Archive for aprile, 2013


Seguo sempre i notiziari locali e leggo un po’ tutti i giornali, sempre alla ricerca di buone notizie.
Le notizie buone riguardano i vari eventi musicali o culturali in genere, ce ne sono parecchi specialmente nelle città di Praia e di Mindelo che sono le due città più importanti; concerti, mostre di pittura, fiere, anche presentazioni di libri e non mancano seminari su questo o quell’argomento. Fin qui tutto bene, sembra un Paese interessato a varie forme culturali.

Poi ci sono le buone notizie relative al turismo … e qui mi permetto di essere un tantino scettica 🙂

Risulta dai giornali, che il turismo in Capo Verde sia in forte ascesa, pare che stiano approdando anche navi da crociera nelle isole di Santiago, Fogo, S.Vicente e orde di turisti vengono scaricate alla scoperta delle isole … Sarà senz’altro così, io da S.Nicolau non vedo questo fenomeno, perché questa è un’isola secondaria, però mi stavo chiedendo: questi turisti che arrivano, che impressione potranno trarre da Capo Verde? Saranno turisti che vorranno tornare? Saranno turisti che parleranno bene di questi posti?

Proprio oggi leggo un articolo dal quale risulta che il Comune di Praia (capitale del paese) non paga fin dallo scorso mese di Agosto, gli operatori sanitari che si occupano della raccolta dei rifiuti lungo i pendii, le coste e i letti dei torrenti asciutti.

Posso immaginare le condizioni in cui si troveranno questi posti, dove normalmente si accumula una quantità di rifiuti, vuoi per l’azione del vento e vuoi per le orribili abitudini della gente che usa gettare di tutto in qualunque posto e utilizzare i torrenti asciutti e le spiagge come gabinetti …

L’articolo lo potrete leggere dal link che metterò in calce, riguarda le condizioni pietose di lavoratori occasionali che vengono sfruttati per fare un lavoro ingrato, senza essere dotati né di mascherine, né di guanti, sicuramente mal pagato ecc ecc… ma, io mi stavo chiedendo: se siamo un Paese che vuole incentivare il turismo, se continuiamo a raccontare quanto va bene questo settore, se ci riteniamo così abili nella gestione del settore turistico, come mai non dedichiamo il benché minimo sforzo alla conservazione dell’ambiente, alla pulizia? Eppure credo sia importante, è la prima cosa che uno che arriva può vedere, e anche odorare … perché i rifiuti anche organici sparsi ovunque certamente non daranno all’aria un buon profumo …

Quanto mai potrà essere il salario che danno a un lavoratore occasionale qui, dove un impiegato in banca guadagna si e no 400 euro al mese? E’ possibile che il Comune della città Capitale di Stato non abbia di che pagare questo servizio che è da considerarsi basilare?

Un paio d’anni fa, in vista di un’epidemia di dengue, hanno speso un bel po’ di soldi per fare una campagna educativa, per insegnare alla gente a tenere pulito, a usare i servizi igienici in casa propria, a non lasciare pozze di acque stagnanti in strada; mandavano addirittura in giro squadre di ragazzi armati di pompe con insetticidi ad irrorare giardini pubblici e privati (gratuitamente); c’erano in giro costantemente ragazzini delle scuole addetti alla pulizia delle spiagge e delle varie zone che la necessitavano; un gran subbuglio e movimento. Nel giro di pochi mesi l’entusiasmo è andato scemando e non s’è fatto più nulla.

Tutti i soldi spesi per quella campagna non sono serviti a niente perché la gente continua imperterrita con le sue vecchie abitudini e i Comuni non ritengono neanche più necessario pagare personale addetto alle pulizie!!! Ma come? Prima addirittura venivate a disinfettarmi casa e giardino gratis … e poi, ora quando c’è il vento il giardino mi si riempie di rifiuti, cartacce, buste di plastica che arrivano dalle strade e che poi naturalmente finiranno in mare … e non si fa più niente?

Bella capacità gestionale!!! Non ci sono mai i soldi per fare niente, ma per esempio, un servizio di disinfezione giardini e case private, si potrebbe far pagare e già si avrebbe un’entrata no? e con quei soldi si potrebbe mandar fuori qualche persona a pulire dove è necessario no?
In una città come Praia, sicuramente tanti accetterebbero volentieri di pagare per un buon servizio, magari a Tarrafal saranno quattro gatti che se lo possono permettere, ma Praia è diverso; possibile che un Comune non riesca a pensare un modo per avere qualche entrata che gli permetta di poter pagare un servizio così necessario?

