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San Francesco

San Francesco è il Santo patrono di Tarrafal di S.Nicolau.
E’ una delle feste molto sentite qui e in genere prevede tre giorni di festeggiamenti e avvenimenti vari.
La caratteristica principale di questa festa è sempre stata la processione in mare, che si effettua dopo la messa solenne, con l’uscita in mare della statua del Santo, accompagnato dai fedeli che vengono sistemati su varie barche, in genere quelle dei pescatori.

Negli ultimi due anni non è stata fatta la processione per motivi sconosciuti, ma quest’anno, fin dal 29 agosto scorso, il nuovo sindaco di Tarrafal, ha avuto un incontro con il parroco, allo scopo di accordarsi per ripristinare questo evento che sta a cuore a tutti i cittadini e si è detto disponibile a collaborare in tutto per far si che non andasse perduta quest’antica tradizione.

Bene, ieri era il giorno di S.Francesco ed io ho pensato di scendere al porto per scattare qualche foto. Non avrei partecipato alla messa perché dura un’eternità e non sono un’entusiasta frequentatrice, ma mi sono messa d’accordo con un’amica capoverdiana, la quale mi avrebbe avvisata telefonicamente quando a messa ultimata, la processione si sarebbe avviata …
Era l’una del pomeriggio quando la celebrazione ultimò ed io ricevetti la telefonata che mi avvisava che stavano partendo in quel momento in processione verso il porto.

Sole a picco, niente vento e il solito gran caldo di quell’ora! Macchina fotografica a tracolla parto e attraverso tutta Tarrafal da casa mia fino al porto. Arrivo e trovo una gran quantità di gente in attesa dell’arrivo di tante altre persone che giungevano dalla chiesa … mi guardo intorno e non vedo nessuna barca addobbata (in genere le barche vengono decorate con bandierine colorate e ammennicoli vari).

Arriva il parroco in testa alla processione e … SORPRESA!!! l’uscita in mare non si fa! 😉

Ecco, dirlo prima no? E poi, il sindaco, metterci almeno la faccia no? Ma la domanda che tutti avevano sulle labbra era: perché? il parroco a questo punto, arrampicandosi letteralmente sui vetri, spiega che non si può fare perché in porto sono presenti delle navi che stanno scaricando ed è inagibile.

Ora, dovete sapere che le navi da carico stazionano nel porto, ma la banchina da cui era prevista la partenza non è quella, bensì quella dei pescatori dalla quale sarebbe stato possibilissimo imbarcarsi.
Semplicemente non era stata contrattata nessuna barca per effettuare l’uscita della processione (altrimenti le barche sarebbero state preparate e decorate prima) non si sa cosa sia successo naturalmente, magari il Comune che è pieno di debiti non voleva spendere neanche quei quattro soldi per le barche? ma allora perché fare un incontro col parroco e farsi fotografare mentre dichiara che vuole ripristinare le antiche tradizioni? E il Parroco … perché non dirlo già durante la messa che l’uscita in mare non si sarebbe fatta?

Conclusione: Niente processione, niente foto. Un applauso all’ennesimo evento che viene sapientemente organizzato e gestito in questo Paese 🙂

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A Boavista dopo la pioggia

http://noticias.sapo.cv/info/artigo/1272427.html

Dall’articolo uscito stamattina sulla visita del Primo Ministro all’isola di Bovista, dopo i danni causati dalle piogge dei giorni scorsi, si evince che TUTTO IL MONDO E’ PAESE!!!

IL Primo Ministro nell’intervista dice che la situazione si sta normalizzando, l’erogazione di acqua e luce sta funzionando e le comunicazioni sono già state ristabilite. Pare che tutte le operazioni di ripristino abbiano funzionato molto bene e tempestivamente. (se lo dice lui …)
“Le piogge sono state di portata straordinaria, ma l’inchiesta ci dirà i motivi per cui il ponte è crollato” …

Al momento, per raggiungere l’aeroporto da Sal Rei (il centro principale dell’isola), si percorre una strada alternativa e il viaggio dura circa 50 minuti (invece dei 5 minuti di prima); Il costo di questo viaggetto era di 500 ECV, ora che ne vogliono dai 3000 ai 4000!!!

Ma è interessante leggere i commenti a questa notizia: ce ne sono solo due.

Il primo dice semplicemente: “MENTIRA” ossia Bugia!!!

Il secondo invece dice che la colpa non è della natura, ma dell’opera dell’uomo. Spiega che i lavori di quel ponte sono stati fatti in maniera disastrosa, una vera porcheria dice. Un’opera costata un sacco di soldi che sicuramente non sono stati impiegati nei lavori, ma sono stati abilmente fatti sparire … Questo signore aggiunge che solo quando certa gente verrà mandata in galera, Capo Verde potrà cominciare il suo vero sviluppo!!!!!

Chissà perché ho come una sensazione di déjà vu???? 😉

Vi piace la montagna? Siete buoni camminatori? Volete godere di paesaggi mozzafiato?
Allora andate a S.Antao!!!!

Vita di tutti i giorni

VACANZE

Vacanza!!! Una parola magica che fa brillare gli occhi di chi lavora e non vede l’ora di partire per l’agognato riposo.

La vacanza ha mille sfaccettature e mille interpretazioni, è legata al modo di essere di ognuno e varia tantissimo a seconda dei gusti personali.
Da quando sono stati lanciati i famosi “pacchetti vacanze”, gli italiani viaggiano di più e molti sono convinti di aver conosciuto il mondo saltellando da un villaggio turistico all’altro e battendo le mete turistiche più famose situate a varie latitudini di questo splendido pianeta.
E questi sono i turisti classici, quelli che non si fidano del “fai da te” e non vogliono correre rischi, per cui si affidano completamente ai Tour Operator, sapendo già prima di partire che saranno al sicuro, godranno di un buon servizio, avranno il loro cocktail di benvenuto e tutte le giornate saranno rilassanti ed organizzate a dovere:, mare, spiaggia, escursioni e animazioni comprese …
I villaggi turistici sono in genere gradevoli e ben organizzati e per chi ma questo tipo di vacanze, sono una benedizione!!!!

Personalmente non ci andrei mai, perché solo l’idea di essere “inquadrata” in un programma ben definito, stare a contatto solo con i miei conterranei compagni di viaggio, avendo scarse possibilità di conoscere veramente il posto prescelto … sciuperebbe la mia vacanza e a parte il riposo, non mi avrebbe apportato nulla. Ma questo è solo il mio parere, infatti resta la maniera più diffusa di fare le vacanze, ossia, c’è una grande quantità di persone che apprezza questo tipo di vacanza.
Chi come me ha viaggiato da giovane con lo zaino in spalla difficilmente apprezza la vacanza organizzata.

