Archive for dicembre, 2015


Analisi del 2015

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2015 per questo blog.

Ecco un estratto:

La sala concerti del teatro dell’opera di Sydney contiene 2.700 spettatori. Questo blog è stato visitato circa 56.000 volte in 2015. Se fosse un concerto al teatro dell’opera di Sydney, servirebbero circa 21 spettacoli con tutto esaurito per permettere a così tante persone di vederlo.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

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AUGURI DI BUONE FESTE

Sono passati tre anni e mezzo da quando è nato questo Blog. Voglio ringraziare di cuore tutti quelli che mi seguono da sempre e quelli che continuano ad aggiungersi. Siete tanti e sono contenta se riesco a farvi passare qualche momento tra informazione, ironia e chiacchiere varie su Capo Verde. Vi auguro che il periodo delle Feste trascorra in serenità ovunque voi siate e, se siete venuti in vacanza a Capo Verde ancora megliooooo!!!! 🙂 😉
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santa-claus-beach-343146I giovani a Capo Verde, sono la gran maggioranza della popolazione e purtroppo si stanno scontrando con il grosso problema della disoccupazione.
Difficilissimo in questo Paese trovare un impiego.
Tantissimi frequentano le scuole superiori e parecchi anche le università, però una volta finito il ciclo di studi, si trovano nell’impossibilità di lavorare.
Si possono vedere su ogni isola ciondolare nelle piazze, seduti sui muretti, passando le giornate nell’inattività assoluta. Qualcuno trovandosi in queste condizioni si perde, prendendo una strada sbagliata e andando ad ingrossare le file della delinquenza che ormai nelle città più grandi dilaga.
Secondo me, a monte esiste il problema della scuola. Succede che i figli vengono mandati a scuola con grandi sacrifici nella maggior parte dei casi, sperando che con un’istruzione (che i genitori non hanno avuto), gli sarà più facile inserirsi nel mondo del lavoro. Il problema è che il mondo del lavoro non esiste a Capo Verde, si riduce tutto al settore turistico oppure quello del pubblico impiego, però il turismo è appena ora in via di espansione e il pubblico impiego non può offrire più di tanti posti, mentre la quantità di giovani disoccupati è enorme.
Ecco perché è del tutto inutile frequentare l’università per graduarsi ad esempio in “Ciências Sociais e Humanas”… eppure sono queste le scelte di molti ragazzi.
Mancano le scuole professionali serie. Esiste qualcosa a Praia, ci sono anche dei piccoli corsi, però non esistono vere e proprie scuole tecniche che possano mettere in grado di imparare un mestiere, di gestire un’attività in proprio e cose del genere.
Nell’articolo che pubblico qui sotto, si può leggere l’intervista di giovani che, finiti in prigione, hanno imparato qui tramite corsi di formazione per i detenuti, a utilizzare utensili e creare oggetti di artigianato, che una volta usciti di prigione, gli stanno dando da vivere. Ed ecco che tanti giovani stanno vedendo questa cosa della prigione come un’opportunità!!!
Ma dico io, è necessario finire in galera per imparare a fare qualcosa? I Capoverdiani non hanno grande manualità ne grande fantasia, infatti il loro artigianato è molto limitato se lo confrontiamo con quello di molti altri Paesi africani, ma se ci fossero scuole adatte, potrebbero imparare anche altre cose, non solo a fare i sandali, potrebbero diventare buoni falegnami, meccanici, idraulici, elettricisti o che so io … Tutte queste figure mancano qui, quelli che ci sono si arrabattano, hanno imparato alla bene meglio da qualcun altro che faceva quel mestiere, ma mancano conoscenze di base solide, manca esperienza e manca capacità gestionale … tutte cose che una scuola professionale potrebbe proporzionargli.
Invece ci ritroviamo con una quantità di professori, avvocati, architetti ed ingegneri che o sono disoccupati, oppure sono scarsissimi perché se si sono laureati a Capo Verde, non hanno poi avuto modo di fare un tirocinio presso uno studio qualificato e quindi … livello bassissimo di professionalità e comunque scarse possibilità di lavoro e guadagno.
E’ un problema grande per questo Paese, bisognerà che si inizi a pensare a come togliere tutti questi giovani dalla strada, dandogli l’opportunità di mantenersi in modo dignitoso.

