Archive for ottobre, 2014


Festa del Mais

E’ in questo periodo, dopo la stagione durante la quale dovrebbe piovere, che i contadini fanno i conti con il risultato dei raccolti.
Negli anni in cui le piogge si verificano non troppo scarse, il raccolto del mais che è il prodotto principale che si coltiva qui, risulta abbondante e le dighe sono piene di acqua.
Come ringraziamento per questa abbondanza la gente celebra la “Festa do Milho”, durante la quale ci si può tuffare nelle vasche di acqua dolce, fare grigliate e rimpinzarsi con buone pannocchie arrostite e scatenarsi in balli popolari e grandi risate.
E’ per l’appunto la festa dell’abbondanza, ma quest’anno purtroppo le piogge sono state molto scarse, per cui in diversi comuni del Paese la festa non si farà.
La Camera Municipale di São Lourenço dos Órgãos sull’isola di Santiago, ha fatto avere ai giornali la dichiarazione secondo cui non esiste motivo di festeggiare quest’anno, vista la povertà dei raccolti e la scarsità di acqua.
A noi può sembrare una cosa da niente ed una notizia di scarsa importanza, però per questa gente che per lo più vive in condizioni di estrema semplicità e per i capoverdiani in generale, che seguono da sempre questa tradizione, è di grande importanza e procura loro un grosso dispiacere.
Se ci si pensa può apparire strano il fatto che non è tanta la disperazione per la scarsità dei raccolti, quanto quella per la mancanza della festa.
Il fatto è che la gente è abituata a siccità, carestie, mancanza di acqua e quant’altro e nei confronti di questi problemi è molto fatalista, li accetta perché fanno parte del loro mondo e della loro terra.
In cambio, non c’è nulla che loro amino più di queste feste e credo sia proprio perché il partecipare a questi eventi tutti insieme, ritrovandosi e concedendosi qualche bicchiere, danzando fino al mattino e ridendo a crepapelle, gli regala attimi di spensieratezza e allegria. Durante la festa di piazza non esiste povertà, non si vede la carestia, per un giorno e una notte (o magari due), ci si può dimenticare di quanto dura sia in realtà la vita. Quando la festa non si fa, quali che siano le ragioni, il malcontento serpeggia e non vorrei essere al posto dei sindaci che prendono questa decisione.:-)
E’ un grosso problema la scarsità delle piogge in questo Paese; io sono qui ormai da diversi anni e solo nel 2009 ho visto piovere bene, dopo di che ogni anno ha piovuto sempre un po meno e quest’anno poi, decisamente quasi per nulla. Quando la pioggia è abbondante e le isole risplendono mostrando il loro lato verde e rigoglioso, l’acqua che filtra nel terreno contribuisce ad alimentare le falde sotterranee e per questo poi si riesce ad affrontare qualche anno senza pioggia … ma quando passano diversi anni senza pioggia, la siccità inizia a farla da padrona e i problemi vengono inevitabilmente fuori.
Auguriamoci che il prossimo anno sia quello dell’abbondanza, che qui non vuol dire denaro o cose, ma vuol dire pioggia sufficiente a dare raccolti decenti e che questa gente non debba più rinunciare alle feste che tanto sollievo portano nella loro esistenza!!

http://www.anacao.cv/online/index.php?option=com_content&view=article&id=5838:mau-ano-agricola-obriga-cancelamento-de-festa-do-milho&catid=87:destaque&Itemid=475

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In seguito all’articolo di ieri, ci sono stati italiani che risiedono a Boa Vista che (non ho capito perché), si sono sentiti come dire … punti sul vivo? Non lo so esattamente perché nessuno è intervenuto sul blog spiegando magari le proprie ragioni, ma sono venuta a sapere per vie traverse, che sarebbe stato detto anche: “ma dove le prende queste notizie?” nel senso che quello che è stato scritto non corrisponderebbe alla realtà.

Voglio solo far notare che le notizie io le prendo sempre dai giornali capoverdiani. Quello di ieri in particolare è del “La Semana” che è forse il più autorevole dei giornali di qui. Inoltre chi si prende la briga di leggere con calma, avrà anche notato che in fondo agli articoli io pubblico sempre il Link della fonte cui mi sono attenuta.

