Category: Sanità


Problema Medici Legali

Il Direttore Sanitario Nazionale, Tómas Valdés, ha esternato in questi giorni il suo malcontento a riguardo del problema dei medici legali.
In tutta Capo Verde ci sono attualmente solo tre medici legali e devono servire per tutte le isole. Veramente poco se si tiene in conto che ultimamente sono moltissimi i casi di morti per omicidi o assalti (soprattutto a Praia e Sao Vicente), senza contare incidenti vari e morti per cause naturali che però presentano dubbi. In tutti questi casi si fa intervenire il medico legale ed essendo pochi quelli a disposizione, e anche dovendo sempre affrontare il problema trasporti che lascia molto a desiderare tra un’isola e l’altra, risulta che spesso i morti devono aspettare molti giorni nella cella frigorifera prima di poter effettuare l’autopsia ed essere consegnati alla famiglia per il funerale.
Inutile dire che questa situazione crea parecchio malcontento tra la gente nonché una maggiorazione di spesa in quanto le celle frigorifere hanno un costo.
Il Dott. Tomás Valdés, spiega che sarebbero appena sufficienti almeno 5 medici legali tanto per cominciare. Il problema è che tra i giovani capoverdiani laureati in medicina, non sembra esserci nessuno disposto a prendere la specializzazione in questa materia; specializzazione che andrebbe fatta ovviamente all’estero.
Questo è un altro dei problemi che andranno affrontati ed andiamo ad aggiungerlo a tutti gli altri che ci sono nel settore sanità. Ma anche nel settore scuola, perché per lauree serie è ancora necessario andare fuori dal Paese e pochi sono quelli che possono affrontare la spesa …

http://anacao.cv/2016/03/02/so-ha-tres-medicos-legistas-quando-o-minimo-deveria-ser-cinco-tomas-valdez/

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Fogo: Ospedale ampliato pronto!

Sull’isola di Fogo esiste l’Ospedale Regionale di San Francesco. Una struttura prima gestita dai Frati Cappuccini che si avvalevano dell’opera di medici volontari stranieri. La struttura era ben attrezzata, completa di camera operatoria e di tutto il necessario per ben funzionare; era una struttura grande e costosa da mantenere, forse sovradimensionata per l’isola di Fogo.
Nel 2013 per vari motivi non ben chiari … venne donato allo Stato. Da quel momento, diversi strumenti di diagnostica e terapia vennero portati via e mandati in altri ospedali già statali e quindi l’attività dell’ospedale si vide di molto compromessa, inoltre ai medici volontari, veniva proibito di fare qualsiasi prescrizione non figurando iscritti all’Ordine dei Medici di Capo Verde. (qui mi vien proprio da ridere se penso che le ricette le fa anche un qualunque infermiere … ma non le può fare un Direttore Sanitario italiano ad esempio).
E quindi, il governo di C.V. si è ritrovato un bell’ospedale piovuto dal cielo, lo ha svuotato di tutte le attrezzature importanti e poi ha pensato bene di ampliarlo …
Il nuovo ospedale ha una capacità maggiore di ben 5 volte rispetto a quella di prima! (meno male che era già sovradimensionato!) A giorni verranno installate tutte le attrezzature e gli strumenti diagnostici nuovi fiammanti in arrivo dall’Europa.
Com’è riuscito il governo a mettere in piedi questo nuovo mostro? Semplice, grazie ad un finanziamento austriaco.
L’Austria ha mandato 6 milioni di Euro per costruire le parti nuove, pagare i nuovi equipaggiamenti e formare personale tecnico, nonché per l’assistenza valida per due anni.
Chissà quando finirà il periodo di “assistenza” cosa vedremo? Chissà se ci sarà ancora qualcuno in grado di riparare o semplicemente far funzionare i delicati macchinari? Perché in caso contrario gli equipaggiamenti verrebbero abbandonati e finirebbero in disuso come capita sempre qui su tutte le isole. Speriamo non vada così …
Io non voglio commentare questa cosa ma mi limito a farvi sapere che malgrado la famosa “crisi”, i rubinetti non sono stati completamente chiusi e Capo Verde può ancora sempre contare sui famosi aiuti che arrivano da tutto il mondo.
Avevamo già parlato dell’Ospedale di S.Francesco, e chi fosse interessato può trovare l’articolo intitolato “Ospedale senz’acqua” qui sul blog, pubblicato in data 25/07/2013 e che suscitò varie discussioni …
In calce invece potete trovare una lettera del Dott. Piccirillo che prestò la sua opera a Fogo per parecchio tempo, nonché l’articolo sul giornale di questi giorni in cui si parla dell’imminente inaugurazione della nuova opera.

