Archive for settembre, 2012


A Boavista dopo la pioggia

http://noticias.sapo.cv/info/artigo/1272427.html

Dall’articolo uscito stamattina sulla visita del Primo Ministro all’isola di Bovista, dopo i danni causati dalle piogge dei giorni scorsi, si evince che TUTTO IL MONDO E’ PAESE!!!

IL Primo Ministro nell’intervista dice che la situazione si sta normalizzando, l’erogazione di acqua e luce sta funzionando e le comunicazioni sono già state ristabilite. Pare che tutte le operazioni di ripristino abbiano funzionato molto bene e tempestivamente. (se lo dice lui …)
“Le piogge sono state di portata straordinaria, ma l’inchiesta ci dirà i motivi per cui il ponte è crollato” …

Al momento, per raggiungere l’aeroporto da Sal Rei (il centro principale dell’isola), si percorre una strada alternativa e il viaggio dura circa 50 minuti (invece dei 5 minuti di prima); Il costo di questo viaggetto era di 500 ECV, ora che ne vogliono dai 3000 ai 4000!!!

Ma è interessante leggere i commenti a questa notizia: ce ne sono solo due.

Il primo dice semplicemente: “MENTIRA” ossia Bugia!!!

Il secondo invece dice che la colpa non è della natura, ma dell’opera dell’uomo. Spiega che i lavori di quel ponte sono stati fatti in maniera disastrosa, una vera porcheria dice. Un’opera costata un sacco di soldi che sicuramente non sono stati impiegati nei lavori, ma sono stati abilmente fatti sparire … Questo signore aggiunge che solo quando certa gente verrà mandata in galera, Capo Verde potrà cominciare il suo vero sviluppo!!!!!

Chissà perché ho come una sensazione di déjà vu???? 😉

Vi piace la montagna? Siete buoni camminatori? Volete godere di paesaggi mozzafiato?
Allora andate a S.Antao!!!!

Vita di tutti i giorni

VACANZE

Vacanza!!! Una parola magica che fa brillare gli occhi di chi lavora e non vede l’ora di partire per l’agognato riposo.

La vacanza ha mille sfaccettature e mille interpretazioni, è legata al modo di essere di ognuno e varia tantissimo a seconda dei gusti personali.
Da quando sono stati lanciati i famosi “pacchetti vacanze”, gli italiani viaggiano di più e molti sono convinti di aver conosciuto il mondo saltellando da un villaggio turistico all’altro e battendo le mete turistiche più famose situate a varie latitudini di questo splendido pianeta.
E questi sono i turisti classici, quelli che non si fidano del “fai da te” e non vogliono correre rischi, per cui si affidano completamente ai Tour Operator, sapendo già prima di partire che saranno al sicuro, godranno di un buon servizio, avranno il loro cocktail di benvenuto e tutte le giornate saranno rilassanti ed organizzate a dovere:, mare, spiaggia, escursioni e animazioni comprese …
I villaggi turistici sono in genere gradevoli e ben organizzati e per chi ma questo tipo di vacanze, sono una benedizione!!!!

Personalmente non ci andrei mai, perché solo l’idea di essere “inquadrata” in un programma ben definito, stare a contatto solo con i miei conterranei compagni di viaggio, avendo scarse possibilità di conoscere veramente il posto prescelto … sciuperebbe la mia vacanza e a parte il riposo, non mi avrebbe apportato nulla. Ma questo è solo il mio parere, infatti resta la maniera più diffusa di fare le vacanze, ossia, c’è una grande quantità di persone che apprezza questo tipo di vacanza.
Chi come me ha viaggiato da giovane con lo zaino in spalla difficilmente apprezza la vacanza organizzata.

Ci sono poi gli “appassionati”; sono coloro che amano per esempio uno sport come il Surf o lo sci, o la pesca, oppure il trekking, e queste persone amano trovare sempre nuovi angoli di mondo dove sia possibile divertirsi praticando il loro passatempo preferito e al tempo stesso scoprire nuovi orizzonti e nuovi paesaggi.

