Archive for aprile, 2016


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Il mondo in cui viviamo ci ha ormai abituati a notizie orribili, massacri, attentati, pluriomicidi e quant’altro. Capo Verde però è un piccolo Paese ancora molto tranquillo, solo sull’isola di Santiago si verificano ormai spesso atti di violenza dovuti per lo più al narcotraffico che sta dilagando anche da queste parti, ma una tragedia della portata di quella di cui vi parlo oggi, ha letteralmente sconvolto l’opinione pubblica ed il governo.
Il fatto:
nella giornata di lunedì, due tecnici spagnoli accompagnati da un ingegnere capoverdiano, si sono recati nella zona di Monte Txota sull’isola di Santiago, dove dovevano effettuare la manutenzione di antenne paraboliche che sono installate appunto in quella zona. Vicino all’impianto per le telecomunicazioni c’è una caserma dell’esercito dove sono di stanza diversi militari.
E’ proprio vicino alla caserma che sono stati rinvenuti i corpi di 8 soldati più quelli dei tre civili; in tutto 11 morti crivellati dai colpi di fucili mitragliatori AKM in dotazione all’esercito.
Un soldato di nome Manuel Antonio Silva, è fuggito utilizzando l’auto con la quale erano arrivati i tecnici e pare si sia recato in città. E’ stata infatti ritrovata ieri sera l’auto abbandonata in una zona della capitale Praia, con a bordo 8 fucili. La Polizia sta indagando e comunque non è tanto facile fuggire da un’isola senza essere notati, quindi ci si augura che riescano presto a fermare quello che pare essere l’assassino.
Non si conoscono ancora le circostanze che hanno portato a questo atto feroce, l’unica certezza per ora è che non si è trattato di un attentato, come inizialmente qualche giornale aveva suggerito, ma di un atto compiuto da una persona motivata da ragioni personali, forse uno squilibrato. Il proseguimento delle indagini servirà a chiarire il tutto.
Intanto il Presidente della Repubblica ha rilasciato una comunicazione in cui si invita alla calma, porgendo le condoglianze alle famiglie in lutto ed al governo spagnolo tramite l’ambasciatrice di quel paese a Capo Verde, assicurando che si sta facendo tutto il possibile per assicurare alla giustizia l’autore di questo efferato crimine.
E’ un crimine di quelli a cui la gente capoverdiana non è abituata e che avrà sicuramente forti ripercussioni anche dovute al fatto che sono stati uccisi due stranieri che si trovavano in loco per lavoro. Inoltre sono in tanti a pensare che forse questi giovanissimi soldati possono maneggiare con troppa facilità armi potenti e letali.
Seguiremo lo svolgimento delle indagini e mi unisco al cordoglio di un intero Paese sentendomi vicina alle tante famiglie così tragicamente colpite.