http://www.amses.it/index.php?option=com_content&view=article&id=299:lettera-del-dott-valerio-piccirillo

http://www.inforpress.publ.cv/index.php/PT/sociedade/121839-fogo-hospital-regional-fogo-brava-vai-ser-inaugurado-a-15-de-janeiro

Viaggi Senza Ritorno

“Viaggi senza Ritorno” è il titolo dell’ampio servizio che la Televisione portoghese ha recentemente dedicato a quello che si è ormai trasformato in un grosso problema: Le migliaia di ammalati che ogni anno arrivano in Portogallo dai paesi africani di lingua portoghese per essere curati.
Esistono da molti anni, accordi tra Portogallo e Angola, Mozambico, São Tomé, Guinea e Capo Verde, secondo i quali il Portogallo offre gratuitamente trattamenti sanitari, a chi nei Paesi suddetti, non ha la possibilità di essere curato per mancanza di attrezzature mediche, ospedali, dottori e quant’altro.
Purtroppo gli accordi non prevedono i rimborsi di spese di viaggio, medicine, vitto e alloggio. Questi ultimi dovrebbero essere a carico delle varie ambasciate, ossia dovrebbero essere pagati dai Paesi d’origine dell’infermo.
Le Ambasciate nella maggior parte dei casi non pagano e gli ammalati finiscono per trovarsi completamente spiazzati, in un Paese straniero, senza casa, senza mangiare e senza medicinali.
Ci sono malattie che prevedono anni di trattamento e chi è arrivato in Portogallo in cerca di salvezza, dopo le prime cure o l’intervento, finisce per vedere il tutto vanificato e non potendo tornare a casa, morirà in questo Paese straniero, vinto dai disagi, dalla fame e dalla mancanza di medicinali …
I Paesi africani di lingua portoghese, approfittano dell’accordo con il Portogallo, ma una volta inviate le persone per le cure necessarie, le abbandonano a loro stesse, pensando che se la possano cavare trovandosi in un Paese amico e maggiormente sviluppato.
I medici portoghesi denunciano altresì che parecchi ammalati arrivano troppo tardi, molti con diagnosi errate o addirittura false.
Sono tantissime le persone che affluiscono in Portogallo in queste condizioni e per quanto riguarda Capo Verde, posso dire di aver sentito parecchi casi di gente che è partita con due soldi in tasca, racimolati grazie all’aiuto dei famigliari, con il sogno di guarire e ritornare al più presto. Gente che pensa di trovare all’arrivo un incaricato dell’ambasciata di Capo Verde che li aiuterà a sistemarsi, che gli darà le informazioni necessarie e guiderà i suoi primi passi in quel Paese sconosciuto … purtroppo molti di questi sogni si infrangono presto. Qualcuno di cui ho sentito, è riuscito a farsi ricoverare grazie all’intervento di capoverdiani emigrati che hanno avuto la gentilezza di aiutarlo, ma anche per queste persone non è facile perché la loro vita di emigranti non è spesso delle migliori e non riescono a farsi carico di altre persone.
E’ una situazione tristissima per chi si trova ad aver bisogno di cure, ma è anche molto complicata per il Portogallo che non può fermare l’afflusso di questa gente ed al tempo stesso non riesce a risolverne i problemi. I Paesi africani di cui stiamo parlando dovrebbero cercare di migliorare l’assistenza a queste persone che si vedono obbligate ad espatriare per curarsi, ci vorrebbe un minimo di collaborazione con un Paese che offre grande disponibilità, ma non è che potrà farsi carico proprio di tutto!!

http://www.tvi24.iol.pt/eu-vi/reporter-tvi-viagem-sem-regresso-tvi24-alexandra-borges/1224760-4646.html?f