Poi, i “curiosi”; gente che ama conoscere posti nuovi, ma anche la gente che vi abita, le usanze, i diversi modi di essere e di pensare. Queste persone amano immergersi nella vita del posto che hanno scelto, non gli interessano le performance create ad uso e consumo dei turisti, ma cercano il contatto con le diverse realtà del mondo. I pochi giorni della vacanza non riusciranno a far si che riescano a conoscere a fondo le tante sfaccettature di un popolo, ma sicuramente avranno fatto un vacanza elettrizzante e soddisfacente e probabilmente avranno in mente di tornarci.

Gli appassionati di “città d’arte”, girano per scoprire monumenti, ed attraverso di questi, la storia di tanti Paesi che hanno da offrire meravigliose opere d’arte e svariate culture. Questo tipo di vacanza è sicuramente interessante e stimolante, ma non riposante, bisogna essere dei veri appassionati del genere, oppure disporre di più periodi di vacanza durante l’anno per concedersi anche qualche giorno di relax da qualche parte.

La categoria che io amo, è quella dei “viaggiatori”; persone che hanno la fortuna di potersi concedere vacanze più lunghe, dandosi il tempo per immergersi veramente nell’atmosfera del posto prescelto. Queste persone saranno a stretto contatto con la vita del Paese, faranno di tutto per comunicare con la gente del posto, cercando di apprendere in fretta almeno i primi rudimenti della loro lingua, perché solo in questo modo potranno iniziare a comprenderli, ad inserirsi, a partecipare alle loro attività. Non avranno paura di mangiare come loro mangiano, senza stare sempre a pensare al “parmigiano” o al “prosciutto”. La vacanza di questo tipo richiede tempo, fantasia, curiosità e niente paura …. Ma quando sarà finita, ci lascerà più ricchi di tante sensazioni e sarà sicuramente indimenticabile. Quasi sempre i “viaggiatori”, ad una certa età fanno la scelta di trasferirsi definitivamente e lo faranno in uno dei posti che hanno conosciuto e che maggior soddisfazione gli ha dato.

In qualunque modo si scelga di farla, la vacanza resta “magica”, è il nostro premio, rappresenta lo staccarsi dalla routine e sempre ci gratifica 

Se qualcuno avesse voglia di raccontarci una vacanza che gli è particolarmente piaciuta, oppure darci un’opinione circa i vari tipi di vacanze, sarebbe bellissimo scambiarci esperienze e spunti per nuove vacanze.

Musica Capoverdiana

La Musica, ricca di accordi tradizionali, si arricchisce a tratti di note europee.
La Morna è l’espressione dell’anima capoverdiana, nasce dalla fusione di ritmi africani con il Fado portoghese e canta di amore e nostalgia.
La Coladeira, decisamente più allegra come genere, è una fusione afro-brasiliana.
Il Funanà, genere molto ritmato che si avvicina al Zouk delle Antille.
Parecchi altri generi si possono ascoltare nelle feste tradizionali, come il batuque, la mazurca e la contradança

Ma ecco alcuni esempi della musica che si può ascoltare normalmente in radio o tv e che va per la maggiore.

Cordas do Sol: Questo è un gruppo originario dell’isola di S.Antao, che si è imposto negli ultimi anni ed è molto seguito, tra l’altro hanno avuto modo di suonare all’estero in più di un’occasione.

Altro cantante capoverdiano: Mirri Lobo. Molto famoso nel Paese è autore di quello che è stato il “tormentone” dell’estate scorsa.

Immancabile, la cantante rappresentativa di Capo verde, quella che ha fatto conoscere all’estero la “Morna”, il genere di musica tradizionale che canta la nostalgia di chi deve vivere lontano dalla sua terra. Cesaria Evora è morta l’anno scorso dopo una lunga carriera che l’ha portata in giro per il mondo.