Ora riguardo la veridicità dei fatti, nell’articolo della Semana sono anche citati nomi e cognomi di persone coinvolte in questi progetti (che io ho omesso). I progetti esistono e queste persone esistono, poi che si arrivi alla realizzazione di tutte quelle belle cose … questo sarà da vedere. E questo era proprio il senso del mio articolo che voleva far capire che spesso ci sono montagne di progetti e si fanno una marea di chiacchiere che poi non approdano a nulla e nulla apportano ai capoverdiani. Tutto qui.

Mi scuso quindi se l’articolo ha dato fastidio a qualcuno, forse è stato male interpretato perché non era proprio quella l’intenzione.

Cari amici di Boa Vista, non prendetevela con nessuno 🙂 fate tutti i commenti che volete perché è un vostro sacrosanto diritto, ma ricordate sempre visto che leggete questo blog, che io sono una persona piuttosto diretta e che ama la trasparenza. Sono sempre a disposizione per rispondere e dare chiarimenti a chi me li chiede ed è un piacere il confronto con altre opinioni sempre quando queste altre opinioni si palesino 🙂
Grazie per la vostra pazienza

E come previsto, anche a Boa Vista sono arrivati gli imprenditori italiani.
Un gruppo di italiani, in seguito ad un gemellaggio effettuato lo scorso mese con un comune del modenese, sono arrivati sull’isola con una quantità di progetti.
Mica roba da poco, questa gente ha intenzione di investire a Boa Vista nelle aree di: turismo, arti, imprenditoria e gastronomia, sport, pesca, agricoltura, allevamento bestiame, educazione e salute. 🙂
Il fiore all’occhiello dovrebbe essere una clinica privata ben attrezzata, ma particolare interesse sembra avere anche l’agricoltura … E io stavo pensando che visto l’alto grado di fertilità dell’isola delle dune, sarà uno scherzetto far nascere fattorie modello come funghi per tutta l’isola 🙂
Per non tralasciare nulla, l’allegra comitiva ha pensato anche ad un progetto per la salute dei cani e per questo motivo è presente anche un rappresentante dell’associazione “Qua la Zampa”.
In seguito a tutti questi bei progetti chissà come miglioreranno le condizioni di vita dei capoverdiani di Boa Vista!
Intanto naturalmente si godono anche questa vacanza,e visto che le spese di viaggio e permanenza saranno sicuramente a carico dei vari Comuni potranno farlo in tutta tranquillità.
Bene, dopo questa interessante visita, penso che Boa Vista non abbia più da preoccuparsi di nulla, ci penseranno gli italiani a sistemare tutto e trasformarla in un vero gioiello. A Sal ci hanno pensato i bresciani, qui sono arrivati i romagnoli 🙂
Meno male che ci sono gli italiani, che farebbe Capo Verde senza di loro?
Forse a qualcuno può apparire troppo “scettico” il mio atteggiamento, e quindi spiego che sarei davvero ben contenta che l’equipe arrivata dall’Italia fosse seriamente intenzionata a contribuire all’evoluzione di quest’isola e riuscisse a creare un progetto valido che servisse ad apportare una qualche miglioria alla qualità della vita, non degli italiani che ci abitano, ma della popolazione indigena. Purtroppo conoscendo ormai bene questi posti ed avendo visto cosa hanno fatto gli imprenditori italiani, non posso che essere dubbiosa. Non dimentichiamoci che Boa Vista, fino a ieri sconosciuta ai più, ora è nel mirino del mondo occidentale grazie al lancio turistico, ed ecco che si crea automaticamente l’interesse di tanti che fiutano il lucro ….
Voglio augurarmi e soprattutto augurare a quest’isola che così non sia e che almeno uno di questi progetti possa essere realizzato al meglio, resta il fatto che secondo me sono davvero tanti i progetti e questo non mi fa ben sperare.
Auguri Boa Vista!!!