Ci sono poi gli “appassionati”; sono coloro che amano per esempio uno sport come il Surf o lo sci, o la pesca, oppure il trekking, e queste persone amano trovare sempre nuovi angoli di mondo dove sia possibile divertirsi praticando il loro passatempo preferito e al tempo stesso scoprire nuovi orizzonti e nuovi paesaggi.

Poi, i “curiosi”; gente che ama conoscere posti nuovi, ma anche la gente che vi abita, le usanze, i diversi modi di essere e di pensare. Queste persone amano immergersi nella vita del posto che hanno scelto, non gli interessano le performance create ad uso e consumo dei turisti, ma cercano il contatto con le diverse realtà del mondo. I pochi giorni della vacanza non riusciranno a far si che riescano a conoscere a fondo le tante sfaccettature di un popolo, ma sicuramente avranno fatto un vacanza elettrizzante e soddisfacente e probabilmente avranno in mente di tornarci.

Gli appassionati di “città d’arte”, girano per scoprire monumenti, ed attraverso di questi, la storia di tanti Paesi che hanno da offrire meravigliose opere d’arte e svariate culture. Questo tipo di vacanza è sicuramente interessante e stimolante, ma non riposante, bisogna essere dei veri appassionati del genere, oppure disporre di più periodi di vacanza durante l’anno per concedersi anche qualche giorno di relax da qualche parte.

La categoria che io amo, è quella dei “viaggiatori”; persone che hanno la fortuna di potersi concedere vacanze più lunghe, dandosi il tempo per immergersi veramente nell’atmosfera del posto prescelto. Queste persone saranno a stretto contatto con la vita del Paese, faranno di tutto per comunicare con la gente del posto, cercando di apprendere in fretta almeno i primi rudimenti della loro lingua, perché solo in questo modo potranno iniziare a comprenderli, ad inserirsi, a partecipare alle loro attività. Non avranno paura di mangiare come loro mangiano, senza stare sempre a pensare al “parmigiano” o al “prosciutto”. La vacanza di questo tipo richiede tempo, fantasia, curiosità e niente paura …. Ma quando sarà finita, ci lascerà più ricchi di tante sensazioni e sarà sicuramente indimenticabile. Quasi sempre i “viaggiatori”, ad una certa età fanno la scelta di trasferirsi definitivamente e lo faranno in uno dei posti che hanno conosciuto e che maggior soddisfazione gli ha dato.

In qualunque modo si scelga di farla, la vacanza resta “magica”, è il nostro premio, rappresenta lo staccarsi dalla routine e sempre ci gratifica 

Se qualcuno avesse voglia di raccontarci una vacanza che gli è particolarmente piaciuta, oppure darci un’opinione circa i vari tipi di vacanze, sarebbe bellissimo scambiarci esperienze e spunti per nuove vacanze.

Mare e monti di S.Nicolau

Iniziamo col dire che le abitudini alimentari si differenziano dalle nostre, soprattutto per quel che riguarda gli orari delle refezioni.
Il capoverdiano inizia la giornata molto presto e come prima colazione mangia latte o tè con pane fresco o “bolaxas” (biscotti secchi).
Le 10 del mattino è l’ora del cosiddetto “café” ma non ha nulla a che vedere con il caffè ….
Si tratta infatti di una specie di pranzo che prevede un piatto unico composto da “cachupa” con pesce o uova e che risulta molto ricco ed energetico.
Il pranzo vero e proprio si consuma verso le tre del pomeriggio, e anche qui a farla da padrone sarà il pesce grigliato o fritto, oppure in zuppa, con l’immancabile riso e le verdure.
La sera non sempre cenano, alcuni si accontentano di latte e biscotti.
Il piatto popolare rappresentativo di questo Paese è la cachupa. Si tratta di una zuppa di mais bianco e fagioli con l’aggiunta di verdure, mandioca, patata dolce, salsiccia piccante, pesce o carne di maiale e di pollo. E’ un’ottima zuppa, che cucinano in grandi quantità e dopo averla consumata una prima volta con il suo brodo, fanno saltare la rimanenza in padella rosolandola con vari sapori e lasciandola asciugare. Questa si chiama cachupa guisod e normalmente è quella che si consuma all’ora del café appunto 
Altro piatto che va per la maggiore all’ora di pranzo è la feijoada, uno stufato di fagioli con carne di maiale.
Ci sono diversi tipi di zuppe, come la canja, il motch, il caldo de peixe e tutte sono sempre a base di verdure tipiche come la mandioca, l’igname, la banana verde, ma anche le carote ed i pomodori.
Il pesce che è sempre freschissimo, appena pescato, viene cucinato in vari modi, con predilezione per la griglia e fritto e viene servito con patate fritte e riso.
Non manca la carne di maiale, di capretto o pecora ed anche di vacca. Le preparazioni sono in genere degli spezzatini spesso aromatizzati con il curry e cucinati con sughetti deliziosi.
Oltre a fagioli e mais, le lenticchie e le “ervilha” (specie di piselli), fanno parte della cucina tradizionale.
I capoverdiani non sono particolarmente amanti dei crostacei, anche se qui si trovano delle bellissime aragoste che tra l’altro alcuni di loro cucinano in modo impeccabile  ma certo, essendo parecchio più care del pesce, non entrano a far parte del quotidiano, così come i percebes e i busio. Molluschi questi due ultimi, molto appetibili e cari perché difficili da pescare.
Se si viene qui comunque è certamente da provare sia il busio che il percebe che nei ristoranti si possono trovare quando è la giusta stagione. Anche il polipo è assolutamente da provare.
Il dolce tradizionale è il pudim, una specie di creme caramél fatto con latte condensato e a volte con formaggino di capra.
Altro dolce apprezzabilissimo è quello di papaia che viene servito con formaggio di capra e il contrasto dei sapori ne fa un gradevole fine pasto.
I frutti sono i classici frutti tropicali, come la papaia, il mango, la gujaba, la banana il cocco ecc.

