Archive for marzo, 2016


Angoli di Capo Verde

Cape_Verde_IlhéuBrancoVicino all’isola di S.Nicolau, andando verso Sta.Lucia, ci sono un paio di isolotti. Uno che si chiama Raso, è frequentato occasionalmente dai pescatori che si fermano a dormire li in piccole grotte, quando le condizioni del mare non permettono il rientro. L’altro più grandino, si chiama Branco, ed è frequentato solo da uccelli, tra questi, quelli rari che nidificano soprattutto a Sta Lucia.
Completamente sconosciuto (grazie al cielo) alle agenzie turistiche e fuori dalle rotte dei vacanzieri, il piccolo isolotto di Branco è un vero gioiellino di Capo Verde. Rocce bianchissime a picco sul mare e spiaggette anch’esse bianchissime e riparate dalle formazioni rocciose che creano delle specie di calette, dove si può fare il bagno in un mare trasparente e non agitato da grandi onde come è di solito l’oceano, ideale anche per le immersioni.
Sbarcare su quest’isolotto, camminare affondando i piedi nudi in quella finissima sabbia bianca, dove forse non è mai passato nessuno, da l’impressione di star camminando su una nuvola e intorno,solo l’azzurro brillante dell’oceano che si stende immenso e le grida degli uccelli che rompono a tratti il silenzio assoluto.
Un’esperienza unica, che ormai è difficile poter fare perché credo siano rimasti pochi nel mondo posti così isolati e incontaminati.
Grazie al mio amico Marco che vi è stato recentemente per accompagnarvi degli studiosi ornitologi, posso postarvi queste foto in modo che ve ne facciate un’idea.
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Iniziamo col dire che gli italiani che vivono a Capo Verde ed hanno ottenuto la residenza qui, avrebbero l’obbligo di essere iscritti all’AIRE che è il registro dei cittadini italiani non residenti. (ma anche chi non ha la residenza all’estero, perché dopo un anno dal trasferimento scatta l’obbligo)
Purtroppo ben pochi osservano quest’obbligo ed è proprio per questo motivo che non abbiamo a Capo Verde un’ambasciata italiana: troppo pochi gli italiani che risultano residenti qui e di conseguenza l’Italia ci abbandona a noi stessi. Ora addirittura non abbiamo neanche più un Console Onorario e sembra che non abbiano nessuna intenzione di metterne uno nuovo ….
Un cittadino italiano che risiede a Capo Verde quindi, nel caso abbia necessità di rinnovare il suo passaporto, dispone di due sole opzioni:
1) Parte per l’Italia anche se non avrebbe bisogno di andarci, richiede il rinnovo del Passaporto alla Questura e si ferma in Italia il tempo necessario per ottenerlo.
2) Si rivolge all’Ambasciata Italiana di Dakar in Senegal.
Per ottenere il rinnovo del passaporto dall’Ambasciata di Dakar, bisogna contattarli, spiegargli che si risiede a Capo Verde e che si ha necessità di rinnovare il passaporto italiano. Loro vi mandano un modulo da compilare e voi lo compilate, stampate, firmate, scannerizzate e restituite, dopo di che Dakar si mette in contatto con la Questura in Italia e aspetta il loro Nulla Osta; quando l’avranno ricevuto vi daranno un appuntamento nell’Ambasciata di Dakar.
Vi recate all’appuntamento e nel giro di poche ore normalmente sarete in possesso del passaporto rinnovato.
Tutto ciò non è fattibile qualora non siate iscritti all’AIRE naturalmente.
Non solo il passaporto ma qualunque documento anagrafico è fattibile presso l’Ambasciata del proprio Paese di nascita. Il problema degli italiani è che l’Italia non ha un’ambasciata a Capo Verde e quindi si dipende da Dakar … La speranza è che prima o poi si decidano a darcela questa benedetta Ambasciata, o almeno un Consolato funzionante.
Riguardo all’AIRE, ricordo che l’iscrizione è obbligatoria. I comuni italiani non sempre si accorgono che uno si è trasferito, soprattutto i comuni grandi, ma i piccoli (per esempio il mio), fanno in fretta a rendersi conto che non si risiede più in loco e in quel caso, vi cancellano d’ufficio dalla lista dei residenti. In questo caso se non siete iscritti all’Aire, perdete automaticamente tutti i diritti.
Perché tanti italiani che risiedono all’estero non fanno l’iscrizione? In massima parte perché hanno il timore di perdere il diritto all’assistenza sanitaria in Italia.
Non è così. Si ha diritto all’assistenza per 90 giorni all’anno. Andando in Italia, basta recarsi all’ASL della propria zona e dire che si vive all’estero ma che ci si fermerà tre mesi in Italia. A quel punto viene aperta la vostra tessera sanitaria per il periodo di 90 giorni e potete fare le analisi, andare all’ospedale, fare operazioni e quant’altro. L’unica cosa è che non vi verrà assegnato il medico curante che avevate prima, ma ve ne daranno uno nuovo sempre nella vostra zona, e da lui potete andare per tutte le varie visite e ricette di cui necessitate.
E’ quello che faccio io quando vado in Italia in genere una volta l’anno e anche se mi fermo solo un mese, apro la mutua per fare magari qualche visita specialistica o per le analisi e tutto funziona correttamente.
Ricordatevi che solo quando gli italiani che abitano a Capo Verde saranno iscritti all’Aire, potremo aver diritto ad un’Ambasciata, pensateci quindi, perché sarebbe una bella comodità.

