Archive for maggio, 2018


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Forse a qualche turista in vacanza sull’isola di Santiago, è capitato di vedere il Campo di Concentramento di Tarrafal di Santiago.
La Colonia penale conosciuta come Campo de concentração de Tarrafal o Campo da morte lenta”, è in via di recupero e, proprio in questo periodo la stanno restaurando e pensando di crearci un museo storico.
Era il 1936 quando la colonia penale accolse i primi prigionieri politici in arrivo dal Portogallo che era allora lo Stato colonizzatore e che si trovava in quel tempo sotto il regime dittatoriale di Antonio Salazar.
Il regime portoghese, allo scopo di far scomparire quelli che si opponevano, le varie forze di repubblicani, comunisti, sindacalisti ecc, pensò bene di far costruire questa struttura nella colonia di Capo Verde e mandarci tutti quelli che erano per così dire invisi al regime.
Furono anni di vita durissima per quei prigionieri politici che si trovarono a vivere in condizioni deleterie, affrontando lavori forzati, fame, malattie e maltrattamenti vari e molti di loro morirono in condizioni disumane. Di qui l’appellativo di “Campo della morte lenta” che venne dato alla triste struttura.
Bisogna arrivare al 1945 perché si verifichi la richiesta di chiusura del Campo, richiesta che fu avanzata e sostenuta per anni dal partito comunista portoghese, finché si giunse alla sospirata chiusura ufficiale nel 1956.
La struttura fu adibita a carcere per delinquenti comuni capoverdiani.
Non finisce però qui, perché nel 1961 viene riaperto con il nome di Campo di Lavoro di Chao Bom e vi si inviano questa volta i prigionieri politici di Angola e Guinea oltre a quelli di Capo Verde, che verranno rilasciati in maggio 1974 quando cadde il fascismo in Portogallo.
Malgrado ciò prima della fine del 1974, una settantina di capoverdiani impegnati nella lotta politica che intanto si era venuta a creare in Capo Verde vennero trattenuti prigionieri nel campo sempre sotto custodia portoghese.
Il 5 di Luglio del 1975 Capo Verde ottiene finalmente la sua Indipendenza e cessa di essere una colonia portoghese; in questa data viene definitivamente chiusa la struttura della “morte lenta”.
Nel 2006 la colonia penale viene dichiarata Patrimonio Nazionale della Repubblica di Capo Verde e si sta ancora oggi tentando di riuscire nell’intento di farla dichiarare Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.
Questo che ho fatto è un riassuntino molto “all’acqua di rose” perché bisognerebbe addentrarsi nella Storia di Capo Verde per spiegare tante cose ma, dato che sarà presto un Museo storico e chi viene a Capo Verde magari lo visiterà, mi è sembrato giusto dare un’infarinatura di notizie sulla storia di queste carceri, che nulla hanno a che vedere con i campi di concentramento della seconda guerra mondiale come li conosciamo noi, ma dove comunque tante persone hanno trovato una morte lenta e condizioni di vita disumane.
Esistono due libri che raccontano la storia nei dettagli, uno è “Pantano da morte lenta” di Candido Oliveira e l’altro è del giornalista capoverdiano Josè Vicente Lopes e si intitola “Tarrafal-Chão bom Memorias e verdade”

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La famosa legge approvata lo scorso anno che prevedeva l’esenzione dal pagamento del visto per i turisti europei, era già stata rinviata da gennaio 2018 a maggio 2018.

Ora è stato ufficialmente dichiarato che subirà un nuovo rinvio a gennaio 2019. A detta del governo capoverdiano questo fatto è dovuto ad una richiesta dei tour operator per avere il tempo di adeguare le loro piattaforme.

Nulla di nuovo quindi per ora, continuerete a pagare i 25 euro a testa del visto di entrata e intanto, aspettiamo gennaio e la buona novella 🙂

 

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