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Non sono solo gli italiani ad essere esperti in truffe … questa volta è la Gran Bretagna a finire nel mirino della Polizia.
Proprio in questi giorni il giornale Daily Mail di Londra, pubblica un articolo allertando i cittadini del Regno Unito circa gli investimenti immobiliari a Capo Verde.
Sono centinaia i pensionati inglesi che volendo comprar casa a Capo Verde, sono stati truffati.
Agenzie immobiliari inglesi che contattano i pensionati, offrendo loro affari strepitosi investendo in appartamenti a Capo Verde, promettendo una resa spettacolare e grossi rientri di capitale in poco tempo.
In ben nove casi su dieci, gli appartamenti venduti non esistono proprio!
Da anni certe agenzie italiane hanno fatto la stessa cosa sulle isole maggiormente frequentate dai turisti e non sono pochi i nostri concittadini che sono stati fregati con appartamenti inesistenti. Come sempre ho detto, fate molta attenzione quando cercate di comperarvi un appartamento o una casa su queste isole: prendete informazioni sulle persone che vi stanno facendo l’offerta, venite in loco e sinceratevi che gli stabili esistano, non comperate mai su progetto!!!
Da quando il turismo si è “svegliato” a Capo Verde, sono sempre di più i furbacchioni che cercano di arricchirsi alle spalle di ignari turisti che dopo esser stati in vacanza qui, si sono innamorati del posto e cadono facilmente nella trappola del “paradiso”, il posto bellissimo dove tutto costa pochissimo e dove gli investimenti immobiliari rendono in maniera esorbitante.
Il posto è bello sicuramente, e costa senz’altro meno una casa qui che in Europa, però non è vero che la vita non costa nulla, così come non è reale la resa strepitosa dei vostri investimenti. Ricordatevi che potete comperare un appartamento a costo conveniente, ma pensate anche che poi quell’appartamento non risulterà affittato tutto l’anno; ce ne sono tantissimi e non è facile affittarli costantemente ai turisti, mentre se lo affittate a persone che abitano qui, il prezzo dovrà scendere parecchio, in più se voi non siete qui avrete dei costi perché oltre a pagare le tasse, dovrete pagare un servizio di vigilanza e di pulizia, sperando sempre di trovare le persone giuste e che non vi freghino a loro volta …
Non è impossibile naturalmente avere casa qui, e non è che tutti quelli che hanno appartamenti da vendere siano li per truffarvi, ci sono anche persone oneste per fortuna, ma fate molta attenzione!!!
L’articolo uscito sul Daily Mail, ha creato naturalmente un grosso problema per Capo Verde, in quanto tanti inglesi che avevano in mente questo Paese per passarci la vecchiaia, oppure anche solo per farci le vacanze, ora si dirigono verso altri lidi … Un vero peccato, anche perché non sono truffe pensate dai capoverdiani, ma sempre dagli stranieri che, per riempire le loro tasche a scapito degli sprovveduti connazionali, mettono in cattiva luce Capo Verde, che invece avrebbe tanto bisogno che gli stranieri venissero e facessero investimenti seri!

http://www.oceanpress.info/cms/Pt/economia/40788-reino-unido-avisa-cuidado-ao-comprar-casas-em-cabo-verde

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Parliamo ancora della compagnia aerea spagnola Binter.
Da più di un anno doveva iniziare il servizio di questa compagnia con voli interni a collegare inizialmente tre o quattro isole con tre aerei, dopo di che avrebbero valutato di inserire un ulteriore aereo dopo qualche mese, per arrivare a collegare tutte le isole tra di loro. E’ esattamente quello che Binter fa tra le isole Canarie offrendo un ottimo servizio.
Bene, molti sono stati i rinvii dovuti pare alla lentezza della burocrazia capoverdiana e forse al timore di ritrovarsi una concorrenza troppo forte per la TACV.
Sul giornale spagnolo “El Dia”, è uscita ieri l’intervista al presidente di Binter, il quale ha comunicato che prenderanno servizio nel giro di un paio di mesi.
Questo sarà sicuramente un grosso miglioramento nei trasporti interni, anche se almeno inizialmente, ad esserne beneficiate saranno le solite isole di Santiago, Sao Vicente, Sal e Boa Vista …. Consiglio la gente di S.Nicolau e Maio, che sono forse le più colpite dalla mancanza di trasporti, di non farsi grosse illusioni almeno per il momento.
Comunque qualcosa si sta sbloccando, forse il cambiamento di governo ci fa ben sperare.

http://eldia.es/canarias/2016-04-18/29-Binter-espera-operar-vuelos-insulares-Cabo-Verde-dentro-dos-meses.htm