Ma il Turismo è in forte ascesa e quindi va bene così, secondo chi comanda qui, vuol dire che siamo a posto, possiamo andare in giro sorridendo gonfi di orgoglio per quanto siamo bravi!!!! 🙂

http://www.expressodasilhas.sapo.cv/sociedade/item/36351-sindicato-denuncia-atraso-no-pagamento-dos-trabalhadores-eventuais-da-c%C3%A2mara-da-praia

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Esiste in Lussemburgo, un comune chiamato Fuellen, che è gemellato con Ribeira Brava che è la capitale dell’isola di S.Nicolau.
Il suddetto comune, insieme ad un’Organizzazione non Governativa, sempre lussemburghese, ha provveduto all’istallazione di un pannello solare nella zona di Carriçal, mandando in loco i suoi tecnici per effettuare il lavoro di installazione.
D’ora in avanti, qualche struttura pubblica, come la scuola, l’asilo, il centro sociale,ed anche un ambulatorio di questa zona, saranno serviti 24 ore al giorno, dall’energia pulita, erogata dal nuovo impianto.
Il progetto, non riguarda solo quest’opera, ma è in ballo da ben due anni e dovrebbe riguardare l’elettrificazione di tutta la zona di Carriçal; a questo scopo il Comune di Ribeira Brava ha già ottenuto un finanziamento di 50.000 € dal Fondo Mondiale per l’Ambiente. Questa cifra però rappresenta solo il 30% del valore totale del progetto ed è necessario trovare qualcuno disposto a farsi carico del restante 70% per poter eseguire l’intera elettrificazione della zona.

Il comune non ha certamente neanche un escudo da investire in quest’opera, e aspetterà che dall’Europa o dall’America o da chissà dove, arrivi qualcuno, lo Stato pare chiamarsi fuori da questa faccenda e intanto si spera che il fotovoltaico già installato funzioni sempre a dovere, perché nel caso ci fosse qualche problema … nessuno qui sarebbe in grado di metterci mano …

Non vorrei mai dover assistere tra qualche anno, alla scena dei panelli solari abbandonati ed inservibili, così come succede per le ambulanze avute in dono per le quali poi è stato impossibile avere i pezzi di ricambio, o per tante altre cose che si vedono qui ogni giorno.

Chissà se c’è qualche giovane che avendo avuto la possibilità di andare a studiare all’estero, si sta interessando di questo genere di cose? Esisterà qualcuno che dopo aver imparato qualcosa di energie pulite, poi voglia tornare in patria e lavorarci qui?

Io me lo auguro davvero 🙂

http://www.sndiario.com/index.php/en/noticias/comunidades/278-carrical-usb-centro-social-jardim-de-infancia-e-escola-com-energia-atraves-de-painel-solar

Io come tanti credo, sono solita utilizzare il servizio Home Banking per i pagamenti, bonifici, trasferimenti ecc ecc.
Lunedì scorso tentai di entrare più volte nella mia Banca Virtuale, ma non era possibile in quanto non riconosceva il mio codice d’accesso. Pensai che ci fosse qualche problema con il sito (a volte capita) e aspettai l’indomani.

Il giorno dopo ugualmente non si poteva entrare. A questo punto telefonai in Banca e spiegai il problema;
mi venne passato al telefono il direttore niente meno, perché l’impiegato mi disse che non era compito suo. Benissimo, il Direttore, dopo aver un po’ farfugliato, mi disse che si doveva informare e che mi avrebbe richiamata.
Oggi è giovedì, e visto che non funzionava ancora, non avendo ricevuto più nessun cenno dalla banca, mi recai direttamente agli uffici.

Il direttore dopo mezzora mi riceve e mi spiega che non c’è nulla che non funziona, è solo che io devo aggiornare i miei dati, ossia devo compilare un modulo specificando tutti i miei dati personali, incluso l’indirizzo, il numero dei documenti ecc ecc. (tutti questi dati sono in possesso della banca da circa 5 anni e non c’è stata nessuna modifica)
Non basta, devo andare a fotocopiare passaporto e codice fiscale per darglielo.
Bene, compilo il modulo, consegno le fotocopie e poi faccio un’altra anticamera di mezzora, dopo di che mi permetto di chiedere quanto tempo ci vorrà per tornare ad utilizzare il servizio e mi sento rispondere che … non si sa perché non dipende da lui.

Le mie conclusioni sono le seguenti:

1) Può essere che la Banca ogni tot di tempo voglia avere un aggiornamento dei dati degli usuari dell’Home Banking … ma allora, perché non mandare una e-mail all’interessato e richiederli? Non si può togliere il servizio senza dare una motivazione. Tutte queste operazioni potevano essere svolte tranquillamente via internet e con la massima rapidità.
2) Gli impiegati della banca sono poco informati, e non sanno dare il minimo ragguaglio.
3) Anche il Direttore sembra poco informato, visto che deve rivolgersi alla centrale per una così piccola cosa.
4) Tutto il personale non è avvezzo all’uso dei documenti elettronici, né tanto meno della posta.