Susana Lubrano, altra cantante del pop capoverdiano molto gettonata:

Mayra Andrade, giovane cantante che raccoglie larghi consensi in Capo Verde e ll’estero.

Esistono molti altri cantanti, musicisti e gruppi capoverdiani; alcuni emigrati anni fa in cerca di fortuna, si impegnano ora per far conoscere nel mondo l’espressione artistica di questo Paese.

Bere a Capo Verde

I capoverdiani sono grandi bevitori. Non sono certo bevitori raffinati, in quanto possono bere di tutto e di più, basta che sia alcoolico 🙂
Sulle isole si possono trovare svariati tipi di liquori importati, ma il capoverdiano predilige sempre il Grog che è la bevanda alcoolica nazionale e viene prodotta in loco, soprattutto sulle isole di S.Antao e S.Nicolau.

E’ interessante visitare i luoghi dove questo liquore viene prodotto. Si chiamano Trapiche e sono situati nelle zone dove avviene la coltivazione della canna da zucchero.

Nei trapiche, si effettua appunto la lavorazione della canna da zucchero tramite spremitura per arrivare fino alla distillazione vera e propria della melassa, che darà il prodotto finito.

Il Grog non viene lasciato molto ad invecchiare ma si commercia quasi subito dopo la produzione; è un liquore trasparente molto forte, simile forse ad una grappa, ma molto meno aromatico. Potrebbe essere considerato come la base del Rum, in quanto pare che il Rum non sia altro che Grog lasciato invecchiare in botti di legno.

Aggiungendo al Grog del miele o il cocco ed altri svariati aromi, producono il Ponche, che risulta essere un liquore sempre piuttosto forte, ma dal gusto più soave e per questo motivo è apprezzato soprattutto dalle donne 🙂

L’altra bevanda “di bandiera” è la birra. Si può trovare birra importata dal Portogallo e c’è una birra di produzione nazionale che è fortemente commercializzata in tutto il Paese. Si tratta comunque di birre leggere se paragonate alle svariate qualità di birra che si trovano in Italia. In ogni caso i capoverdiani ne fanno un’uso indiscriminato, sono sempre pronti per una “cervejinha” a qualunque ora del giorno o della notte 🙂

Per quanto riguarda i vini, bisogna dire che non sono degli intenditori e non hanno la cultura del vino. Si trovano diverse qualità di vini importati soprattutto dal Portogallo, ma sono prodotti in genere di scarsa qualità e che per contro vengono venduti a caro prezzo. Capita comunque a volte di trovare un qualche vino di qualità accettabile e se no si può fare a meno del vino …. è meglio fare provvista in quelle occasioni.

Per contro, sull’isola di Fogo esistono delle coltivazioni di uva e viene prodotto anche se in modeste quantità, un ottimo vino sia bianco che rosso. Questa attività iniziò parecchi anni or sono grazie all’impegno dei frati cappuccini
che piantarono le prime viti nella zona di Chà das Calderas, sulle pendici del vulcano. Fuori da Fogo non è facile da trovare questo buon vino, forse perché la produzione è piuttosto limitata e forse perché viene destinato all’esportazione, ma se andate a Fogo potrete sicuramente comprarne qualche bottiglia. Vale la pena assaggiarlo.