http://asemana.sapo.cv/spip.php?article104282&ak=1

A Sao Vicente oggi la sentenza del processo per un poliziotto accusato di aver ucciso a colpi di pistola il marito della propria figliastra.
Il fatto accadde in luglio del 2013, in seguito a una lite tra i due, il poliziotto venne insultato dal “genero” e reagì utilizzando la sua arma di servizio e sparandogli cinque colpi. L’uomo morì dopo essere stato portato all’ospedale.
Dal processo è emerso che il poliziotto era stato internato per disintossicarsi e prendeva medicine proprio per questo problema, era anche seguito da uno psicologo. Per tutti questi motivi, il giudice non ha applicato la pena massima ma gli ha dato solo 12 anni e otto mesi, più un risarcimento da versare ala moglie della vittima ammontante a circa 9.000 euro.
E qui mi viene da pensare quello che dicevo giorni fa: Ma che Polizia abbiamo?
Se il tipo era un alcoolista, se si è dovuto disintossicare, se era sotto l’effetto di farmaci, come diavolo è che rimaneva in servizio attivo e se ne andava in giro tranquillo con la sua bella pistola?
Eppure il giudice questa cosa sembra neanche averla pensata, sicuramente è normale. D’altra parte, li ho visti io stessa più di una volta i poliziotti di pattuglia con la bottiglia di grog sotto il braccio, quindi ok, tutto nella norma e andiamo oltre 🙂

http://www.oceanpress.info/index.php/Pt/home4/sao-vicente/item/10615-sao-vicente-agente-da-policia-nacional-condenado-a-doze-anos-de-prisao

Tutto in Famiglia

Nel primo semestre del 2014 solo sull’isola di Fogo sono stati segnalati 22 casi di abuso sessuale. Bisogna comunque sapere che questi fatti non si verificano solo a Fogo ma in tutte le isole e quelli riportati nell’articolo sono i casi che sono stati segnalati, ma ne esisteranno molti di più che non vengono mai denunciati.
Questi abusi si verificano quasi sempre in famiglia. L’ultimo di cui si ha notizia riguarda una ragazza diciassettenne che si ritrova incinta ed il colpevole è il padre.
Per noi è una cosa abominevole, ma per questa popolazione non è poi così strano; tantissime sono le case in cui abitano molte persone che dormono anche in dieci in una sola camera, oppure sul terrazzo. E’ quindi facile capire come in simile promiscuità tra bambini, padri, madri, zii, fratelli e cugini vari possano accadere episodi del genere. I bimbi crescono in questa promiscuità, dove nessuno gode della minima privacy e per loro diventa normale fare con il fratello o il cugino le stesse cose che da sempre hanno visto fare ai più grandi … Quando poi c’è anche un padre in queste “famiglie”, non si discute perché lui è il padrone e si fa quel che dice.
Ci sono in giro parecchie ragazze giovanissime e con bimbi piccoli, che se gli chiedi chi sia il padre, quasi sempre ti rispondono: “sta in Olanda, oppure in Portogallo” e intanto loro continuano a vivere nella stessa casa dove sono cresciute … il padre chissà chi sarà?
Queste ragazze si aggrappano alla speranza di trovare uno straniero che le porti via oppure le faccia star meglio e loro non fanno distinzioni tra giovani e vecchi e accettano qualunque cosa. Ecco perché gli ultra sessantenni che tanto girano per Capo Verde hanno vita semplice con queste ragazzette e vivono l’illusione di aver trovato la donna giovanissima che si è innamorata di loro, mentre (secondo loro) “aiutano” lei e i suoi bambini.
Non lo sanno neanche cosa sia l’amore queste piccole donne, sanno solo che i maschi fanno quello che vogliono e quindi meglio uno che abbia qualcosa da dargli in cambio.
Intanto qualcuno ha iniziato a denunciare gli abusi sessuali; si tratta quasi sempre di qualche vicino pettegolo o di qualche nemico, perché la madre che pure è al corrente, o la ragazza stessa, non lo farebbero mai.
Non è un problema circoscritto a Capo Verde, si verifica in tantissimi paesi africani ed asiatici e fa parte della mentalità e delle consuetudini di questi posti. Vedremo se Capo Verde che si dichiara tanto avanti rispetto al resto dell’Africa, tanto europeizzata, riuscirà a far qualcosa al riguardo. Per intanto posso solo dire che la prostituzione minorile è in aumento e sicuramente è legata anche questa, a quella certa mentalità …

http://jsn.com.cv/index.php/destaquejsn/2105-abuso-sexual-casos-de-violacao-contra-menores-disparam-na-ilha-do-fogo