Comunque se fate una vacanza a Capoverde, potrete sbizzarrirvi assaggiando svariate qualità di pesci, dal tonno, alla cernia, alla ricciola, la garoupa, con la certezza che starete gustando prodotti freschissimi e di ottima qualità.
Anche se i capoverdiani non usano consumare il pesce crudo, ultimamente in qualche ristorante si inizia a trovare il carpaccio o la tartara di pesce che sono deliziosi piatti. Queste ricette sono certamente importate dagli italiani ed iniziano a piacere anche ai capoverdiani che prima guardavano con sospetto la preparazione 

E’ arrivato l’etilometro

A Capo Verde la maggior parte degli incidenti stradali, sono causati da guida in stato di ebbrezza.
Non passa fine settimana senza incidenti sempre gravi e spesso mortali; qui a Sao Nicolau per lo più sono macchine che finiscono fuori strada precipitando in ripidi burroni, facendo tutto da soli …
Ora, dal mese di agosto, è stato introdotto l’etilometro per il controllo del tasso alcolico degli automobilisti.
Per il momento ne sono dotate solo un paio di isole ma pare che verrà applicato presto dappertutto.
A Praia, in un mese sono state condannate 12 persone con pene da due mesi a tre anni di prigione e divieto di guida per periodi che vanno sempre dai due mesi ai tre anni.
Il tasso alcoolico più alto registrato in questo periodo è stato di 2,58 mll. Se il valore risulta essere inferiore a 0,80 non succede nulla. (mi sembra di ricordare che invece in Italia, con un tasso da 0,50 a 0,80 si viene multati fino a 2000 euro ed è anche prevista la sospensione della patente).
Chissà se lo spauracchio dell’etilometro servirà a qualcosa? E’ impressionante la quantità di alcool che i capoverdiani riescono a tracannare in un fine settimana, e spesso guidano mezzi pubblici e trasportano gente sui cassoni dei pik-up in condizioni pericolosissime.
Tutti ci auguriamo che piano piano queste cattive abitudini cambino, anche se credo che ci vorrà del tempo per indurli a bere in maniera responsabile ….

In luglio avevo postato un articolo quando sono arrivate le tartarughe per deporre le uova; ora sono in grado di darvi una bella notizia: Le tartarughe approdate sulle spiagge capoverdiane quest’anno pare siano state davvero tante, e in parecchie spiagge sono state attentamente monitorate da personale addetto che ha sorvegliato giorno e notte, facendo in modo che i nidi non potessero essere profanati.
Le tartarughe Caretta-caretta, depongono fino a 100 uova in una buca che scavano nella sabbia e poi ricoprono accuratamente. Prima di riprendere il loro viaggio in mare, scavano almeno un’altra buca, che sarà vuota e serve per depistare i predatori 🙂 Dopo il loro estenuante lavoro se ne vanno e le uova ci metteranno circa 45 giorni per schiudersi.
I nidi vengono recintati con delle reti di plastica e quando si avvicina l’epoca della schiusa, si inizia a vedere la sabbia che tende a crollare al centro; vuol dire che le tartarughine iniziano a muoversi ed è in questo momento che il personale di guardia le aiuta aprendo il buco e spianandogli la strada per uscire.
Sono graziosissimi animaletti, dal guscio ancora molle e dal colore grigiastro, che iniziano subito la loro “corsa” verso la riva.
Alcuni miei amici hanno avuto la fortuna di assistere ad uno di questi eventi un paio di giorni fa sulla spiaggia di Carissal, qui a S.Nicolau e quindi eccovi le foto.


Dal nido in questione, sono uscite 31 tartarughe. Tenuto conto che di norma le uova sono da ottanta a cento, si evince che il tasso di mortalità è molto elevato, in più dovranno anche fare i conti con i predatori in mare, in quanto sono tenere ed appetitose per più di un pesce …. ma qualcuna sempre ce la fa e visto che sono davvero tantissime le uova che sono state deposte in questi due mesi, possiamo avere la certezza che la continuità della specie sia stata assicurata.
Sono davvero tanti i pericoli che questa specie affronta e proprio perché si tratta di una specie in via di estinzione, è molto importante fare il possibile per proteggerle ed aiutarle, almeno nel difficile passaggio della nascita.
Sembra che Capo Verde abbia fatto qualcosa quest’anno per questi animali ed è un punto a favore di un Paese che è una delle mete favorite delle tartarughe 🙂

La tamburina di S.Antao

Maria Josè, una figura di donna che la dice lunga sulla situazione femminile in queste isole:
MariaJosé
Il nonno era fabbricante di tamburi e lei fin da piccola si appassionò a questo strumento che per altro è una tradizione molto radicata in tutta Capo Verde. Di norma i tamburi vengono suonati da uomini e ragazzi, ma la piccola Maria, anche se nata senza l’avambraccio sinistro, non si lasciò intimidire e continuò a suonare il suo tamburo a tutte le feste religiose della sua isola: S.Antao.
Nel 1997 partecipò ad un concorso e vinse il premio di miglior “tamboreira”-

Purtroppo la nostra eroina, aveva una vita difficile e con quattro figli, doveva sopportare gli abusi e le violenze del compagno. Si rivolse più volte alla polizia per denunciare quest’uomo ma, come lei stessa racconta: “La nostra società è maschilista e per questo fatto, non risolvettero nulla e non mi aiutarono per niente”.

Un bel giorno, disperata e stanca di soffrire, uccise il compagno a coltellate!!!

Fu condannata a quattro anni e sei mesi di prigione, durante i quali non aveva il permesso di ricevere visite dei famigliari. Per buona condotta, uscì dopo due anni e otto mesi e tornò dai suoi figli.

“Il mio tamburo mi aiuta a scacciare i fantasmi del passato! Smetterò di suonare solo il giorno in cui morirò.”

Ora la situazione delle donne è migliorata, ma ne conosco più di una che viene maltrattata e picchiata dal marito per qualunque futile motivo. Siamo ancora lontani dal raggiungimento di una condizione femminile ottimale … anche questo è Capo Verde.

Neve a Fogo!!!