Mare e monti di S.Nicolau

Iniziamo col dire che le abitudini alimentari si differenziano dalle nostre, soprattutto per quel che riguarda gli orari delle refezioni.
Il capoverdiano inizia la giornata molto presto e come prima colazione mangia latte o tè con pane fresco o “bolaxas” (biscotti secchi).
Le 10 del mattino è l’ora del cosiddetto “café” ma non ha nulla a che vedere con il caffè ….
Si tratta infatti di una specie di pranzo che prevede un piatto unico composto da “cachupa” con pesce o uova e che risulta molto ricco ed energetico.
Il pranzo vero e proprio si consuma verso le tre del pomeriggio, e anche qui a farla da padrone sarà il pesce grigliato o fritto, oppure in zuppa, con l’immancabile riso e le verdure.
La sera non sempre cenano, alcuni si accontentano di latte e biscotti.
Il piatto popolare rappresentativo di questo Paese è la cachupa. Si tratta di una zuppa di mais bianco e fagioli con l’aggiunta di verdure, mandioca, patata dolce, salsiccia piccante, pesce o carne di maiale e di pollo. E’ un’ottima zuppa, che cucinano in grandi quantità e dopo averla consumata una prima volta con il suo brodo, fanno saltare la rimanenza in padella rosolandola con vari sapori e lasciandola asciugare. Questa si chiama cachupa guisod e normalmente è quella che si consuma all’ora del café appunto 
Altro piatto che va per la maggiore all’ora di pranzo è la feijoada, uno stufato di fagioli con carne di maiale.
Ci sono diversi tipi di zuppe, come la canja, il motch, il caldo de peixe e tutte sono sempre a base di verdure tipiche come la mandioca, l’igname, la banana verde, ma anche le carote ed i pomodori.
Il pesce che è sempre freschissimo, appena pescato, viene cucinato in vari modi, con predilezione per la griglia e fritto e viene servito con patate fritte e riso.
Non manca la carne di maiale, di capretto o pecora ed anche di vacca. Le preparazioni sono in genere degli spezzatini spesso aromatizzati con il curry e cucinati con sughetti deliziosi.
Oltre a fagioli e mais, le lenticchie e le “ervilha” (specie di piselli), fanno parte della cucina tradizionale.
I capoverdiani non sono particolarmente amanti dei crostacei, anche se qui si trovano delle bellissime aragoste che tra l’altro alcuni di loro cucinano in modo impeccabile  ma certo, essendo parecchio più care del pesce, non entrano a far parte del quotidiano, così come i percebes e i busio. Molluschi questi due ultimi, molto appetibili e cari perché difficili da pescare.
Se si viene qui comunque è certamente da provare sia il busio che il percebe che nei ristoranti si possono trovare quando è la giusta stagione. Anche il polipo è assolutamente da provare.
Il dolce tradizionale è il pudim, una specie di creme caramél fatto con latte condensato e a volte con formaggino di capra.
Altro dolce apprezzabilissimo è quello di papaia che viene servito con formaggio di capra e il contrasto dei sapori ne fa un gradevole fine pasto.
I frutti sono i classici frutti tropicali, come la papaia, il mango, la gujaba, la banana il cocco ecc.

Comunque se fate una vacanza a Capoverde, potrete sbizzarrirvi assaggiando svariate qualità di pesci, dal tonno, alla cernia, alla ricciola, la garoupa, con la certezza che starete gustando prodotti freschissimi e di ottima qualità.
Anche se i capoverdiani non usano consumare il pesce crudo, ultimamente in qualche ristorante si inizia a trovare il carpaccio o la tartara di pesce che sono deliziosi piatti. Queste ricette sono certamente importate dagli italiani ed iniziano a piacere anche ai capoverdiani che prima guardavano con sospetto la preparazione 

I trasporti tra le isole sono da sempre un grosso problema. Purtroppo abbiamo una compagnia aerea in pieno deficit e che non riesce a dare un servizio regolare e decente; abbiamo anche dei collegamenti marittimi a dir poco ridicoli; non si sa mai quando e come arriverà una nave, si tratta sempre di vecchie navi malandate che spesso devono fermarsi per giorni e giorni per riparazioni; è quasi impossibile pianificare un viaggio ad un’altra isola via mare perché non si può mai sapere se e quando tornerà indietro la nave in questione.

A Gennaio del 2011, l’Impresa CVFast Ferry, ha istituito un servizio di trasporto tra le isole che doveva avvenire tramite due navi: la “Criola” che avrebbe collegato le isole di Sotavento e la Liberdadi”, che avrebbe viaggiato tra le isole di Sopravento. Ricordo ancora gli interminabili servizi al TG, tutti i “bravo” e gli “evviva” … entusiasmo alle stelle e complimenti sperticati per una grande impresa capoverdiana!