http://www.oceanpress.info/cms/Pt/especial/sociedade/34799-arranjar-emprego-em-cabo-verde-um-desafio-para-muitos

11034052_774527409302340_8665641891722128721_nL’albero di Dragoeiro, una pianta dichiarata in via d’estinzione sia alle Canarie che alle Azzorre, si può trovare in tutta la sua maestosità sull’isola di São Nicolau. Una delle leggende che riguardano questa pianta così particolare, è legata all’undicesima fatica di Ercole. Alla ricerca dei pomi delle Esperidi, Ercole ammazza il Drago Ladone e dal sangue del drago sparso sul terreno, nasce questa pianta che dalla corteccia trasuda un liquido rosso come il sangue. Questo “sangue di Drago” era anticamente utilizzato sia come farmaco che come tintura e veniva esportato da tutta la Macaronesia. Sull’isola di São Nicolau che pare fosse la maggior produttrice di questo sangue di drago, esistono ancora molti esemplari di questo albero che si provvede a trapiantare onde evitarne l’estinzione che ha colpito le altre isole della Macaronesia. E’ facile ammirarne diversi esemplari durante i percorsi montani dell’isola e nel Parco Nazionale del Monte Gordo.
São Nicolau non è un’isola turistica, a noi piace quando arrivano quei piccoli gruppi di stranieri che se ne vanno in giro con lo zaino sulle spalle e vengono per conoscere la vera Capo Verde, il modo di vivere e le tradizioni della sua gente. Ci piace anche ospitare i viaggiatori invernali, quelli che vengono a passare qui i mesi freddi per godersi il tepore e il sole, risparmiando i soldini del riscaldamento in Europa; ci piacciono i pescatori che arrivano con tutte quelle canne e se ne vanno a cercare i posticini migliori tra le calette e le spiagge dell’isola … Non abbiamo villaggi turistici e neanche alberghi. Le linde pensioncine gestite da capoverdiani sono il nostro top 🙂 In sostanza ospitiamo solo gente che se ne intende, gente dal palato raffinato e gente che sa apprezzare la genuinità.
Se volete conoscere un angolo di mondo che profuma di antico, se non vi importa di essere un po’ tagliati fuori, se non cercate l’aperitivo con l’ombrellino colorato, allora potete venire a trovarci ma, se cercate un posto per trasferirvi … allora pensateci bene, qui non c’è neanche l’agenzia immobiliare.. e scegliete magari un’altra isola. 🙂images (1)

