Archive for marzo, 2013


La Pasqua a Capo Verde, malgrado sia un paese a grande maggioranza cattolico, non è un importante avvenimento liturgico, ma più che altro è un periodo di 3 giorni di feste assolutamente pagane.
C’è naturalmente chi va in chiesa la domenica mattina, ma qui non esistono le nostre tradizioni tipo la visita ai sepolcri e neppure il venerdì santo è considerato giorno di penitenza.
Al contrario, il venerdì santo è giorno di festa, ossia non si lavora e si da inizio ai festeggiamenti di Pasqua, che consistono in genere in grigliate, cene in famiglia e con amici e avvenimenti musicali e danzanti in qualche locale o all’aperto.
Nel’isola di S.Antao per esempio apre i festeggiamenti domani un gruppo musicale che si chiama Cordas do Sol che è un complesso che qui va per la maggiore; Il municipio ha organizzato una fiera di prodotti agricoli, artigianali e della pesca, in concomitanza con l’intrattenimento musicale che si protrarrà fino alla sera di Pasqua e vedrà coinvolti cantanti e musicisti tra i più gettonati del Paese.
Ci sarà festa comunque in tutte le isole a partire da domani e chi ama ballare, ascoltare musica tradizionale e non, assaggiare tutte le specialità nazionali, abboffarsi di spiedini di maiale e pollo e fare abbondanti libagioni di grog, non avrà che da scegliere a quale festa partecipare 🙂
Per contro, lunedì non è festivo, vai a sapere perché, visto che mi par di ricordare che il lunedì di Pasqua è festivo, in ricordo dell’incontro dell’Angelo con le donne che arrivarono al sepolcro … mentre il venerdì è lutto stretto per la morte di Cristo …
Ma che importano i miei ricordi di catechismo? Tanto qui la religione gliel’hanno imposta e loro se la gestiscono come gli pare 🙂
Buona Pasqua a tutti!!!

http://www.expressodasilhas.sapo.cv/cultura/item/35878-santo-ant%C3%A3o-cordas-de-sol-e-eclips-nas-festas-da-p%C3%A1scoa-no-tarrafal-de-monte-trigo

In occasione della Festa del Padre, l’Istituto Nazionale di Statistica rende noto che a Capo Verde il 53% dei bambini vive senza la presenza del padre, mentre il 15% senza la presenza di entrambi i genitori.
Ed ecco che la Commissione per i Diritti Umani decide di lanciare una campagna di sensibilizzazione per radio, tv e libretti informativi.

La campagna verrà finanziata da Francia, Nazioni Unite e ambasciata Brasiliana. E anche qui il Governo non spenderà una lira …
La presidentessa della Commissione per i Diritti Umani, commenta che è un dato molto preoccupante in quanto il numero di figli senza padre è davvero elevatissima e dice che è ora di cercare di far ragionare questa gente.

L’intento sarà quello di cercare di far capire ai padri che i figli necessitano della loro presenza ma che anche un padre ha bisogno di stare insieme ai propri figli.

Bene, conosco una quantità di padri qui; alcuni hanno anche solo 20 anni, altri 30 o 40, ma tutti ti parlano con orgoglio dei numerosi figli che hanno messo al mondo. Parlando con queste persone uno capisce che quando va bene, vivono insieme ad uno dei tanti che hanno avuto, perché gli altri abitano con la mamma o anche solo con la nonna. In molti casi poi, non vivono proprio con nessuno, ma continuano a stare in casa dei propri genitori o vivono da soli magari su altre isole.

Questa gente semina figli dappertutto, non solo sull’isola natale ma anche su altre, dove magari si sono recati per brevi periodi di lavoro. Loro dicono di amare molto i figli, che riescono a vedere qualche volta, ma non si preoccupano minimamente di come stiano crescendo, di quello che gli staranno insegnando, sempre che ci sia qualcuno ad insegnargli qualcosa, di quello di cui veramente avrebbero bisogno … nulla.

In genere quando gli nasce un figlio, il padre ama portarlo in giro per farsi vedere con il nuovo nato in braccio e per mostrare quanto è bello e sano, poi lo riporta alla madre e sparisce.

Le madri che hanno figli dallo stesso uomo, a volte si conoscono, a volte no, fanno ognuna la loro vita e cercano disperatamente di avere un qualche aiuto finanziario dal padre, cercando di rintracciarlo ovunque sia … intanto però magari restano incinta di un altro che poi a sua volta farà lo stesso, se ne andrà e alla ragazza toccherà farsi carico anche del nuovo venuto. E così avanti, è una catena difficile da spezzare.