Solo la Criola ha preso servizio e pare stia viaggiando tra Santiago, Fogo e Brava, mentre l’altra nave si trova ancora a Singapore, pronta per venire, peccato che non ci siano i soldi per pagarla!!

E’ di oggi la notizia che la CVFF, ha annunciato che la prossima settimana dovrà chiudere definitivamente i battenti se il Governo non l’aiuterà … Tra gli azionisti dell’impresa figurano anche diversi municipi di Fogo e Brava. Proprio queste Amministrazioni, criticano la forma di gestione dell’impresa, secondo loro le spese sono enormi e sproporzionate per questo tipo di lavoro.
Secondo i gestori invece, il Governo dovrebbe entrare in parte molto maggiore con capitali consistenti per salvare la baracca!!

In sostanza, nel giro di poco più un anno sono stati capaci di mandare a rotoli il tutto, intanto i servizi di trasporto ne risentono ancora una volta e fanno un altro passo indietro.

La stessa storia con la TAICV per i trasporti aerei ….. azienda in fallimento, Governo che dovrebbe intervenire, tutto fermo e caos in tutti gli aeroporti con enorme malcontento dei viaggiatori.

Viene spontaneo chiedersi: “Ma perché mai questa gente non è in grado di gestire niente?” Perché non è la prima impresa che va a rotoli e purtroppo si nota che quando un’impresa va in mani capoverdiane, ha poche speranze di durare a lungo.

Personalmente credo che questo Paese abbia fatto il passo più lungo della gamba. Non hanno le basi, la preparazione o l’esperienza necessarie per affrontare certe problematiche. Il Governo tendenzialmente copia dall’Europa e spinge a più non posso il Turismo per esempio, ma a parte le strutture turistiche in mano agli stranieri, non esiste altro e soprattutto, non si può promuovere un turismo di massa dove non arrivano aerei e navi. Non si può pretendere che arrivino navi da crociera quando i porti non sono a norma e non sono adatti per far sbarcare la gente. Manca la base di tutto, è come un castello di carte che si regge traballando.

Si criticano sempre i Governi, in ogni parte del mondo, ma in effetti, io credo che questo Paese stia adottando una politica non adatta. E’ un Paese troppo giovane, troppo inesperto per fare grandi salti in avanti di botto, io credo che doveva essere più graduale e forse si starebbe andando un tantino meglio.

E’ arrivato l’etilometro

A Capo Verde la maggior parte degli incidenti stradali, sono causati da guida in stato di ebbrezza.
Non passa fine settimana senza incidenti sempre gravi e spesso mortali; qui a Sao Nicolau per lo più sono macchine che finiscono fuori strada precipitando in ripidi burroni, facendo tutto da soli …
Ora, dal mese di agosto, è stato introdotto l’etilometro per il controllo del tasso alcolico degli automobilisti.
Per il momento ne sono dotate solo un paio di isole ma pare che verrà applicato presto dappertutto.
A Praia, in un mese sono state condannate 12 persone con pene da due mesi a tre anni di prigione e divieto di guida per periodi che vanno sempre dai due mesi ai tre anni.
Il tasso alcoolico più alto registrato in questo periodo è stato di 2,58 mll. Se il valore risulta essere inferiore a 0,80 non succede nulla. (mi sembra di ricordare che invece in Italia, con un tasso da 0,50 a 0,80 si viene multati fino a 2000 euro ed è anche prevista la sospensione della patente).
Chissà se lo spauracchio dell’etilometro servirà a qualcosa? E’ impressionante la quantità di alcool che i capoverdiani riescono a tracannare in un fine settimana, e spesso guidano mezzi pubblici e trasportano gente sui cassoni dei pik-up in condizioni pericolosissime.
Tutti ci auguriamo che piano piano queste cattive abitudini cambino, anche se credo che ci vorrà del tempo per indurli a bere in maniera responsabile ….