Sanità a São Nicolau

Il deputato Nelson Brito, fa sentire la sua voce a riguardo dei problemi della sanità sull’isola di Sao Nicolau.
Sao Nicolau conta con un ospedale nella città di Ribeira Brava e un posto di salute (chiamato anche questo pomposamente ospedale), a Tarrafal. Purtroppo però le attrezzature mancano e quelle che ci sono lasciano molto a desiderare.
C’è stato un periodo in cui a Ribeira Brava era possibile fare i raggi x, però ormai da lungo tempo l’apparecchiatura si è guastata, per cui chi necessita dei raggi deve andare su un’altra isola.
Anche il laboratorio di analisi, funziona solo ogni tanto, in questo momento ad esempio è in funzione ma si possono solo fare le analisi di base, in caso uno volesse l’analisi del colesterolo ad esempio, deve farla a Sao Vicente.
Ci sono poi medici specialisti, che periodicamente vengono da S.Vicente per le visite, ma questo servizio che a Mindelo costa 200 scudi, qui si paga ben 3000 scudi.
A Tarrafal c’era un medico residente che era disponibile anche per i piccoli centri limitrofi; ora è stato trasferito e si può contare solo sulla presenza tre volte a settimana di un medico che viene da Ribeira Brava, ma che ovviamente non abitando in zona non è disponibile negli orari notturni e durante i fine settimana. Chi avesse bisogno di un medico in quei momenti, non lo troverebbe e le eventuali urgenze non sono coperte.
In effetti ci vorrebbero 2 medici per Ribeira e 2 per Tarrafal fissi, per potersi turnare ed avere una copertura sanitaria decente giorno e notte.
La situazione è ben conosciuta dal governo in quanto nel mese di marzo di quest’anno è stata sull’isola la Ministra della sanità ed essendosi resa conto di come andavano le cose, ha promesso solennemente che avrebbe sistemato nel miglior modo possibile la questione. Sono passati ormai 9 mesi dall’intervento del ministro; niente è cambiato in meglio, mentre ora se ne è andato anche l’unico medico di Tarrafal …
Non ho parole per commentare.

http://jsn.com.cv/index.php/opiniao/2197-nelson-brito-os-problemas-da-saude-em-sao-nicolau