autocarros-panoNel febbraio del 2014 scrissi un articolo in merito al Turismo in Bus Panoramico, poiché nasceva un’impresa di proprietà portoghese, che si occupava di effettuare giri turistici su bellissimi Bus panoramici attrezzati con cuffie per la traduzione e di guide esperte.
E’ stata una bella iniziativa e per un paio d’anni sulle isole di Santiago, Sao Vicente e Sal i turisti hanno avuto modo di usufruire di questo servizio.
Purtroppo ora l’attività dell’impresa Cabo Verde Island Tours è stata sospesa a tempo indeterminato. Cosa è successo?
A detta del responsabile dell’impresa, non si riesce a caricare turisti a sufficienza per coprire le spese, in quanto esiste una forte concorrenza di conducenti privati che vanno direttamente al porto all’arrivo delle navi da crociera, oppure si mettono d’accordo con gli albergatori per essere chiamati a prendere i vari turisti.
L’idea dei bus panoramici, era nata proprio perché il trasporto dei turisti avveniva con questi mezzi privati, senza guide esperte e con conducenti in grado di esprimersi solo in criol e solo qualche volta in portoghese.
Ora l’impresa non riuscendo a rientrare del debito inizialmente contratto con la banca, si vede costretta a fermarsi.
Purtroppo non avevano fatto i conti con l’organizzazione capoverdiana 🙂 Sono tantissimi i mezzi privati che si dedicano al trasporto di turisti, questi taxi collettivi o “aluguer”, pagano per avere una licenza e quindi sono in diritto di svolgere il loro lavoro. Il fatto è che sono troppi e che sono abituati a sgomitare tra di loro e accordarsi in via amichevole con albergatori o gestori di residence; anche se in effetti non sono in grado di offrire un buon servizio in quanto non possiedono alcun tipo di formazione come guide turistiche oppure hanno fatto piccoli corsi organizzati a CV, ma non parlano le lingue, questi ragazzi si guadagnano il pane quotidiano correndo al porto e cercando di acchiappare più clienti possibile. Nelle varie strutture ricettive poi, c’è personale capoverdiano che sicuramente cerca sempre di favorire i connazionali e gli amici, piuttosto che un’impresa straniera ….
Malgrado le proteste del responsabile di Cabo Verde Island Tour, la ATC (Autorità Turistica Centrale) si schiera dalla parte dei conducenti privati e di conseguenza ecco che abbiamo perso un ottimo servizio turistico.
E’ difficile: da una parte è giusto che i capoverdiani possano lavorare, dall’altra è un peccato perdere questa impresa perché in effetti dava un servizio ottimo ed ha fatto un investimento non trascurabile con i bellissimi autobus panoramici attrezzati.
Questo tipo di problemi non si verificherebbero se il Governo capoverdiano provvedesse a dare una qualche organizzazione al settore trasporti pubblici, mettendo i proprietari di taxi collettivi in grado di ottenere una buona formazione; se i giovani si decidessero a studiare le lingue e ad interessarsi della loro storia, delle loro tradizioni e del loro territorio. In questo caso sarebbero in grado di effettuarlo loro un buon servizio, non avrebbero bisogno di stranieri e guadagnerebbero di più, ma purtroppo manca la voglia di migliorarsi a livello personale, e a livello governativo esistono grandi lacune organizzative e gestionali.
Mi rendo conto che come sempre, sto a parlare di un progetto che doveva essere un enorme successo e che invece finisce in nulla, quanti ne abbiamo visti? Troppi decisamente!! Continuiamo a sperare in un futuro migliore …

http://www.expressodasilhas.sapo.cv/economia/item/48312-atc-classifica-de-falsa-questao-as-razoes-apresentadas-para-fim-do-projecto-cabo-verde-island-tours

https://africaisole.wordpress.com/2014/02/03/capo-verde-turismo-in-bus-panoramico/

Sono veramente tante le persone che mi chiedono informazioni circa la domanda di residenza a Capo Verde.
Intanto posso accontentare i pensionati con l’elenco dei documenti necessari aggiornato al 2016 che mi è stato inoltrato dall’Ambasciata di Capo Verde in Italia.
Per chi non è in pensione e lavora o in proprio o come dipendente qui a Capo Verde, non ho ancora ricevuto dati aggiornati e quindi preferisco attendere che l’Ambasciata si renda disponibile, in modo da non fornirvi informazioni approssimative o errate. Sono mesi che aspetto 🙂 ma chissà che un giorno o l’altro non si verifichi anche questo piccolo miracolo 🙂
Dunque, se siete pensionati in Italia e decidete di trasferirvi a Capo Verde, ecco cosa dovete fare:

DOMANDA DI RESIDENZA PER PENSIONATI ITALIANI
DOCUMENTAZIONE NECESSARIA

1. FORMULARIO DEBITAMENTE COMPILATO
2. Dichiarazione della pensione rilasciata dall’Ente Competente nella quale risulta l’ammontare della pensione erogata mensilmente ovvero annualmente;
3. Certificazione riguardante la capacità di gestire la propria persona ed i beni (dal medico curante);
4. Estratto di Nascita con Generalità (artº.3º);
5. Certificato di Matrimonio (se coniugato (a);
6. Certificato Penale; a)
7. Certificato di Carichi Pendenti; a)
8. Autocertificazione riguardante la capacità di gestire la propria persona ed i beni; (b)
9. Autocertificazione compromettendosi di rispettare le leggi ed i costumi del paese; (b)
10. Autocertificazione riguardante la disponibilità di assumere a proprio carico le spese mediche a Capo Verde in caso di malattia; (b)
11. Fotocopia autenticata del passaporto;
12. Certificato medico (Sana e robusta costituzione);
13. Due (2) foto.

a) Le firme del Cancelliere sui certificati penali devono essere legalizzate presso la Procura della Repubblica competente.
(APOSTILA- Convenzione di Haye del 5 ottobre 1961)

b) Ogni autocertificazione verrà redatta presso l’Ambasciata

Spese – Tutti i documenti devono essere tradotti e legalizzati presso l’Ambasciata ( 24.60 EURO per ogni traduzione), le firme sulle autocertificazioni dovranno essere legalizzate (12 EURO per ogni legalizzazione firma);

• Oltre alle spese di legalizzazione e traduzione l’interessato dovra lasciare presso l’Ambasciata 50 EURO cash da inviare tramite BONIFICO BANCARIO all’Ufficio di Emigrazione e Frontiera a Praia, per la Pratica.

Qualora l’interessato pretendesse richiedere l’Autorizazzione anche per il suo coniuge questo dovrà presentare i DOCUMENTI INDICATI NEI NUMERI 1,3, 5, 6, 10,11, 12,13.

La domanda deve essere presentata presso l’Ambasciata di Capo Verde a Roma o nei Consolati Onorari di Capo Verde in Italia ( Torino, Napoli, Palermo, Verona)

Da tempo ormai era stato donata all’isola di S.Nicolau un’autopompa attrezzata per i pompieri. Però sull’isola non ci sono veri e propri vigili del fuoco e non c’è alcuna esperienza in merito di spegnimento incendi o salvataggi vari. Finora ci si è aggiustati alla solita maniera e il mezzo giaceva inutilizzato.
Ora è stato deciso di effettuare un corso di preparazione per pompieri volontari. E’ stato un breve corso, durato forse una quindicina di giorni, ma che è comunque servito a dare almeno una formazione di base. Ieri che era l’ultimo giorno del corso, si è tenuta una dimostrazione in piazza, simulando un incendio e vari incidenti 🙂
I ragazzi, impegnatissimi ce l’hanno messa proprio tutta e la gente ha assistito entusiasta. Mi ha fatto molta tenerezza vedere questo video che fa capire il grande orgoglio di questa gente nel raggiungere quella che può sembrare una piccola pagliuzza, ma per loro è una meta importante.
Piccoli passi verso il progresso in un lembo di terra in mezzo all’oceano, che piano piano cerca di raggiungere la tanto agognata civiltà.

Cliccando sul link qui sotto potete vedere il video.

https://www.facebook.com/plugins/video.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2FSubmarinocaboverdianoblogspotcom%2Fvideos%2Fvb.298021073633230%2F788786747889991%2F%3Ftype%3D3&show_text=0&width=560