Ieri era San Lorenzo: tutti col naso in su a guardare le stelle cadenti? No, a Fogo è caduta la neve!!!
La località di Chã das Caldeiras è il punto più alto dell’arcipelago, intorno ai 2000 mt. di altitudine e a volte durante il periodo Gennaio-Febbraio, può nevicare anche a queste latitudini.
Il fatto strano è che la neve sia apparsa in pieno mese di Agosto.
Foto pubblicate dal giornale “La Semana”

Foto di Fogo

Qualcuno mi ha chiesto di pubblicare foto dell’isola di Fogo. Purtroppo non sono in possesso di tante foto di quest’isola, e scusate per la scarsa qualità delle immagini. Aspetterò con ansia che chi va a Fogo in vacanza, mi faccia avere delle belle foto!!!! 🙂








Cacciatori di Tartarughe

Un giornalista della Televisione capoverdiana, ha scoperto a Sal, un cimitero di tartarughe.
Risulta che alcuni cacciatori di frodo, ammazzano le tartarughe “caretta-caretta” (specie in via di estinzione); le macellano direttamente in spiaggia e poi nascondono i carapaci tra i cespugli.
Sono stati rinvenuti più di trenta carapaci e sembra sia un lavoro fatto di recente. La polizia ora sta indagando anche per trovare chi compera queste carni; pare ci sia un vero e proprio commercio di carne di tartaruga.
La tartaruga marina caretta-caretta è una specie protetta che ogni anno in questo periodo viene sulle spiagge di Capo Verde per deporre le uova e proprio nei giorni scorsi, il governo capoverdiano aveva annunciato che ci sarebbe stata una vigilanza sia diurna che notturna, proprio per prevenire atti del genere ….
Io posso solo dire che finora almeno qui a Sao Nicolau, non sembra che sia stata istituita alcuna sorveglianza, non so per le altre isole, ma alla luce di questa notizia, posso ipotizzare che anche a Sal non si sia fatto nulla in proposito.
Cliccare sul link qui sotto per vedere il video della notizia mandata in onda dalla TCV nel telegiornale di ieri, con le immagini dei resti delle povere bestie.

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La scuola

Tanto per farci un’idea delle scuole capoverdiane, in questo video vediamo un’aula della scuola primaria e la maestra che viene brevemente intervistata da un giornalista portoghese. La maestra sta facendo le pulizie perché dice che la scuola non offre quel servizio. Alla domanda sulla lingua utilizzata per l’insegnamento, la donna risponde che è il portoghese, ma spesso utilizzano il criol capoverdiano come “strumento di appoggio” …
Questa scuola si trova in un quartiere periferico di Praia, la capitale, ed il video è di due anni fa.
E’ una realtà, e fa capire il livello di apprendimento che si può ottenere in una scuola capoverdiana.
Spesso le classi sono strapiene di alunni e la maestra non può certo seguirli come farebbe in Europa. Inoltre gli insegnanti sono a loro volta preparati a Capo Verde e non hanno opportunità di seguire corsi di aggiornamento. I metodi di insegnamento sono spesso lasciati all’iniziativa personale degli insegnanti, senza seguire linee pedagogiche ben definite.
Ci sono scuole migliori di questa certamente, per esempio qui a Tarrafal la scuola è più pulita e leggermente meglio organizzata, ma se ci prendiamo la briga di fare qualche domanda ai bambini che la frequentano, ci rendiamo conto di quante lacune esistano nell’insegnamento. Mi è capitato di sentir leggere un testo in portoghese da ragazzini della quinta classe, ed è una lettura stentata, al pari di un bimbo di seconda in Italia. C’è da dire che per questi ragazzi il Portoghese è una seconda lingua che devono iniziare ad apprendere quando vanno a scuola, dato che in famiglia si parla solo criol. Ragazzi di 11 anni, non sanno cose molto semplici, come ad esempio i conteggi del resto del denaro speso….
Per contro, ad aggravare la situazione, c’è che quasi mai qualcuno viene bocciato, semplicemente lo mandano avanti, che sia preparato o meno. Ecco che in prima liceo troviamo gente che non è neppure in grado di leggere l’ora. Queste sono cose che ho conosciuto di persona e che posso garantire che esistono.
Ora tutti o la grande maggioranza dei ragazzi va a scuola e tutti fanno il liceo che poi qualcuno non finisce, ma la maggior parte arriva al “diploma”. Con questo diploma possono accedere all’università che esiste a Praia e a Mindelo.
Esiste su qualche isola tipo Sal mi pare, una scuola professionale per il turismo che è in stato ancora embrionale e che si spera crescerà. Così come qualche professore viene inviato al termine dell’anno scolastico, a fare piccoli corsi di aggiornamento, ma è tutto ancora molto sperimentale.
Non ci sono scuole professionali e secondo me, il governo avrebbe molto ma molto lavoro da fare in questo settore.

Le Olimpiadi per i Capoverdiani

E’ una storia breve quella di Capo Verde alle Olimpiadi, si contano infatti solo 5 partecipazioni.
Il Comitato Olimpico Capoverdiano venne riconosciuto solo nel 1993 dal COI. Nel 1996, ad Atlanta avvenne la prima partecipazione che vide impegnati 3 atleti.
Da allora il Paese ha partecipato a tutte le edizioni olimpiche e sono stati in totale 13 gli atleti che hanno portato la bandiera capoverdiana ai giochi, misurandosi nelle discipline di Atletica leggera, boxe, judo e ginnastica.
Non si sono ancora mai aggiudicati nessuna medaglia, il sogno dei partecipanti è stato sempre quello di migliorare i loro record personali e quelli nazionali, già ampiamente soddisfatti di essere riusciti a partecipare ai giochi olimpici.

E’ normale per un giovane Paese in via di sviluppo ora, che sicuramente non ha investito grandi capitali in impianti sportivi e non conta in una tradizione in questo campo.
Anche quest’anno a Londra partecipano tre atleti, due per l’atletica ed uno per il judo e naturalmente tiferò per loro 🙂

Una delle domande più frequenti di chi vorrebbe venire a Capo Verde è: “é importante sapere il Portoghese?”
Se l’intenzione è quella di fare una vacanza, non è importante; tra l’altro qui capiscono abbastanza l’italiano, in certi posti tipo Sal, molti addirittura lo parlano un po’, quindi non avrete problemi di lingua se vorrete passare una quindicina di giorni a Cabo.
Il discorso cambia se l’intenzione è quella di trasferirvi, lavorare, cose del genere.
In questo caso diventa indispensabile prima di tutto il portoghese, perché per qualunque cosa dobbiate fare, permessi, licenze, documenti ecc, avrete bisogno di spiegarvi e capire bene cosa vi dicono.
Il portoghese è parlato in tutti gli uffici ed anche in tutti i locali pubblici (con gli stranieri), nonché in televisione.
Quindi quando uno arriva, se ha almeno un’infarinatura di questa lingua, sarà in grado di “difendersi” e capire qualcosa.
Per noi italiani non è una lingua difficile, si impara presto e quando uno è qui e deve comunque sforzarsi per parlarla, il procedimento diventa abbastanza rapido, poi naturalmente dipende sempre da quanta voglia e da quanta disposizione per le lingue uno ha.