Ebola e allarmismi

Ho avuto notizia di persone che avendo già il biglietto prenotato e pagato da tempo, hanno deciso di rinunciare al viaggio a Capo Verde in novembre perché spaventati dal virus dell’Ebola.
Cerchiamo di chiarire alcune cose. In Italia e nel Web, si legge e si sente di tutto e di più su questo virus. Informazione caotica e spesso non vera; molti articoli sono costruiti ad hoc per creare il panico. Ultimamente addirittura un video che tutti stanno facendo girare sui social networks che incolpa gli USA di aver creato il virus stesso per servirsene come arma batteriologica … anche questo è un falso!!
Qui in Africa se ne parla molto meno, a Capo Verde gli articoli che girano riguardano solo le misure di prevenzione e sicurezza che il Paese ha adottato e non si fa allarmismo di sorta. Sarà perché in Africa la gente muore molto di più perché colpita da tantissimi virus?
Fa impressione sentir dire che sono morte migliaia di persone in pochi mesi per colpa dell’Ebola, ma molte di più ne sono morte per la malaria, per il dengue, febbre gialla, colera, encefalite … la lista è lunga eppure nessuno al momento di viaggiare a CV si preoccupa di queste malattie. Ora grazie all’enorme informazione/disinformazione si è venuto a creare questo stato di allarme generale a riguardo di questo virus.
Non si può dire con certezza cosa ci sia dietro a tutto questo allarmismo, interessi legati a case farmaceutiche per la diffusione a livello mondiale di nuovi vaccini? oppure interessi legati all’invio di truppe militari allo scopo di avere il controllo su paesi che detengono petrolio e diamanti in quantità? Non lo sappiamo e può certo anche essere così, ma non ci sono certezze.
Quello che si sa per certo è che i Paesi dove esiste il virus sono: Liberia, Guinea Conakry, Sierra Leone;.
A Capo Verde non possono entrare persone di questi paesi oppure gente che vi è stata di passaggio ed ha proseguito il suo viaggio. Negli aeroporti internazionali capoverdiani, fermano ed isolano chi abbia questa provenienza oppure sia anche solo sospettato. Nei porti, quando ci sono persone imbarcate su navi in arrivo con provenienza dai suddetti paesi, si effettuano le stesse operazioni e non entra nessuno. Qualche tempo fa, una nave cinese che aveva fatto scalo in Liberia, è stata messa in quarantena e tenuta ferma al largo per vedere se si sarebbe manifestato qualche caso e solo dopo il periodo di quarantena è stata autorizzata all’attracco. Voglio anche ricordare che questo Paese è formato esclusivamente da isole, quindi impossibile entrare via terra da nessuna parte!
Non ci sono certamente misure di questo genere per prevenire il colera ad esempio, che pur avendo un vaccino, causa ogni anno parecchie morti e quindi sarebbe molto più facile contrarre questo virus anziché l’Ebola ….
Per concludere direi che non è da sottovalutare l’esistenza in Paesi africani di questo nuovo virus, certamente non è consigliabile recarsi ora nei Paesi dei focolai attivi, ma per quanto riguarda un viaggio a Capo Verde si può stare assolutamente tranquilli.
Salite su un aereo in Italia e scendete a Capo Verde direttamente, non passate da nessun paese africano e non correte rischi di sorta.
Ricordatevi anche che Capo Verde pur essendo un Paese africano, è un posto molto salubre, dal clima secco e asciutto, molto ventilato, non presenta i vari gravi problemi di sanità che si riscontrano in molti altri Paesi africani … qui la gente campa a lungo grazie a Dio e infatti non si sta neanche preoccupando più di tanto per tutto questo putiferio che si è scatenato in altri posti.

Aggiornamento Ebola

Proseguiamo con gli aggiornamenti su quest’argomento che sta parecchio a cuore di tutti quelli che, in procinto di una vacanza a Capo Verde si preoccupano data la vicinanza con i Paesi colpiti dal virus.

I vari ospedali del Paese sono stati dotati del materiale necessario e il Governo capoverdiano ha dato il via ai test di simulazione per testare l’efficienza degli impianti e del personale sanitario in caso di necessità.
L’entrata a Capo Verde è interdetta ai passeggeri in arrivo dai Paesi che hanno casi di virus, anche se ci sono stati solo in transito. I controlli vengono effettuati sia negli aeroporti che nei porti.

Aggiungo che essendo Capo Verde un Paese senza frontiere terrestri, risulta più semplice il controllo in quanto le entrate illegali sono più improbabili.

Tutte le misure preventive possibili sono state quindi prese, finora nessun caso si è verificato e quindi potete venire a fare le vostre vacanze in tranquillità 🙂

Aggiornamento Ebola

8 Agosto 2014
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato l’emergenza internazionale.
Tutti i Paesi in cui è stato riscontrato anche un solo caso, sono obbligati a dichiarare lo stato di emergenza in modo che il virus si possa circoscrivere evitandone l’uscita verso altri Paesi.
I viaggi internazionali non subiscono restrizioni, mentre i Paesi dove l’epidemia esiste, devono fare i test a tutti i passeggeri in uscita dai porti ed aeroporti.
Secondo la direzione dell’OMS, le misure di prevenzione sono sufficienti a garantire la sicurezza di passeggeri ed equipaggi.
Se le precauzioni consigliate dall’OMS vengono eseguite alla lettera, il rischio è minimo.
Ricordo che i Paesi colpiti dal virus sono: Liberia, Sierra Leone, Guinea e Nigeria. Casi sospetti rilevati altrove si sono rivelati falsi allarmi.
A Capo Verde non esistono casi di Ebola e non esiste nessuna restrizione per i viaggi.
Il buon senso consiglia di evitare di recarsi nei paesi colpiti dal virus naturalmente, ma senza farsi prendere dal panico ne creare inutile allarmismo, ci si può recare in tutti gli altri Paesi del mondo.
Capo Verde è assolutamente sicuro, così come l’Italia.

