Archive for novembre, 2015


Forse ricorderete che in seguito all’uragano abbattutosi su Capo Verde qualche mese fa, il pontile di Sta maria sull’isola di Sal era stato seriamente danneggiato. Ora grazie agli interventi di ricostruzione e riparazione, torna in funzione.
Il pontile a Sta Maria è un punto di riferimento, ed è una delle principali attrazioni per i turisti che vi si recavano per vedere il lavoro dei pescatori, comperare il pesce, guardare i tuffi dei ragazzini e passare del tempo insieme ai capoverdiani. Era interessante per gli stranieri vedere i pescatori e le donne aprire e pulire il pesce appena pescato, direttamente sulle assi di legno e sciacquarlo in mare per poi venderlo, e stavano li, attorniati da frotte di ragazzini che si inventavano mille smorfie per farli ridere, mentre i più grandicelli si esibivano nei loro tuffi. Mancava quindi, il pontile di Sta Maria dopo la strage fatta dall’uragano.
Ora è stato riaperto ma c’è una novità: un cartello avvisa che è proibito pescare dal pontile, pulire il pesce, tuffarsi, andare in bici e un sacco di altre cose, pena multe salate.
Ecco fatto, a Sal il pontile resta, ma se ne va un altro pezzo della Capo Verde autentica, in nome dell’igiene, della sicurezza e delle norme necessarie per gestire il turismo di massa.
Il mitico “pontão” ora sarà una delle tante banchine che si possono trovare ovunque, dove fare una passeggiata arrivando fino al mare per poi tornare indietro e continuare il passeggio tra i mille bar, hotels, villaggi turistici … proprio come a Rimini ecco 🙂
Cosa resta a Sal di capoverdiano autentico? Persino la gente del posto parla ormai italiano …
D’altra parte la gente che viene a passare le vacanze a Sal, vuole solo un Villaggio confortevole, con la piscina e gli spettacoli di intrattenimento, con la sabbia chiara e gli ombrelloni, si ferma otto giorni e se ne va riposata e senza avere la più pallida idea di cosa sia Capo Verde, ma non gli importa di questo. Ed è a questo tipo di turisti che Capo Verde affida il suo futuro, sono quelli che faranno guadagnare le multinazionali del turismo e una qualche fettina della torta resterà anche al governo locale, mentre ai capoverdiani cosa resterà? Niente, perché il turista avrà trovato tutto il necessario nel suo hotel o villaggio, avrà fatto il tour dell’isola con i pulmini convenzionati e non avrà comprato altro che qualche carabattola che i senegalesi gli venderanno spacciandola per artigianato capoverdiano …
Inchiniamoci al progresso dunque, e incrocio le dita sperando che tutto questo non succeda mai a São Nicolau che resta per ora ancora molto autentica e rilassante 🙂

http://www.oceanpress.info/cms/Pt/reportagem/33910-ilha-do-sal-placa-de-proibicao-causa-transtorno-e-satisfacao-para-outros

