Category: Il Lavoro a Capo Verde


Idea Lavoro

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Ultimamente, un fornaio di Praia ha iniziato a proporzionare un servizio di consegna a domicilio del pane.
In pochi giorni è riuscito già ad accaparrarsi 300 clienti e pensa di allargare presto la zona delle consegne.
Tutti i capoverdiani amano un pane fresco la mattina per la colazione e non sempre la panetteria si trova nelle vicinanze, quindi molti hanno aderito a questo servizio con gioia. La consegna costa 10 scudi (il prezzo di un panino) ed è una grossa comodità.
Buona idea quindi e auguri per il buon funzionamento e l’ampliamento del giro d’affari.
Sovente ragazzi italiani che vorrebbero vivere qui mi chiedono cosa si può fare, che lavoro c’è ecc ecc. A volte con un po di fantasia e spirito di adattamento non è difficile inventarsi un lavoro, ci sono mille cosette che si possono fare ma ci vuole coraggio e molta buona volontà 🙂
Ottima cosa lo spirito di giovani capoverdiani che cercano di lanciarsi con la micro impresa, un buon modo di creare sviluppo, essere impegnati e guadagnare qualcosa in un Paese dove non c’è l’industria e bisogna quindi contare parecchio su se stessi.

http://www.oceanpress.info/cms/Pt/ilhas/santiago/43619-praia-nasce-empresa-que-entrega-pao-a-domicilio

santa-claus-beach-343146I giovani a Capo Verde, sono la gran maggioranza della popolazione e purtroppo si stanno scontrando con il grosso problema della disoccupazione.
Difficilissimo in questo Paese trovare un impiego.
Tantissimi frequentano le scuole superiori e parecchi anche le università, però una volta finito il ciclo di studi, si trovano nell’impossibilità di lavorare.
Si possono vedere su ogni isola ciondolare nelle piazze, seduti sui muretti, passando le giornate nell’inattività assoluta. Qualcuno trovandosi in queste condizioni si perde, prendendo una strada sbagliata e andando ad ingrossare le file della delinquenza che ormai nelle città più grandi dilaga.
Secondo me, a monte esiste il problema della scuola. Succede che i figli vengono mandati a scuola con grandi sacrifici nella maggior parte dei casi, sperando che con un’istruzione (che i genitori non hanno avuto), gli sarà più facile inserirsi nel mondo del lavoro. Il problema è che il mondo del lavoro non esiste a Capo Verde, si riduce tutto al settore turistico oppure quello del pubblico impiego, però il turismo è appena ora in via di espansione e il pubblico impiego non può offrire più di tanti posti, mentre la quantità di giovani disoccupati è enorme.
Ecco perché è del tutto inutile frequentare l’università per graduarsi ad esempio in “Ciências Sociais e Humanas”… eppure sono queste le scelte di molti ragazzi.
Mancano le scuole professionali serie. Esiste qualcosa a Praia, ci sono anche dei piccoli corsi, però non esistono vere e proprie scuole tecniche che possano mettere in grado di imparare un mestiere, di gestire un’attività in proprio e cose del genere.
Nell’articolo che pubblico qui sotto, si può leggere l’intervista di giovani che, finiti in prigione, hanno imparato qui tramite corsi di formazione per i detenuti, a utilizzare utensili e creare oggetti di artigianato, che una volta usciti di prigione, gli stanno dando da vivere. Ed ecco che tanti giovani stanno vedendo questa cosa della prigione come un’opportunità!!!
Ma dico io, è necessario finire in galera per imparare a fare qualcosa? I Capoverdiani non hanno grande manualità ne grande fantasia, infatti il loro artigianato è molto limitato se lo confrontiamo con quello di molti altri Paesi africani, ma se ci fossero scuole adatte, potrebbero imparare anche altre cose, non solo a fare i sandali, potrebbero diventare buoni falegnami, meccanici, idraulici, elettricisti o che so io … Tutte queste figure mancano qui, quelli che ci sono si arrabattano, hanno imparato alla bene meglio da qualcun altro che faceva quel mestiere, ma mancano conoscenze di base solide, manca esperienza e manca capacità gestionale … tutte cose che una scuola professionale potrebbe proporzionargli.
Invece ci ritroviamo con una quantità di professori, avvocati, architetti ed ingegneri che o sono disoccupati, oppure sono scarsissimi perché se si sono laureati a Capo Verde, non hanno poi avuto modo di fare un tirocinio presso uno studio qualificato e quindi … livello bassissimo di professionalità e comunque scarse possibilità di lavoro e guadagno.
E’ un problema grande per questo Paese, bisognerà che si inizi a pensare a come togliere tutti questi giovani dalla strada, dandogli l’opportunità di mantenersi in modo dignitoso.