Easter bunny and color eggs on the beach

Easter bunny and color eggs on the beach

Elezioni Politiche 2016

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Dopo 15 anni al Governo, il partito PAICV subisce una sconfitta storica.

Il partito antagonista MPD vince in tutte le isole e anche all’estero con il voto degli emigranti (che sono tantissimi). Interessante anche l’ascesa di un terzo partito UCID che prende parecchi consensi soprattutto a S. Vicente.
Queste elezioni segnano quindi una svolta nel Governo capoverdiano. Anche se non sarà impresa facile viste le condizioni decisamente negative in cui si trova,ci auguriamo che la nuova maggioranza riesca a far uscire il Paese dall’impasse attuale e portarlo verso una graduale crescita equilibrata di cui tanto sente il bisogno il popolo capoverdiano.
Il nuovo Primo Ministro è il Dott. Ulisses Correia e Silva (nella foto).

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AerCap, l’associazione di Leasing, si riprende ufficialmente il Boeing fermato in Olanda.
L’Aeronautica Civile capoverdiana conferma che l’aereo non appartiene più alla flotta di Capo Verde.
In Portogallo oggi le firme per perfezionare l’atto, il velivolo passa all’AerCap, che provvederà a venderlo a qualcun altro.
In seguito a questa operazione, l’altro Boeing (l’unico rimasto ormai), che si trovava fermo per non rischiare un altro sequestro, dovrebbe essere autorizzato a volare.
TACV quindi, rimane con un solo Boeing per effettuare i voli internazionali, sempre che il contratto di leasing venga rispettato, perché se non si effettueranno i pagamenti, verrà sequestrato anche questo.
Solo ieri l’altro il Primo Ministro aveva affermato che l’aereo era pronto per tornare a Capo Verde …. ma c’è da dire che siamo in campagna elettorale 🙂

http://jornaliberal.com/noticias/economia/2016/03/17/boeing-mindelo-deixa-de-ser-da-tacv/

Scrivo questo giusto perché riusciate a capire a che punto di “sviluppo” sta questo Paese che è uno dei più evoluti in Africa.
Siamo ormai in piena campagna elettorale, infatti il 20 di marzo si voterà per l’elezione del Primo Ministro.
Bene, i partiti in lizza sono due (i più importanti) e si combattono al solito screditandosi l’uno con l’altro e fin qui tutto normale. Volano promesse esorbitanti, c’è chi addirittura promette migliaia di posti di lavoro e chi sistemerà tutto quel che non va nel giro di pochi anni 🙂
Secondo le migliori tradizioni esiste naturalmente anche l’acquisto dei voti ma, quello che mi ha davvero divertita è stata la notizia che un partito sta comprando voti in cambio di polli e gabbie per polli!!
Ecco, mentre si sta discutendo di lingua ufficiale, università, cultura generale, siamo ancora al punto che la gente è disposta a darti il voto in cambio di una gallina!!
Per strada tutti vanno con lo smart-phone, tutti i giovani sono in Facebook, ma a parte queste cosette, vivere qui è come tornare nell’Italia di 50 anni fa, neanche nelle città che già erano più evolute, ma in quei paesini di montagna oppure del sud … eh si, ne hanno ancora molta di strada da fare 🙂

