Forse ricorderete che in seguito all’uragano abbattutosi su Capo Verde qualche mese fa, il pontile di Sta maria sull’isola di Sal era stato seriamente danneggiato. Ora grazie agli interventi di ricostruzione e riparazione, torna in funzione.
Il pontile a Sta Maria è un punto di riferimento, ed è una delle principali attrazioni per i turisti che vi si recavano per vedere il lavoro dei pescatori, comperare il pesce, guardare i tuffi dei ragazzini e passare del tempo insieme ai capoverdiani. Era interessante per gli stranieri vedere i pescatori e le donne aprire e pulire il pesce appena pescato, direttamente sulle assi di legno e sciacquarlo in mare per poi venderlo, e stavano li, attorniati da frotte di ragazzini che si inventavano mille smorfie per farli ridere, mentre i più grandicelli si esibivano nei loro tuffi. Mancava quindi, il pontile di Sta Maria dopo la strage fatta dall’uragano.
Ora è stato riaperto ma c’è una novità: un cartello avvisa che è proibito pescare dal pontile, pulire il pesce, tuffarsi, andare in bici e un sacco di altre cose, pena multe salate.
Ecco fatto, a Sal il pontile resta, ma se ne va un altro pezzo della Capo Verde autentica, in nome dell’igiene, della sicurezza e delle norme necessarie per gestire il turismo di massa.
Il mitico “pontão” ora sarà una delle tante banchine che si possono trovare ovunque, dove fare una passeggiata arrivando fino al mare per poi tornare indietro e continuare il passeggio tra i mille bar, hotels, villaggi turistici … proprio come a Rimini ecco 🙂
Cosa resta a Sal di capoverdiano autentico? Persino la gente del posto parla ormai italiano …
D’altra parte la gente che viene a passare le vacanze a Sal, vuole solo un Villaggio confortevole, con la piscina e gli spettacoli di intrattenimento, con la sabbia chiara e gli ombrelloni, si ferma otto giorni e se ne va riposata e senza avere la più pallida idea di cosa sia Capo Verde, ma non gli importa di questo. Ed è a questo tipo di turisti che Capo Verde affida il suo futuro, sono quelli che faranno guadagnare le multinazionali del turismo e una qualche fettina della torta resterà anche al governo locale, mentre ai capoverdiani cosa resterà? Niente, perché il turista avrà trovato tutto il necessario nel suo hotel o villaggio, avrà fatto il tour dell’isola con i pulmini convenzionati e non avrà comprato altro che qualche carabattola che i senegalesi gli venderanno spacciandola per artigianato capoverdiano …
Inchiniamoci al progresso dunque, e incrocio le dita sperando che tutto questo non succeda mai a São Nicolau che resta per ora ancora molto autentica e rilassante 🙂

http://www.oceanpress.info/cms/Pt/reportagem/33910-ilha-do-sal-placa-de-proibicao-causa-transtorno-e-satisfacao-para-outros

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