Riuscirà una campagna di sensibilizzazione a far cambiare qualcosa? Impossibile non augurarselo … difficile crederlo!

http://www.expressodasilhas.sapo.cv/sociedade/item/35538-ine-mais-de-50-por-cento-das-crian%C3%A7as-vivem-sem-a-presen%C3%A7a-paterna

Lo scorso fine settimana la Praya Tedja che è una grande spiaggia vicinissima al centro del paese di Tarrafal, è stata teatro di una vera e propria “corsa all’oro”.
Pare che il mare abbia depositato sulla spiaggia dei preziosi probabilmente provenienti da una barca di turisti che si era incagliata non lontano.
Si è subito sparsa la voce e una quantità di gente è corsa in spiaggia armata di pale per scavare alla caccia del “tesoro” …
Qualche gioiellino è stato recuperato, soprattutto dai bambini che sono stati i primi ad accorgersene, quindi, degli orecchini, un anello che un signore dice di aver rivenduto ad un senegalese per 6000 scudi, non si sa bene che altro, ma parecchi se ne andarono più che soddisfatti dicendo che si erano guadagnati ampiamente la giornata 🙂
La Polizia è accorsa sul posto, ma ha lasciato che la gente rivoltasse la sabbia e si portasse via quel che trovava, infatti non c’era stata alcuna denuncia da parte dei turisti che probabilmente ormai se ne erano già andati.

Ci vuol poco alla fine per farli felici!!

Non è la prima volta perché lo scorso mese di agosto, durante il periodo delle piogge, furono rinvenute nella stessa spiaggia parecchie banconote che fecero la felicità di molte persone.
Ma questa è un’altra storia: un signore che andava in motorino a versare in banca del denaro da inviare in Olanda mi pare, perse il portafogli che stava nella tasca posteriore dei pantaloni, forse infilato male. Mentre lui correva con la moto, dietro si lasciava una scia di banconote che il vento depositò parte in strada e parte in spiaggia …. per i tanti che passavano in quel momento, fu una giornata gioiosa, mentre per lui che si accorse del fatto quando arrivò in banca, fu un grosso problema anche perché sembra che quei soldi non fossero suoi 🙂 Rifece tutto il percorso lentamente, ma non recuperò alcunché, in cambio vide parecchia gente sorridente in giro.

http://www.sndiario.com/index.php/noticias/regional/241-ouro-encontrado-na-praia-de-telha-deixa-alguns-moradores-felizes-neste-fim-de-semana

I capoverdiani in genere non amano molto gli animali. Parecchi di loro prendono un cane, che però serve in genere esclusivamente per i giochi dei ragazzini quando è cucciolo e, quando cresce finisce relegato sul terrazzo, dove vive sotto il sole cocente ed esposto al vento impietoso, sperando che il padrone si ricordi di portargli qualcosa da mangiare …
Qualcuno sta imparando che i cani sono creature che possono essere fantastici compagni ed inizia a trattarli un po meglio, e questo grazie all’opera di volontari che si impegnano a fondo per far si che diminuisca il randagismo e che la gente si abitui a considerare i cani non come oggetti ma come creature intelligenti.

E’ accaduto a Sal nei giorni scorsi, un fatto che fa ben capire la natura crudele degli uomini.
Un cane che si chiama Cookie ed ha un padrone, si trovava libero sulla spiaggia di Santa Maria, proprio vicino al Bar del campione di Surf, Josh Angulo. Non si tratta di un cane aggressivo o affamato, ma purtroppo è successo quel che non doveva succedere. Forse molestato da un ragazzino, si è rivoltato procurandogli un graffio al tallone. Il cane non ha morsicato perché non c’erano neppure i segni dei denti, ma in ogni caso naturalmente lo spavento del ragazzino c’è stato e certo, queste cose non dovrebbero succedere perché i cani non andrebbero lasciati liberi dove giocano bambini. Ma può capitare che l’animale scappi, magari per farsi una corsa sulla spiaggia … e probabilmente se i bambini non lo avessero molestato nulla sarebbe accaduto.

Quello che è stato davvero orribile, è stata la reazione spropositata del campione di Surf … che si è precipitato a prendere il suo Pik-up per farvi salire il cane, dicendo che doveva essere ammazzato …
La bestiola è salita di buon grado sul cassone senza ribellarsi, forse pensando che lo portavano a fare un giro … e il tizio, seguito da un’orda di ammiratori, si è allontanato con la macchina.
Miracolosamente il cane non è morto, infatti è ritornato il giorno dopo, ridotto in condizioni pietose. Il muso gonfio e pieno di ematomi. Sicuramente gli hanno tirato pietre e dato botte lasciandolo in fin di vita in qualche angolo sperduto.
Cookie è stato curato amorevolmente da qualcuno con cuore e cervello e il veterinario ha dovuto sedarlo ed aspirargli parecchio sangue che avendo formato un grosso ematoma gli chiudeva praticamente un occhio.
E’ una storia triste e il lato peggiore è che la persona che si è occupata di violentare questa bestia, sia un campione di Surf, ossia uno che è amato e seguito da tantissimi giovani dell’isola, che farebbero qualunque cosa per emularlo ….
Le forze dell’ordine non sono intervenute, perché per la società capoverdiana non esiste di muoversi a difesa di un cane naturalmente!
Ripeto che non dovrebbe avvenire che un cane venga lasciato libero in mezzo alla gente, ma comunque a Sal, ci sono quantità di cani randagi per esempio, che gironzolano per le spiagge e sarebbe opportuno che ai bambini e ragazzi venisse insegnato che è meglio non molestarli.

