In merito al crollo del ponte di Boa Vista, avvenuto durante il periodo delle piogge, è stata consegnata nei giorni scorsi la relazione d’inchiesta sulle cause del crollo. Sono stati necessari quarantacinque giorni per effettuare l’inchiesta.
L’ex ispettore generale delle opere pubbliche ha detto la sua in materia e io non posso fare a meno di parlarne, visto che finalmente mi stanno dando ragione circa l’impreparazione e la mancanza di organizzazione di cui sono sempre stata convinta e in parecchi casi testimone.
Sono contenta che a farlo sia un capoverdiano, un personaggio che mi pare preparato nel suo campo e che sa quello che dice, questo mi fa ben sperare, perché vuol dire che ci sono le persone giuste, anche se purtroppo sono davvero poche.

Intanto lui dice che ci sono voluti tanti giorni per preparare questa relazione, perché non esistono i dossier tecnici ed amministrativi relativi, manca un contratto formale e mancano parecchi documenti.
-“io tempo fa ho dovuto consultare per lavoro, alcuni progetti del tempo coloniale, ed ho constatato che esisteva un’amplia documentazione molto ben organizzata, che permetteva di risalire a tutte le informazioni necessarie “ – “Noi, dopo l’indipendenza e fino ad ora, siamo incapaci di completare un dossier corretto, contenente tutte le indicazioni e le eventuali alterazioni avvenute durante i lavori.” Parole queste del l’ispettore stesso.

Niente giustifica l’assenza di un contratto, si sta parlando di lavori pubblici e non della vendita di patate,aggiunge.
Sempre secondo lui, i politici vogliono mostrare l’opera finita in tempi brevi e per tal motivo, ricorrono a una qualche specie di patto, un contratto diretto con un’impresa che garantirà la rapida esecuzione ma quasi mai la buona qualità dei lavori stessi, ecco perché bastano due o tre giorni di pioggia per far crollare una strada. Nel caso del ponte di Boa, non sono stati fatti neppure gli studi idrologici e geotecnici, ed è impossibile realizzare un ponte senza tener conto di dati come la portata d’acqua o quant’altro. Inoltre pare che non ci fosse neppure armatura in ferro nei pilastri … era ovvio che sarebbe accaduto prima o poi un disastro.

Il responsabile è il ministero delle infrastrutture, ma non risponderà per nulla in quanto qui non c’è la cultura della “responsabilizzazione” …. L’Ispettore si augura che i politici inizino a capire e facciano tesoro di questa esperienza per cominciare a lavorare seriamente e organizzarsi per le opere future, perché di questo passo non si va da nessuna parte.

Questo del ponte in questione è un esempio eclatante, ma succede ogni anno ed in ogni isola, che dopo qualche giornata di pioggia, spariscano intere strade e disastri del genere.

Ora certamente molti diranno che in Italia c’è di peggio ecc. ecc. 🙂 E’ così, ma non siamo qui per fare paragoni, siamo qui per parlare di un Paese giovane che se vuole crescere bene, deve mettersi sulla retta via e non copiare dai fallimenti altrui.

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