando lavoro, migliori condizioni e grandi speranze per un futuro migliore.

 

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Dopo un lungo periodo di assenza, riprendiamo con il Blog.
Capo Verde come si sa, e un Paese solo insulare, formato da 9 isole che sono tutte molto diverse tra loro. Io ho vissuto per 9 anni a S.Nicolau; bellissima isola dalle grandi montagne, dalle zone verdi e dalle spiagge nere a tratti intervallate da scogliere a volte spettacolari. Non basta poco tempo per conoscere tutte le bellezze di S.Nicolau, è un’isola da girare con calma e con tanto tempo a disposizione perché ci sono mille posti incredibili da vedere. Sao Nicolau non è il posto adatto al turismo di massa, ma conta con il turismo di nicchia formato per lo più dagli amanti del trekking e dai pescatori sportivi. Ideale per chi cerca tranquillità, ancora molto sicura, può essere un paradiso per i pensionati, per chi ama camminare e contemplare, per chi cerca la semplicità della vita, com’era tanti anni fa nei borghi italiani.
Ho lasciato recentemente S.Nicolau per trasferirmi a Boa Vista.
Enorme differenza tra queste due isole. Boa Vista l’isola delle dune, ha paesaggi molto più africani: dal deserto, alla sabbia costantemente portata dal vento anche sulle strade della città, alle spiagge lunghissime di sabbia bianca, che si affacciano ad un mare color turchese, è il posto che amano i vacanzieri. Qui si praticano tutti gli sport acquatici ed esistono anche spiagge attrezzate, con ombrelloni, lettini, bar ristoranti, giochi per i bimbi e quant’altro.
L’impeto dell’oceano viene interrotto dall’isolotto che si trova di fronte a Sal Rei e quindi si può godere di un mare più tranquillo, adatto anche ai bambini.
Bellissime le varie escursioni proposte dai tour operator alla scoperta del deserto, di spiagge davvero spettacolari e di piccoli borghi antichi.
Due isole, due bellezze molto diverse tra loro. Io per viverci ho scelto ora Boa Vista, più che altro per la comodità dell’aeroporto internazionale, grazie al quale si può volare direttamente in Europa, senza dover fare voli interni e soste interminabili in altre isole. C’è un’altra cosa che mi piace qui a Boa; il fatto che ci sia un giusto grado di movimento. Mi spiego: non c’è il caos che si può trovare a Sal, in quanto i villaggi turistici sono costruiti distanti dalla città di Sal Rei, ma al tempo stesso è una cittadina molto vivace, dove si trova sempre gente per strada, dove ci sono negozi di tutti i tipi, dove si trovano bar e ristoranti per tutti i gusti; cosa che a S.Nicolau manca. Non c’è più gente per strada, molti giovani se ne sono andati e quelli che ci riescono continuano ad andarsene, le strade appaiono a volte deserte e non si trova niente, succede di non trovare neppure una banana o un chilo di patate per esempio, e questo si deve anche al fatto che le navi raggiungono l’isola a singhiozzo, non rispettando mai un orario e rimanendo a volte anche un mese senza passarci.
Ho adorato la tranquillità di Tarrafal a S.Nicolau, ma un minimo di socializzazione è indispensabile secondo me, anche se amo la solitudine.
Avevo creduto che negli anni sarebbe migliorata, ma purtroppo devo dire che mi pare sia andata indietro, forse perché messa nel dimenticatoio dal governo, forse per cattive gestioni comunali, non lo so, quel che so è che è un’isola senz’altro da visitare perché ha molta bellezza da offrire e paesaggi molto variati, ma viverci per me è diventato impossibile.
Ora scoprirò pian piano questa nuova bellezza e vi racconterò 🙂

Pausa nel Blog :-)

Voglio scusarmi con tutti quelli che seguono il Blog perché lo sto aggiornando raramente e ultimamente non ho aggiunto articoli.

Il problema è temporaneo 🙂 Sono in fase di trasloco per cui non ho tempo di dedicarmi più di tanto alle novità del Paese.

Ma non lascio Capo Verde, ci sentiamo presto da un’altra delle bellissime isole che ormai da anni mi ospitano!!!

