Sull’isola di Sao Nicolau non esistono le baraccopoli che sono purtroppo presenti su tutte le isole più turisticamente evolute.
Le baraccopoli sono nate perché tanti, sia provenienti da altre isole di Capo Verde, sia immigrati africani, sono approdati sulle isole che essendo state lanciate turisticamente, parevano promettere migliori condizioni di vita e possibilità di lavoro. Purtroppo come si sa, il turismo non ha apportato niente ai capoverdiani, è praticamente tutto in mano a stranieri e quindi tutti quelli che si sono trasferiti, hanno dovuto inventarsi piccole baracche di lamiera o di cartone per avere almeno un posto dove dormire.
Sao Nicolau è immune a questo scempio, perché essendo un poco isolata, con scarsi e mal funzionanti collegamenti, è poco adatta al grande turismo, per cui i più poveri qui vivevano in casette di pietra con i tetti di paglia. Nel tempo, queste casupole sono state fatte sparire dal comune (si possono ancora trovare in montagna), e sono state sostituite con case in muratura dove i meno abbienti hanno trovato riparo.
Sono sempre esistiti i poveri, ma non era gente che avesse fame, riuscivano con poco a tirare avanti. Con 100 scudi portavano a casa una borsata di pesce e con pochi spiccioli si procuravano riso e parecchie altre cose. Non è più così, ora i prezzi sono tutti aumentati e queste persone stanno passando per grosse difficoltà.
Ma tornando alle abitazioni … come saranno queste case del Comune dove abitano i più poveri?
Sono stata a visitare una famiglia che ci abita e voglio farvela conoscere.

Maria e la sua famiglia Questa è Maria con la figlia Antonia e parte dei figli e nipoti che vivono con loro.

La Sala La sala, che dietro ad una tenda ospita il letto che vedrete nella prossima foto.

Letto Ed ecco il letto separato dalla tenda.

Stanza Altra stanzetta con il materasso al suolo.

Bagno Il bagno è solo un gabinetto con un lavandino.

Quintal Il Quintal dove Antonia fa il bucato.

Cucina In un angolo del quintal è stato creato questo posto per cucinare …

Cucina interno Ed ecco il piano di lavoro della “cucina”

Cucina interno 1 Si cucina in terra con fuoco alimentato da sterco di mucca e rametti secchi.

La casa ha a disposizione anche un tetto terrazzato dove è possibile stendere i panni e vi si accede con una scala dal quintal. Non hanno neppure un piccolo armadio e i vestiti sono appesi a corde tese da una parete all’altra. Posso però assicurare che i pavimenti di cemento sono puliti e non c’è polvere in giro.

Ora mi vien da dire: se queste sono le case messe a disposizione dai Comuni per i meno abbienti, come potrà mai essere la vita di quelli che abitano le baracche???

Maria mi ha raccontato che spesso non riesce a pagare la bolletta dell’acqua e della luce, per cui per la maggior parte del tempo utilizzano le candele e vanno in cerca di acqua ai pozzi pubblici oppure presso qualche vicino … “è una vita difficile” mi ha detto, ma il suo sorriso era grande e i suoi occhi brillavano di contentezza per il fatto che la stavo fotografando.

Le ho lasciato qualche provvista di alimentari, in cambio della sua cortesia e lei era naturalmente felice, ma mi ha confessato salutandomi, che aveva un grande dispiacere: “Non ho potuto neanche farti accomodare, perché ho solo quella sedia ed è rotta!!!”

Uno vorrebbe aiutare molto di più questa gente, ma è impossibile arrivare a tutti e poi, il vero aiuto sarebbe dargli un lavoro.
Dov’è lo Stato? Dove sono le Istituzioni? Dov’è il fantastico progresso di cui si riempiono la bocca i politici?

Quando verrete a fare la vostra vacanza e sarete nel villaggio turistico dal quale non vi lasciano uscire dicendovi che è pericoloso … ricordatevi di Maria e sappiate che di Maria ce ne sono a centinaia, ma non fanno parte del volto che Capo Verde vi vuole mostrare!

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