Ebola e allarmismi

Ho avuto notizia di persone che avendo già il biglietto prenotato e pagato da tempo, hanno deciso di rinunciare al viaggio a Capo Verde in novembre perché spaventati dal virus dell’Ebola.
Cerchiamo di chiarire alcune cose. In Italia e nel Web, si legge e si sente di tutto e di più su questo virus. Informazione caotica e spesso non vera; molti articoli sono costruiti ad hoc per creare il panico. Ultimamente addirittura un video che tutti stanno facendo girare sui social networks che incolpa gli USA di aver creato il virus stesso per servirsene come arma batteriologica … anche questo è un falso!!
Qui in Africa se ne parla molto meno, a Capo Verde gli articoli che girano riguardano solo le misure di prevenzione e sicurezza che il Paese ha adottato e non si fa allarmismo di sorta. Sarà perché in Africa la gente muore molto di più perché colpita da tantissimi virus?
Fa impressione sentir dire che sono morte migliaia di persone in pochi mesi per colpa dell’Ebola, ma molte di più ne sono morte per la malaria, per il dengue, febbre gialla, colera, encefalite … la lista è lunga eppure nessuno al momento di viaggiare a CV si preoccupa di queste malattie. Ora grazie all’enorme informazione/disinformazione si è venuto a creare questo stato di allarme generale a riguardo di questo virus.
Non si può dire con certezza cosa ci sia dietro a tutto questo allarmismo, interessi legati a case farmaceutiche per la diffusione a livello mondiale di nuovi vaccini? oppure interessi legati all’invio di truppe militari allo scopo di avere il controllo su paesi che detengono petrolio e diamanti in quantità? Non lo sappiamo e può certo anche essere così, ma non ci sono certezze.
Quello che si sa per certo è che i Paesi dove esiste il virus sono: Liberia, Guinea Conakry, Sierra Leone;.
A Capo Verde non possono entrare persone di questi paesi oppure gente che vi è stata di passaggio ed ha proseguito il suo viaggio. Negli aeroporti internazionali capoverdiani, fermano ed isolano chi abbia questa provenienza oppure sia anche solo sospettato. Nei porti, quando ci sono persone imbarcate su navi in arrivo con provenienza dai suddetti paesi, si effettuano le stesse operazioni e non entra nessuno. Qualche tempo fa, una nave cinese che aveva fatto scalo in Liberia, è stata messa in quarantena e tenuta ferma al largo per vedere se si sarebbe manifestato qualche caso e solo dopo il periodo di quarantena è stata autorizzata all’attracco. Voglio anche ricordare che questo Paese è formato esclusivamente da isole, quindi impossibile entrare via terra da nessuna parte!
Non ci sono certamente misure di questo genere per prevenire il colera ad esempio, che pur avendo un vaccino, causa ogni anno parecchie morti e quindi sarebbe molto più facile contrarre questo virus anziché l’Ebola ….
Per concludere direi che non è da sottovalutare l’esistenza in Paesi africani di questo nuovo virus, certamente non è consigliabile recarsi ora nei Paesi dei focolai attivi, ma per quanto riguarda un viaggio a Capo Verde si può stare assolutamente tranquilli.
Salite su un aereo in Italia e scendete a Capo Verde direttamente, non passate da nessun paese africano e non correte rischi di sorta.
Ricordatevi anche che Capo Verde pur essendo un Paese africano, è un posto molto salubre, dal clima secco e asciutto, molto ventilato, non presenta i vari gravi problemi di sanità che si riscontrano in molti altri Paesi africani … qui la gente campa a lungo grazie a Dio e infatti non si sta neanche preoccupando più di tanto per tutto questo putiferio che si è scatenato in altri posti.

Apolloni Loris
18 ottobre 2014 alle 08:37
Carissima Luisa cosa occorre per aprire un conto corrente facilmente sia come residente e non a Capo Verde? Quanto è il limite massimo di contante che si puo’ portare e versare in banca? Grazie delle info. Visto un possibile trasferimento dalla Italia, come pensionato.

Si può viaggiare portando fino a 10.000 euro senza doverli dichiarare. Per importi superiori occorre compilare una dichiarazione negli uffici doganali.
Non ti consiglio comunque di portare tanto contante …
Qui puoi aprire un conto corrente anche se sei solo un turista, bastano 100 euro per aprirlo e puoi versarci quel che ti pare, puoi naturalmente anche fare dei bonifici dall’Italia, in modo da non dover viaggiare con grosse cifre.