Virus Ebola

Molti in Italia hanno saputo dell’epidemia di Ebola che ha colpito principalmente la Guinea,Liberia e Sierra Leone.
Sono Paesi dell’Africa Occidentale e non molto distanti da Capo Verde, per cui parecchie persone mi hanno chiesto notizie in merito.

E’ proprio di oggi l’articolo sui giornali dal quale si evince che Capo Verde ha preso tutte le misure sanitarie preventive atte a scongiurare l’entrata del virus nel Paese. Controlli sanitari in tutti gli aeroporti e in tutti i porti e massima attenzione.

Il Ministro della Salute si raccomanda di non fare inutili allarmismi, visto che la situazione è sotto controllo.
Mi sento quindi di tranquillizzare quanti sono pronti a partire per le loro vacanze a Capo Verde.
Venite serenamente, qui non c’è stato nessun caso di Ebola e i Paesi che sono stati colpiti stanno facendo tutto quanto è necessario per circoscrivere il virus a quell’area, contando anche con l’appoggio e gli aiuti dell’ONU.

http://www.anacao.cv/online/index.php?option=com_content&view=article&id=4558:onu-disponibiliza-materiais-para-combater-ebola-se-doenca-chegar-a-cabo-verde&catid=87:destaque&I

Brava necessita di Farmacia

Il sindaco di Brava fa sentire la sua voce al riguardo del problema sanitario sull’isola. In particolare parla della mancanza di una farmacia, in quanto questa carenza procura non pochi disagi ai cittadini.
Esistono sull’isola due punti vendita di medicinali, uno all’interno della delegazione di salute e l’altro di un privato, ma questi dispensari, non sono riforniti e mancano di molti medicamenti di vitale importanza che non sono autorizzati a vendere. Questo fatto obbliga i cittadini che necessitano di una medicina, ad andare a procurarsela a Fogo oppure a Praia e quindi al costo del medicamento devono aggiungere le spese di viaggio. Va da se che per la gran parte della popolazione questi costi sono insostenibili. Molti cercano di affidare a qualcuno che viaggia le ricette, ma spesso è capitato che spariscano sia le ricette che i soldi ….
Anche il delegato di Salute locale ammette che è deleteria la mancanza di una farmacia funzionante, però fa notare che per aprire una vera farmacia, si richiede la presenza costante di un medico farmacista e di locali adatti allo scopo.
Il problema è stato presentato al Ministro della Salute durante il Forum sulla Sanità che si è tenuto a Nova Sintra (Brava), i giorni 2 e 3 di Aprile.
Altro problema discusso durante il Forum è quello che riguarda l’assenza di visite specialistiche, non essendoci medici presenti sull’isola ed essendo difficili i trasporti per isole limitrofe meglio attrezzate.
Il problema farmacia esiste anche a Tarrafal di S.Nicolau, dove spesso non si riesce neanche a trovare una scatoletta di cerotti … Fortunatamente noi qui possiamo contare su una farmacia che c’è a Vila da Ribeira, anche se spesso a causa del problema trasporti la farmacia non risulta rifornita. Ora dovremmo aggirare questo problema grazie al nuovo collegamento marittimo, che ci permetterà anche di effettuare le visite specialistiche a Sao Vicente senza dover stare sull’altra isola per una decina di giorni come accadeva sempre. Anche a Sao Nicolau di visite specialistiche non se ne parla per ora 🙂
La speranza per quanto riguarda l’isola di Brava è che i problemi discussi nel forum appena effettuato, non siano lasciati nel dimenticatoio ed il ministro della Sanità riesca ad attivarsi per migliorare le condizioni della salute su quell’isola.

http://www.anacao.cv/online/index.php?option=com_content&view=article&id=4529:brava-inexistencia-de-farmacia-preocupa-autoridades-e-municipes&catid=88:ilhas&Itemid=472

A proposito di Vaccini

Il Ministero della Salute, in una riunione con rappresentanti diplomatici e varie organizzazioni internazionali, ha chiesto e pare ottenuto, di far partire grazie agli aiuti internazionali, una campagna di vaccinazione contro morbillo e rosolia.

