Archive for giugno, 2013


Concordato Stato-Chiesa

Ecco fatto, Capo Verde ha firmato il concordato con lo Stato Vaticano.

A grandi linee, nel contenuto si legge che:
La Chiesa Cattolica ha diritto ad avere in Capo Verde, beni immobili che non potranno in alcun modo essere trasformati o espropriati o demoliti ecc.

La Chiesa Cattolica ha diritto a fondare e dirigere in Capo Verde, istituti scolastici, includendo scuole superiori e seminari, che contribuiranno per l’elevazione culturale e umana del popolo capoverdiano …

I cittadini capoverdiani potranno godere di sconti fiscali, se faranno donazioni, parteciperanno a collette, distribuzione ed affissione di materiale religioso.

La Chiesa Cattolica non sarà tenuta a pagare nessuna imposta sul patrimonio (IUP) (l’equivalente del nostro IMU) e sarà esente anche dall’imposta di bollo.

Poi naturalmente la Chiesa Cattolica garantisce ai capoverdiani che potranno partecipare alle funzioni religiose alla domenica ed anche che sarà assicurato il segreto confessionale!!!

Fantastico, davvero grandi vantaggi per il popolo capoverdiano. Mi stavo chiedendo: chissà quanto costerà frequentare una delle esclusive scuole clericali per riuscire ad elevarsi culturalmente ed umanamente? 🙂

http://www.caboverdedirecto.com/index.php?option=com_content&view=article&id=2929%3Aconcordata-relacoes-bilaterais-com-vaticano-elevadas-a-novo-patamar&catid=13&Itemid=102

Improvvisamente, il presidente dell’Agenzia per il Regolamento Economico, si è accorto che i regolamenti non esistono!! Se lo dice lui che è il presidente, ci possiamo giustamente credere 🙂

A Capo Verde si pagano l’acqua e l’energia più care del mondo; questo afferma nell’intervista, dove aggiunge che oltre a questo, il servizio dato dall’impresa nazionale Elettra, è carente sia per mancanza di manutenzione ed investimenti, sia per mancanza di fiscalizzazione e controlli.

In effetti si riscontra spesso a Capo Verde la mancanza di acqua e luce e questo annoso problema pare non avviarsi mai verso una soluzione, soprattutto in isole come Santiago, Sao Vicente e Sal …

Sempre il presidente dell’ARE, accusa le banche di essere usuraie, perché dice, applicano valori scandalosi anche ai semplici trasferimenti di denaro.

A questo punto, uno si aspetta che proponga una qualche soluzione, ed infatti eccola: “E’ necessario creare una nuova istituzione! Praticamente un’entità che serva per “regolare il regolamento” (parole sue).

Non commento, mi pare superfluo 🙂

http://caboverdedirecto.com/index.php?option=com_content&view=article&id=2903%3Arenato-lima-presidente-da-are-reconhece-falhanco-da-regulacao-em-cabo-verde&catid=14&Itemid=124

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Nell’isola di Sao Nicolau, c’è il massiccio del Monte Gordo. Si tratta di un Parco Nazionale, dichiarato area protetta, dove si possono ammirare tantissime specie di piante endemiche e si possono fare diversi percorsi di trekking arrivando fino alla cima che si trova a 1.300 mt sul livello del mare. Bellissimi i sentieri, non sempre facili perché parecchio ripidi e tortuosi, ma dai quali si può godere di vedute spettacolari.
Per chi vuole fermarsi più di una giornata in quest’area di verde, è stato recentemente creato un piccolo complesso dove si può soggiornare.

Ieri, in occasione della giornata mondiale dell’ambiente, è stata organizzata una maratona ecologica a Monte Gordo, alla quale hanno partecipato numerosissime persone di S.Nicolau. Il percorso iniziava dal paesino di Cachasso (ai piedi del monte) e terminava alle antenne poste in cima. Pare che tutti ce l’abbiano fatta ad arrivare in cima e durante il percorso dovevano raccogliere diverse cose da portare all’arrivo.
Pezzi di corteccia e rami secchi, carta, mozziconi e pezzi di vetro, tutto quello che può essere stato lasciato in giro da turisti e visitatori disattenti e che contribuisce a minare la biodiversità.

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L’obiettivo principale di queste maratone è infatti quello di sensibilizzare la gente circa la cura ed il mantenimento dell’ambiente.
Gli organizzatori si sono detti molto soddisfatti per la partecipazione che non pensavano sarebbe stata tanto numerosa e i partecipanti sono stati altrettanto contenti per aver avuto occasione di visitare un’area così esclusiva ed interessante. Il gruppo che è riuscito a portare il maggior numero di cose raccolte, ha vinto un fine settimana di soggiorno gratuito nel Parco.

