Category: Personaggi


2013 in review

The WordPress.com stats helper monkeys prepared a 2013 annual report for this blog.

Here’s an excerpt:

The concert hall at the Sydney Opera House holds 2,700 people. This blog was viewed about 21,000 times in 2013. If it were a concert at Sydney Opera House, it would take about 8 sold-out performances for that many people to see it.

Click here to see the complete report.

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Ecco un vero viaggiatore. Questo è il genere di turismo che mi piace e questa persona ha saputo cogliere in poco tempo, la vera anima dell’isola dove ancora si respira la Vera Capo Verde.

joebastardi

Parte Terza: seconda isola e prime considerazioni.

Seconda tappa, São Nicolau. Qui è tutto diverso. L’aeroporto è grande più o meno quanto la mia stanza da letto, o qualche metro in più. I bagagli te li portano a mano e devi acchiapparli da una sorta di finestra ricavata su una parete.

L’aria che si respira su questa isola è diversa e tutto sa di paese. La vegetazione è completamente differente da quella di Boa Vista. Troviamo grandi vallate tropicali i cui unici limiti sono costituiti da montagne silenziose che incutono rispetto. I paesaggi sono fantastici e l’oceano, qui, sembra farsi sentire con più forza e rabbia. Ribeira Brava è un piccolo paese di quattromila anime (il centro più grande dell’isola), ma girando un pochino sembra che ci vivano in molti meno. È un posto ideale per rilassarsi e meditare, fare trekking e recuperare le energie (anche quelle spirituali). Qui, giovani…

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angela

Si chiama Angela Spencer Teque, è nata a Sao Nicolau nel 1959 e nel 1977, come tanti suoi connazionali è emigrata in Italia.
C’è una grande comunità capoverdiana a Roma, ed in questa città Angela ha lavorato duramente ma anche studiato, ed è riuscita nel 1989 a prendere il diploma di maestra d’asilo. Si è sempre data parecchio da fare nel campo sociale e nel 2008 venne eletta presidente dell’Associazione Donne Capoverdiane in Italia. Attualmente dirige una stazione radio che da voce ai cittadini capoverdiani in Italia e si chiama Radio B.Leza. Angela è nubile, ma ha un figlio di 32 anni che, dopo aver conseguito la laurea, lavora anche lui in Italia, come architetto.

Ora, in vista delle elezioni comunali, si è candidata nella lista “Rapubblica Romana” capitanata da Sandro Medici. Concorrerà quindi come Assessore al Comune di Roma.

“Il motivo principale della mia candidatura – dice Angela – è quello di lottare perché i diritti delle minoranze etniche siano rispettati e farò il possibile perché vengano assegnate dal comune, più case agli immigrati.”

Angela Spencer, una donna, una capoverdiana che è riuscita ad arrivare molto in alto, se si pensa a quali potevano essere le sue condizioni quando aveva 17 anni e lasciava la sua isoletta per stabilirsi a Roma.

Sono tantissime le donne capoverdiane che sono emigrate negli anni, la maggior parte di loro si accontenta di lavorare come domestica, e malgrado l’umiltà del lavoro, riesce ad inviare soldini alla famiglia che è rimasta qui. Qualcuna è riuscita a migliorarsi, ha studiato e si è adoperata per la sua comunità.Sono contenta ogni tanto di sentire che c’è chi ce l’ha fatta alla grande!!!

Complimenti ad Angela.

http://www.sndiario.com/index.php/en/noticias/regional/356-saonicolaunse-angela-teque-concorre-a-camara-de-roma

Tanti dall’Italia chiedono se c’è modo di lavorare qui, tanti sono venuti, hanno visto, se ne sono andati, non se la sono sentita di prendere una decisione definitiva.
C’è una persona che è spesso intervenuta in questo blog, lei desiderava come tanti, cambiare vita, trasferirsi e riuscire a fare qualche lavoro che le permettesse di mantenersi qui.
Silvia è arrivata a S.Nicolau lo scorso dicembre, ha iniziato a guardarsi attorno, ha fatto una puntata su altre isole, poi ha deciso che le piaceva proprio questa di isola. Fatto questo primo passo, si è procurata un appartamentino in affitto e poi, dopo aver girato l’isola in lungo e in largo ed aver parlato con tanta gente, ascoltando i loro consigli … si è data da fare per trovare un locale perché l’idea che si era fatta era che a Tarrafal ci sarebbe stato bene un nuovo ristorante/bar.