Lo scopo della campagna sarà quello di ottenere che tutti i capoverdiani e anche gli stranieri residenti, dai nove mesi ai 24 anni vengano vaccinati.

A partire dal 14 ottobre una quantità enorme di persone verrà mobilitata allo scopo di raggiungere su ogni isola tutta la popolazione.
Il preventivo dei costi di questa campagna si è calcolato in circa 600.000 €.

Leggendo questo articolo, stavo pensando che da anni in occidente si discute circa i rischi dei vaccini e soprattutto della famosa trivalente che poi è per l’appunto: Morbillo-rosolia e orecchioni ….

Mi chiedo: vaccinare contro il morbillo una popolazione che ha mille e più problemi molto seri anche nel campo della salute, investendo una cifra che per questo Paese non è certo indifferente, sarà una saggia decisione?

Qualcuno ha un parere in proposito?

http://www.expressodasilhas.sapo.cv/sociedade/item/40065-governo-pede-engajamento-de-diplomatas-e-parceiros-internacionais-para-a-eliminacao-do-sarampo-e-rubeola

Ospedale senza acqua

Il mio ottimo “corrispondente” da Fogo, mi ha segnalato una notizia che reputo interessante, ma prima di parlarne, devo farvi un minimo di “storia” dell’Ospedale in questione:

A São Felipe, sull’isola di Fogo, c’è l’Ospedale Regionale San Francesco di Assisi, che è in grado di offrire vari servizi ospedalieri, tra cui anche la camera operatoria, agli abitanti di Fogo e Brava.

E’ stato gestito parecchi anni dai Frati Cappuccini, non aveva personale stipendiato, ma i frati si avvalevano solo dell’opera di medici volontari che venivano dall’estero e delle suore come personale infermieristico.
Per anni i Frati hanno incamerato le varie donazioni ed i vari aiuti provenienti da tutto il mondo per far si che l’ospedale potesse funzionare bene e dare un buon servizio.
Malgrado ciò, nessun capoverdiano ha mai avuto l’opportunità di lavorarvi, a meno che prestasse la sua opera gratuitamente, mentre il servizio dato era scadente in quanto non sempre c’era la disponibilità di medici.

Intanto arrivò il momento in cui l’ospedale aveva bisogno di alcuni interventi di manutenzione, mentre le donazioni pare fossero diminuite … (chissà perché?)
A questo punto i Frati hanno deciso di tenere per loro solo una parte del complesso, quella delle due case accoglienza, piscina e auditorium che si trovano in buone condizioni e sono funzionanti, per cedere invece allo Stato la parte dell’ospedale che non rende nulla e anzi, ha dei costi.

Un anno fa quindi, l’Ospedale passò ad essere statale.

Poster

Ora, l’ospedale impiega personale medico ed infermieristico capoverdiano, anche se continua ad avvalersi di medici stranieri volontari quando possibile.
Questo sarebbe un passo avanti, lavoro per capoverdiani …. ma ahimè, da mesi ormai il personale non viene pagato!!! Già, ci troviamo ancora una volta di fronte all’ottima capacità gestionale di questo bel Paese, che unitamente alla solita mancanza di fondi riesce sempre a fare disastri!!
Fin qui la “storia” di questo complesso sanitario.

Ma la notizia che mi è stata segnalata, non riguarda questo, riguarda la mancanza di acqua.

Dal 19 di giugno scorso, più di un mese fa, l’Impresa Aguabrava, responsabile dell’erogazione dell’acqua sull’isola, ha interrotto il servizio, avendo l’Ospedale accumulato un debito di circa 14500 € nei suoi riguardi!!
Quindi, oltre a non pagare i dipendenti … non pagavano l’acqua.
Succede però, che a fine giugno è stata pagata una parte del debito, più della metà, ma malgrado ciò l’acquedotto non ha rimesso in funzione il servizio, pretendendo il saldo totale prima di ridare l’acqua.

Possiamo immaginarci cosa può essere un ospedale senz’acqua? Disastro totale!!!