PS: non metto il link dell’articolo che riguarda questo fatto, per non fare discriminazioni politiche, che a noi non interessano 🙂

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Come sappiamo, a Capo Verde convivono due lingue, una ufficiale che è il portoghese e l’altra considerata la lingua madre che è il Kriol capoverdiano.
Quest’ultima è la lingua comunemente parlata da tutti e che secondo alcuni studiosi delle lingue, sarebbe nata tra gli schiavi africani deportati a Capo Verde, allo scopo di non farsi intendere dai colonizzatori.
Esistono nel Paese due fazioni a riguardo della lingua ufficiale, chi vorrebbe ufficializzare il Kriol e chi vorrebbe mantenere il portoghese.
Il portoghese è la lingua che è stata lasciata in eredità dai colonizzatori ed è anche la quinta lingua parlata nel mondo, quindi di una certa importanza per le relazioni esteriori, mentre il Kriol che tra l’altro varia da isola a isola spezzandosi in diversi dialetti, ha un grosso problema: la scrittura!
Esiste l’ALUPEC che è un alfabeto per la scrittura della lingua Kriola capoverdiana ma, non è conosciuto. E’ stato approvato in via sperimentale qualche anno fa ed è rimasto circoscritto a un paio di scuole elementari di Santiago, dove si è sperimentato l’insegnamento della lingua madre in tutti i suoi aspetti e non solo parlata.
Il progetto di ufficializzazione e questi esperimenti sembrano essersi arenati e non c’è da stupirsi data la grande difficoltà che il progetto stesso comportava. Intanto gli insegnanti dovrebbero aver imparato bene tutte le sfaccettature della lingua in proposito, sia parlata che scritta. Normalmente i capoverdiani scrivono il Kriol così come lo parlano, ognuno a modo suo per cui è facile trovare la stessa parola ora scritta con K ora con C, ora con ç e ora con S …. La coniugazione dei verbi è pressoché inesistente e spesso si assiste all’uso del solo presente anche se la frase richiederebbe un condizionale o un passato.
Tutto questo poteva anche andar bene prima, ma ai giorni nostri sono diventati troppo importanti la comunicazione e le relazioni con l’estero, per poter continuare ad esprimersi sia verbalmente che per scritto, in quella che per i capoverdiani è sicuramente la loro lingua del cuore, ma non passa dall’essere un dialetto. Dialetto peraltro che va sicuramente conservato e tramandato di generazione in generazione evitandone la scomparsa ma, la conoscenza del portoghese rende sicuramente molto meno complicate tante cose.
Tutte le persone che attualmente rivestono cariche importanti o che comunque hanno potuto farsi una cultura, hanno studiato all’estero e la maggior parte di loro ha studiato in Portoghese; i ragazzi di oggi che potranno permettersi di continuare a studiare seriamente, si recheranno all’estero e sarà d’obbligo conoscere bene il portoghese e magari avere anche studiato l’inglese.
Personalmente giudico molto importante conservare e salvare dall’estinzione i dialetti e in particolare il Kriol capoverdiano che è l’unica lingua creola nel mondo, ancora parlata dalla popolazione correntemente.
Credo fermamente però che sia necessario provvedere ad un buon insegnamento del portoghese fin dalle scuole materne, in modo che i bambini crescano con maggiore padronanza della lingua ufficiale anche nella lettura, cosa che al momento non tutti padroneggiano. Per ottenere questi risultati naturalmente bisognerebbe che il personale docente fosse adeguatamente preparato e proprio a questo scopo io dedicherei ulteriori sforzi: La formazione del corpo insegnanti. Per contro, i bambini potrebbero continuare a parlare il Kriol in casa e con gli amici, però il portoghese non andrebbe trattato come una seconda lingua ma insegnato in modo serio ed approfondito.
Queste naturalmente sono le mie opinioni personali e lasciano il tempo che trovano. Vedremo se il governo alla fine deciderà per l’ufficializzazione del Kriol oppure no.