http://www.oceanpress.info/cms/Pt/especial/sociedade/34799-arranjar-emprego-em-cabo-verde-um-desafio-para-muitos

Sempre più numerose le richieste di informazioni circa il lavoro a Capo Verde. Io ho spiegato in diverse occasioni come funziona qui ed ho specificato che è molto difficile trovare un lavoro dipendente che sia decente e ben pagato … praticamente non esiste. Malgrado ciò, sempre più persone mi chiedono se ci sono opportunità presso i villaggi turistici ad esempio. Tanto per farvi sentire un’altra voce, vi incollo qui sotto il pezzo tratto da Wikitravel che spiega abbastanza esaurientemente la situazione lavoro in Capo Verde.
Con ciò non voglio scoraggiare nessuno, può sempre capitare il colpo di fortuna, oppure si fa conoscenza con qualcuno che può aiutarci ad entrare nel giro del turismo, ma vi ricordo che è essenziale intanto essere sul posto. Non è pensabile di stare seduti al pc nella propria casetta in Italia e sperare di trovare un ottimo lavoro tramite internet, in un Paese che non si conosce, non si sa neanche se ci piacerà, del quale non conosciamo la lingua… insomma, prima di tutto venire e guardarsi in giro, scegliere l’isola che ci sembra più adatta a fare quel che vogliamo fare e poi muoversi di conseguenza.
DA WIKITRAVEL:
Opportunità di lavoro CV

Il sistema più veloce per lavorare a Capo Verde è quello di farsi arruolare in qualche villaggio turistico di Boavista o Sal. Cuochi, camerieri, animatori, istruttori sportivi vengono periodicamente ricercati dai Tour Operatos in coincidenza della stagione di maggior afflusso turistico. La vita quotidiana sarà, né più né meno, come quella di un lavoratore stagionale in Italia. Ci si dovrà dimenticare di ferie, permessi e lauti salari nella maggiorparte dei casi. È infatti da ricordare che tali strutture, seppur gestite da società italiane, vivono ed operano su un territorio straniero. Sicché sarà poi facilissimo trovarsi ad affrontare giornate di dodici e più ore lavorative, scordarsi un’assistenza sindacale e percepire, più spesso di quanto si possa ritenere, salari “fuori busta”. La serietà della struttura gestita dal Tour Operator dovrebbe comunque dare delle minime garanzie di base. Al di fuori delle strutture turistiche le difficoltà a trovare un impiego sono davvero tante. In un paese dove il tasso di disoccupazione si assesta attorno al 21% (la media italiana del 2006 è assestata attorno all’ 8%) si può facilmente finire in una gara di concorrenza con gli abitanti locali. Inoltre, a chi poi sperasse in lauti compensi, ci si dovrebbe accontentare di paghe nell’ordine dei € 200,00-300,000. Anche entrare nella manovalanza delle continue e crescenti residenze turistico-alberghiere (Sal è diventata un vero e proprio cantiere gestito da moltissime imprese edilizie italiane) è molto difficile calcolando che gli imprenditori stranieri preferiscono assumere operai locali principalmente per il basso costo della forza lavoro. Per chi intendesse invece impiantare una attività autonoma, l’unica risorsa degna di qualche speranza è quella nel campo turistico o, in misura molto minore, in quello dei servizi. Comperare un’attività turistica come un ristorante o un B&B può rivelarsi poi abbastanza produttiva purché seguita in prima persona. A questa considerazione va aggiunto poi che i guadagni saranno direttamente proporzionali alla natura del luogo scordandosi così di affittare, per esempio e come succede in certi luoghi italiani, sdraio ed ombrellone ad oltre € 30,00 la giornata o di offrire un espresso al costo di € 5,00. Capo Verde non è una “destinazione di lusso” (quantomeno non lo è attualmente) ed il turismo proveniente su queste isole non è affatto disposto a spendere cifre esorbitanti. Il turismo di “elite” attualmente, preferisce svernare alle Seychelles o in Polinesia Francese. Sarà sempre e comunque necessario, prima di compiere questa scelta, visitare più volte e per lunghi periodi l’arcipelago; sentire i pareri di chi ha fatto quella scelta prima di voi, delle difficoltà trovate o dei vantaggi guadagnati.