Chi ha bisogno di info può intanto continuare a contattarmi tramite e-mail a l.pini@sapo.cv

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Avete tanti soldini da spendere e siete stufi di isole Caiman, Hawaii, Comores e quant’altro? 🙂 Bene, ora basterà che facciate un salto a Capo Verde e sull’isola di Sal troverete il vostro Hotel Hilton ad attendervi.

Inaugurato ufficialmente ieri ma era già funzionante, mette a disposizione della clientela i migliori servizi del mondo e ancora meglio direi … dà lavoro a parecchi capoverdiani e capoverdiane che sono stati opportunamente preparati ed istruiti allo scopo.

Nel link qui sotto trovate tutte le foto e le informazioni, venite a scoprire Capo Verde, se poi l’Hilton è troppo caro per voi potete sempre portarvi la tenda e dormire in magnifiche spiagge o magari accontentarvi di piccole e confortevoli pensioncine 🙂

http://viajar.sapo.cv/descubra-o-pais/comer-e-dormir/primeiro-hotel-hilton-em-cabo-verde-em-fotos

Chi è riuscito a passare le feste di fine anno a S.Vicente, avrà senz’altro assistito ai festeggiamenti di S.Silvestro. Tra le tradizioni capoverdiane, i bimbi che bussano alle porte per cantare le canzoncine augurali, i fuochi d’artificio, la marea umana nelle strade, i balli sfrenati, i baci e gli abbracci. Molta Festa, questa è gente che ha voglia e sa divertirsi ed il turista è sempre ben accetto e coinvolto nei festeggiamenti!!! Buon proseguimento d’anno. 🙂

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Sono parecchi, come tutti gli anni, i turisti che hanno scelto le settimane di Natale e Capodanno per una vacanza a Capo Verde; inoltre ci sono anche vari capoverdiani emigrati che rientrano per passare le feste con la famiglia.

Purtroppo quest’anno molti hanno dovuto subire i disagi portati dalla “bruma seca” che sta imperversando proprio in questi giorni su tutte le isole.

Solo ieri sono stati cancellati 10 voli interni in partenza da Praia diretti a varie isole e anche voli internazionali in arrivo dall’Europa hanno subito lo stesso destino.

Questa nebbia asciutta riduce moltissimo la visibilità e come mi hanno spiegato, si verifica maggiormente nelle annate che non hanno avuto pioggia. Infatti quest’anno è piovuto davvero pochissimo e pare che quando succede questo, nell’aria si accumula un’umidità che si va condensando e raccogliendo sabbia e polveri, crea questo muro che cancella la visuale di tutto.

Non è quindi colpa delle Compagnie Aeree questa volta, ma in ogni caso il disagio rimane per chi viaggia e anche per quelli che sono riusciti ad arrivare ma non si possono godere il solito bellissimo tempo di Capo Verde. Sono ormai parecchi giorni che il sole riesce solo raramente a bucare per qualche momento la terribile bruma seca.

Secondo i giornali, sono centinaia le persone ferme a Praia, sia per gli aerei che per le navi, insomma problemi logistici vari legati a questo fenomeno, che stanno rovinando le sospirate vacanze a tutti. Finora le previsioni non sanno dire esattamente quando questa cosa finirà, ma ci si augura che sia per poco ormai, anche perché sono diversi giorni che non vediamo i nostro amato sole 🙂

Speriamo si risolva presto e buone vacanze a quelli che hanno dovuto perdere magari qualche giorno ma alla fine riusciranno a fare la loro meritata vacanza 🙂

 

http://rtc.cv/index.php?paginas=21&id_cod=15910

 

 

BUONE FESTE

Una manciata di Auguri per tutti voi che mi seguite sempre! BUONE FESTE!!!

