Archive for dicembre, 2014


BUONE FESTE!!!!!

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Tanti cari auguri a tutti da Capo Verde 🙂

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Nei giorni scorsi si sono tenuti a Praia sull’isola di Santiago, dei giochi riservati a ragazzi con handicap.
Da Tarrafal sono partiti sei di questi ragazzi, uno dei quali è figlio di una signora che conosco.
Il viaggio per Praia si effettuava con la nave che presta servizio per Sao Nicolau una volta a settimana, quindi era previsto che i ragazzi fossero di ritorno oggi con la stessa nave che li aveva portati sabato scorso.
I giochi si sono svolti regolarmente e tra l’altro il ragazzo che io conosco ha telefonato felice a sua madre raccontando di aver addirittura vinto una medaglia d’oro nella corsa.
Questa mattina il responsabile dell’associazione organizzante i giochi li ha accompagnati all’imbarco. Peccato che i posti non erano stati riservati, i biglietti di rientro non erano stati acquistati e non c’era più posto sulla nave.
Momenti di panico, incrociarsi di telefonate con le famiglie a Tarrafal e speranza che i ragazzi riuscissero ad essere imbarcati.
Risultato? I ragazzi sono rimasti a Praia e per di più, ognuno ha dovuto aggiustarsi per conto suo in quanto i responsabili dell’evento non hanno fatto proprio nulla!!!
La signora di cui parlavo, fortunatamente ha un fratello che abita a Praia e quindi è riuscita a rintracciarlo e lui è andato a recuperare il ragazzo, ma lei piangeva perché dovrà restare a Praia fino al 26 dicembre, passando così il Natale lontano dalla famiglia. Si tratta di un ragazzo che è ritardato ed anche soggetto a crisi epilettiche, per cui la madre non può certamente essere tranquilla.
Ma come diavolo si fa dico io ad abbandonare a se stesse delle persone con problemi fisici e mentali? Ma che diavolo di organizzazione è questa? Se non siete capaci di organizzare bene le cose, non fatele proprio, lasciate perdere. Non ci voleva poi tanto a pensare che era normale acquistare e riservare andata e ritorno fin da subito credo!!!
Sono talmente abituati a questo tipo di cose, che la gente è rassegnata, piange magari, è preoccupata, ma alla fine accetta di buon grado e cerca di aggiustarsi come meglio può. E anche questa è Capo Verde 😦

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Esiste ormai da anni sull’isola di Maio, un’associazione formata da Italiani e Capoverdiani, con lo scopo di occuparsi principalmente dell’infanzia, ma anche della fragilità sociale in genere e delle famiglie più bisognose.
Voz Minis D’Jarmai è il nome dell’Associazione (Voce dei Bimbi di Maio) e come ogni anno con l’approssimarsi del Natale ha organizzato ieri una festa per i bambini.
Tutti i bambini vengono coinvolti nella festa e anche quelli che abitano nei piccoli villaggi, vengono portati a Vila do Maio per poter partecipare all’evento. Genitori, insegnanti e parecchi italiani organizzano giochi, gare sportive, danze e rappresentazioni per intrattenere piacevolmente tutti quanti, mentre altri si danno da fare a preparare il pranzo e i cestini con le merende che contengono cose che difficilmente quei bimbi mangiano durante l’anno. L’intervento di un bel Babbo Natale è il momento più atteso naturalmente, e vengono distribuiti regalini per tutti.
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Questa non è l’unica attività che impegna l’Associazione, in quanto lavorano tutto l’anno per essere di aiuto a questi ragazzi; dalla raccolta di fondi agli interventi presso la Pubblica Amministrazione o il Governo perorando cause che passerebbero spesso nel dimenticatoio se non ci fossero queste persone ad interessarsene …
Complimenti quindi a “Voz Minis D’Jarmai” e grazie a nome dei bimbi capoverdiani a tutti quegli italiani che si dedicano a questa nobile causa.
Fa piacere sapere che tra gli italiani che risiedono a Capo Verde, c’è chi non pensa solo ai propri interessi, ma trova il tempo per fare qualcosa per questo Paese.
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http://www.vozminisdjarmai.org/associacao.htm