DSC04778

Dopo varie peregrinazioni ha trovato un localino che era già stato un ristorante ed al momento era chiuso. La gestione precedente era di capoverdiani che evidentemente non ce l’hanno fatta a portare avanti bene quell’impresa.
Silvia ha affittato il locale con tutta l’attrezzatura e i primi giorni di Aprile ha aperto al pubblico.
Il locale avrà bisogno di una qualche sistemazione per renderlo più carino ed accogliente, ma lei a poco a poco lo sistemerà, intanto sta lavorando e parecchia gente, sia italiana, che capoverdiana, che turisti di passaggio, è già approdata al suo “Buena Vida” e pare si siano trovati bene, tant’è che molti sono già tornati più di una volta!!

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Ancora non è super organizzata, anche perché si sta scontrando con le realtà capoverdiane … non è semplice far lavorare la gente di qui; come ho sempre detto sono molto supponenti e convinti di saperla molto lunga, difficilmente accettano consigli e men che meno ordini … quindi è difficile farsi ubbidire, in più bisogna stargli dietro passo passo, perché anche se gli hai spiegato, loro poi fanno come gli pare …
Ora si sta rendendo conto bene della situazione e credo che a breve riuscirà anche a far funzionare il suo piccolo staff, in modo da raggiungere un’organizzazione migliore.
Silvia è molto attenta ai vari consigli e si da parecchio da fare per riuscire al meglio. Sono sicura che in poco tempo raggiungerà un ottimo livello così come sono sicura che il suo potrà diventare il miglior locale di Tarrafal.
E’ vero secondo me che le donne a volte hanno una marcia in più (non me ne vogliano i signori uomini), ma questa signora ha dimostrato iniziativa, potere decisionale e coraggio da vendere e fosse solo per questo, si meriterebbe un grosso successo!!!
Faccio i miei migliori auguri a Silvia e spero che tanti giovani che dicono di voler venire qui ma si spaventano spesso alle prime difficoltà, prendano esempio da lei 🙂
A volte non è che ci vogliano milioni da investire, a volte con un po’ di determinazione e coraggio, si può riuscire …

Ha avuto luogo la seconda edizione del Music Awards di Cabo, qui di seguito qualcuno dei brani che hanno vinto

Miglior disco di musica Zouk:

Miglior Funanà:

Miglior Morna:

Miglior Coladeira:

Questi sono diversi generi di musica tutta capoverdiana che poi è quella che si sente in radio tutto il giorno 🙂
Naturalmente ascoltano anche molta musica americana e brasiliana, ma questa è la loro musica ed anche i giovani amano comunque i generi più antichi, tipo la Morna o la Coladeira.

Il primo maggio entra in vigore la nuova tassa turistica che consiste in 2 € a persona per ogni notte passata in strutture alberghiere.
Questo significa che sia in un villaggio che in un grande albergo oppure in una pensioncina, se uno si ferma per esempio 15 giorni, dovrà pagare oltre alla tariffa normale dell’Hotel, 30 € in più per il governo.
Tutti i turisti con più di 16 anni avranno l’obbligo di pagarla.

Pare che questi soldi verranno investiti nel settore turistico, per migliorare le prestazioni generali dei servizi destinati ai turisti … vedremo …

Intanto chi viaggia, da quest’anno paga un visto all’entrata nel Paese, che è passato da 25 a ben 56€.

A questo punto, mi sembra più che giusto che comincino a pensare di migliorare i servizi, visto che i Paesi che sono in concorrenza con Capo Verde in questo settore, offrono migliori condizioni e anche viaggi molto meno cari …

Sarà così davvero? Lo scopriremo solo vivendo 🙂

Articolo dal giornale “La Semana” http://www.asemana.publ.cv/spip.php?article85390&ak=1

Il governo inaugura oggi sul’isola di Santiago,una centrale ibrida Solare-Eolica che sarà in grado di rifornire di energia 105 famiglie.

La realizzazione del progetto dal costo di 500.000 € è stata possibile grazie all’aiuto finanziario del governo regionale delle Canarie.

Il direttore del Servizio di Energia, spiega nel’articolo, che oggi avviene l’inaugurazione, ma sarà necessario provvedere alla formazione di tecnici locali, nella gestione e manutenzione del sistema di generazione di energia.

E’ qui che “casca l’asino” 🙂 …. riusciranno i nostri eroi ad addestrare qualche tecnico che sia poi in grado di far funzionare il tutto? Oppure come normalmente succede qui, quando si presenterà il primo guasto, si lascerà che tutto vada a catafascio non essendo in grado di intervenire?

