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Esiste in questo Paese, una legislazione per la Microimpresa che serve per incentivare soprattutto i giovani ed aiutarli a creare la loro piccola impresa in modo da proporzionarsi un lavoro.
Diciamo da subito che sono in gran parte donne quelle che timidamente si affacciano a questa nuova opportunità. E’ sempre stato il lavoro delle donne a mandare avanti le famiglie; donne che per mantenere la loro schiera di figli e nipotini, si adattano a fare qualunque lavoro. Dalla pulizia delle strade ai servizi domestici, dalla raccolta della ghiaia, al vendere dolcetti o prodotti agricoli per le strade, sono sempre loro che si impegnano e portano a casa quel poco per sfamare la famiglia.
In un Paese dove la disoccupazione raggiunge livelli altissimi, si sta pubblicizzando questa nuova opportunità di crearsi un lavoro in proprio approfittando di agevolazioni e piccoli aiuti e comincia a spuntare qualcuno che decide di mettersi alla prova. Sull’isola di S.Nicolau dove io abito, qualche ragazza ha aperto una piccola bottega, ma questo genere di lavoro non porterà sicuramente guadagni sufficienti, visto che sono tanti i negozietti sia di alimentari che di cianfrusaglie e tra l’altro tengono tutti le stesse cose, facendo rifornimento nella maggior parte dei casi dagli stessi fornitori …
C’è però un gruppetto di donne di Fajà (una località nell’interno dell’isola), che ha avuto un’idea più intelligente.
Sul territorio cresce in abbondanza l’Aloe Vera e queste donne hanno pensato di sfruttare questa risorsa naturale per creare il loro “business”.
Da sempre le donne utilizzano le foglie di aloe per fare impacchi ai loro capelli, per curare le scottature, per l’acne e la pelle in generale, quindi conoscono molto bene le proprietà di questa pianta.
Queste donne di Fajà hanno quindi pensato di preparare delle saponette a base di polpa di aloe, da vendere sopratutto ai turisti.
Ed ecco che facendo una mistura di polpa di aloe, olio d’oliva, soda e acqua tiepida, avviano la produzione che ovviamente è artigianale al massimo e richiede parecchio lavoro e tempo; si inizia con la raccolta e il lavaggio delle foglie, poi bisogna eliminare le spine e pelarle per estrarne la polpa, quindi si passa alla saponificazione e anche questo lavoro richiede parecchio tempo. Quando la miscela è pronta la mettono in formine di plastica e poi aspettano ben quaranta giorni prima di poter finalmente ripulire, lisciare ed impacchettare le saponette che verranno poi in maggior parte inviate a Sal e Sao Vicente dove, essendoci più movimento turistico pare si riescano a vendere bene.
Una lavorazione che richiede molte ore e parecchia dedicazione, ma che proporziona una bella soddisfazione e vendendosi bene, potrà dare anche discreti guadagni.
Faccio naturalmente il tifo per queste donne, spero abbiano chi le può ben consigliare circa il modo di gestire al meglio l’attività e spero che riescano a poco a poco a creare una vera fabbrica di prodotti a base di aloe.
Quando sarete in vacanza sulle isole di Capoverde, non scordatevi di comperare qualcuna di queste saponette, perché oltre ad avere un prodotto del tutto naturale e genuino, aiuterete queste coraggiose donne che hanno messo tante speranze e buona volontà in quei pacchettini colorati!!!!
Cliccando sul link in basso, potete vedere le donne al lavoro 🙂

http://www.sndiario.com/regional/800-sabonete-de-babosa-de-sao-nicolau-quer-ganhar-o-mundo

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