Succede in tutte le isole, ma principalmente a Santiago e nella capitale Praia, che esistano e continuino a spuntare costruzioni abusive. Case adibite ad abitazione che sorgono in luoghi fuori mano e creano veri e propri quartieri clandestini.
Il Comune di Praia, per combattere questa piaga, ha deciso di acquistare dei droni con i quali sarà possibile dall’alto fotografare e riprendere tutte le varie zone.
Fantastico!
Ma non era che c’è tantissima disoccupazione? Non era che lo spettro della fame si sta avvicinando? Non era che esiste una marea di persone che conduce una vita durissima e fatica a sfamare i figli perché non ha lavoro?
E quindi mi chiedo: Perché non adibire del personale al controllo di questa situazione? Le case abusive saranno situate certamente in zone defilate, ma sicuramente non irraggiungibili …
Non ho idea di cosa possano costare i droni, ma so con certezza che lo stipendio di qualcuno che possa fare questo tipo di lavoro non è certamente una grandissima spesa visto che sono tutti sottopagati!
Eh no, avevamo assoluta necessità di avere i droni!!! Perché siamo un Paese moderno, non africano ed all’avanguardia! 🙂

http://www.oceanpress.info/index.php/Pt/home4/santiago/item/10119-camara-da-praia-introduz-drones-para-combater-habitacoes-clandestinas

Forse ricorderete la notizia del poliziotto che aveva fatto irruzione a scuola per farsi ridare la sua pistola dall’amichetta quindicenne … è successo circa 15 giorni fa mi pare.
Gli sviluppi? Il Capo della Squadra di Tarrafal dichiara che stanno ancora indagando per capire come ha fatto l’arma a finire dove è stata trovata … intanto il poliziotto non ha avuto alcuna sanzione e non è stato neppure momentaneamente sospeso dal servizio, ma se ne va in giro tranquillamente (senza pistola).
Mi pare una bellissima maniera per far si che i poliziotti prendano coscienza dell’importanza del loro ruolo ed apprendano ad essere ligi al dovere …. continuiamo così ed attendiamo i prossimi misfatti in cui saranno coinvolti questi poliziotti da operetta …

Sposarsi a Capo Verde

Tra le richieste di informazioni che ricevo c’è n’è una che è ricorrente soprattutto ultimamente:
“Cosa devo fare per sposarmi a Capo Verde?” – “E’ possibile sposarsi a Capo Verde anche se non sono residente li?” – “Cosa ci vuole per potersi sposare a Capo Verde?”
Approfittando della cortesia di un giovane amico che si è per l’appunto recentemente sposato qui, sono in grado di spiegarvi come funziona il tutto.
Andiamo per gradi:
1) La vostra ragazza è capoverdiana e vive qui, ma voi non siete residenti a CV:
In questo caso la ragazza deve procurarsi i seguenti documenti:
Certificato di Nascita
Passaporto
Certificato di Residenza
Questi documenti dovranno essere corredati dalla “apostila”. Si tratta di una dichiarazione che li rende validi a livello internazionale.
Tutti i documenti sono da richiedere al Registro Civil o alla Camara Municipal e poi fatti tradurre in italiano tramite l’ambasciata o un consolato di Capo Verde in Italia.
Sarà necessario anche che la vostra futura moglie rilasci una Procura per la firma visto che lei non si trova in Italia. La procura va fatta a vostro nome e dovrà essere tradotta anche questa in italiano

Voi italiani invece dovrete recarvi al vostro Comune di residenza e spiegare che volete sposarvi all’estero; avrete bisogno dei seguenti documenti:
Certificato di Nascita
Certificato di Residenza
Certificato di Stato Civile
Procura della ragazza che vi abilita a firmare in suo nome

