Uno degli argomenti che più preoccupano chi pensa di trasferirsi a Capo Verde e soprattutto chi è già in pensione, riguarda la sanità.
In più occasioni ne abbiamo già parlato e ho spiegato che le isole più attrezzate in questo campo sono Santiago e S.Vicente. Sulle altre isole c’è qualche problema in più, ma giusto per darvi notizie certe ed aggiornate, posso spiegarvi come funziona a S.Nicolau.
S.Nicolau è una delle isole più “dimenticate” dal Governo, dove i trasporti sono precari e funziona tutto a rilento. Io qui ci vivo da quando sono andata in pensione e proprio in questi giorni ho avuto bisogno di ricorrere ai servizi sanitari, per cui vi racconto com’è andata 🙂
Sull’isola ci sono due ospedali, uno si trova nella capitale Ribeira Brava ed è quello meglio attrezzato. Nella cittadina dove io risiedo, Tarrafal, c’è un piccolo ospedale, più un centro di salute diciamo, dove io vado per esempio per farmi fare le ricette di qualche medicinale. Mi era capitato tempo addietro di avere un’infezione su un dito provocata da una spina ed in quell’occasione sono stata accuratamente medicata e il problema si è risolto in tempi brevi. Presso questo piccolo ospedale è possibile farsi visitare dal medico generico che è un po’ come andare dal nostro medico della mutua.
Giorni fa ho preso appuntamento per una visita. L’appuntamento mi è stato fissato quattro giorni dopo, il medico è stato molto coscienzioso, effettuando una visita completa ed interessandosi per i miei trascorsi, per conoscere l’esistenza di eventuali malattie o fatti ereditari, ha voluto sapere se prendevo medicinali e quali ecc ecc. Dopo di che mi ha consigliato di effettuare un controllo generale che secondo lui è importante soprattutto alla mia età.
Così mi ha prescritto le analisi complete e un elettrocardiogramma.
Il giorno dopo la visita ho potuto presentarmi per le analisi e a distanza di due giorni danno i risultati. Dato che questo posto salute non è attrezzato con un laboratorio di analisi, viene da Ribeira Brava un’analista, che provvede ai prelievi, ritira i campioni, li porta all’ospedale principale dell’isola e due giorni dopo ritorna portando i risultati. A distanza di qualche altro giorno si può ritornare dal medico curante per mostrargli le analisi e lui provvede a dare nel caso sia necessario, una cura.
Nel caso fosse necessario fare delle lastre, bisogna andare a Ribeira Brava, mentre per cose più importanti per forza si deve andare a Sao Vicente, dove ci sono ospedali e cliniche più attrezzate. Per le visite specialistiche bisogna prenotarsi per la data in cui arriva il cardiologo o l’angiologo o qualunque altro, che vengono sull’isola periodicamente per qualche giorno.
Il piccolo ospedale di Tarrafal, dove devo dire sia il medico che gli infermieri sono davvero gentili e premurosi, si percepisce una certa disorganizzazione (la stessa che si trova in tutta Capo Verde e in tutti i settori non solo nella sanità), però ormai io sono abituata al loro modo di lavorare e la prendo serenamente 🙂 In fondo non è che siamo abbandonati a noi stessi, come ho detto, possiamo avere un servizio sanitario abbastanza decente almeno per le cose di ordinaria amministrazione.
I problemi si presenterebbero se si fosse in presenza di patologie gravi, ma se si è avanti con gli anni però con una salute medio buona, non esistono problemi.
Ricordo che ora è possibile avere l’assicurazione INPS per chi è pensionato in Italia. Io ho fatto richiesta ma al momento non è ancora arrivata, quindi ho pagato per le visite e le analisi. Il costo complessivo di analisi complete, elettrocardiogramma e 2 visite mediche è stato di 55 Euro. Se avessi avuto l’INPS ne avrei pagati 14 e la visita medica sarebbe stata gratuita.
Se penso a cosa pagavo per un ticket solo per fare le analisi del sangue ed avendo la mutua … rabbrividisco 🙂
Per concludere, agli amici pensionati che spesso mi scrivono chiedendomi: “Ma la sanità? Si può stare tranquilli? c’è il dottore? Si possono fare dei controlli o delle analisi?” … dico che possono stare tranquilli, se non soffrono di gravi malattie potranno vivere qui altri cento anni scordandosi dei medici 🙂 Se poi sarete a Praia o a Mindelo, siete in una botte di ferro!!
Naturalmente c’è una cosa importante da dire: per scegliere di vivere qui la terza o quarta età, bisogna essere un po’ fatalisti. Se si è di quelli che per ogni piccolo sintomo si precipitano da dottori e specialisti, allora forse è meglio non trasferirsi in posti così. Io per quanto mi riguarda penso che se e quando dovesse arrivarmi una malattia grave, farei come fanno quelli che qui ci sono nati e vissuti, mi farei le cure che qui mi possono proporzionare e quando arrivasse la mia ora me ne andrei in santa pace. Non tutti la pensano così, e in Italia siamo abituati a ricorrere agli ospedali, alle operazioni a tutti i vari metodi che applicano per tenerci in vita un po’ di più, magari seduti su una sedia a rotelle, magari obbligando figli e famigliari a prendersi cura di noi fino allo sfinimento … ma l’importante è andare avanti finché c’è un alito di respiro. Io non sono di quest’idea e quindi non è che mi preoccupi più di tanto la situazione sanitaria del Paese in cui ho scelto di vivere e dove mi sono scordata dei dolori alle ossa per esempio o dei tanti malanni che mi procurava il freddo e l’umidità … io penso che cerco di vivere bene questi anni e quando arriverà quel momento sarà perché è ora di andare e cercherò di andare il più serenamente possibile 🙂
Se la pensate come me, potete trasferirvi subito!!!!!

Annunci