Mi auguro che questa volta facciano sul serio, anche se mi chiedo: Se stavano installando questa cosa e sapevano che sarebbe presto stata inaugurata, perché non pensare da subito di formare del personale tecnico, in modo che quando parte il progetto ci fosse già chi è in grado di seguirlo?
Ma non disperiamo 😉 stiamo a vedere come andrà a finire e incrociamo le dita!!!!

http://www.binokulu.com/2012/10/04/governo-inaugura-central-hibrida-solar-eolica-em-sao-domingos/

La tamburina di S.Antao

Maria Josè, una figura di donna che la dice lunga sulla situazione femminile in queste isole:
MariaJosé
Il nonno era fabbricante di tamburi e lei fin da piccola si appassionò a questo strumento che per altro è una tradizione molto radicata in tutta Capo Verde. Di norma i tamburi vengono suonati da uomini e ragazzi, ma la piccola Maria, anche se nata senza l’avambraccio sinistro, non si lasciò intimidire e continuò a suonare il suo tamburo a tutte le feste religiose della sua isola: S.Antao.
Nel 1997 partecipò ad un concorso e vinse il premio di miglior “tamboreira”-

Purtroppo la nostra eroina, aveva una vita difficile e con quattro figli, doveva sopportare gli abusi e le violenze del compagno. Si rivolse più volte alla polizia per denunciare quest’uomo ma, come lei stessa racconta: “La nostra società è maschilista e per questo fatto, non risolvettero nulla e non mi aiutarono per niente”.

Un bel giorno, disperata e stanca di soffrire, uccise il compagno a coltellate!!!

Fu condannata a quattro anni e sei mesi di prigione, durante i quali non aveva il permesso di ricevere visite dei famigliari. Per buona condotta, uscì dopo due anni e otto mesi e tornò dai suoi figli.

“Il mio tamburo mi aiuta a scacciare i fantasmi del passato! Smetterò di suonare solo il giorno in cui morirò.”

Ora la situazione delle donne è migliorata, ma ne conosco più di una che viene maltrattata e picchiata dal marito per qualunque futile motivo. Siamo ancora lontani dal raggiungimento di una condizione femminile ottimale … anche questo è Capo Verde.

Si chiama Raquel Pinto, è una ragazza ventenne, originaria di S.Antao. Stava studiando a S.Vicente, quando fu notata da un fotografo, che le fece un servizio fotografico per le strade di Mindelo.
Le foto passarono per più di un’agenzia europea, finché la Elite Model, decise per farle un contratto.
La vita di Raquel è cambiata radicalmente e diverse foto sue sono uscite su importanti riviste di moda Francesi, Russe e italiane.
La bella ragazza, è passata dalle piccole passerelle di Mindelo dove partecipava ai concorsi per Miss locali, a sfilare addirittura per Versace!!!
Felice per la piega che ha preso la sua vita, Raquel rimane però con i piedi ben saldi a terra:
“Ho sempre pensato che un giorno qualcuno mi avrebbe fermato per la strada e mi avrebbe proposto di fare la modella. Questo era il mio sogno che ora si è avverato. Sono riconoscente al mio destino per avermi dato questa magnifica opportunità, tenterò la sorte con questo lavoro che amo, ma non lascerò gli studi, anzi, vorrò anche fare dei corsi specifici da stilista per prepararmi ad una carriera che non sia limitata alle sfilate ed alle foto di moda”
Che dire? “Uno su mille ce la fa”? Forse è così, ma è comunque piacevole sapere che una di queste ragazze ce l’ha fatta, perché qui è molto ma molto più duro per loro che per i nostri ragazzi in Europa; e altra cosa piacevole è sentire che non sembra si sia montata la testa più di tanto 🙂
Raquel faceva già parte di quelle più fortunate, perché non tutte possono trasferirsi su un’altra isola e frequentare l’università … ma comunque ora lei è diventata la testimonial della bellezza criola nel mondo e tutte le ragazzine di qui ne sono felicissime!!!!