A questo punto il Comune provvederà ad esporre le pubblicazioni e bisognerà aspettare 9 giorni.
Trascorso questo tempo dovrete presentare in Comune un modulo di Richiesta di Certificato di Capacità Matrimoniale. (lo trovate anche in internet)
L’Ufficiale di Stato Civile vi rilascerà quindi il Certificato suddetto compilato e vidimato.
Ora non vi resta che far tradurre tutti i documenti dall’italiano al portoghese, sempre rivolgendovi all’Ambasciata o Consolato, dopo di che potete partire per Capo Verde e riabbracciare la vostra bella!!
Deboer-Labbe
A Capo Verde presenterete al Registro Civil tutti gli incartamenti sia vostri che della ragazza e loro provvederanno ad esporre anche qui le pubblicazioni. Dopo il periodo necessario all’esposizione che anche qui sarà più o meno di una settimana, potrete finalmente sposarvi e la cerimonia avverrà proprio presso il Registro Civil e non in Comune come si fa in Italia.
Ricordatevi che i documenti hanno una scadenza, qualcuno di sei mesi ma qualcuno solo di tre mesi, per cui dovete sposarvi prima di questo lasso di tempo, altrimenti vi toccherà rifare tutto daccapo.
archivio_immagine

2) La vostra ragazza è capoverdiana e voi siete residenti a CV
In questo caso potete recarvi all’Ambasciata Italiana di CV che si trova a Dakar in Senegal … e li vi spiegheranno cosa occorre e si occuperanno dei vari documenti necessari.

Come vedete non è impossibile sposarsi qui anche se dovrete armarvi di pazienza perché non tutti i Comuni italiani sono molto ferrati in materia di matrimoni all’estero e i tempi d’attesa potranno essere lunghi, ma alla fine vedrete che non sarà poi stato così difficile e riuscirete a coronare il vostro sogno. E pensate anche che ne sarà valsa la pena, visto che un matrimonio qui, vi costerà un’inezia in confronto all’Italia 🙂

Fare Casa a Capo Verde

Parecchi sono gli italiani che dopo aver conosciuto queste isole decidono di trasferirsi oppure di costruire case o appartamenti per affittare.
C’è chi si affida ad agenzie immobiliari e c’è chi si rivolge direttamente a piccole imprese edili ed architetti locali o stranieri presenti in Capo Verde.
In entrambi i casi è necessario fare molta attenzione perché è molto facile imbattersi in personaggi non molto affidabili.
Esistono architetti e costruttori capoverdiani che magari sono anche onesti, però non hanno molta esperienza in materia e quindi affidandosi a loro si rischia di ritrovarsi una casa piena di pecche di vario genere, quindi in genere l’italiano che viene qui preferisce affidarsi ad altri italiani che operano in questo campo.
Ma attenzione, Capo Verde è piena di italiani che sono venuti qui anni fa e si sono inventati un mestiere per vivere e guadagnare, tanti non avevano mai visto prima una casa in costruzione ed ora si spacciano per esperti costruttori.
Nel mio caso, ho avuto la fortuna di trovare chi è stato in grado di farmi costruire una casa come io la desideravo, seguire tutti i lavori personalmente e consegnarmela in condizioni di perfetta abitabilità. Ma conosco diversi casi di gente che si è ritrovata una casa con impianti mal funzionanti, oppure ha dovuto sborsare un sacco di soldi in più a causa di errori grossolani nella costruzione e cose varie di questo genere.
Qualcuno di questi fantomatici “costruttori”, una volta consegnata la casa si defila e non si responsabilizza per eventuali danni.
Quindi, state molto attenti a chi vi rivolgete, se non è una persona che conoscete, prendete informazioni dettagliate e non fidatevi neppure delle mega proposte delle varie agenzie. Se comperate una casa o un appartamento già costruito, recatevici di persona e non comperate mai sulla carta, meno che mai su progetto e quando andate a vederla, controllate bene l’afflusso dell’acqua, la pressione dei rubinetti, l’esistenza di scalda bagni, sinceratevi che le persiane e le porte chiudano bene, insomma, non accontentatevi di un’occhiata in generale.
Se invece la casa la fate costruire e non siete in loco voi stessi, dovete avere qualcuno che se ne intenda e che segua i lavori da vicino perché gli operai, anche quelli che si dicono specializzati, non sanno lavorare. Tenete presente che fino a ieri si facevano le casette con le pietre e i tetti di paglia, non possono avere grandi nozioni ne grandi esperienze in materia. La persona che vi seguirà la costruzione da vicino deve essere non solo affidabile, ma anche deve avere esperienza e pretendete sempre le fatture dei materiali impiegati controllando che il materiale acquistato corrisponda più o meno a quello effettivamente necessario. Non è raro scoprire che sono stati acquistati quintali e quintali di cemento o di ferro, quando in realtà ne bastava molto meno …
Detto questo, non aspettatevi comunque una casa perfetta come quelle italiane … troverete sempre delle piccole pecche, come per esempio le pendenze dei pavimenti, che sembrano essere un problema insormontabile per gli operai edili ed i piastrellisti di qui 🙂 ci saranno dettagli che avrebbero potuto essere più ben fatti certamente, ma se comunque siete caduti in buone mani, vi ritroverete un’abitazione comoda e vivibile.
Non è importante che vi affidiate a qualcuno con titoli risonanti o che esibisca licenze in architettura o ingegneria, questo non è determinante, perché esistono persone che magari sono anche ingegneri, ma non avevano mai lavorato prima in quel campo oppure esercitano in Paesi sottosviluppati proprio perché non sarebbero all’altezza di farlo in Italia. A volte è meglio un bravo muratore che sia onesto e sappia quel che fa …
Questo discorso vale per tutte le isole, perché il fenomeno non è più circoscritto solo all’isola di Sal dove gli italiani iniziarono a costruire parecchi anni fa e non si contano le truffe che si sono verificate. Ormai il fenomeno è dilagato anche sulle isole minori e quindi fate molta attenzione!
Ma se il vostro sogno è una casa qui non desistete, non è impossibile fare casa a Capo Verde ed io ne sono un esempio, come parecchi altri come me qui a S.Nicolau 🙂