La compagnia aerea di bandiera capoverdiana TACV, ha effettuato l’ennesima cancellazione di un volo.
TACV ha al suo attivo solo due aerei Boeing per i voli internazionali, uno dei quali è stato sequestrato giorni fa in Olanda ed è fermo nell’aeroporto di Rotterdam. L’altro, era in partenza da Praia per Providence negli Stati Uniti, ma al momento dell’imbarco è stato cancellato il volo. I passeggeri sonno stati inviati in vari hotel della capitale e la Compagnia ha spiegato che il motivo della mancata partenza è da imputare a problemi di vario genere.
Pare che in realtà il motivo sia che si teme il sequestro anche di questo velivolo, che può avvenire sia negli USA che in Europa sempre a causa dei debiti accumulati e non pagati.
Intanto è stato annunciato dai vertici della TACV l’imminente licenziamento di un quarto del personale, circa 120 persone, per risparmiare e riuscire a pagare i debiti …
Io sono ignorante in materia sicuramente, non riesco a capire quale sia la tattica che stanno adottando per risolvere la situazione! Non far volare un aereo per non rischiare il sequestro, vuol dire intanto accollarsi le spese per ospitare i passeggeri in albergo, e poi se era a rischio questo volo, lo saranno anche i prossimi no? Quindi questo aereo non volerà più, mentre l’altro già se lo sono perso? E la mossa vincente sarebbe quella di risparmiare sugli stipendi dei dipendenti? Allora, non voliamo più e quindi non vendiamo biglietti, però licenziamo 120 persone che sicuramente non hanno stipendi astronomici e con questo dovremmo salvare la compagnia? Sinceramente non riesco a capire.
Intanto per i voli interni, non hanno dato l’autorizzazione a Binter per il collegamento tra le isole, per non avere concorrenza e quindi anche li enormi problemi di aerei vetusti, sempre in riparazione, voli cancellati, gente da sistemare in hotel e frequenza dei voli drasticamente diminuita …
Cosa sarà che questo governo sta pensando di fare in realtà? Cosa ci dobbiamo aspettare?
Privatizzare no? Continuiamo così che andiamo molto bene!

Tra le persone che coltivano il sogno di trasferirsi a Capo Verde, sento spesso coppie con bambini piccoli. La loro maggior preoccupazione è quella dei figli: “i bambini si troveranno bene? avranno l’opportunità di avere amici della loro età per giocare? e la scuola? sarà adatta a mio figlio? imparerà qualcosa? com’è l’insegnamento? e il problema della lingua?” Queste sono le domande più frequenti.
Voglio dire a tutte queste persone, che non è il caso di farsi tante preoccupazioni per i bambini in età di scuola materna o elementare. Gli asili ci sono e i piccoli italiani hanno modo di socializzare con i compagni, imparare in fretta il Kriol e divertirsi. Più in la potranno iniziare ad imparare anche il portoghese e naturalmente tutte le materie delle scuole elementari. E’ vero che il livello scolastico non è pari al nostro, ma rendetevi conto che se comunque dovete vivere qui, questo è lo standard. Se poi una volta grandicelli vorrete portarli a studiare in Italia per una scuola superiore di miglior livello, lo potrete sempre fare, ma se vi sarete stabiliti definitivamente qui, non sarà neanche necessario. Da grandi, se vorranno frequentare un’università europea, potranno farlo, frequentando dei corsi per colmare le eventuali lacune e facendo gli opportuni test di ingresso.
Quindi alla fine, non esiste problema per i bambini, anzi, a mio modo di vedere i bimbi che crescono qui, avranno imparato tante cose diverse, non avranno lo stress da scuola e attività doposcuola italiano, parleranno più lingue e saranno sicuramente più liberi e più felici 🙂
Conosco qualche ragazzo italiano cresciuto qui e posso assicurarvi che sono cresciuti benissimo. Per capire poi come si riescano ad inserire bene i bimbi piccoli, non avete che da guardare la foto che pubblico. 😉 Il bel biondino che vedete è il figlio di un italiano che abita a Maio. Trasferitosi qui con la famiglia, ha una sua attività ed ha questo bimbo che è ormai capoverdiano al 100%. Ma non è che un esempio, ce ne sono altri di bimbi italiani che stanno crescendo qui, un po su tutte le isole!