Questo sito invece, è quello dove potete trovare le offerte di lavoro a Capo Verde.
Di fianco ad ogni annuncio, cliccando su “ver mais”, potete leggere l’offerta in versione PDF.

http://concursoseturismocv.com/it/empregos.php

Ed ecco un altro sito:

http://emprego.sapo.cv/emprego/ofertas.htm/pais/cabo-verde

Altro:

http://www.tudonumclick.cv/ad-category/emprego/ofertas-de-emprego/

Dando un’occhiata a questi siti potrete intanto farvi un’idea un po’ più precisa di quel che si cerca e chissà che qualcuno non riesca veramente a trovarci un’opportunità 🙂 Io ve lo auguro di cuore.

LINK DI WIKITRAVEL da cui ho tratto il pezzo sopra:
http://wikitravel.org/it/Capo_Verde

In seguito alle numerose richieste di ragazzi e giovani coppie che vorrebbero conoscere le opportunità di lavoro in questo Paese, trasmetto il link di questo sito dove potete trovare Offerte di Lavoro e Concorsi in atto.
Ricordatevi che gli stipendi di Capo Verde non sono paragonabili a quelli italiani, e spesso non sono in linea con il costo della vita, ma se siete interessati date un’occhiata qui:

http://concursoseturismocv.com/it/empregos.php

Salario Minimo e crisi

Il Governo di Capo Verde nel 2013, ha stabilito per la prima volta, il Salario Minimo. Prima non esisteva nessuna norma ed ogni datore di lavoro pagava quello che voleva. La legge dice che i lavoratori che svolgono l’orario normale di lavoro, non devono prendere meno di 11.000 scudi (100 €) al mese.
A distanza di qualche mese, si sta scoprendo che la grande maggioranza dei lavoratori, continua a percepire lo stesso salario di sempre.
Il giornale “A Naçâo”, ha intervistato recentemente imprenditori, commercianti e lavoratori a São Vicente ed ecco cosa è emerso:
I commercianti cinesi, che sono in maggioranza su tutte le isole, infatti i negozi sono quasi tutti loro, hanno dichiarato di non sapere niente di questa nuova norma … si sa che non leggono i giornali locali e non ascoltano radio ne vedono TV capoverdiane … quindi secondo loro è normale essere disinformati e intanto per ora continuano a pagare i soliti stipendi che vanno da 6.000 a 8.000 scudi mensili.
Tra i commercianti capoverdiani invece, c’è chi ha dichiarato che è un periodo di crisi e che se devono alzare gli stipendi fino a 11.000 scudi, allora provvederanno a licenziare gente, perché non ce la possono fare. Tra questi c’è anche chi ha provveduto a mettersi in regola con l’importo degli stipendi, ma qualcuno ha dichiarato che se continua questa crisi probabilmente dovrà chiudere l’attività. Inoltre secondo alcuni, è assurdo il salario minimo, in quanto un lavoratore deve guadagnare in base a quanto si impegna sul lavoro.
L’amministratrice di un noto Bar di Mindelo ha dichiarato che se si devono pagare questi stipendi, molte persone resteranno senza lavoro, in quanto gli imprenditori inizieranno a licenziare ed ha portato l’esempio delle “impiegate domestiche”. Lei stessa, dovendo stare fuori casa per lavoro ha un’impiegata domestica, ma se il costo aumenta, si vedrà costretta a licenziarla.
In poche parole, si sta verificando una specie di terrorismo nei confronti dei lavoratori: “O lavori per la cifra che io ti voglio dare, oppure perdi l’impiego”.
Va da se che i lavoratori intervistati hanno tutti dichiarato che è giusto percepire il salario minimo in modo da poter avere una vita più dignitosa ma, se si rischia il licenziamento per questo … allora si accontentano di qualunque cosa.
Non finisce qui, un altro giornale, “Notícias do Norte” riporta il caso dei lavoratori impiegati in un panificio- pasticceria, che stavano già guadagnando uno stipendio di 15.000 scudi e che se lo sono visti ribassare a 11.000 perché la legge così stabilisce 😦
Esiste un Sindacato e pare che abbia intenzione di intervenire a difesa dei lavoratori … dicono però che finora non hanno ricevuto alcun reclamo da parte di nessun lavoratore, e questo fa capire quanto sarà difficile far rispettare questa nuova legge.
Sarà dura!!! Riusciranno i Sindacati a fare qualcosa? Ci saranno lavoratori disposti a rischiare il lavoro per unirsi a scioperi e manifestazioni? Ce la faranno i commercianti ad uscire dalla crisi? I Cinesi, si decideranno a non far finta di niente? …. sarebbero mille gli interrogativi, staremo a vedere!