L’impressione generale è la solita, professionalità ZERO!!!

Se io avessi dovuto fare un’operazione urgente? Se per esempio avessi dovuto trasferire dei soldi dall’Italia o fare un pagamento in una data precisa? …. Quattro giorni senza poter fare niente e nessun chiarimento da parte del personale bancario …
Qualcuno dirà che anche in Europa ci sono problemi con l’Home Banking, qualcuno dirà che è rischioso e che è sempre meglio andare direttamente in Banca … a tutti questi qualcuno, io mi sento di dire che siamo nell’era informatica e che possono sicuramente presentarsi dei disguidi, ma una Banca deve almeno poter contare su personale informato e dotato di un minimo di efficienza, e più che altro, quando mette a disposizione del pubblico un servizio, dovrebbe essere pronta per gestirlo!!!

E aggiungo anche, che se mi ero decisa ad utilizzare il servizio in questione, è perché mi ritrovavo spesso a passare un’intera mattinata in Banca, prima facendo coda e poi aspettando ad uno sportello, che un impiegato che pareva vivere su un altro pianeta, cercasse di capire cosa doveva fare, si alzasse 100 volte per chiedere lumi al direttore, e con la massima calma procedesse a fare l’operazione richiesta. Tante volte mi è successo che al temine mi venisse pure detto: “ho sbagliato, dobbiamo rifare” … oppure: “il sistema non funziona, torni domani” …

C’è una cosa bella però: quando esci dalla Banca, il sole splende, fa sempre caldo, la gente per la strada ride perché non gliene frega niente dei problemi, e allora anche tu ridi e torni domani, ed è per questo che vivi qui 🙂

Tanti dall’Italia chiedono se c’è modo di lavorare qui, tanti sono venuti, hanno visto, se ne sono andati, non se la sono sentita di prendere una decisione definitiva.
C’è una persona che è spesso intervenuta in questo blog, lei desiderava come tanti, cambiare vita, trasferirsi e riuscire a fare qualche lavoro che le permettesse di mantenersi qui.
Silvia è arrivata a S.Nicolau lo scorso dicembre, ha iniziato a guardarsi attorno, ha fatto una puntata su altre isole, poi ha deciso che le piaceva proprio questa di isola. Fatto questo primo passo, si è procurata un appartamentino in affitto e poi, dopo aver girato l’isola in lungo e in largo ed aver parlato con tanta gente, ascoltando i loro consigli … si è data da fare per trovare un locale perché l’idea che si era fatta era che a Tarrafal ci sarebbe stato bene un nuovo ristorante/bar.

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Dopo varie peregrinazioni ha trovato un localino che era già stato un ristorante ed al momento era chiuso. La gestione precedente era di capoverdiani che evidentemente non ce l’hanno fatta a portare avanti bene quell’impresa.
Silvia ha affittato il locale con tutta l’attrezzatura e i primi giorni di Aprile ha aperto al pubblico.
Il locale avrà bisogno di una qualche sistemazione per renderlo più carino ed accogliente, ma lei a poco a poco lo sistemerà, intanto sta lavorando e parecchia gente, sia italiana, che capoverdiana, che turisti di passaggio, è già approdata al suo “Buena Vida” e pare si siano trovati bene, tant’è che molti sono già tornati più di una volta!!

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Ancora non è super organizzata, anche perché si sta scontrando con le realtà capoverdiane … non è semplice far lavorare la gente di qui; come ho sempre detto sono molto supponenti e convinti di saperla molto lunga, difficilmente accettano consigli e men che meno ordini … quindi è difficile farsi ubbidire, in più bisogna stargli dietro passo passo, perché anche se gli hai spiegato, loro poi fanno come gli pare …
Ora si sta rendendo conto bene della situazione e credo che a breve riuscirà anche a far funzionare il suo piccolo staff, in modo da raggiungere un’organizzazione migliore.
Silvia è molto attenta ai vari consigli e si da parecchio da fare per riuscire al meglio. Sono sicura che in poco tempo raggiungerà un ottimo livello così come sono sicura che il suo potrà diventare il miglior locale di Tarrafal.
E’ vero secondo me che le donne a volte hanno una marcia in più (non me ne vogliano i signori uomini), ma questa signora ha dimostrato iniziativa, potere decisionale e coraggio da vendere e fosse solo per questo, si meriterebbe un grosso successo!!!
Faccio i miei migliori auguri a Silvia e spero che tanti giovani che dicono di voler venire qui ma si spaventano spesso alle prime difficoltà, prendano esempio da lei 🙂
A volte non è che ci vogliano milioni da investire, a volte con un po’ di determinazione e coraggio, si può riuscire …

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