La nota dolente è il Criol … che è molto più difficile. Intanto è una lingua che non ha regole scritte, quindi non vi potrete aiutare con una grammatica vera e propria, potrete trovare solo qualche guida informale, tipo dizionarietti che riportano le frasi più comuni ecc. La gente del posto parla questa lingua, non parlano mai portoghese tra loro, anzi parecchi non lo sanno neppure il portoghese. Se ad esempio volete affittare una casa e il proprietario è capoverdiano, troverete difficile capire bene subito cosa vi sta dicendo, perché tra l’altro parlano velocissimi e masticano spesso le parole pronunciandone si e no la metà ed omettendo parecchie vocali. Dovete fare qualche lavoro e vi rivolgete a degli operai? Solo Criol!!! Cercate una donna per aiutarvi in casa? Solo Criol!!! Volete fare la spesa al mercato locale o al porto? Solo Criol!!! Loro capiscono il vostro portoghese anche se è stentato, ma vi rispondono sempre in Criol, quindi siete voi che dovete tentare di capirli.
Non c’è da spaventarsi comunque, stando qui, e naturalmente frequentando i capoverdiani, piano piano si impara e risulta anche divertente. Naturalmente se vi relazionerete solo con italiani, vi risulterà molto più difficile l’apprendimento.
Intanto, se a qualcuno interessa iniziare ad apprendere il portoghese, vi consiglio questo sito che è gratuito ed interattivo. Qui avrete la possibilità di conversare online con gente madrelingua per esercitarvi ed essere corretti od avere spiegazioni. Il portoghese in questo sito, è quello brasiliano, ma non c’è molta differenza. Può essere utile 🙂

http://www.busuu.com

Idrocoltura a Maio

Stavo leggendo un articolo sul giornale “Expresso das Ilhas”, che mi lascia perplessa!!
Il Ministero per l’Agricoltura, insieme alla FAO (Nazioni unite per Agricoltura e alimentazione), ha varato un progetto da attuarsi sull’isola di Maio.

Si tratta di coltivazioni di ortaggi e granaglie che avverrebbe in grandi serre, dove le piante non vengono piantate in terra, ma esclusivamente nell’acqua tramite un impianto di apposite tubature.
La FAO dice che questo metodo permetterà ai coltivatori di produrre un prodotto di buona qualità, in quanto esente da pesticidi, visto che la coltivazione in acqua addizionata di nutritivi vari ed in serra, terrebbe lontani insetti e piaghe varie.


L’agricoltore che beneficerebbe di questo progetto, deve avere un suo terreno, metterci l’acqua e anche quasi il 50% del costo delle infrastrutture!!!!

Il Ministro dell’agricoltura ha esortato gli agricoltori ad aderire al progetto che secondo lui è vantaggioso ed i beneficiari avranno l’appoggio di un tecnico che gli insegnerà tutto il sistema di coltura.

Io non me ne intendo affatto, ma stavo pensando: Idrocoltura in un’isola come Maio? Dove la prendono l’acqua? Forse desalinizzata?
Contadino che si accolla il 50% dei costi? Non credo ce ne siano molti in circolazione!
Con tutto quello che ci sarebbe bisogno di fare su queste isole … proprio l’idrocoltura vanno a tirar fuori??? 🙂
Mi piacerebbe sentire come la pensate in proposito.

A questo indirizzo potete leggere l’articolo:
http://www.expressodasilhas.sapo.cv/pt/noticias/go/maio–ministerio-de-desenvolvimento-rural-pretende-introduzir-sistema-de-hidroponia-na-ilha

Si chiama Raquel Pinto, è una ragazza ventenne, originaria di S.Antao. Stava studiando a S.Vicente, quando fu notata da un fotografo, che le fece un servizio fotografico per le strade di Mindelo.
Le foto passarono per più di un’agenzia europea, finché la Elite Model, decise per farle un contratto.
La vita di Raquel è cambiata radicalmente e diverse foto sue sono uscite su importanti riviste di moda Francesi, Russe e italiane.
La bella ragazza, è passata dalle piccole passerelle di Mindelo dove partecipava ai concorsi per Miss locali, a sfilare addirittura per Versace!!!
Felice per la piega che ha preso la sua vita, Raquel rimane però con i piedi ben saldi a terra:
“Ho sempre pensato che un giorno qualcuno mi avrebbe fermato per la strada e mi avrebbe proposto di fare la modella. Questo era il mio sogno che ora si è avverato. Sono riconoscente al mio destino per avermi dato questa magnifica opportunità, tenterò la sorte con questo lavoro che amo, ma non lascerò gli studi, anzi, vorrò anche fare dei corsi specifici da stilista per prepararmi ad una carriera che non sia limitata alle sfilate ed alle foto di moda”
Che dire? “Uno su mille ce la fa”? Forse è così, ma è comunque piacevole sapere che una di queste ragazze ce l’ha fatta, perché qui è molto ma molto più duro per loro che per i nostri ragazzi in Europa; e altra cosa piacevole è sentire che non sembra si sia montata la testa più di tanto 🙂
Raquel faceva già parte di quelle più fortunate, perché non tutte possono trasferirsi su un’altra isola e frequentare l’università … ma comunque ora lei è diventata la testimonial della bellezza criola nel mondo e tutte le ragazzine di qui ne sono felicissime!!!!

Le Tartarughe

E’ in luglio che cominciano ad arrivare le tartarughe per deporre le uova.

S:Nicolau è una delle isole dove ne arrivano in maggior numero.
Oggi è uscita la notizia che la Polizia Nazionale e quella marittima, insieme al Comune, hanno fatto partire una campagna di protezione di questi animali. Le spiagge prescelte dalle tartarughe quindi verranno vigilate da pattuglie presenti sia di giorno che di notte, nei mesi di luglio, Agosto e Settembre, quando si schiudono le uova e i piccoli se ne vanno.

Questa operazione viene fatta per evitare la caccia a questi animali e e il furto delle uova, che a volte si verifica.

Mi sembra una buona cosa e spero che eseguano con scrupolo questo compito in modo da preservare quelle bestie che tra l’altro sono in via d’estinzione.