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Capoverdiani in Italia

Negli anni 60 in Italia si verificava il boom economico, le donne italiane iniziavano a lavorare, il mondo stava cambiando. E’ in questo periodo che da Capo Verde iniziarono le prime migrazioni verso l’Italia. Erano ragazze, quelle che lasciando la famiglia e il loro amato Paese partivano per l’Italia in cerca di lavoro. Trovavano lavoro presso le famiglie le cui donne lavorando, non potevano più badare alla casa ed ai figli, ora guadagnavano e quindi erano in grado di permettersi un aiuto. Le capoverdiane facevano questo, crescevano i figli di quella gente italiana, tenevano in ordine le loro case e molto spesso non erano neanche ben trattate e non avevano alcun diritto. Con il passare degli anni e con una migliore integrazione, a poco a poco riuscirono ad inserirsi nel contesto italiano, molte si sposarono con italiani, altre avevano marito e figli a Capo Verde e lavoravano duramente per mandare a casa soldi per la famiglia. Gli anni sono passati, tante di quelle donne ora sono madri e nonne di ragazzi e ragazze nati in Italia, italiani a tutti gli effetti, tanti laureati e ben sistemati.

Sono più di 6000 i capoverdiani in Italia e le comunità più grandi si trovano a Roma, Firenze e Napoli.

La Rai ha mandato in onda qualche tempo fa questo video molto interessante, dove parecchie donne capoverdiane raccontano la loro storia  e sono grate a quelle prime ragazze che con enorme coraggio si avventurarono in un Paese sconosciuto, dove si parlava una lingua diversa e dove si era spesso malviste e oggetto di razzismo.

Personalmente sono davvero contenta di vedere che oggi la grande maggioranza di quegli emigranti sta bene ed il mio plauso va alle donne capoverdiane, a tutte loro, perché anche qui, nel loro Paese, sono spesso loro quelle che mandano avanti la baracca provvedendo alla famiglia. Bravissime!!!

Trovate il video a questo indirizzo: http://www.rainews.it/dl/rainews/media/immigrazione-i-nostri-vicini-capoverdiani-una-comunita-costruita-sul-coraggio-delle-donne-2166cc4f-04a4-4fea-96fe-d8f8f9634024.html

 

Quello che il turista non vede!

Servizio del Telegiornale:
http://www.rtc.cv/tcv/index.php?paginas=13&id_cod=63333

Grande dispiego di Polizia per sgomberare un edificio nell’isola di Sal. Tutte famiglie che occupavano abusivamente da anni questa costruzione
Ora il Tribunale aveva dato ordine di sgombero e 30 giorni di tempo. Scaduto il tempo la Polizia è intervenuta.
Tutto giustissimo, il Governo si sta dando da fare anche per demolire i quartieri di case di latta e catapecchie.
Però c’è da chiedersi: Dove va questa gente?
Sono stati aiutati quelli che hanno figli con l’equivalente di 200 euro e ad altri è stato consigliato di tornare alle proprie isole natali.
Dunque, le persone se ne vanno da isole come S.Nicolau per esempio, perché a Sal e Boa Vista è più facile trovare lavoro. Tanti lo trovano anche il lavoro, ma per quelli che non hanno parenti o amici disposti ad ospitarli, il problema della casa diventa enorme. Da li la costruzione delle baraccopoli e l’occupazione di case vuote, magari ancora da finire e ferme come stanno da anni.
Giusto eliminare questa piaga, ma il governo in questo caso, dovrebbe anche proporzionare abitazioni decenti a prezzi che questa gente si possa permettere. Una donna che lavora per esempio in un ristorante o in un villaggio turistico, non arriva neanche a prendere 200 euro al mese, come fa a pagare un affitto a Sal o a Boa Vista? E’ difficilissimo trovare un appartamentino vuoto a meno di 15.000 scudi ( 135 euro) e ammesso che lo trovassero, per mangiare e sopravvivere come dovrebbero fare? Mettiamoci anche che sulle isole turistiche i prezzi sono più alti, sia luce, che acqua, che cibo, tutto costa di più.
E’ facile mandare la polizia e tirare fuori da un edificio centinaia di persone, il difficile è dargli una degna sistemazione. Questi ora stanno per strada!!
Si potrebbe mica per esempio obbligare i proprietari dei grandi alberghi e villaggi a fare in modo che il personale abbia uno spazio, che so costruendo capannoni o case di legno, con un minimo di attrezzatura, dove i dipendenti potessero dormire?
Qualcosa si dovranno inventare, perché se vogliono eliminare le baraccopoli perché non sono belle da vedere per i turisti (così hanno detto dal Governo), devono comunque essere in grado di proporzionare un tetto sulla testa di questa povera gente. Ma sembra proprio che le intenzioni non ci siano.
Questi sono i risultati che il famoso Turismo di massa porta ai capoverdiani. Loro non solo non ci guadagnano niente, ma ci perdono pure, perché il giro del denaro apportato dal Turismo di massa, non tocca minimamente la popolazione capoverdiana!!!!

