Passate le nottate di venerdì e sabato tra balli e libagioni abbondanti, i capoverdiani la domenica la passano a smaltire i postumi di incredibili sbronze 🙂 chi può comunque non rinuncia a gite sulle spiagge o in montagna, dove magari ci scappa qualche altro grog e un po di birra … giusto per non perdere l’abitudine.

Noi invece, in genere cerchiamo di andare in montagna per cambiare aria e godere di un clima più fresco.

Ieri ad esempio, sono stata con amici a fare un giro nella zona delle coltivazioni, dove tra grandi piantagioni di banane, spettacolari distese di alberi di mango e papaia, passando per ripide stradine lastricate in mezzo agli orti, si arriva ad un ristorantino, una specie di agriturismo molto alla buona, dove si mangiano solo i prodotti coltivati dai proprietari capoverdiani, comprese le carni di capretto, mucca, maiale e pollo.
Seduti all’ombra di un enorme mango, ci siamo goduti il fresco e la straordinaria pace che si respira in questo posto, mentre ci veniva servito il pranzo.

Due diversi tipi di carni, entrambi cucinati molto bene, il maiale era tenerissimo ed il pollo ruspante molto saporito; insalata mista di verdure fresche, patate arrosto, l’immancabile riso e un dessert con dolce di papaia e formaggino di capra. Il tutto cucinato magistralmente e in porzioni super abbondanti. Bevendo birra a volontà e finendo con caffè e liquore.

Per un pranzo qui, calcolate intorno agli 8/9 euro a testa, è indifferente se mangerete maiale o capretto o quello che volete, e potete bere birra o vino ed assaggiare i vari “punch” casalinghi fatti con grog locale e frutti vari o miele.

I proprietari di questo angolino delizioso, vi possono anche vendere verdure e frutta fresche di vari tipi a seconda dei periodi dell’anno e qui si pagano molto meno che in città naturalmente.

Dopo pranzo se ce la si fa ancora 😉 si può fare una passeggiata affrontando la ripida salita per arrivare alle piantagioni, o quando è stagione, fermarsi al trabiche per vedere la lavorazione della canna da zucchero che si trasforma in grog, facendo magari attenzione a non ubriacarsi con il pungente odore che emana dalle fermentazioni.

Al ritorno ci siamo fermati in una serra (l’unica per la verità) per comprare qualche piantina da mettere in vaso o da piantare in giardino.

E’ pomeriggio inoltrato quando scendiamo verso Tarrafal che d’improvviso si mostra, adagiata a semicerchio nella baia e illuminata dal sole dardeggiante che crea riflessi dorati sull’oceano che l’abbraccia.

A distanza di pochi kilometri, l’aria è cambiata e si è fatta calda e secca, mentre il rilassante verde del paesaggio ha lasciato il posto ai rossi e gialli delle colline brulle che costeggiano la strada. E’ sempre uno spettacolo il contrasto che questi colori caldi creano con lo sfondo blu intenso del mare scintillante.

Questa è una domenica a S.Nicolau, ma per me è anche sempre piacevole rimanere in casa e stare sul portico a leggere con la compagnia del mare che con la sua incessante canzone mi culla e mi rilassa.

Non siamo certo su un’isola frenetica e mondana, ma abbiamo una pace che difficilmente si trova ancora in giro, vivere qui è come aver fatto un tuffo nel passato e … almeno per me, è del tutto rigenerante 🙂

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