natale-al-caldoBoa Vista, la seconda isola più turistica di Capo Verde dopo Sal, conta ormai con cinque grandi Resorts, alcuni costruiti proprio direttamente sulla spiaggia che offrono tutti i comfort possibili ed immaginabili agli ospiti.
Lanciata turisticamente non molto tempo fa, è ora tra le mete preferite e quest’anno nei periodi di punta è stato registrato un tasso di occupazione del 100%, soprattutto negli Hotels che praticano il “tutto incluso”.
Boa Vista, con le sue spiagge bianche e il suo mare turchese che ricorda i Caraibi, non poteva mancare di attirare tanta gente e tanto movimento e da quando l’isola è stata dotata di un aeroporto internazionale, il gioco è stato fatto.
Ovviamente uno pensa: “bene, turismo vuol dire movimento, gente che compera, denaro che arriva e quindi migliori condizioni della vita dei capoverdiani”. Si è così, ma dove arriva questo denaro?
Questo è il dramma, ai capoverdiani pare non arrivi proprio niente. Nel telegiornale di ieri è stato passato un servizio che riguarda appunto le condizioni di vita della gente di Boa Vista dopo l’avvento del turismo. Dal servizio emerge il disagio che vive tantissima gente sull’isola e le condizioni davvero infelici in cui si trovano a vivere.
Da un momento all’altro, appena fuori dal centro di Sal Rei (la cittadina turistica), è sorto un quartiere di baracche e case costruite con materiali di fortuna, senza porte ne finestre, senza acqua ne luce con le fognature a cielo aperto, che corrono sulle stradine di sabbia e fango, dove le donne cucinano su fuochi a legna. Al quartiere è stato dato il nome di Boa Esperança ed è ovviamente abusivo.7_18
Non stiamo parlando di quattro casupole, si parla di un grande quartiere, dove vivono attualmente circa 4000 persone. Tanti vengono da altre isole, sono arrivati per cercare lavoro nel settore turistico e l’hanno anche trovato. Quasi tutte le persone che lavorano nei resorts, abitano qui. Una cameriera guadagna 250 euro al mese, un supervisore ne guadagna 360, ma il turismo ha fatto alzare notevolmente i prezzi e vivere e mantenere una famiglia con quegli stipendi è difficile. Alcuni degli intervistati si arrangiano mettendo banchetti dove vendono vestiario o frutta e verdura, ma dalla voce di tutti traspare l’enorme difficoltà che questa vita comporta.
C’è pure una scuola nel quartiere … ma mancano i professori; c’è chi si è ingegnato ed ha messo su un sistema per produrre e fornire energia elettrica … a chi la può pagare certo!
Non ci vanno i turisti al “Barrio Boa Esperança”, non fa parte delle rotte dei tours, eppure è li, dietro l’angolo e li che si trovano le donne che lavorano nelle cucine o che rifanno i letti e puliscono le camere, è li che i ragazzi sorridenti che portano i cocktails vanno a dormire dopo il lavoro.
Questa è la triste realtà che accompagna il boom turistico, le tartarughe sloggiate dalle loro spiagge e la gente ghettizzata in baracche di fortuna. Questo è il prezzo che la gente di questo Paese paga, dopo aver tanto sperato nell’avvento del turismo per migliorare le proprie condizioni.
Qualcuno si arricchirà come sempre succede in questi casi, ma io penso ai tanti disperati che erano padroni del loro piccolo paradiso ed hanno inseguito un sogno, che invece di realizzarsi li ha portati a peggiorare le loro condizioni e vivere nel disagio e nell’incertezza del domani!

http://rtc.cv/index.php?paginas=45&id_cod=45400

Internet e Consigli per l’Espatrio

sfondi-di-natale-per-il-vostro-desktop-selezi-L-fMTFdrEsistono tantissimi siti che riguardano la vita in altri Paesi nonché la possibilità di trasferirvisi e danno consigli ed aiuto a chi interessato.
Io ho già avuto modo di dire in questo Blog, di stare molto attenti perché spesso, dietro le informazioni altro non c’è se non lo scopo di lucro. Infatti molti consigliano di investire all’estero, più che altro perché hanno appartamenti o terreni da vendere … Niente di male in questo, ma il consiglio è sempre quello di stare attenti, in quanto ci sono sicuramente imprese e persone serissime, così come esistono molte truffe.
Oggi vi segnalo un sito che ho trovato interessante: http://www.expat.com/
Il sito in questione, è una piattaforma di scambio dedicata a chi vive all’estero o sta per trasferirsi.
Basta selezionare il Paese che ci interessa e si possono trovare le informazioni sul Paese stesso, i consigli ed i contatti di chi già ci vive da tempo. Si può partecipare al forum facendo le domande che vogliamo, si possono leggere o inserire annunci immobiliari, offerte e richieste di lavoro e vari altri. Lo staff del sito è costituito da professionisti con esperienza di vita all’estero e lo scopo è quello di mettere in contatto chi desidera espatriare, con chi già lo ha fatto e può aiutare grazie ad esperienze di vita vissuta.
Non ci sono ammiccanti proposte di vita facile, non cercano di vendere niente a nessuno, se poi uno desidera investire in un determinato Paese, allora potrà sentire le opportunità che gli verranno proposte dietro sua richiesta da chi lo ha già fatto ed è disponibile nel sito.
Personalmente trovo che sia un sito serio e interessante e per questi motivi vi ho inserito il blog su Capo Verde.
Se ancora non lo conoscete, dateci un’occhiata 🙂