Elezioni amministrative

A Capo Verde si sono recentemente svolte le Elezioni Amministrative.
E’ successo che in un comune di Santiago che si chiama Santa Caterina, sembra ci siano stati dei brogli elettorali.
Da qui le varie proteste, ed alla fine si è deciso di rifare le elezioni in quel comune.
Oggi è per l’appunto il giorno destinato e stavo proprio ora leggendo sul giornale “La Semana”, un articolo dal quale si evince che la politica è davvero una cosa sporca in tutto il mondo!
I candidati alla carica di “Presidente della Camara” (che poi sarebbe come il nostro Sindaco), sono due e rappresentano rispettivamente i partiti MPD e PAICV.
Dall’articolo vengo a sapere che durante la settimana si è scatenato un parapiglia di accuse tra i due.
Uno ha accusato l’altro addirittura di aver fatto uscire di prigione dei detenuti, per “seminare il terrore” (testuali parole) ed intimidire la gente …
L’altro ha accusato il rivale di “incitare all’odio e alla rivolta” la Popolazione di Sta Caterina …
Entrambi sembra abbiano provveduto a comperare i voti di tante persone (e questo non è la prima volta che succede).
Una battaglia all’ultimo sangue che ha tenuto impegnati questi due e i loro accoliti in interminabili dibattiti pieni di insulti ed accuse.
I modi sono piuttosto “ruspanti”, ossia non utilizzano le raffinate sottigliezze dell’arte della politica come la conosciamo in altre parti del mondo, ma si accusano pubblicamente, spesso con termini sopra le righe, senza badare, a rispetto e lealtà, solo con la ferma intenzione di arrivare dove vogliono!!!
I comizi, quasi sempre non sono un’occasione per spiegare i propri programmi elettorali, ma servono solo a screditare l’avversario e creare un clima di festa con musica a manetta per coinvolgere la gente.

Interessante vedere come una marea di gente scatenata con bandiere gialle stia partecipando ad un comizio inneggiando a quel partito e poi, appena il tipo sul palco finisce, semplicemente si trasferiscono tutti in un’altra piazza dove c’è il comizio dell’avversario; vengono muniti di bandiera verde e via a scatenarsi tra bevute e musica!!! 🙂
Le campagne elettorali sono un bello spaccato della vita a Capo Verde e ci fa capire tante cose sul modo di essere di questo popolo, e su come ancora si lasci ingenuamente manovrare.
Ma tornando all’articolo della “Semana”, ora le elezioni sono in corso e pare ci sia in questo momento un leggero vantaggio del PAICV, vedremo più tardi come andrà a finire ,-)

Se a qualcuno può interessare l’articolo di cui ho parlato, lo trova a questo indirizzo:
http://asemana.sapo.cv/spip.php?article78628&ak=1#ancre_comm

Il Lavoro

Prima di tutto voglio dire che Capo Verde è pieno di Italiani che sono venuti ad iniziare un’attività nella quale però non erano esperti. Non si contano gli “imprenditori edili” che non avevano mai visto prima le fondamenta di una casa, oppure i barman che non erano mai stati dietro un bancone, per non parlare dei ristoratori che cucinavano solo in casa e per due persone … Molte di queste imprese si sono rivelate nel tempo fallimentari.
Questo per farvi capire che anche se siamo in un Paese in via di sviluppo e sicuramente siamo più preparati dei nativi in molteplici aspetti, non dobbiamo credere che ci sarà facile sfondare in un’attività della quale non abbiamo esperienza oppure abbiamo solo un’infarinatura. La professionalità è sempre basilare.
Una persona che ha esperienza nel campo della ristorazione o dei bar ad esempio, può certamente avviare un’attività, e dando un servizio buono, inserendo nel menù non solo piatti e bevande italiane, ma anche capoverdiane, facendo sentire la gente bene accolta, con un occhio attento all’igiene, accogliendo i clienti con savoir faire e facendoli sentire a proprio agio, potrà sicuramente contare su un buon giro d’affari. Un errore da non fare mai, è avviare un’attività e lasciare dei dipendenti capoverdiani a gestirla … Se si vuole che le cose riescano, bisogna esserci ed occuparsene in prima persona. Intanto per limitare i costi al minimo e poi perché addestrare un capoverdiano per esempio a servire i tavoli, richiede molto tempo e molta pazienza.
La ristorazione non è l’unico settore naturalmente, qui manca un po di tutto, un bravo idraulico, un buon elettricista, il meccanico, il carrozziere e così via.
La gente ha pochi soldi è vero, ma non rinuncia mai a tutto quello che è divertimento, bere e mangiare. Altra cosa per la quale trovano sempre i soldi sono i vestiti per i bambini. Ci tengono moltissimo che i figli vadano sempre in ordine e amano alla follia tutto quello che è italiano. Una donna per esempio che sapesse tagliare e cucire bene, lavorerebbe alla grande facendo vestitini e anche vestiti per le madri che a loro volta amano mettersi in ghingheri per partecipare alle feste (e qui le feste sono tante) 😉
Se non si hanno grandi possibilità di investimento, è bene attenersi a lavori che non necessitino di molto denaro per iniziare ma che possano partire presto in maniera semplice magari, per poi passare ad allargarsi con il tempo se le cose vanno bene.
Ora c’è da parlare dei possibili guadagni. Tutte le attività di cui ho parlato sopra, possono certamente funzionare, ma se usciamo dal campo ristoranti-bar … per le altre, non so quanta continuità di domanda esista al momento. Ad esempio il carrozziere ci vuole, ma qui prima di portare la macchina a sistemare, aspettano che non ci sia più proprio rimedio … ossia che sarà difficile avere l’officina piena di auto tutte le settimane. Ma se si lavora bene comunque, quando incominciano a conoscerti, la clientela non mancherà.
Non dovete neanche pensare che i prezzi che potrete mettere siano a livello europeo. Se la signora che cuce il vestito in Italia lo vende a 100 €, qui dovrà venderlo a 30 € più o meno.
Ecco che bisognerà fare bene i calcoli per vedere se vale la pena fare quel determinato lavoro e se quello che riusciamo a portare a casa ci permetterà di vivere.
Tenete presente che con 1000 € al mese potete vivere abbastanza bene.
Poi c’è da tenere in conto la diversità tra le varie isole: in quelle più “avanzate” potete contare su più clientela, girano più soldi, ma attenzione, perché avrete già parecchia concorrenza fin dall’inizio, quindi maggiormente importante la vostra professionalità. In quelle che sono ancora “indietro”, avrete più campo, ma vi sarà più difficile ingranare e racimolare clienti. Se siete in grado di accontentarvi e vivere con poco oppure se avete un’entrata extra che vi può aiutare a sostenere i primi tempi, allora forse conviene, perché prima o poi le cose miglioreranno, il Paese dovrà progredire dappertutto e si sa che chi prima arriva ….