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Problema Medici Legali

Il Direttore Sanitario Nazionale, Tómas Valdés, ha esternato in questi giorni il suo malcontento a riguardo del problema dei medici legali.
In tutta Capo Verde ci sono attualmente solo tre medici legali e devono servire per tutte le isole. Veramente poco se si tiene in conto che ultimamente sono moltissimi i casi di morti per omicidi o assalti (soprattutto a Praia e Sao Vicente), senza contare incidenti vari e morti per cause naturali che però presentano dubbi. In tutti questi casi si fa intervenire il medico legale ed essendo pochi quelli a disposizione, e anche dovendo sempre affrontare il problema trasporti che lascia molto a desiderare tra un’isola e l’altra, risulta che spesso i morti devono aspettare molti giorni nella cella frigorifera prima di poter effettuare l’autopsia ed essere consegnati alla famiglia per il funerale.
Inutile dire che questa situazione crea parecchio malcontento tra la gente nonché una maggiorazione di spesa in quanto le celle frigorifere hanno un costo.
Il Dott. Tomás Valdés, spiega che sarebbero appena sufficienti almeno 5 medici legali tanto per cominciare. Il problema è che tra i giovani capoverdiani laureati in medicina, non sembra esserci nessuno disposto a prendere la specializzazione in questa materia; specializzazione che andrebbe fatta ovviamente all’estero.
Questo è un altro dei problemi che andranno affrontati ed andiamo ad aggiungerlo a tutti gli altri che ci sono nel settore sanità. Ma anche nel settore scuola, perché per lauree serie è ancora necessario andare fuori dal Paese e pochi sono quelli che possono affrontare la spesa …

http://anacao.cv/2016/03/02/so-ha-tres-medicos-legistas-quando-o-minimo-deveria-ser-cinco-tomas-valdez/

Web-locandina-Capo-Verde
Anche a BoaVista italiani in movimento per aiutare i bambini meno fortunati dell’isola.
L’associazione “Un click per un sorriso” che opera anche a Sal, è seguita a Boa Vista da Sonia Stacchezzini che vive sull’isola e si dedica appunto anche ai bimbi che vivono nelle fatiscenti baracche a poca distanza dai lussuosi resort.
Ora in programma il 2 di aprile, un evento che si terrà a Pozzuoli. L’evento si chiama So*sta a Cabo Verde e il ricavato verrà devoluto all’Associazione.
In basso trovate il link per maggiori informazioni

http://www.econote.it/capoverde/

Cominciando dal sud con l’isola di Brava, abbiamo fatto una carrellata di tutte le isole capoverdiane, ultimando con S.Antao al nord. Sono 9 le isole abitate che formano questo Paese e, come avete visto sono tutte diverse fra loro; ognuna con le sue caratteristiche, offrono vasta scelta per i turisti.
C’è però una decima isoletta non più abitata che è situata tra S.Vicente e S.Nicolau, si tratta di S.ta Luzia.
E’ stata dichiarata Parco Nazionale Protetto ed ospita diverse specie di uccelli, tra cui alcuni rari che sono oggetto di studio da parte di ornitologi che periodicamente si recano sull’isola.
sabbie zona desertica spiaggia

L’isola più a nord del Paese. Le sue coste alte e rocciose, fanno si che non ci siano tante spiagge, ma i suoi monti sono imponenti raggiungendo il picco massimo con 1970 mt di altura. L’isola della montagna per eccellenza, dai percorsi che offrono viste mozzafiato. La temperatura è sempre più bassa rispetto alle altre isole e nei mesi invernali può a volte raggiungere anche i 10 gradi. S.Antao è ben collegata grazie alla vicinanza, con l’isola di Sao Vicente, per cui vi sarà facile se siete a Mindelo, arrivarci con il traghetto che parte diariamente. Vale la pena visitarla!!!

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