Vedo spesso anche qui a Sao Nicolau, bambini che tirano pietre ai cani, per loro è una cosa normalissima che hanno imparato dai genitori e quando uno si permette di sgridarli cercando di spiegargli che non va fatto, si fanno delle grasse risate ed aspettano che tu te ne sia andato per riprendere il loro gioco che sembrano amare molto.
Insegnargli a giocare che so, alla settimana, a nascondino, a rincorrersi? … ci sono migliaia di giochi che i bimbi potrebbero fare in strada o in spiaggia, ma no, qui li si vede solo tirar sassi …
Io ci ho provato più di una volta a cercare di intrattenerli insegnandogli un qualche gioco da fare all’aperto; ho avuto sempre come riscontro, uno scarso interesse e la sensazione che mi considerassero pazza 🙂

Paese che vai, usanze che trovi si dice, ma davvero questo tipo di usanze sono eccessivamente barbare per una popolazione che ama definirsi “europea” e si da un sacco di importanza per essere uno dei paesi più avanzati dell’Africa (così dicono loro).

Ha avuto luogo la seconda edizione del Music Awards di Cabo, qui di seguito qualcuno dei brani che hanno vinto

Miglior disco di musica Zouk:

Miglior Funanà:

Miglior Morna:

Miglior Coladeira:

Questi sono diversi generi di musica tutta capoverdiana che poi è quella che si sente in radio tutto il giorno 🙂
Naturalmente ascoltano anche molta musica americana e brasiliana, ma questa è la loro musica ed anche i giovani amano comunque i generi più antichi, tipo la Morna o la Coladeira.

Il primo maggio entra in vigore la nuova tassa turistica che consiste in 2 € a persona per ogni notte passata in strutture alberghiere.
Questo significa che sia in un villaggio che in un grande albergo oppure in una pensioncina, se uno si ferma per esempio 15 giorni, dovrà pagare oltre alla tariffa normale dell’Hotel, 30 € in più per il governo.
Tutti i turisti con più di 16 anni avranno l’obbligo di pagarla.

Pare che questi soldi verranno investiti nel settore turistico, per migliorare le prestazioni generali dei servizi destinati ai turisti … vedremo …

Intanto chi viaggia, da quest’anno paga un visto all’entrata nel Paese, che è passato da 25 a ben 56€.

A questo punto, mi sembra più che giusto che comincino a pensare di migliorare i servizi, visto che i Paesi che sono in concorrenza con Capo Verde in questo settore, offrono migliori condizioni e anche viaggi molto meno cari …

Sarà così davvero? Lo scopriremo solo vivendo 🙂

Articolo dal giornale “La Semana” http://www.asemana.publ.cv/spip.php?article85390&ak=1

Mentre il governo esulta magnificando i risultati del turismo a Capo Verde, esce sul giornale “La Semana” un articoletto direi interessante …

L’Hotel Crioula dell’isola di Sal, uno dei villaggi turistici più conosciuti e frequentati dai turisti, di proprietà italiana, non paga i contributi per il personale!!!!

Avendo scoperto questa cosa, l’INPS cosa decide di fare? Si rivale sull’azienda per avere i soldi dei contributi ed applica anche una sonora multa? Nooo, più semplicemente decide di sospendere l’assistenza sanitaria a tutto il personale!!!
Dunque, risulta che i lavoratori si vedono gli stipendi regolarmente decurtati dalla loro quota contributiva, ma ora non possono più usufruire dei servizi erogati dall’INPS perché il proprietario non è in regola con i pagamenti; voglio ricordare che il personale percepisce delle paghe quasi assurde, assolutamente non in linea con il costo della vita sull’isola in questione.

Bella cosa impiantare un villaggio turistico che anni fa gli sarà costato quattro soldi di investimento, assumere personale sottopagato e non metterlo neanche in regola!!!!
Ora i controlli si estenderanno anche ad altre imprese, intanto il sindacato protesta per la decisione presa dall’INPS e speriamo riesca ad ottenere qualcosa.
Non esiste che siano i dipendenti a pagare per colpa dell’impresa …

Ecco il turismo di Capo Verde, per la stragrande maggioranza in mano agli stranieri e in buona parte in mano ai soliti furbastri che sono arrivati qui col solo scopo di arricchirsi sfruttando una popolazione che viveva in povertà e che dal boom turistico non ha avuto nessun beneficio, anzi si è più impoverita grazie all’avvenuto aumento di tutti i prezzi.
Qualcuno sicuramente dirà che succede così in tutto il mondo … può darsi … ma questo non vuol dire che sia giusto e io racconto di quello che succede qui.

L’articolo di oggi: http://asemana.sapo.cv/spip.php?article85624&ak=1