A Sao Vicente oggi la sentenza del processo per un poliziotto accusato di aver ucciso a colpi di pistola il marito della propria figliastra.
Il fatto accadde in luglio del 2013, in seguito a una lite tra i due, il poliziotto venne insultato dal “genero” e reagì utilizzando la sua arma di servizio e sparandogli cinque colpi. L’uomo morì dopo essere stato portato all’ospedale.
Dal processo è emerso che il poliziotto era stato internato per disintossicarsi e prendeva medicine proprio per questo problema, era anche seguito da uno psicologo. Per tutti questi motivi, il giudice non ha applicato la pena massima ma gli ha dato solo 12 anni e otto mesi, più un risarcimento da versare ala moglie della vittima ammontante a circa 9.000 euro.
E qui mi viene da pensare quello che dicevo giorni fa: Ma che Polizia abbiamo?
Se il tipo era un alcoolista, se si è dovuto disintossicare, se era sotto l’effetto di farmaci, come diavolo è che rimaneva in servizio attivo e se ne andava in giro tranquillo con la sua bella pistola?
Eppure il giudice questa cosa sembra neanche averla pensata, sicuramente è normale. D’altra parte, li ho visti io stessa più di una volta i poliziotti di pattuglia con la bottiglia di grog sotto il braccio, quindi ok, tutto nella norma e andiamo oltre 🙂

http://www.oceanpress.info/index.php/Pt/home4/sao-vicente/item/10615-sao-vicente-agente-da-policia-nacional-condenado-a-doze-anos-de-prisao

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