Da un intervento fatto in Facebook da un mio amico, prendo spunto per questa riflessione.
Parecchi europei che vengono in queste isole, dopo averle un pochino conosciute,provano pena per la situazione delle donne in generale.

Succede qui, che l’uomo non ha grande rispetto per l’altro sesso, semplicemente usa le donne e non pensa quasi mai ai figli; ne deriva che la grande maggioranza delle ragazze dai 14- 15 anni in su, si ritrovano sole, con uno o due o anche più bambini che non hanno un padre.
Tutti questi figli sono frutto di rapporti occasionali o comunque di breve durata, per cui i figli di una ragazza hanno in genere padri diversi .

Essendoci grande scarsità di lavoro, queste donne non hanno con che sostentare la prole e neanche dove vivere, per cui portano tutti i bimbi a casa della nonna (che in genere è pure lei senza marito) ed ecco che possiamo vedere quantità di case abitate da donne sole di due o anche tre generazioni diverse, con tanti bambini che vengono accuditi da nonne e bisnonne, nonché da sorelle più grandicelle …
Queste donne si arrabattano facendo lavoretti saltuari o preparando dolcetti e biscotti da vendere in strada, le più vecchie si adattano anche a fare lavori pesanti, tipo la raccolta della ghiaia, cosa che le giovani non fanno più.

Ma tornando alle ragazzine, una volta che hanno sistemato il figlio in casa, continuano la loro vita di nulla-facenti. Non sono però madri snaturate, anzi, loro ci tengono moltissimo ad avere cura dei lori bambini e adorano farsi vedere in giro con i piccoli che cercano sempre di mantenere puliti e ben sistemati. Non hanno in genere altri interessi, se trovano un lavoretto, dura poco perché non sono lavoratrici e si lamentano per essere poco pagate, quindi preferiscono rinunciare …
Non hanno prospettive per un futuro migliore e non ci pensano, semplicemente continuano la loro vita, passando la giornata con i figli e le serate in giro con i ragazzi senza preoccuparsi per prevenire altre gravidanze. L’unica cosa che gli viene in mente per cercare di migliorare le loro condizioni di vita, è accalappiare qualche straniero e cercare di farsi mantenere, senza rinunciare però a quello che loro ritengono essere il Vero Maschio: l’uomo capoverdiano!

Questa che ho raccontato è a grandi linee la condizione della donna qui (ma non solo qui). Ora, anche a me all’inizio ha fatto pena questa situazione ed ho provato rabbia nei confronti degli uomini capoverdiani così menefreghisti e maschilisti, nonché nei confronti degli uomini stranieri che a volte approfittano alla grande di queste ragazze. Però devo dire che, dopo aver conosciuto bene l’ambiente e la gente, ho cominciato a vedere la cosa anche sotto altri aspetti.

Intanto tutti, sia uomini che donne, non utilizzano il ragionamento; non gli è stato insegnato, non hanno avuto esempi e quindi non esiste per loro. Vivono in maniera istintiva e l’istinto dice agli uomini che loro comandano e dice alle donne che sono fatte per servire gli uomini e procreare. Una donna non è completa se non ha almeno un figlio in giovanissima età. Anche quelle che sono in qualche maniera riuscite a raggiungere una condizione di vita migliore, quando arrivano a 20 anni, se non hanno figli ne soffrono.

Ci sono ragazze che sono state in Europa o che addirittura ci stanno tuttora, vivono e studiano o lavorano li e vengono a Capo Verde solo per qualche vacanza; queste hanno visto altri modi di porsi nella vita, sono a stretto contatto con una civiltà molto più evoluta e uno penserebbe che questo le possa cambiare …. Non è così. Sicuramente hanno allargato le loro vedute, hanno imparato tante cose, ma il loro cuore è rimasto qui, la nostalgia per il loro Paese è infinita e riguarda proprio questo modo di vivere senza farsi problemi, senza inibizioni, a briglia sciolta. Adorano passare qui le vacanze estive e quando sono qui fanno esattamente quello che facevano prima di andarsene. Ora sono in grado di sfoggiare abiti migliori e cianfrusaglie europee in quantità, magari hanno anche qualche soldo da spendere, ma passeranno la loro vacanza in giro con i ragazzi, passando da un locale ad una spiaggia con uno e con l’altro, pagandogli anche le consumazioni e qualunque altra cosa questi chiedano … Qui ritrovano i loro uomini, quelli che non le rispettano ma che fanno parte di loro, del loro modo di essere; sono quelli che le trattano magari a pesci in faccia, ma per loro sono i veri uomini!

Riguardo al problema dei figli, esiste una campagna a livello nazionale per insegnare alle donne a proteggersi utilizzando preservativi e, nei centri di salute vengono distribuite pillole anticoncezionali gratuitamente e volendo si può anche farsi applicare una spirale ….. ma è una piccolissima percentuale quella delle donne che vi fa ricorso.

Quindi, alla fine, queste donne sanno benissimo che se vogliono possono evitare gravidanze e sanno anche che esistono uomini che trattano con gentilezza, con rispetto e a volte anche con affetto, ma definitivamente, non è quello che loro vogliono.

Noi europei quando arriviamo qui, vorremmo “salvarle”, ci piacerebbe dargli quella dignità che manca loro, vorremmo toglierle dalle grinfie di questi maschi-padroni, ma una cosa ho capito dopo anni qui: Loro non vogliono essere salvate! Non si sentono assolutamente degradate o inferiori, sono anzi molto fiere del loro modo di essere e di pensare e credo che ogni popolo alla fine abbia il diritto di vivere secondo le sue usanze e seguendo i suoi principi. Non ci sono principi? … Seguendo l’istinto 🙂

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