Il lavoro dipendente è una cosa molto più difficile, in quanto decisamente sottopagato. Uno stipendio non vi da la possibilità di vivere decentemente. Indicativamente, per darvi un’idea, l’impiegato di banca guadagna intorno ai 600 € al mese, ed è uno degli stipendi più alti. Oltre a questo fatto, tenete presente che il lavoro scarseggia, che ci sono quantità di capoverdiani che non trovano lavoro, quindi sareste in concorrenza diretta con tutti loro. Ci sono poi molti lavori che sono come i nostri statali, e i posti si ottengono per concorso (infermieri, poliziotti ecc).
Non è facile.

Diciamo che come per tutte le cose della vita, ci vuole coraggio, esperienza e volontà 🙂
Questa chiacchierata per darvi un’idea del mondo lavorativo capoverdiano, ci sarebbe molto altro da dire, ma è un’infarinatura tanto per sapere qualcosa in più.

La storia di Maria Vaz

Quarantun’anni fa, una ragazzina capoverdiana, di nome Maria Vaz, arrivò in Italia in cerca di lavoro.
Sono parecchie le donne capoverdiane che in quell’epoca approdarono in Italia offrendosi come domestiche e poi finendo per fare tutta la loro vita in quel posto. Roma conta una nutrita comunità di capoverdiani.
Questa ragazza, aveva all’epoca credo sedici o diciassette anni, per sua fortuna capitò in una famiglia piemontese che la prese a benvolere, certamente grazie al suo carattere dolce ed alla sua volontà di migliorarsi. La famiglia in questione le diede l’opportunità di studiare e Maria riuscì ad ottenere un diploma da infermiera professionale. Con il tempo, Maria ottenne un impiego presso l’ospedale di Cuorgnè, dove si adoperò per anni prestando la sua opera di infermiera e distinguendosi per la sua abilità e umanità nell’attendere i pazienti (cosa non tanto comune come si può pensare).
Ora lei, dopo una vita passata al servizio di ammalati ed anziani è in pensione. Poco tempo fa, nello scorso mese di aprile, è stata insignita del premio “Donna dell’Anno”, istituito dal’Associazione Femminile Olimpia.
Durante la cerimonia, Maria Vaz è stata elogiata dal sindaco e dal primario dell’ospedale, per le sue straordinarie doti di disponibilità e bontà, nonché per la sua abilità in campo lavorativo.
Il personale tutto dell’ospedale, ha dichiarato nelle interviste, che sente fortemente la mancanza di questa donna, che è da loro considerata da sempre, un modello da seguire.
Maria Vaz ha commentato semplicemente che lei non ha mai rifiutato di dare aiuto a chi ne aveva bisogno, ed anche se ora è in pensione, non smetterà mai di dedicarsi agli altri, soprattutto i più deboli, quelli che passano per momenti di bisogno o si trovano comunque in difficoltà.
Una donna Capoverdiana che ha avuto un’opportunità ed è riuscita ad approfittarne per migliorare la sua vita, ma non ha mai dimenticato la sofferenza altrui.
Grande Maria, grande esempio per le giovani capoverdiane di oggi!

Non siamo ai livelli della Tailandia, ma in effetti Capo Verde è uno di quei Paesi dove esiste una sorta di turismo sessuale.
Uomini e donne che vengono sulle isole in cerca di giovani disponibili e naturalmente, con pochi soldi trovano quello che vogliono.
Ne ho incontrate anche sull’aereo più di una volta di donne italiane, super caricate all’idea di passarsi una vacanza, a caccia del ragazzo nero che le fa impazzire di gioia …
Quindi si, esiste questo fenomeno.
Naturalmente i ragazzi del posto hanno presto capito che potevano trarre dei profitti da questo tipo di turiste e quindi sono senz’altro disponibili. In loro difesa, posso dire che non sono ne troppo invadenti, ne maleducati. Capita di essere abbordate per strada, ma l’approccio è sempre piuttosto soft. Iniziano sempre con il chiedere di dove sei, te lo chiedono sempre in inglese, francese e italiano e sempre con le stesse tre frasi che sono le uniche che sanno :-); così cercano di intavolare un discorso e naturalmente per un’italiana che stava cercando proprio questo, il gioco è fatto.
Lui inizialmente si accontenta di accompagnarle a mangiare, o in discoteca, oppure si offre come guida per far visitare questo o quel posto, poi piano piano, se riesce a far girare un po la testa alla donna in questione, cercherà di farsi dare denaro raccontando le tristi condizioni della sua famiglia e il passo successivo sarà quello di cercare di farsi portare in Italia.
Ne ho viste tante ragazze e donne più mature, tutte italiane, che sono ripartite per l’Italia sconvolte da questo folgorante “amore” e con la ferma intenzione di fare di tutto per riuscire a farlo venire in Italia, mentre lui giura che sarà qui ad attenderla e intanto “se riesci, mandami qualche soldo”. 🙂
Basta andare in banca i primi giorni del mese per vederli tutti in coda a ritirare l’accredito che arriva dall’Italia, poi naturalmente qui hanno la loro ragazza (in genere più di una), e se ne fregano altamente dell’italiana che è solo un tramite per ricevere denaro e una speranza di poter espatriare.
Bisogna dire che noi donne sappiamo essere davvero patetiche in certi casi …. anche perché questi tipi non è che abbiano un grande fascino o che siano grandi amatori tipo “maschio latino”, assolutamente no. Ci sono certo bei ragazzi, ma assolutamente vuoti, privi di esperienza sul modo di trattare le donne, in più sono molto maschilisti e la donna non è molto di più di un oggetto per loro.

