“Viaggi senza Ritorno” è il titolo dell’ampio servizio che la Televisione portoghese ha recentemente dedicato a quello che si è ormai trasformato in un grosso problema: Le migliaia di ammalati che ogni anno arrivano in Portogallo dai paesi africani di lingua portoghese per essere curati.
Esistono da molti anni, accordi tra Portogallo e Angola, Mozambico, São Tomé, Guinea e Capo Verde, secondo i quali il Portogallo offre gratuitamente trattamenti sanitari, a chi nei Paesi suddetti, non ha la possibilità di essere curato per mancanza di attrezzature mediche, ospedali, dottori e quant’altro.
Purtroppo gli accordi non prevedono i rimborsi di spese di viaggio, medicine, vitto e alloggio. Questi ultimi dovrebbero essere a carico delle varie ambasciate, ossia dovrebbero essere pagati dai Paesi d’origine dell’infermo.
Le Ambasciate nella maggior parte dei casi non pagano e gli ammalati finiscono per trovarsi completamente spiazzati, in un Paese straniero, senza casa, senza mangiare e senza medicinali.
Ci sono malattie che prevedono anni di trattamento e chi è arrivato in Portogallo in cerca di salvezza, dopo le prime cure o l’intervento, finisce per vedere il tutto vanificato e non potendo tornare a casa, morirà in questo Paese straniero, vinto dai disagi, dalla fame e dalla mancanza di medicinali …
I Paesi africani di lingua portoghese, approfittano dell’accordo con il Portogallo, ma una volta inviate le persone per le cure necessarie, le abbandonano a loro stesse, pensando che se la possano cavare trovandosi in un Paese amico e maggiormente sviluppato.
I medici portoghesi denunciano altresì che parecchi ammalati arrivano troppo tardi, molti con diagnosi errate o addirittura false.
Sono tantissime le persone che affluiscono in Portogallo in queste condizioni e per quanto riguarda Capo Verde, posso dire di aver sentito parecchi casi di gente che è partita con due soldi in tasca, racimolati grazie all’aiuto dei famigliari, con il sogno di guarire e ritornare al più presto. Gente che pensa di trovare all’arrivo un incaricato dell’ambasciata di Capo Verde che li aiuterà a sistemarsi, che gli darà le informazioni necessarie e guiderà i suoi primi passi in quel Paese sconosciuto … purtroppo molti di questi sogni si infrangono presto. Qualcuno di cui ho sentito, è riuscito a farsi ricoverare grazie all’intervento di capoverdiani emigrati che hanno avuto la gentilezza di aiutarlo, ma anche per queste persone non è facile perché la loro vita di emigranti non è spesso delle migliori e non riescono a farsi carico di altre persone.
E’ una situazione tristissima per chi si trova ad aver bisogno di cure, ma è anche molto complicata per il Portogallo che non può fermare l’afflusso di questa gente ed al tempo stesso non riesce a risolverne i problemi. I Paesi africani di cui stiamo parlando dovrebbero cercare di migliorare l’assistenza a queste persone che si vedono obbligate ad espatriare per curarsi, ci vorrebbe un minimo di collaborazione con un Paese che offre grande disponibilità, ma non è che potrà farsi carico proprio di tutto!!

http://www.tvi24.iol.pt/eu-vi/reporter-tvi-viagem-sem-regresso-tvi24-alexandra-borges/1224760-4646.html?f

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