Fame a Capo Verde?

?????????? Capo Verde, un Paese del quale si è sempre detto che c’è la povertà, ma non la fame. Contrariamente a molti altri Paesi africani non ci sono bambini denutriti e anche la gente più povera riesce a sfamarsi grazie al pesce e alle coltivazioni di mais e fagioli principalmente.
Siamo nel 2014 e il governo capoverdiano continua a sbandierare la superiorità del Paese rispetto a molti dell’Africa, mentre i capoverdiani si ritengono più europei che africani, eppure ecco affacciarsi lo spettro della fame.
Sull’isola di Santo Antão, sta intervenendo il “Banco Alimentar contra a Fome” proprio per portare aiuto alla popolazione ridotta per l’appunto alla fame!!
Il BAF è un’istituzione di solidarietà sociale per la lotta contro la fame e le carenze alimentari e comincerà ad operare sull’isola il prossimo mese di novembre.
Questa è una triste realtà con la quale il Paese dovrà necessariamente fare i conti, qui non si tratta più solo di crisi, qui inizia ad esserci tanta gente che non ha più da mangiare. Che succede nel paradiso delle vacanze? Cosa sta capitando nelle isole dei grandi alberghi? Forse che l’Hilton non ha pagato abbastanza per costruire il suo splendido angolo e come lui tutti i vari mega villaggi turistici e grandi alberghi recentemente costruiti o ancora in costruzione? E se hanno pagato … dove sono andati a finire i soldi? Che ci sia qualcosa che non va nel’economia di Capo Verde? Ma no, impossibile, siamo così evoluti, mica siamo africani!!!

http://jsn.com.cv/index.php/destaquejsn/2066-para-combater-a-fome-banco-alimentar-chega-a-santo-antao

Una delle tante passeggiate che si possono fare a São Nicolau, è alla località di Queimada, da dove si può salire alla scoperta di immense piantagioni di mango e banani; qui nel fresco che si mantiene costantemente umido grazie alla presenza di falde sotterranee d’acqua, cresce un’abbondante vegetazione spontanea, persino il papiro arriva ad essere altissimo e con grossi fusti. Le piantagioni di mango poi sono spettacolari, alberi immensi dalle chiome che variano dal verde intenso al verde tenero al rosso ramato. Chi ama camminare lungo i sentieri di montagna e respirare aria ossigenata, godendo dell’ombra e dei giochi di luce che i raggi del sole creano filtrando tra il verde, apprezzerà particolarmente questa gita e sicuramente potrà approfittare per farsi una bella scorpacciata di manghi!!!
Ringrazio come sempre il mio fotoreporter Marco Salvatici per le belle foto 🙂