http://www.anacao.cv/online/index.php?option=com_content&view=article&id=4166:salario-minimo-lojistas-em-sao-vicente-ameacam-com-despedimentos&catid=87:destaque&Itemid=475

http://noticiasdonorte.publ.cv/20144/sindicatos-e-ilegal-diminuicao-dos-salarios/

Prendo spunto da numerose e-mail che ricevo, per parlare delle possibilità di lavoro in queste isole.
Diversi ragazzi e ragazze si trovano ora in difficoltà in Italia per i motivi che tutti ben conosciamo e avrebbero una gran voglia di “cambiare aria” per così dire 🙂

Vediamo: per prima cosa il mio consiglio è quello di prendersi una vacanza abbastanza lunga, che permetta di stare un po’ di tempo, conoscere più di u’isola, guardarsi attorno e cercare di capire prima di tutto se piace il posto e se ci si trova proprio agio. non dimentichiamoci che non tutti abbiamo gli stessi gusti ed è diverso scegliere un posto per farci dieci giorni di vacanza e sceglierlo invece per venirci ad abitare e lavorare.

2) – se si pensa di trasferirsi per lavoro, è necessario avere almeno un’infarinatura di portoghese, altrimenti sarà dura capire e farci capire.

3) – se si cerca un lavoro dipendente sarà indispensabile restare su isole come Santiago, Sao Vicente, Sal o Bovista in quanto sono le più progredite per così dire … Sono le isole dove il turismo è stato maggiormente impulsato e quindi si può pensare che qui sia meno difficile trovare impiego nel campo turistico per esempio. C’è da tener presente che gli stipendi sono piuttosto bassi e non sempre servono per vivere, perché di contro, gli affitti per esempio non è che siano regalati, neppure la luce e l’acqua … ma poi, tutto dipende da come ci accontentiamo di vivere.

4) – un’attività in proprio: si potrebbe fare di tutto, in quanto mancano tantissime cose, dal commercio, alla ristorazione, al campo tecnologico, impianti civili, costruzione edile ecc ecc. Il problema è: si è disposti ad iniziare un’attività sapendo che non avremo da subito un grande riscontro, ma si tratterà di aspettare magari qualche anno? Se si hanno le spalle coperte e si ha la possibilità di cavarsela con poco, parecchie attività ingraneranno, perché il progresso non si ferma; bisogna vedere quanto siamo in grado di aspettare, lottando per farcela.

Poi dipende sempre tutto da come siamo fatti noi. Un giovane che non ha grandi pretese ma sogna di cambiare vita, qui se la può cavare con poco e riesce a vivere, proprio come fanno i capoverdiani, ma quanti hanno ancora questo spirito di avventura? 🙂

Inviterei tante persone che mi scrivono privatamente, ad esprimere i loro dubbi e fare le loro domande, così come inviterei chi ha già esperienze in merito, a dire la sua dando consigli e pareri.