Visita Medica

Chi vive a Capo Verde è sicuramente già informato di come funzionano queste cose, ma forse questo mio raccontino, servirà a chi non conosce certe realtà, per farsi un’idea 🙂

Questa mattina ho deciso di farmi visitare dal medico perché mi sto trascinando da circa venti giorni un malessere fastidioso, dovuto probabilmente ad un virus.
Premetto che ero già stata in ospedale quando ho accusato i sintomi e, in assenza del medico, mi sono stati prescritti dei medicinali da un infermiere il quale mi ha assicurato che si trattava di un virus che stava colpendo molte persone e che era necessario prendere quelle pastiglie, unitamente a dei sali minerali e vitamine.
Ok, io faccio la cura, sto leggermente meglio, ma dopo qualche giorno sono daccapo con gli stessi sintomi, non riesco a mangiare, nausea, stanchezza incredibile ecc ecc.
Da qui la decisione di vedere il medico personalmente.
Entro nella segreteria dell’ospedale e parlo con l’addetto allo sportello, chiedendo quando è possibile vedere il medico.
Sono fortunata: oggi il medico c’è! Bene, il ragazzo della segreteria mi dice: -“C’è parecchia gente già in attesa, se vuole, può fare una visita “particolare a pagamento” – Ok dico io, cosa devo fare quindi?
-“paga qui 1500 scudi” – Bene, e poi quando vengo per la visita? – “ah non lo so, per farsi visitare deve sedersi e aspettare che passino tutte queste persone che sono prima di lei” –
Ma non mi da un appuntamento? – “no, niente appuntamento!” –
Allora mi scusi, in cosa consiste la differenza tra la visita “particolare a pagamento” e la visita normale?
– “niente, consiste nel fatto che una viene pagata 1500 scudi, mentre per l’altra basta dare i cento scudi e prendere il numero …” –
Naturalmente io non posso più pagare i cento scudi e prendere il numero perché tutti i numeri di oggi sono già stati assegnati 🙂 quindi pago i 1500, mi siedo e aspetto un’ora e mezza, finché se ne va anche l’ultimo dei pazienti, dopo di che posso entrare al cospetto del dottore.
Il medico mi fa una visitina e mi dice che si tratta di un’infezione e che quindi devo prendere subito un antibiotico, anzi, avrei dovuto prenderlo già da quando ho iniziato ad avere quei sintomi. Ok, ringrazio, prendo la ricetta e vado in farmacia.
Sorpresa!! L’antibiotico non c’è. Quando arriva? Non lo sappiamo, sono senza anche nella farmacia della capitale!
E’ una lotteria, perché può essere che arrivi presto una nave, e magari su quella nave c’è quell’antibiotico? Ma può essere che passino giorni prima dell’arrivo della nave, e poi non è detto che a bordo ci sia quel medicinale 🙂
A questo punto non resta che trovare qualcuno che vada a Sao Vicente per dargli la ricetta e far cercare su quell’isola, magari con un po di fortuna troviamo la medicina.
Intanto tiro avanti con i sali minerali e il riso bollito heheheh non morirò per questo, ma certo che, se la sanità da queste parti iniziasse a fare qualche piccolo passo avanti … non sarebbe male … che ne dite?

In luglio avevo postato un articolo quando sono arrivate le tartarughe per deporre le uova; ora sono in grado di darvi una bella notizia: Le tartarughe approdate sulle spiagge capoverdiane quest’anno pare siano state davvero tante, e in parecchie spiagge sono state attentamente monitorate da personale addetto che ha sorvegliato giorno e notte, facendo in modo che i nidi non potessero essere profanati.
Le tartarughe Caretta-caretta, depongono fino a 100 uova in una buca che scavano nella sabbia e poi ricoprono accuratamente. Prima di riprendere il loro viaggio in mare, scavano almeno un’altra buca, che sarà vuota e serve per depistare i predatori 🙂 Dopo il loro estenuante lavoro se ne vanno e le uova ci metteranno circa 45 giorni per schiudersi.
I nidi vengono recintati con delle reti di plastica e quando si avvicina l’epoca della schiusa, si inizia a vedere la sabbia che tende a crollare al centro; vuol dire che le tartarughine iniziano a muoversi ed è in questo momento che il personale di guardia le aiuta aprendo il buco e spianandogli la strada per uscire.
Sono graziosissimi animaletti, dal guscio ancora molle e dal colore grigiastro, che iniziano subito la loro “corsa” verso la riva.
Alcuni miei amici hanno avuto la fortuna di assistere ad uno di questi eventi un paio di giorni fa sulla spiaggia di Carissal, qui a S.Nicolau e quindi eccovi le foto.