http://www.expat.com/

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Il 4 di Ottobre scorso, non faceva ritorno un pescatore di Tarrafal di Santiago.
L’uomo stava pescando al largo delle coste dell’isola di Boa Vista, quando fu sorpreso da una tempesta. La barchetta si trovò in balia delle onde alte e del vento forte, intanto che il carburante finiva.
La lotta dell’uomo per riuscire a governare la barca risultò vana e quando il mare si placò, lui si trovò in alto mare, solo, su un’imbarcazione affidata solo al capriccio del mare.
Per ben 53 giorni rimase in tali condizioni, quando ormai allo stremo delle forze, senza rendersi conto di quanto tempo era passato, in stato di semi-incoscienza, fu avvistato da una nave cargo in prossimità delle coste del Brasile.81eb024fa649617a889c0dce72920a60_L
Riscattato dalla nave in questione, venne soccorso e portato in Brasile, dove dopo aver raccontato la sua storia alla Capitaneria di Sao Paulo, fu rimpatriato proprio ieri.
Il pescatore che già non sperava più di rivedere la sua isola e la sua famiglia, parla di un miracolo e si dichiara immensamente grato al capitano della nave che gli ha prestato soccorso.
In effetti 53 giorni alla deriva sull’oceano non sono uno scherzo …
Questa storia, fortunatamente a lieto fine, dovrebbe servire da monito ai tanti pescatori di Capo Verde, che escono spesso in mare in condizioni precarie. Le barche sono in genere male in arnese, la benzina costa e quindi se ne mette poca, le vele spesso non ci sono proprio o se ci sono sono teli di fortuna rabberciati alla meglio … Gente che corre grossi rischi e sembra non rendersene conto! Ogni anno succede che qualche pescatore non faccia ritorno e bisognerebbe iniziare a regolamentare questo settore in modo da evitare tragedie, perché non sempre la fortuna ci è amica …

http://www.oceanpress.info/cms/Pt/especial/sociedade/34245-pescador-do-tarrafal-resgatado-no-brasil-de-regresso-a-cabo-verde-esta-sexta-feira

Furti di Energia

Niente da fare, per le Imprese capoverdiane … mentre la compagnia aerea sta andando allo sfascio, risulta che Electra, la compagnia dell’energia elettrica, anche lei a partecipazione statale … non sta di certo molto meglio!
E’ stimata in circa 2.500.000 Euro mensili la perdita di guadagno dovuta a guasti tecnici e furto di energia.
Il 20% dell’energia consumata è rubata dai consumatori stessi.
Il maggior problema si presenta a Praia, la capitale del Paese, dove gli allacciamenti clandestini fatti dai cittadini, sono causa di parecchi guasti che si verificano sempre più spesso.
Malgrado Electra abbia già provveduto allo smantellamento di parecchie reti clandestine, il problema continua a darsi ….
Totale, la Compagnia perde circa un terzo del suo guadagno e offre un servizio pessimo a chi l’energia la paga ed anche salata.
Ennesimo esempio di gestione alla capoverdiana; e di sicuro quando c’è di mezzo lo Stato possiamo star certi che le cose non vanno mai bene, almeno finora è stato sempre così.
A Sao Nicolau che è un’isola con molti meno abitanti, non si verificano pare grandi quantità di furti di energia, eppure quasi ogni giorno la luce va e viene a suo piacimento …
E a proposito di energia elettrica, sappiate che qui costa 33 scudi al KW (0,3 Euro) mentre in Italia costa 0,06 Euro Kw … ossia che la tariffa capoverdiana è 5 volte maggiore rispetto a quella italiana!!!
Bene, per oggi è tutto dal paradiso, alla prossima 🙂

http://www.expressodasilhas.sapo.cv/economia/item/46816-electra-perde-um-terco-do-rendimento-mensal-em-roubos-e-falhas-tecnicas

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