ilhadomaio02-950x468Maio, una delle isole capoverdiane più incontaminate, dalle bellissime spiagge e dal mare cristallino, adatta sicuramente al turismo, tutti quelli che ci vanno se ne innamorano. Maio, dove si respira ancora la vera Capo Verde, dove gli stranieri sono ben accolti dalla gente del luogo cordiale e sorridente. Maio, che dista pochissimo dall’isola capitale di Santiago, potrebbe essere davvero considerata un piccolo paradiso ma, pare sia impossibile avere paradisi senza problemi …
Malgrado la vicinanza con la capitale, questa è un’isola che è finita nel dimenticatoio del Governo. Non c’è un porto; l’aeroporto solo per voli nazionali, vede ben pochi voli settimanali per collegarsi con le altre isole; esistono grossi problemi di acqua e di luce e ultimamente da più di venti giorni non arriva una nave.
I commercianti si ritrovano ormai agli sgoccioli con i loro rifornimenti e comincia a scarseggiare di tutto. Inoltre questa mancanza di trasporti crea grandi difficoltà per chi deve spostarsi, anche per motivi di salute, visto che non ci sono sull’isola specialisti né attrezzature mediche adeguate.
Da anni il Governo promette grandi migliorie per l’isola di Maio, ma finora nulla si è concretizzato, al che, la popolazione locale stufa di ricevere questo trattamento, ha organizzato ieri un corteo di protesta che si è svolto a Maio ma anche a Praia (la capitale di CV).
La gente vuol far sentire la propria voce, vuole svegliare un governo che si dedica solo alle isole principali, lasciando in condizioni deplorevoli le secondarie. La gente grida a gran voce che “Anche Maio è Capo Verde”!!!!
Quest’isola è un gioiellino che andrebbe sfruttato intelligentemente, dotandola delle infrastrutture basilari e migliorando i trasporti, per poi poterla lanciare per un turismo sostenibile, non di massa ma di nicchia, che apporterebbe comunque molto benessere agli abitanti e parecchio prestigio al Paese.
Il Governo è recentemente cambiato e la speranza è che si dedichi anche alle necessità di queste isole “dimenticate”, anche se sono cosciente che i nuovi ministri si ritrovano a gestire un disastro non indifferente che gli è stato lasciato in eredità e sicuramente le risorse saranno poche ma, diamo fiducia almeno all’inizio e stiamo a vedere se cambia qualcosa. Me lo auguro e soprattutto lo auguro di cuore ai cittadini di Maio che hanno tutte le ragioni di protestare!!

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Esiste in questo Paese, una legislazione per la Microimpresa che serve per incentivare soprattutto i giovani ed aiutarli a creare la loro piccola impresa in modo da proporzionarsi un lavoro.
Diciamo da subito che sono in gran parte donne quelle che timidamente si affacciano a questa nuova opportunità. E’ sempre stato il lavoro delle donne a mandare avanti le famiglie; donne che per mantenere la loro schiera di figli e nipotini, si adattano a fare qualunque lavoro. Dalla pulizia delle strade ai servizi domestici, dalla raccolta della ghiaia, al vendere dolcetti o prodotti agricoli per le strade, sono sempre loro che si impegnano e portano a casa quel poco per sfamare la famiglia.
In un Paese dove la disoccupazione raggiunge livelli altissimi, si sta pubblicizzando questa nuova opportunità di crearsi un lavoro in proprio approfittando di agevolazioni e piccoli aiuti e comincia a spuntare qualcuno che decide di mettersi alla prova. Sull’isola di S.Nicolau dove io abito, qualche ragazza ha aperto una piccola bottega, ma questo genere di lavoro non porterà sicuramente guadagni sufficienti, visto che sono tanti i negozietti sia di alimentari che di cianfrusaglie e tra l’altro tengono tutti le stesse cose, facendo rifornimento nella maggior parte dei casi dagli stessi fornitori …
C’è però un gruppetto di donne di Fajà (una località nell’interno dell’isola), che ha avuto un’idea più intelligente.
Sul territorio cresce in abbondanza l’Aloe Vera e queste donne hanno pensato di sfruttare questa risorsa naturale per creare il loro “business”.
Da sempre le donne utilizzano le foglie di aloe per fare impacchi ai loro capelli, per curare le scottature, per l’acne e la pelle in generale, quindi conoscono molto bene le proprietà di questa pianta.
Queste donne di Fajà hanno quindi pensato di preparare delle saponette a base di polpa di aloe, da vendere sopratutto ai turisti.
Ed ecco che facendo una mistura di polpa di aloe, olio d’oliva, soda e acqua tiepida, avviano la produzione che ovviamente è artigianale al massimo e richiede parecchio lavoro e tempo; si inizia con la raccolta e il lavaggio delle foglie, poi bisogna eliminare le spine e pelarle per estrarne la polpa, quindi si passa alla saponificazione e anche questo lavoro richiede parecchio tempo. Quando la miscela è pronta la mettono in formine di plastica e poi aspettano ben quaranta giorni prima di poter finalmente ripulire, lisciare ed impacchettare le saponette che verranno poi in maggior parte inviate a Sal e Sao Vicente dove, essendoci più movimento turistico pare si riescano a vendere bene.
Una lavorazione che richiede molte ore e parecchia dedicazione, ma che proporziona una bella soddisfazione e vendendosi bene, potrà dare anche discreti guadagni.
Faccio naturalmente il tifo per queste donne, spero abbiano chi le può ben consigliare circa il modo di gestire al meglio l’attività e spero che riescano a poco a poco a creare una vera fabbrica di prodotti a base di aloe.
Quando sarete in vacanza sulle isole di Capoverde, non scordatevi di comperare qualcuna di queste saponette, perché oltre ad avere un prodotto del tutto naturale e genuino, aiuterete queste coraggiose donne che hanno messo tante speranze e buona volontà in quei pacchettini colorati!!!!
Cliccando sul link in basso, potete vedere le donne al lavoro 🙂