Dal nido in questione, sono uscite 31 tartarughe. Tenuto conto che di norma le uova sono da ottanta a cento, si evince che il tasso di mortalità è molto elevato, in più dovranno anche fare i conti con i predatori in mare, in quanto sono tenere ed appetitose per più di un pesce …. ma qualcuna sempre ce la fa e visto che sono davvero tantissime le uova che sono state deposte in questi due mesi, possiamo avere la certezza che la continuità della specie sia stata assicurata.
Sono davvero tanti i pericoli che questa specie affronta e proprio perché si tratta di una specie in via di estinzione, è molto importante fare il possibile per proteggerle ed aiutarle, almeno nel difficile passaggio della nascita.
Sembra che Capo Verde abbia fatto qualcosa quest’anno per questi animali ed è un punto a favore di un Paese che è una delle mete favorite delle tartarughe 🙂

I Virus delle vacanze

Quest’anno il mese di agosto ha portato una notevole quantità di turisti in queste isole.
Si sa che la maggioranza della gente può concedersi vacanze lunghe solo in questo periodo, e purtroppo è anche il mese forse meno adatto per venire qui. E’ infatti l’unico periodo dell’anno in cui fa un caldo soffocante, è presente una percentuale di umidità abbastanza alta che rende il caldo meno sopportabile.
Durante lo scorso agosto, sono poche le persone che sono riuscite a scampare ad un virus veramente maligno che girava non si sa bene se nell’aria, nell’acqua o chissà dove …
Anche la gente del posto ne è stata colpita e quando sono andata all’ospedale per chiedere cosa dovevo prendere per debellare questo virus che mi ha messa a terra per parecchi giorni, ho trovato una marea di gente in attesa del medico per la stessa mia ragione.
Fortunatamente, con i medicinali che mi sono stati consigliati, sono riuscita a venirne fuori 🙂 In sostanza si tratta di prendere qualcosa per bloccare la diarrea, del paracetamolo per la febbre, sali minerali da sciogliere in acqua e bere a litri e antibiotici per combattere l’infezione intestinale.
E’ forse interessante sapere che i medicinali italiani che molti di noi si portano appreso, non hanno grande efficacia per questi virus. E’ decisamente meglio affidarsi alle medicine che vengono prescritte qui e che in pochi giorni sono in grado di debellare il virus.

Non è stato l’unico problema con il quale i turisti si sono trovati a combattere … infatti, anche la compagnia aerea di bandiera (TAICV) sembrava essere stata colpita dal virus :-).. Non sono stati in grado di gestire il flusso di viaggiatori e si sono creati enormi ritardi, cancellazione di voli, disagi di ogni tipo in tutti gli aeroporti delle varie isole.

Per fortuna anche Agosto se n’è andato e sono arrivate puntualmente le piogge a riequilibrare il clima. Ora si torna a respirare e nel giro di qualche giorno riavremo il nostro carissimo clima caldo-secco e piacevolmente ventilato che tanto amiamo.

In conclusione, il consiglio è quello di venire a Capo Verde in altri periodi dell’anno per poter apprezzare al meglio questo Paese. Intanto ci si augura che questa gente riesca ad organizzarsi un po’ meglio, perché se continuano così, vedranno sfumare il sogno del “grande turismo”.

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