La storia di Maria Vaz

Quarantun’anni fa, una ragazzina capoverdiana, di nome Maria Vaz, arrivò in Italia in cerca di lavoro.
Sono parecchie le donne capoverdiane che in quell’epoca approdarono in Italia offrendosi come domestiche e poi finendo per fare tutta la loro vita in quel posto. Roma conta una nutrita comunità di capoverdiani.
Questa ragazza, aveva all’epoca credo sedici o diciassette anni, per sua fortuna capitò in una famiglia piemontese che la prese a benvolere, certamente grazie al suo carattere dolce ed alla sua volontà di migliorarsi. La famiglia in questione le diede l’opportunità di studiare e Maria riuscì ad ottenere un diploma da infermiera professionale. Con il tempo, Maria ottenne un impiego presso l’ospedale di Cuorgnè, dove si adoperò per anni prestando la sua opera di infermiera e distinguendosi per la sua abilità e umanità nell’attendere i pazienti (cosa non tanto comune come si può pensare).
Ora lei, dopo una vita passata al servizio di ammalati ed anziani è in pensione. Poco tempo fa, nello scorso mese di aprile, è stata insignita del premio “Donna dell’Anno”, istituito dal’Associazione Femminile Olimpia.
Durante la cerimonia, Maria Vaz è stata elogiata dal sindaco e dal primario dell’ospedale, per le sue straordinarie doti di disponibilità e bontà, nonché per la sua abilità in campo lavorativo.
Il personale tutto dell’ospedale, ha dichiarato nelle interviste, che sente fortemente la mancanza di questa donna, che è da loro considerata da sempre, un modello da seguire.
Maria Vaz ha commentato semplicemente che lei non ha mai rifiutato di dare aiuto a chi ne aveva bisogno, ed anche se ora è in pensione, non smetterà mai di dedicarsi agli altri, soprattutto i più deboli, quelli che passano per momenti di bisogno o si trovano comunque in difficoltà.
Una donna Capoverdiana che ha avuto un’opportunità ed è riuscita ad approfittarne per migliorare la sua vita, ma non ha mai dimenticato la sofferenza altrui.
Grande Maria, grande esempio per le giovani capoverdiane di oggi!

Vivere a Capo Verde

Tanti italiani che sono stufi del nostro Bel Paese, mi chiedono ragguagli sul modo di vita capoverdiano.
Molti sognano di lasciare tutto e trasferirsi in un piccolo paradiso.
Non è difficile farlo, tutto dipende da cosa esattamente vogliamo.
Prima di tutto, è indispensabile venire a vedere di persona, perché a volte quello che per uno è un paradiso, ad un altro può non piacere. Poi bisogna capire di cosa abbiamo bisogno per vivere.
Qui il costo della vita è inferiore all’Italia, ma per viverci bisogna comunque avere un introito sicuro.
Nel caso di un pensionato ad esempio, non ci sono problemi in quanto con una piccola pensione si riesce a vivere abbastanza comodamente. Tenete in conto che mediamente, con 1000 euro al mese ce la fate senza problemi.
Se invece si è giovani sarà più difficile trovare un lavoro. Inoltre, un lavoro dipendente è sottopagato per cui sarà dura guadagnare almeno 1000 euro.
Chi pensa ad un’attività in proprio, ha forse più opportunità. In questo caso bisogna rivolgersi verso le isole con un turismo più incentivato, tipo Sal, Boavista, S.Vicente; E’ un Paese in via di espansione, quindi mancano molte cose.
Le isole meno progredite, tipo SNicolau, Maio, S:Antao ecc, hanno carenze in diversi settori. Un esempio?
Se vivi a SNicolau ed hai bisogno di un paio di occhiali … non li trovi. Devi andare su un’altra isola per comprarli o farli fare. Un tecnico informatico in gamba? Non c’è, ma anche su altre isole pare scarseggino. Ossia, magari ci sono ma la professionalità è sempre scadente, in tutti i campi.
Ecco che un giovane che volesse intraprendere un’attività di questo tipo, potrebbe lavorare bene. Il problema è: quanti clienti paganti può trovare un tecnico informatico (per esempio) in un’isola come S.Nicolau? Gli darà da vivere bene questa attività? Sicuramente tra qualche anno sarà un’attività vantaggiosa, al momento, potrebbe funzionare, ma su scala ridotta, ossia, non saranno molti i clienti perché i capoverdiani non guadagnano molto e non possono spendere in cose che non siano di primaria importanza.
C’è già però chi può, tutto sta a vedere se uno si accontenta di iniziare un’attività guadagnando poco, pensando in un futuro migliore che sicuramente arriverà.
Se siete giovani ma potete fare a meno dei centri commerciali, dei cinema, dei pub, di tanti ammennicoli imposti dal consumismo, se vi divertite anche con grigliate in spiaggia, discoteche vecchio stampo, feste di paese …. allora può essere il vostro posto 🙂
Se siete pensionati e volete ringiovanire, stare sempre al calduccio, rapportarvi con gente più giovane e sempre allegra … allora può essere il vostro posto!!