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Non solo mare

Volete una vacanza che oltre alla spiaggia, la pesca e il caldo anche d’inverno vi dia la possibilità di fare splendide escursioni in montagna godendo di paesaggi mozzafiato?
São Nicolau vi può dare tutto questo!
Eccovi una piccola rassegna di foto di paesaggi montani in questa stagione; la località si chiama Fragata, è raggiungibile con un buon tratto in auto e dopo una bella camminata a piedi, ma ne vale la pena 🙂 Piccoli agglomerati di casette in pietra con i tetti di paglia, niente luce ne acqua … immersi nel verde e nel silenzio e circondati da incredibili picchi e strapiombi. Vi chiederete come fa la gente che vi abita a stare qui, ma parlando con loro vi renderete conto che ci vive benissimo ed è felice!!

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Nei giorni scorsi ho pubblicato un articolo intitolato “Teatrini Capoverdiani” ma in realtà l’accaduto, a parte i soliti modi ridicoli di attuare,nascondeva una faccenda della massima serietà: la sparizione di un’arma.
Ma partiamo dall’inizio:
La Direzione della scuola ha denunciato il poliziotto che ha fatto irruzione e dovrà quindi rispondere anche di questo.
Intanto l’arma è stata ritrovata. Un ragazzo ha telefonato alla Polizia avvisando di aver rinvenuto una pistola. E’ stata trovata nei pressi di un’abitazione dove pare esista traffico di droga, (la polizia ne è al corrente) …
Non si sa ancora se sia stata la ragazza incolpata dal poliziotto a rubargliela, oppure qualunque altra persona; resta il fatto che ultimamente a Tarrafal si sono riscontrate parecchie situazioni che implicano relazioni poco chiare tra agenti e delinquenza.
Tarrafal è sempre notoriamente stata una cittadina molto tranquilla e quei pochi ladruncoli erano ben conosciuti da tutti e praticamente innocui; ma da quando hanno iniziato a trasferire altrove i poliziotti di S.Nicolau e fatto venire al loro posto agenti da altre isole, le cose stanno cambiando. Da Sal per esempio, sono stati inviati qui poliziotti per ragioni disciplinari, ossia soggetti che dovevano scontare già qualche “malefatta” … A Sal esiste parecchia delinquenza e non è da escludere che qualche agente possa essere stato in combutta con alcuni malviventi.
Ed ecco che anche a Tarrafal spunta la droga, circola gente prima mai vista e dagli atteggiamenti poco raccomandabili.
La gente comune e il giornalista che sta seguendo la vicenda, trovano errato il modo di gestire il personale da parte della Dirigenza della Polizia, non è infatti mandando su altre isole personaggi simili che si risolve il problema. Anche il Sindaco di Tarrafal ha voluto avere un incontro con il Capo della Squadra della città, per sincerarsi che venga fatto il necessario per restituire la tranquillità ad una cittadina che è notoriamente uno dei posti più vivibili e scevri da malavita ed ha assicurato tutto l’appoggio possibile da parte del Comune.
L’articolo cui ho fatto riferimento e che è postato qui sotto, parla inoltre di altre “bravate” dei poliziotti e asserisce che negli ultimi due mesi,tutti i casi che hanno procurato allarme sociale, hanno sempre avuto come protagonisti dei poliziotti.
Mi dispiacerebbe davvero che anche questa piccola città venisse rovinata, non ne esistono più molti ormai al mondo di posti così per vivere … Speriamo che si decidano a dare un bel giro di vite nell’ambito della Polizia e riescano ad eliminare tutte queste mele marce.
Per intanto ringraziamo il cielo che la pistola non sia finita in mano a qualche ragazzetto o a qualche bambino, perché avrebbe potuto essere molto più grave la cosa.
E così, come in tutti gli altri campi, ci possiamo rendere conto che anche in quel che riguarda l’ordine pubblico, esiste a Capo Verde, la solita incapacità gestionale ed il solito menefreghismo.
Vedremo come proseguirà lo svolgimento delle indagini e come si concluderà il caso. Per il momento non sono state rese note misure disciplinari per il poliziotto in questione.

http://www.jsn.com.cv/index.php/sao-nicolau/2007-tarrafal-arma-de-servico-do-agente-que-invadiu-escola-secundaria-encontrada-junto-a-boca-de-trafico

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