Archive for novembre, 2017


Capoverdiani in Italia

Negli anni 60 in Italia si verificava il boom economico, le donne italiane iniziavano a lavorare, il mondo stava cambiando. E’ in questo periodo che da Capo Verde iniziarono le prime migrazioni verso l’Italia. Erano ragazze, quelle che lasciando la famiglia e il loro amato Paese partivano per l’Italia in cerca di lavoro. Trovavano lavoro presso le famiglie le cui donne lavorando, non potevano più badare alla casa ed ai figli, ora guadagnavano e quindi erano in grado di permettersi un aiuto. Le capoverdiane facevano questo, crescevano i figli di quella gente italiana, tenevano in ordine le loro case e molto spesso non erano neanche ben trattate e non avevano alcun diritto. Con il passare degli anni e con una migliore integrazione, a poco a poco riuscirono ad inserirsi nel contesto italiano, molte si sposarono con italiani, altre avevano marito e figli a Capo Verde e lavoravano duramente per mandare a casa soldi per la famiglia. Gli anni sono passati, tante di quelle donne ora sono madri e nonne di ragazzi e ragazze nati in Italia, italiani a tutti gli effetti, tanti laureati e ben sistemati.

Sono più di 6000 i capoverdiani in Italia e le comunità più grandi si trovano a Roma, Firenze e Napoli.

La Rai ha mandato in onda qualche tempo fa questo video molto interessante, dove parecchie donne capoverdiane raccontano la loro storia  e sono grate a quelle prime ragazze che con enorme coraggio si avventurarono in un Paese sconosciuto, dove si parlava una lingua diversa e dove si era spesso malviste e oggetto di razzismo.

Personalmente sono davvero contenta di vedere che oggi la grande maggioranza di quegli emigranti sta bene ed il mio plauso va alle donne capoverdiane, a tutte loro, perché anche qui, nel loro Paese, sono spesso loro quelle che mandano avanti la baracca provvedendo alla famiglia. Bravissime!!!

Trovate il video a questo indirizzo: http://www.rainews.it/dl/rainews/media/immigrazione-i-nostri-vicini-capoverdiani-una-comunita-costruita-sul-coraggio-delle-donne-2166cc4f-04a4-4fea-96fe-d8f8f9634024.html

 

Quello che il turista non vede!

Servizio del Telegiornale:
http://www.rtc.cv/tcv/index.php?paginas=13&id_cod=63333

Grande dispiego di Polizia per sgomberare un edificio nell’isola di Sal. Tutte famiglie che occupavano abusivamente da anni questa costruzione
Ora il Tribunale aveva dato ordine di sgombero e 30 giorni di tempo. Scaduto il tempo la Polizia è intervenuta.
Tutto giustissimo, il Governo si sta dando da fare anche per demolire i quartieri di case di latta e catapecchie.
Però c’è da chiedersi: Dove va questa gente?
Sono stati aiutati quelli che hanno figli con l’equivalente di 200 euro e ad altri è stato consigliato di tornare alle proprie isole natali.
Dunque, le persone se ne vanno da isole come S.Nicolau per esempio, perché a Sal e Boa Vista è più facile trovare lavoro. Tanti lo trovano anche il lavoro, ma per quelli che non hanno parenti o amici disposti ad ospitarli, il problema della casa diventa enorme. Da li la costruzione delle baraccopoli e l’occupazione di case vuote, magari ancora da finire e ferme come stanno da anni.
Giusto eliminare questa piaga, ma il governo in questo caso, dovrebbe anche proporzionare abitazioni decenti a prezzi che questa gente si possa permettere. Una donna che lavora per esempio in un ristorante o in un villaggio turistico, non arriva neanche a prendere 200 euro al mese, come fa a pagare un affitto a Sal o a Boa Vista? E’ difficilissimo trovare un appartamentino vuoto a meno di 15.000 scudi ( 135 euro) e ammesso che lo trovassero, per mangiare e sopravvivere come dovrebbero fare? Mettiamoci anche che sulle isole turistiche i prezzi sono più alti, sia luce, che acqua, che cibo, tutto costa di più.
E’ facile mandare la polizia e tirare fuori da un edificio centinaia di persone, il difficile è dargli una degna sistemazione. Questi ora stanno per strada!!
Si potrebbe mica per esempio obbligare i proprietari dei grandi alberghi e villaggi a fare in modo che il personale abbia uno spazio, che so costruendo capannoni o case di legno, con un minimo di attrezzatura, dove i dipendenti potessero dormire?
Qualcosa si dovranno inventare, perché se vogliono eliminare le baraccopoli perché non sono belle da vedere per i turisti (così hanno detto dal Governo), devono comunque essere in grado di proporzionare un tetto sulla testa di questa povera gente. Ma sembra proprio che le intenzioni non ci siano.
Questi sono i risultati che il famoso Turismo di massa porta ai capoverdiani. Loro non solo non ci guadagnano niente, ma ci perdono pure, perché il giro del denaro apportato dal Turismo di massa, non tocca minimamente la popolazione capoverdiana!!!!

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