L’Organizzazione delle Nazioni Unite dichiara che i piccoli stati insulari possono venire travolti da catastrofi naturali come è successo recentemente a Porto Rico e in Repubblica Dominicana e pare che una catastrofe naturale di queste, cancelli in un attimo tutti gli sforzi fatti per raggiungere una certa stabilità economica.
Di conseguenza questi staterelli insulari dovrebbero imparare ed impegnarsi per diversificare la propria economia in modo di essere in grado di far fronte ad eventuali disastri naturali.
Per questo sono stati organizzati Forum ai quali partecipano rappresentanti di ottanta Stati del mondo e l’obbiettivo è quello di scambiarsi esperienze e dare delle dritte riguardo la gestione economica, la capacità di superare periodi difficili senza ridursi sul lastrico, volgersi verso un turismo sostenibile, non aspettarsi infiniti aiuti esteri che probabilmente andranno diminuendo.
IL FORUM MONDIALE DI SVILUPPO LOCALE si sta tenendo in questi giorni nella capitale di Capo Verde, la città di Praia.
Secondo la stampa locale, l’organizzazione di questo evento costa a Capo Verde, più di 800.000 euro.
Speriamo serva veramente ai governanti capoverdiani per imparare tante cose utili, perché qui in realtà non siamo finora neanche in grado di affrontare e superare la siccità che ci accompagna da secoli … figuriamoci un uragano 🙂


In effetti l’articolo cui mi ero rifatta e che parlava di quarto posto al mondo (link al precedente articolo) … non è affatto preciso.
Bisogna però chiarire che il Formaggio di S.Antao ha ricevuto il marchio internazionale “Slow Food” che è un riconoscimento molto importante per questi pastori e produttori di un’isoletta in mezzo all’Atlantico.
Il riconoscimento è stato dato per la produzione di un prodotto assolutamente naturale, senza aggiunte di acqua, senza essere scaldato o raffreddato artificialmente.
La produzione avviene sull’isola di S.Antao dove una ventina di pastori curano circa 7000 capre e direttamente producono il formaggio, questo lavoro contribuisce al sostentamento di circa 60 famiglie.
Quindi il prossimo passo sarà quello di attuare il progetto (finanziato come sempre con soldi europei), che prevede di ampliare e migliorare la produzione unendo la lavorazione anche di yogurt e altri derivati del latte.
Non ho letto nulla a riguardo della famosa fabbrica che era stata abbandonata, sicuramente l’intenzione sarà quella di rimetterla in funzione e magari migliorarla ancora.
La speranza è quella che una volta avviato il progetto ed incassati i soldi, le cose vadano avanti questa volta, che non si abbandoni più quello che con tanta fatica si riesce ad ottenere, perché gli aiuti che piovono dal cielo, (e sono parecchi), sono ne più ne meno che i soldi di cittadini di altri Paesi e costano anche tanta fatica e tanto lavoro a chi si occupa di ottenere i finanziamenti.
Mi auguro di tutto cuore che i capoverdiani stiano iniziando a capire queste cose e che si applichino con tutte le loro forze per ottenere buoni risultati che miglioreranno la loro vita.
Auguri S.Antao!!! Forza ragazzi, a lavorare sodo!!!