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Ho una cagnetta di quasi 5 mesi, che circa un mese fa se l’è vista proprio brutta. Improvvisamente ha iniziato a non mangiare, non potevo avvicinarmi con del cibo che addirittura scappava. Dopo qualche giorno iniziò a deperire e la situazione si complicò con episodi di diarrea e vomito di bava. La povera bestiola nel giro di tre giorni era ridotta alla quasi immobilità.
A Sao Niclau non ci sono veterinari specializzati in cani e gatti, si trovano solo veterinari che vaccinano le mucche o le capre, ma non hanno esperienza in fatto di cani.
Ero alla disperazione e mi rivolsi a Sao Vicente all’Associazione SI MA BO. La signora Silvia Punzo, supportata da una veterinaria italiana che si trovava li a prestare opera di volontariato, mi ha fatto un ottimo servizio online.
In contatto tramite Skype, io ho spiegato i sintomi e la veterinaria ha iniziato a dirmi cosa potevo provare a fare per salvare la piccolina.
SI MA BO si avvale dell’opera di un veterinario capoverdiano che però è sempre molto occupato con la sterilizzazione dei cani randagi e non, che affollano l’isola. In questi anni hanno fatto un enorme lavoro con le sterilizzazioni e grazie a questo presto la popolazione di randagi si vedrà drasticamente ridotta.
Fortunatamente ci sono anche veterinari italiani o comunque europei che si avvicendano dando il loro prezioso aiuto.
Questa cosa fatta online, è stata tutt’altro che semplice, visto che non potevano visitarla ma, non c’era nave in quei giorni per Sao Vicente e neppure posto sul volo e quindi impensabile portarla a Mindelo.
Visto che la cagnetta non beveva neanche l’acqua, mi hanno consigliato di farle delle iniezioni sottopelle di siero in modo da evitare la disidratazione, poi mi hanno prescritto medicine che pensavano potessero servire, fino ad arrivare alle iniezioni di antibiotico che sono poi state quelle che hanno iniziato a dare qualche risultato apprezzabile. Quando ho visto che la bestiola sembrava riprendersi ma continuava malgrado tutto a rifiutare il cibo, mi hanno spiegato che dovevo praticamente cercare di obbligarla a mandar giù qualcosa. Con una grossa siringa senza ago, riempita di una pappetta di pollo, sono alla fine riuscita a farle inghiottire del cibo; da quel momento Kira ha iniziato a cercare di mangiare e si è buttata letteralmente sulla scodella. Ora sta bene a quanto pare, è vivace e mangia di gusto, io seguo i consigli per l’alimentazione che mi sono stati impartiti e mi trovo benissimo.
Non avendola visitata e non avendo fatto dei raggi, non sappiamo cosa sia stato a procurarle questa specie di fortissima gastroenterite, ma grazie a SIMABO la cagna è uscita da quell’orribile situazione ed io da quell’incubo, proprio quando ormai non speravo più di poterla salvare.
SI MA BO è un’organizzazione che ha fatto e fa moltissimo a Sao Vicente, per i cani randagi, provvedendo alla sterilizzazione delle femmine in modo da ridurne la popolazione nel giro di pochi anni e somministrando vermifughi e antiparassitari che li mettono al riparo da pericolose malattie. Parecchi magari pensano che ci siano problemi più importati a Capo Verde, ed è vero senz’altro, ma ricordiamoci che i cani randagi che si moltiplicano senza controllo, possono diventare anche pericolosi per le persone e per i bambini che giocano in strada essendo esposti a qualsiasi contagio. E’ una questione di Igiene e di civiltà e questi sono senz’altro due dei problemi di Capo Verde, che questa Associazione Onlus sta contribuendo a risolvere, educando anche la gente del posto spiegando e facendo vedere come ci si comporta con gli animali da compagnia, che i capoverdiani amano ma non sanno gestire.
Molti prendono un cucciolo e poi se ne disfano semplicemente rimettendolo in strada e in questo modo il randagismo dilaga. Importante quindi che ci sia chi gli spiega bene e gli fa capire che non è una cosa gravosa occuparsi del proprio cane o gatto ed in cambio si avranno grandi soddisfazioni.
L’Onlus, essendo no-profit, si avvale dell’aiuto di veterinari europei che arrivano a prestare la loro opera gratuitamente, ma deve naturalmente provvedere alla permanenza di questi medici sistemandoli con vitto e alloggio, inoltre si deve procurare grosse quantità di medicinali e attrezzature varie, per non parlare del mantenimento di grandi quantità di cani randagi che vengono raccolti e curati nella piccola clinica. E’ quindi ovvio che si sostiene anche grazie alle donazioni di persone sensibili a questo tipo di problemi e di qualche Ente italiano che presta loro aiuto.
Non ho scritto tutto questo per chiedere soldi a nessuno, però credo che gli italiani che risiedono a Capo Verde e soprattutto quelli che stanno nelle isole dove non esistono veterinari, se hanno un cane o un gatto, farebbero bene a pensarci perché quando capita qualcosa ai nostri amici animali, non è facile risolvere senza la presenza di un veterinario serio.
Nel mio caso, lo spettacolare lavoro svolto online da SI MA BO è stato determinante e non ringrazierò mai abbastanza Silvia Punzo!!

http://www.simabo.org/
https://www.facebook.com/simabo.org/?fref=nf

Un amico che vive sull’isola di Brava, mi informa di una cosa della quale non avrei voluto parlare,ma è giusto forse diffondere anche queste notizie…
Pare che ultimamente sull’isola siano stati ritrovati diversi corpicini abbandonati di neonati senza vita.
La Polizia ed i medici interpellati, hanno parlato di neonati e aborti al settimo mese di gravidanza. Sempre il delegato di salute, ha informato che c’è in circolazione una medicina che provocherebbe l’aborto anche in caso di gravidanza in stato avanzato.
L’ultimo caso in ordine di tempo riguarda i corpi di due gemellini gettati in un prato, che sono stati trovati grazie all’insistente abbaiare di cani randagi che hanno dato l’allarme.
Ora, non ho fonti ufficiali di stampa perché questi fatti non risultano su nessun giornale, quindi prendiamo queste notizie con le pinze mi raccomando, non so quanto possa essere vera la storia della medicina che provoca l’aborto al settimo mese ad esempio, ma resta il fatto che i corpi sono stati ritrovati e che sono parecchi, di questo siamo sicuri in quanto sono stati visti da chi vivendo sul posto mi ha informata.
E’ un fatto raccapricciante e davvero lo trovo stranissimo perché a Capo Verde tutte le ragazze, anche giovanissime hanno figli e tengono molto ad avere bambini, è quasi un fatto di orgoglio per loro essere giovani e già madri, anche se poi quei bambini vengono dati alle nonne o alle bisnonne per allevarli, ma non avrei mai creduto che fossero propense a interrompere gravidanze avanzate o ad abbandonare neonati, non mi sembra nella loro indole. Chissà, forse si sta verificando un’inversione di tendenza, forse le ragazze che ora vanno quasi tutte a scuola iniziano a non vedere più di buon occhio le gravidanze premature e rimangono in stato interessante magari per paura di andare a chiedere un anticoncezionale … (nei posti di salute li distribuiscono gratuitamente).
Bisognerebbe che facessero una seria campagna di informazione, magari anche attraverso i media e le scuole, in modo da far conoscere a queste giovani i vari modi per prevenire gravidanze indesiderate e far loro capire che non devono vergognarsi di chiedere aiuto ai medici prima di trovarsi nei guai.
Intanto ringrazio Marco Giandinoto per le informazioni e lo invito a continuare a seguire questi casi e magari a cercare di sapere se è uscito un qualche articolo a riguardo. Tra l’altro, la Polizia starà indagando credo, perché nel caso dei neonati si tratta di infanticidio, non credo sia una cosa da prendere tanto alla leggera. Per questo penso che la popolazione andrebbe informata; lasciando impuniti questi terribili atti non si fa che spianare la strada verso un orribile atteggiamento di violenza gratuita!

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