Io non sono ferrata in materia e quindi non posso parlare, ma non è che trattandosi di un ospedale, l’acqua sarebbero obbligati a darla comunque? Se così fosse, l’Acquedotto andrebbe denunciato? Oppure hanno ragione loro e possono sospendere il servizio, così come se fosse un privato?
Sarei curiosa di saperne di più, chissà se qualcuno mi può illuminare?

http://caboverdedirecto.com/index.php?option=com_content&view=article&id=3172%3Asao-filipe-hospital-sao-francisco-de-assis-sem-agua-ha-mais-de-um-mes&catid=41&Itemid=380

Visita Medica

Chi vive a Capo Verde è sicuramente già informato di come funzionano queste cose, ma forse questo mio raccontino, servirà a chi non conosce certe realtà, per farsi un’idea 🙂

Questa mattina ho deciso di farmi visitare dal medico perché mi sto trascinando da circa venti giorni un malessere fastidioso, dovuto probabilmente ad un virus.
Premetto che ero già stata in ospedale quando ho accusato i sintomi e, in assenza del medico, mi sono stati prescritti dei medicinali da un infermiere il quale mi ha assicurato che si trattava di un virus che stava colpendo molte persone e che era necessario prendere quelle pastiglie, unitamente a dei sali minerali e vitamine.
Ok, io faccio la cura, sto leggermente meglio, ma dopo qualche giorno sono daccapo con gli stessi sintomi, non riesco a mangiare, nausea, stanchezza incredibile ecc ecc.
Da qui la decisione di vedere il medico personalmente.
Entro nella segreteria dell’ospedale e parlo con l’addetto allo sportello, chiedendo quando è possibile vedere il medico.
Sono fortunata: oggi il medico c’è! Bene, il ragazzo della segreteria mi dice: -“C’è parecchia gente già in attesa, se vuole, può fare una visita “particolare a pagamento” – Ok dico io, cosa devo fare quindi?
-“paga qui 1500 scudi” – Bene, e poi quando vengo per la visita? – “ah non lo so, per farsi visitare deve sedersi e aspettare che passino tutte queste persone che sono prima di lei” –
Ma non mi da un appuntamento? – “no, niente appuntamento!” –
Allora mi scusi, in cosa consiste la differenza tra la visita “particolare a pagamento” e la visita normale?
– “niente, consiste nel fatto che una viene pagata 1500 scudi, mentre per l’altra basta dare i cento scudi e prendere il numero …” –
Naturalmente io non posso più pagare i cento scudi e prendere il numero perché tutti i numeri di oggi sono già stati assegnati 🙂 quindi pago i 1500, mi siedo e aspetto un’ora e mezza, finché se ne va anche l’ultimo dei pazienti, dopo di che posso entrare al cospetto del dottore.
Il medico mi fa una visitina e mi dice che si tratta di un’infezione e che quindi devo prendere subito un antibiotico, anzi, avrei dovuto prenderlo già da quando ho iniziato ad avere quei sintomi. Ok, ringrazio, prendo la ricetta e vado in farmacia.
Sorpresa!! L’antibiotico non c’è. Quando arriva? Non lo sappiamo, sono senza anche nella farmacia della capitale!
E’ una lotteria, perché può essere che arrivi presto una nave, e magari su quella nave c’è quell’antibiotico? Ma può essere che passino giorni prima dell’arrivo della nave, e poi non è detto che a bordo ci sia quel medicinale 🙂
A questo punto non resta che trovare qualcuno che vada a Sao Vicente per dargli la ricetta e far cercare su quell’isola, magari con un po di fortuna troviamo la medicina.
Intanto tiro avanti con i sali minerali e il riso bollito heheheh non morirò per questo, ma certo che, se la sanità da queste parti iniziasse a fare qualche piccolo passo avanti … non sarebbe male … che ne dite?