http://www.sndiario.com/regional/800-sabonete-de-babosa-de-sao-nicolau-quer-ganhar-o-mundo


La prossima domenica, 3 di Aprile, si festeggia la cosiddetta “Pascoela”. Non è altro che un proseguimento dei festeggiamenti della Pasqua, che si protraggono fino al 10 di aprile e che comprenderanno oltre a musica e balli tradizionali e non, anche molte attività ludiche e sportive.
Proprio nella domenica di Pascoela, si rinnova un’antica tradizione, quella del “Batizado da boneca” ossia il “battesimo della bambola”.
Come sempre qui a Capo Verde è molto difficile risalire alle vere origini delle varie tradizioni, comunque questa è una cosa che le odierne nonne e bisnonne, raccontano aver sempre fatto fin dalla loro infanzia.
La festa si svolge ancora così come lo si faceva anticamente: Ogni bambina porta la sua bambola e sceglie tra i suoi amici o fratelli, il padrino e la madrina che arrivano alla casa dove si celebra il battesimo, portando il “tabuleiro” un vassoio o tavolino con tutti gli ingredienti per cucinare il “modjo” di S.Nicolau, una zuppa con banana verde, patata dolce, manioca, zucca e quando possibile carne di capra.
Tutti gli invitati a loro volta portano qualcosa di commestibile ed è indispensabile che ci sia una torta e naturalmente tante bevande … Una volta preparate le pietanze ed allestito il tavolo del buffet, si procede alla cerimonia del battesimo della bambola, che viene effettuato da un personaggio che impersona il prete, nei pressi di una croce che viene appositamente collocata.
Ultimata la cerimonia iniziano i balli e i canti mentre i bambini si scatenano giocando e ballando anch’essi nei loro vestitini della festa. Si tratta di una festa in tutto e per tutto uguale ad un vero battesimo, a parte il fatto che non ci si reca in chiesa, e gli invitati al momento di andarsene a festa finita, salutano con calore la “madre” e la famiglia della bambola, facendo loro i migliori auguri  Dopo questo battesimo, la madre della bambola e i padrini, si tratteranno per sempre da “comare e compare”, proprio come avviene nella realtà.
Le donne anziane raccontano che ai loro tempi non c’era davvero niente sull’isola, i divertimenti erano certamente pochi e questa era una forma di divertimento che coinvolgeva tutte le famiglie di uno stesso borgo e anche se si faceva per i bambini, era alla fine, una grande occasione di festa per gli adulti.
Non si sa se sia nata solo così per far divertire una bambina o se abbia radici più profonde, magari a rappresentare un qualche evento battesimale storico; come ho detto è molto difficile qui risalire alle origini perché spesso non esiste nulla di scritto e la tradizione orale sembra essersi persa, in ogni caso a S.Nicolau, soprattutto nel paese di Stanxa d’Bras la gente continua a eseguire il battesimo della bambola la domenica dopo Pasqua.

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