SAM_0014 FILEminimizer 32 anni, nato a Fogo, rilascia un’intervista in cui si racconta e racconta le difficoltà di inserimento sociale, per chi fa una scelta sessuale diversa in questo Paese.
E’ un po’ la storia di tanti, in tante nazioni ma, sicuramente la mentalità di un Paese ancora in via di sviluppo è più ristretta e quindi risulta più difficile uscire allo scoperto e condurre una vita normale.
Fredy, dopo aver subito per anni le prese in giro e le ingiurie della famiglia, ad un certo punto, decide di lasciare la sua isola natale e trasferirsi a Praia, sperando di trovare nella capitale, una mentalità più aperta.
Qui viveva con un fratello e non migliorò la situazione, tanto che si decise a cedere alla corte di una ragazza e si mise con lei, aggrappandosi disperatamente all’idea che forse questo gli avrebbe fatto mutare la propria tendenza omosessuale.
Naturalmente non fu così e lui dopo aver avuto due figli dalla sua compagna, trascinando un rapporto fatto di bugie, tradimenti e infelicità per ben quattro anni, finalmente conobbe un uomo con il quale iniziò a vedersi ed instaurò una relazione.
“La mia vita è stata difficile ed estremamente infelice a causa dei pregiudizi che ancora oggi esistono anche nella capitale del Paese, dove gli omosessuali esitano a palesarsi in quanto sanno che non verrebbero accettati” dice Fredy, che oggi è finalmente uscito allo scoperto e si dedica ad un lavoro di sensibilizzazione per l’uso dei preservativi, l’abbandono della droga e l’appoggio agli omosessuali.
Ha parlato di se con i suoi figli ed ha cercato di spiegargli che il suo modo di essere non è nulla di condannabile o di pericoloso e crede che loro inizino a capire ed accettare questo fatto.
Una vita difficile, resa ancor più difficile dall’ottuso atteggiamento di una società che è retrograda all’estremo e condanna tutto quello che sembra diverso.
Conosciamo le lotte sostenute in tutto l’occidente dai vari movimenti omosessuali e sappiamo che non è poi da molto che hanno ottenuto l’inserimento riconosciuto nella società. Anche in occidente esistono ancora sacche di mentalità retrograda e che fatica ad accettare, quindi possiamo immaginarci che in un posto come questo ci vorranno ancora molti anni perché l’omosessuale venga riconosciuto a tutti gli effetti e non osteggiato, deriso ed ostacolato in tutti i modi.
Fredy ha saputo affrontare con coraggio la società di questo Paese, chissà che un giorno non possa anche tornare alla sua isoletta natale a testa alta e trovare nella sua famiglia non più derisione ma affetto, che è quello che ogni figlio si merita indipendentemente dalle sue tendenze sessuali!

http://www.oceanpress.info/index.php/Pt/especial/item/13469-e-um-sofrimento-ser-homossexual-em-cabo-verde

La Gente del Vulcano

A Fogo la situazione ha raggiunto un livello critico. Dopo la devastazione del Parco Naturale, di parecchie case private e dell’edificio sede appunto del Parco Nazionale, la lava sembra non fermarsi e ad una velocità di circa 20 mt. all’ora, sta arrivando a Portela che è il centro con la maggior parte di residenti (circa un migliaio di persone). La gente è stata evacuata anche se qualcuno insisteva per rimanere trattando di salvare qualche cosa della propria casa. Ora solo più poliziotti e personale della Protezione Civile rimangono nei pressi della colata.
Si sono intanto intensificati gas e fumo dispersi dall’aria e parecchi iniziano ad avere difficoltà respiratorie ed agli occhi, malgrado le mascherine di protezione adottate. L’eruzione è in corso da 9 giorni.
Ecco una raccolta di fotografie prese da Fogo News e Marcos Rocha, che mostrano la gente che viveva dove grazie al vulcano la terra è fertile e dava la possibilità di lavorare …

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