Gli uomini italiani invece? Ah quelli sono uno spettacolo della natura!!!!
Arrivano a frotte, in genere sono di età piuttosto avanzata e cercano l’amore con la A maiuscola!!!
I più giovani magari vengono per divertirsi e in cerca dell’avventura sessuale, ma questi dai 50 in su no, vogliono trovare la donna dei loro sogni (in genere sui 18-20 anni), che li ami alla follia e che comparta la loro vita, scordandosi della sua gioventù, delle sue origini, delle sue amicizie, a volte anche della sua lingua madre, perché loro non si sforzano tanto per imparare il portoghese!!!
Le ragazze del posto, al pari dei ragazzi, ci stanno eccome, per gli stessi motivi. Qualche regalino, qualche soldo, la speranza dell’Italia.
Poi trovano il rovescio della medaglia, perché questi vecchiotti sono gelosi, possessivi, non si accontentano della loro compagnia ogni tanto, pretendono che vivano con loro e si adattino al loro modo di fare, di divertirsi, di mangiare ecc ecc.
Queste ragazze barattano la loro felicità con un cellulare, con una vita un po’ più comoda … ma le vedi che non sono contente. Ne conosco molte e qualcuna a volte si racconta e a me vengono i brividi. Penso a quanto si è lottato per dare più dignità alla donna e mi fa rabbia vedere donne che si cacciano ancora in queste situazioni!!! Ma tant’è, la situazione è questa ed è facile approfittarsi di queste ragazze, così genuine, così sciocchine, senza nulla nella testa, che possiedono solo la bellezza (neanche straordinaria devo dire) quella della gioventù, e che cercano disperatamente lo straniero che le farà star bene, disposte a rinunciare a tutto il resto.
Ci sono isole a Capo Verde, dove ormai tutto è in mano agli italiani e anche le ragazze del posto fanno parte di questo “tutto”.

Situazione sanitaria

Una delle domande più frequenti che mi fa tanta gente a cui piacerebbe venire a Capo Verde, riguarda la sanità.
Ci sono medici? Ci sono ospedali? Trovo i medicinali? Esistono pericoli di malattie particolari?
Inizio col dire che Capo Verde pur essendo un Paese africano, non ha nulla da spartire con le tragiche condizioni sanitarie che si ritrovano in parecchi Paesi dell’Africa.
Fortunatamente in questo campo siamo “avanti” (sempre rispetto all’Africa) … perché se lo paragoniamo ai Paesi Europei allora dobbiamo dire che molto ancora manca.
Nelle isole di Santiago e São Vicente esiste la situazione migliore, mentre Sal e Boavista si stanno attrezzando e sicuramente a brave saranno in grado di dare un servizio sanitario migliore.
Su entrambe le isole principali ci sono ospedali, cliniche ed ambulatori in grado di offrire un’assistenza medica decente.
Sia a Praia che a São Vicente trovate anche dentisti, cardiologi e studi di medici specialisti in vari campi. In genere si tratta di medici stranieri oppure di medici Capoverdiani che hanno studiato all’estero.
Nelle isole meno attrezzate, la situazione è un tantino più difficile. Ad esempio a SNicolau, c’è un ospedale nel capoluogo, Ribeira Brava, ed un altro a Tarrafal. Ora, quello di Tarrafal, chiamarlo Ospedale … è una parola grossa 🙂 io lo definirei più un pronto soccorso ecco. Neanche attrezzato bene per altro, quindi può servire più che altro per piccoli problemi; non so, una ferita che si infetta, una slogatura, uno svenimento, la misurazione della pressione e così via. Se ad esempio c’è una frattura, dopo un primo soccorso si viene inviati all’ospedale di Ribeira Brava, dove possono fare i raggi e se si tratta solo di un’ingessatura, qui la possono fare.
Se invece parliamo di patologie più serie, si deve andare a São Vicente, nei casi gravi si viene trasportati in aereo il più presto possibile …
Il responsabile sanitario di Tarrafal che è un medico cubano, mi ha spiegato che il problema grande sono i soldi. Non ci sono fondi per comprare le attrezzature necessarie, per esempio lui mi diceva che non hanno un defibrillatore, cosa che sarebbe super utile in un posto di primo accoglimento e sull’ambulanza; ma non solo, a volte si trovano anche senza le medicine di base perché i trasporti lasciano molto a desiderare e capita che la merce non arrivi anche per periodi prolungati.
Poi esiste anche il problema del personale medico. Se il dottore deve assentarsi per motivi personali o per ferie o non so per che altra ragione, non c’è un sostituto!! Quindi, se il medico deve assentarsi per più di un giorno, conviene non aver bisogno di assistenza particolare, perché troveremo solo infermieri.
Ecco, a proposito degli infermieri, devo dire che io ho sempre trovato persone molto gentili, anche abbastanza preparate, che si danno da fare con grande buona volontà, ma certamente non sono in grado di sostituire un medico!!
L’ospedale di Ribeira Brava funziona un tantino meglio e conta su qualche attrezzatura in più, ma è lontano dall’essere un ospedale funzionale.
Le farmacie ci sono ed hanno in genere un po di tutto, antibiotici, pomate, antistaminici, pastiglie per la pressione,
antidolorifici,le cose più comuni in genere si trovano.
Diciamo che se uno non ha patologie particolari, può benissimo cavarsela qui, anche se non si può contare con un’efficienza europea.
Malattie particolari da tropico, tipo malaria, febbre gialla cose del genere, non ci sono quindi si può stare tranquilli e non ci vogliono vaccini di sorta.
Una cosa particolare che fa parte diciamo del “folclore” locale ve la voglio raccontare 🙂
Se si viene ricoverati in ospedale, bisogna portarsi le lenzuola, ed avere qualcuno che ti porti da mangiare, perché i pasti e la biancheria non fanno parte del servizio sanitario!!!!
Ci sono dei medici francesi che ogni anno vengono a S.Nicolau, si fermano un mese circa e si recano a turno ogni giorno in ospedale per effettuare visite, controlli e dare il loro valido apporto ed aiuto. Questo è un nobile gesto e molto apprezzato dai locali che ogni anno li aspettano con ansia 🙂
Una cosa che sarebbe molto utile, sarebbe conoscere in Italia qualche medico che potesse ottenere delle attrezzature ospedaliere da far arrivare qui, questo sarebbe un’altro gesto di volontariato molto ma molto importante per queste isole.
Vi ho dato qualche informazione in generale, se avete domande specifiche, chiedete pure e cercheremo di dare nozioni più specifiche.

La festa di San Pedro

http://www.snnoticias.com/index.php?option=com_content&view=article&id=480:reportagem-festa-de-sao-pedro-em-ribeira-brava&catid=19:actualidade&Itemid=25

Dal video che trovate all’indirizzo qui sopra, potete farvi un’idea di una tipica festa tradizionale di São Nicolau.
Questa è la festa che si tiene tutti gli anni a fine giugno a Ribeira Brava. La gente arriva da ogni angolo dell’isola per non perdersi questi giorni di giochi, corse di cavalli, mangiate e bevute a non finire, tutto condito dalla musica tradizionale e dai balli che proseguono per tutta la nottata.
E’ una delle tante feste tipiche di quest’isola ancora molto legata alle sue antiche tradizioni ed è una garanzia di divertimento dal sapore ruspante anche per i turisti 🙂

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