Formaggio Mondiale


Dunque, leggo oggi, che il formaggio di capra di S.Antao, ha partecipato alla Fiera Internazionale del Gusto di Torino.
Dico la verità, io stento a credere a quanto dice questo articolo … però risulta che Il formaggio capoverdiano in questione, si è qualificato al quarto posto a Livello Mondiale!!!!
Stavo pensando ai formaggi francesi, italiani, svizzeri, olandesi tra gli altri e in effetti è dura credere che questo formaggio sia arrivato addirittura ad ottenere un quarto posto, ma dato che così dice la stampa locale, la prendiamo per buona. Con questo non voglio dire che non sia un buon formaggio attenzione, è un formaggio di capra che si mangia in genere fresco e che da un po’ di tempo stanno anche facendo stagionare, è buono, ma sinceramente ne ho mangiati di molto migliori in Italia. 🙂
Comunque a parte i campanilismi 🙂 questo è un grande risultato per Capo Verde!!! I produttori di questo prodotto si impegneranno ora ad ottenere un certificato di qualità, in modo da poter arrivare un giorno ad esportarlo.
Come premio hanno ottenuto l’appoggio e la cooperazione italiana per migliorare la produzione.
In Novembre verrà dall’Italia una delegazione degli organizzatori della fiera, per discutere di nuovi progetti in questo campo agro-alimentare, attuabili in Capo Verde.
Bisogna aggiungere che nel 2002 sempre grazie alla cooperazione italiana era stata costruita e messa in funzione una fabbrica per la produzione del formaggio. Questa fabbrica fu poi abbandonata … le ragioni dell’abbandono non sono ben chiare …
Ora, dopo questo strepitoso successo, i produttori si dicono pronti a riprendere la lavorazione riaprendo la fabbrica e puntando anche sulla produzione di altri derivati del latte, tipo lo yogurt.
Auguri quindi ai produttori e Viva il formaggio di S.Antao!! 🙂

http://viajar.sapo.cv/noticias/sa-queijo-do-planalto-norte-entre-os-melhores-do-mundo

Pet Terapy a S.Vicente

L’Associazione SI MA BO di Mindelo di cui abbiamo più volte parlato, oltre a proseguire con la sua instancabile opera di sterilizzazione, ritiro e cura dei randagi dell’isola, da il via ora ad un nuovo progetto che reputo molto importante sia per i cani che per le persone; ve lo illustro e spero che ci sarà una grande partecipazione dei cittadini capoverdiani e soprattutto dei disabili e degli anziani che tanti vantaggi potranno ottenere da questa forma di terapia che in occidente ha ormai varcato anche le porte degli ospedali e degli istituti per gli anziani, a comprova della sua effettiva utilità.

SIMABO lancia il nuovo progetto con animali da compagnia.

La “pet terapy” già molto utilizzata in vari Paesi e ancora sconosciuta in Capo Verde, consiste in una terapia destinata a persone con inabilità di qualunque età. A Mindelo, verrà creato da SIMABO un apposito spazio per iniziare la pratica di questa terapia.

Ci sono a S.Vicente, più di 500 persone portatori di handicap di diverso tipo, oltre ad un considerevole numero di persone anziane che vivendo sole, non hanno modo di socializzare né di avere qualcuno a cui dedicarsi.

SIMABO offrirà con questo nuovo progetto, un’occasione per queste persone di superare la negatività dell’isolamento. La Pet Terapy stimola mentalmente e aiuta a socializzare; questo serve ad aumentare l’autostima delle persone diversamente abili e serve per distrarre dal pensiero della propria infermità o della propria condizione. Prendersi cura di un animale, comporta andarci a spasso e quindi aumentare il proprio movimento (cosa molto utile per gli anziani); dargli il proprio affetto (che viene inevitabilmente ricambiato), proporzionargli il nutrimento e le cure necessarie, rivolgendosi loro parlandogli come ad un amico, aumentando così le proprie occasioni di comunicazione ed incentivando il linguaggio. Tutte queste cose contribuiscono ad alleviare di molto lo stress e distraggono dai problemi che affliggono chi non è pienamente abile. In alcuni casi si arriva a diminuire i farmaci e si affronta la propria infermità o la propria solitudine in maniera più lieve.

Al tempo stesso sarà un’occasione per le famiglie per comprendere meglio l’importanza di avere un animale domestico, rendendosi conto che queste creature vengono a far parte della famiglia ed apportano benessere a tutti. In questo modo si arriverà ad avere più animali adottati, quindi tolti dalla strada, evitandogli l’abbattimento da parte del canile municipale.
Il Progetto proporzionerà anche una valida formazione professionale che potrà essere uno sbocco nella vita di tanti giovani.

Se qualcuno fosse interessato ad aiutare lo svolgimento della Campagna con una donazione fatta secondo le proprie possibilità, lo può fare a questo indirizzo: https://www.globalgiving.org/projects/pet-therapy-for-handicapped-people-in-cape-verde/?rf=ggWidget

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