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Monte Gordo è un’area preziosa per un Paese che è dominato dalla siccità e dove il verde scarseggia, ed è basilare che i capoverdiani comincino a rendersi conto dell’importanza della cura dell’ambiente ed apprendano a non lasciare tanta plastica, vetro, immondizia in giro; quindi benvengano queste iniziative e la massiccia partecipazione fa ben sperare.

Anche per i turisti che amano camminare, questa è una gita davvero bellissima e rilassante.

http://www.sndiario.com/index.php/en/noticias/destaque/376-iii-edicao-da-maratona-ecologica-no-parque-natural-de-monto-gordo-com-balaco-positivo

All’approssimarsi delle feste di Giugno, a Praia Branca nell’isola di São Nicolau, c’è grande fermento.
La gente si prepara facendo le prove per la danza del Chuchumbé, che si esegue il giorno di San Giovanni. Due lunghe file di donne e uomini, si dispongono una di fronte all’altra e al ritmo dei tamburi, danno vita ad una coreografia fatta di movimenti sensuali e a volte anche lascivi, accompagnati da battute maliziose indirizzate generalmente agli uomini. Si approfitta di questi momenti anche per fare satira, maldicenze e critiche sociali.
Chi ha qualcosa o qualcuno da criticare, siano cittadini comuni, o politici, o lo stesso governo, va ad affiancarsi ai tamburi e, annunciato da potenti rullii, dà sfogo alle sue lamentele.
Si tratta di una antica tradizione, nata proprio quando la popolazione viveva in schiavitù e non aveva diritto alla libertà di espressione. All’epoca, si inventarono questo modo per riuscire almeno una volta l’anno ad esprimere il proprio pensiero e dar sfogo alle proprie frustrazioni. Era difficile per i tutori dell’ordine arrestare o punire questa gente, perché si trattava di una moltitudine compatta e scatenata.
Questa tradizione fu esportata dall’Africa all’America, durante i viaggi di deportazione degli schiavi, dove prese il nome di Chuchumbé. Ne parla in un libro intitolato “La Musica di Cuba”, l’autore Alejo Carpenter, raccontando che fu molto diffusa in Santo Domingo, Cuba e Messico. Intervenne la Santa Inquisizione, che con la scusa dei movimenti troppo sensuali e delle frasi lascive dei danzatori, mise in atto la sua severa repressione, mandando al rogo quantità di persone.

Anche in Portogallo esisteva una danza molto simile che si chiamava “chegansa” e che Felix Monteiro definì come un ballo plebeo, popolarissimo e lascivo, che fu proibito dall’Inquisizione nel 1745.
Ma, mentre l’Inquisizione si dava un gran daffare per far sparire questa danza “oscena”, nessuno venne a conoscenza del fatto che, in un misero villaggio di un’isola sperduta nell’Oceano Atlantico, continuava ad essere praticata. La gente di Praia Branca non sapeva neppure cosa fosse l’inquisizione e fu così che questa tradizione riuscì a resistere e fu tramandata di padre in figlio arrivando fino ai giorni nostri.
I tempi sono cambiati e questo Paese ha ottenuto libertà di parola e democrazia … ma quando si avvicina il mese di giugno, tutti stanno molto attenti a non far nulla di particolarmente eccentrico o sbagliato, perché temono il fatidico giorno di S.Giovanni, quando chiunque potrà andare al tamburo e mettere in piazza i panni sporchi degli altri.
Può saltar fuori qualunque cosa, si possono udire gli sfoghi di chi non è contento del governo, oppure rimostranze verso il Sindaco o la Giunta Comunale, oppure si può venire a sapere che il figlio di una certa donna non è figlio del marito, o che qualcuno ritenuto onesto, in realtà non lo è … insomma, dalla critica sociale e politica al pettegolezzo, di tutto di più.
L’unico posto al mondo dove ancora si può assistere a questa straordinaria manifestazione popolare è Praia Branca, nell’isola di São Nicolau e vi assicuro che il Chuchumbé è assolutamente pittoresco ed interessante. I locali definiscono questo avvenimento con il nome di “Cola São João “ dove “cola” sta per colla, ovvero una danza (la coladeira) dove i corpi dei ballerini si incollano letteralmente, in movenze sensuali.

Ringrazio il Dr. José J. Cabral della Camâra Municipal di Tarrafal,che mi ha messo a disposizione la sua esperienza in fatto di tradizioni e storia capoverdiane, nonché le ricerche effettuate da Margarida Brito nel 1981.

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