grazie a tutti

Il Lavoro

Prima di tutto voglio dire che Capo Verde è pieno di Italiani che sono venuti ad iniziare un’attività nella quale però non erano esperti. Non si contano gli “imprenditori edili” che non avevano mai visto prima le fondamenta di una casa, oppure i barman che non erano mai stati dietro un bancone, per non parlare dei ristoratori che cucinavano solo in casa e per due persone … Molte di queste imprese si sono rivelate nel tempo fallimentari.
Questo per farvi capire che anche se siamo in un Paese in via di sviluppo e sicuramente siamo più preparati dei nativi in molteplici aspetti, non dobbiamo credere che ci sarà facile sfondare in un’attività della quale non abbiamo esperienza oppure abbiamo solo un’infarinatura. La professionalità è sempre basilare.
Una persona che ha esperienza nel campo della ristorazione o dei bar ad esempio, può certamente avviare un’attività, e dando un servizio buono, inserendo nel menù non solo piatti e bevande italiane, ma anche capoverdiane, facendo sentire la gente bene accolta, con un occhio attento all’igiene, accogliendo i clienti con savoir faire e facendoli sentire a proprio agio, potrà sicuramente contare su un buon giro d’affari. Un errore da non fare mai, è avviare un’attività e lasciare dei dipendenti capoverdiani a gestirla … Se si vuole che le cose riescano, bisogna esserci ed occuparsene in prima persona. Intanto per limitare i costi al minimo e poi perché addestrare un capoverdiano per esempio a servire i tavoli, richiede molto tempo e molta pazienza.
La ristorazione non è l’unico settore naturalmente, qui manca un po di tutto, un bravo idraulico, un buon elettricista, il meccanico, il carrozziere e così via.
La gente ha pochi soldi è vero, ma non rinuncia mai a tutto quello che è divertimento, bere e mangiare. Altra cosa per la quale trovano sempre i soldi sono i vestiti per i bambini. Ci tengono moltissimo che i figli vadano sempre in ordine e amano alla follia tutto quello che è italiano. Una donna per esempio che sapesse tagliare e cucire bene, lavorerebbe alla grande facendo vestitini e anche vestiti per le madri che a loro volta amano mettersi in ghingheri per partecipare alle feste (e qui le feste sono tante) 😉
Se non si hanno grandi possibilità di investimento, è bene attenersi a lavori che non necessitino di molto denaro per iniziare ma che possano partire presto in maniera semplice magari, per poi passare ad allargarsi con il tempo se le cose vanno bene.
Ora c’è da parlare dei possibili guadagni. Tutte le attività di cui ho parlato sopra, possono certamente funzionare, ma se usciamo dal campo ristoranti-bar … per le altre, non so quanta continuità di domanda esista al momento. Ad esempio il carrozziere ci vuole, ma qui prima di portare la macchina a sistemare, aspettano che non ci sia più proprio rimedio … ossia che sarà difficile avere l’officina piena di auto tutte le settimane. Ma se si lavora bene comunque, quando incominciano a conoscerti, la clientela non mancherà.
Non dovete neanche pensare che i prezzi che potrete mettere siano a livello europeo. Se la signora che cuce il vestito in Italia lo vende a 100 €, qui dovrà venderlo a 30 € più o meno.
Ecco che bisognerà fare bene i calcoli per vedere se vale la pena fare quel determinato lavoro e se quello che riusciamo a portare a casa ci permetterà di vivere.
Tenete presente che con 1000 € al mese potete vivere abbastanza bene.
Poi c’è da tenere in conto la diversità tra le varie isole: in quelle più “avanzate” potete contare su più clientela, girano più soldi, ma attenzione, perché avrete già parecchia concorrenza fin dall’inizio, quindi maggiormente importante la vostra professionalità. In quelle che sono ancora “indietro”, avrete più campo, ma vi sarà più difficile ingranare e racimolare clienti. Se siete in grado di accontentarvi e vivere con poco oppure se avete un’entrata extra che vi può aiutare a sostenere i primi tempi, allora forse conviene, perché prima o poi le cose miglioreranno, il Paese dovrà progredire dappertutto e si sa che chi prima arriva ….

Il lavoro dipendente è una cosa molto più difficile, in quanto decisamente sottopagato. Uno stipendio non vi da la possibilità di vivere decentemente. Indicativamente, per darvi un’idea, l’impiegato di banca guadagna intorno ai 600 € al mese, ed è uno degli stipendi più alti. Oltre a questo fatto, tenete presente che il lavoro scarseggia, che ci sono quantità di capoverdiani che non trovano lavoro, quindi sareste in concorrenza diretta con tutti loro. Ci sono poi molti lavori che sono come i nostri statali, e i posti si ottengono per concorso (infermieri, poliziotti ecc).
Non è facile.

Diciamo che come per tutte le cose della vita, ci vuole coraggio, esperienza e volontà 🙂
Questa chiacchierata per darvi un’idea del mondo lavorativo capoverdiano, ci sarebbe molto altro da dire, ma è un’infarinatura tanto per sapere qualcosa in più.

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