Maria Josè, una figura di donna che la dice lunga sulla situazione femminile in queste isole:
MariaJosé
Il nonno era fabbricante di tamburi e lei fin da piccola si appassionò a questo strumento che per altro è una tradizione molto radicata in tutta Capo Verde. Di norma i tamburi vengono suonati da uomini e ragazzi, ma la piccola Maria, anche se nata senza l’avambraccio sinistro, non si lasciò intimidire e continuò a suonare il suo tamburo a tutte le feste religiose della sua isola: S.Antao.
Nel 1997 partecipò ad un concorso e vinse il premio di miglior “tamboreira”-

Purtroppo la nostra eroina, aveva una vita difficile e con quattro figli, doveva sopportare gli abusi e le violenze del compagno. Si rivolse più volte alla polizia per denunciare quest’uomo ma, come lei stessa racconta: “La nostra società è maschilista e per questo fatto, non risolvettero nulla e non mi aiutarono per niente”.

Un bel giorno, disperata e stanca di soffrire, uccise il compagno a coltellate!!!

Fu condannata a quattro anni e sei mesi di prigione, durante i quali non aveva il permesso di ricevere visite dei famigliari. Per buona condotta, uscì dopo due anni e otto mesi e tornò dai suoi figli.

“Il mio tamburo mi aiuta a scacciare i fantasmi del passato! Smetterò di suonare solo il giorno in cui morirò.”

Ora la situazione delle donne è migliorata, ma ne conosco più di una che viene maltrattata e picchiata dal marito per qualunque futile motivo. Siamo ancora lontani dal raggiungimento di una condizione femminile ottimale … anche questo è Capo Verde.

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