Situazione sanitaria

Una delle domande più frequenti che mi fa tanta gente a cui piacerebbe venire a Capo Verde, riguarda la sanità.
Ci sono medici? Ci sono ospedali? Trovo i medicinali? Esistono pericoli di malattie particolari?
Inizio col dire che Capo Verde pur essendo un Paese africano, non ha nulla da spartire con le tragiche condizioni sanitarie che si ritrovano in parecchi Paesi dell’Africa.
Fortunatamente in questo campo siamo “avanti” (sempre rispetto all’Africa) … perché se lo paragoniamo ai Paesi Europei allora dobbiamo dire che molto ancora manca.
Nelle isole di Santiago e São Vicente esiste la situazione migliore, mentre Sal e Boavista si stanno attrezzando e sicuramente a brave saranno in grado di dare un servizio sanitario migliore.
Su entrambe le isole principali ci sono ospedali, cliniche ed ambulatori in grado di offrire un’assistenza medica decente.
Sia a Praia che a São Vicente trovate anche dentisti, cardiologi e studi di medici specialisti in vari campi. In genere si tratta di medici stranieri oppure di medici Capoverdiani che hanno studiato all’estero.
Nelle isole meno attrezzate, la situazione è un tantino più difficile. Ad esempio a SNicolau, c’è un ospedale nel capoluogo, Ribeira Brava, ed un altro a Tarrafal. Ora, quello di Tarrafal, chiamarlo Ospedale … è una parola grossa 🙂 io lo definirei più un pronto soccorso ecco. Neanche attrezzato bene per altro, quindi può servire più che altro per piccoli problemi; non so, una ferita che si infetta, una slogatura, uno svenimento, la misurazione della pressione e così via. Se ad esempio c’è una frattura, dopo un primo soccorso si viene inviati all’ospedale di Ribeira Brava, dove possono fare i raggi e se si tratta solo di un’ingessatura, qui la possono fare.
Se invece parliamo di patologie più serie, si deve andare a São Vicente, nei casi gravi si viene trasportati in aereo il più presto possibile …
Il responsabile sanitario di Tarrafal che è un medico cubano, mi ha spiegato che il problema grande sono i soldi. Non ci sono fondi per comprare le attrezzature necessarie, per esempio lui mi diceva che non hanno un defibrillatore, cosa che sarebbe super utile in un posto di primo accoglimento e sull’ambulanza; ma non solo, a volte si trovano anche senza le medicine di base perché i trasporti lasciano molto a desiderare e capita che la merce non arrivi anche per periodi prolungati.
Poi esiste anche il problema del personale medico. Se il dottore deve assentarsi per motivi personali o per ferie o non so per che altra ragione, non c’è un sostituto!! Quindi, se il medico deve assentarsi per più di un giorno, conviene non aver bisogno di assistenza particolare, perché troveremo solo infermieri.
Ecco, a proposito degli infermieri, devo dire che io ho sempre trovato persone molto gentili, anche abbastanza preparate, che si danno da fare con grande buona volontà, ma certamente non sono in grado di sostituire un medico!!
L’ospedale di Ribeira Brava funziona un tantino meglio e conta su qualche attrezzatura in più, ma è lontano dall’essere un ospedale funzionale.
Le farmacie ci sono ed hanno in genere un po di tutto, antibiotici, pomate, antistaminici, pastiglie per la pressione,
antidolorifici,le cose più comuni in genere si trovano.
Diciamo che se uno non ha patologie particolari, può benissimo cavarsela qui, anche se non si può contare con un’efficienza europea.
Malattie particolari da tropico, tipo malaria, febbre gialla cose del genere, non ci sono quindi si può stare tranquilli e non ci vogliono vaccini di sorta.
Una cosa particolare che fa parte diciamo del “folclore” locale ve la voglio raccontare 🙂
Se si viene ricoverati in ospedale, bisogna portarsi le lenzuola, ed avere qualcuno che ti porti da mangiare, perché i pasti e la biancheria non fanno parte del servizio sanitario!!!!
Ci sono dei medici francesi che ogni anno vengono a S.Nicolau, si fermano un mese circa e si recano a turno ogni giorno in ospedale per effettuare visite, controlli e dare il loro valido apporto ed aiuto. Questo è un nobile gesto e molto apprezzato dai locali che ogni anno li aspettano con ansia 🙂
Una cosa che sarebbe molto utile, sarebbe conoscere in Italia qualche medico che potesse ottenere delle attrezzature ospedaliere da far arrivare qui, questo sarebbe un’altro gesto di volontariato molto ma molto importante per queste isole.
Vi ho dato qualche informazione in generale, se avete domande specifiche, chiedete pure e cercheremo di dare nozioni più specifiche.

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