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In occasione della festa del padre, è stata pubblicata la rilevazione effettuata dall’Istituto Nazionale di Statistica che riguarda per l’appunto la presenza della figura paterna in questo Paese.
Ed ecco cosa ne vien fuori:
55,9 Dei minori cresce senza il padre
39,8% Vive con padre e madre
4,3% Vive solo con il padre

La presenza del padre è più accentuata nelle famiglie non povere:
48,0% Dei bambini non poveri vivono con padre e madre
38,8% Dei bambini poveri vivono con padre e madre.

13,6% Dei minori non ha il nome del padre.

Dai dati quindi risulta una forte mancanza della figura paterna, ed è effettivamente così. Intanto non bisogna dimenticare che stiamo in un Paese di emigranti, e si verifica spesso che il padre si trovi all’estero per lavorare.
Tra questi padri che vanno all’estero, qualcuno pensa al mantenimento dei figli lasciati qui, mentre di qualcuno non si sente più parlare.
Poi ci sono quelli che si trasferiscono sempre per motivi di lavoro, su altre isole e di conseguenza non vivono insieme alla famiglia.
Non è un grosso problema per i capoverdiani questo, sono abituati da sempre alla mancanza del padre in famiglia, molti sono cresciuti e continuano a crescere con le nonne. Sono tantissimi i nuclei famigliari formati da sole donne con un sacco di bambini.
Il capoverdiano in genere ha parecchi figli già in giovanissima età, diversamente da noi, non si crea il problema di essere povero o di non riuscire a mantenerli perché in un modo o nell’altro sono sempre cresciuti tutti e i bambini stanno bene anche senza il papà.
Con il progresso che sta arrivando, si inizia ad assistere al formarsi di famiglie diciamo così più regolari; padre e madre convivono ed allevano i figli. La percentuale è ancora bassa, perché il lavoro scarseggia e non tutti possono permettersi il lusso di rimanere a vivere con la propria moglie e i propri bambini, ma questi dati andranno cambiando nei prossimi anni grazie alla crescita del progresso e del livello culturale.
Non sono infelici i bambini e i ragazzi senza il papà anzi, nella maggior parte dei casi il padre perennemente assente è vissuto come un mito e malgrado magari non possa (o non voglia) mantenerli adeguatamente, loro stravedono sempre per il papà.
Ne ho conosciuti parecchi, fa parte del loro modo di vedere la vita, che è diverso dal nostro certamente, ma chi siamo noi per dire che sbagliano? Di una cosa sono certa: Vivono più serenamente di noi!!!

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fce43f5aaacda3aa8bc9fe2e6f84cf1a_MDa un’indagine fatta recentemente risulta che sono 7260 i padri che non hanno riconosciuto i figli fino ad ora, ma il dato è sensibile di aumentare perché le cose continuano allo stesso modo.
Cosa succede? Semplice, qui si fanno parecchi figli e tanti sono figli di rapporti occasionali, figli del carnevale o di una delle numerose feste che si svolgono durante tutto l’anno.
Le ragazze sono molto libere e non si preoccupano minimamente delle gravidanze che per loro non sono mai indesiderate, loro ci tengono ad avere figli e non si soffermano a pensare che poi bisogna anche mantenerli. Gli uomini bevono tanto e durante le feste non guardano tanto per il sottile e chiunque gli capita a tiro va bene.
Di qui la nascita di moltissimi bambini, che poi non vengono riconosciuti dal padre.
I supposti padri molte volte non si vedono più perché erano solo di passaggio e magari vivono su un’altra isola, e quelli che invece si vedono ancora, il più delle volte non sono sicuri che il figlio sia il loro, un po’ perché magari non si ricordano neanche di quel rapporto e un po’ perché pensano che la partner può aver avuto nello stesso periodo più rapporti con altri uomini.
Quindi si rifiutano di riconoscere il figlio. Il test del DNA a Capo Verde non si può fare perché mancano le competenze e le attrezzature, quindi bisognerebbe mandarlo a fare all’estero ma risulta molto costoso.
Che fine fanno questi figli? Restano con la madre che il più delle volte li affida alla nonna, la quale spesso si ritrova a vivere con quattro o cinque nipoti, avendo magari anche lei ancora figli giovanissimi.
La vita è dura per queste donne che si arrabattano con lavoretti di poco conto per sfamare tutti quei bambini, e i padri che dovrebbero contribuire al mantenimento, se ne fregano alla grande non essendo sicuri che il figlio sia loro o anche se ne sono sicuri approfittano del fatto che la prova di paternità non si può fare …
E’ un modo di vivere che viene da lontano e che stenta a cambiare. Le donne dovrebbero iniziare a capire che tutto sarebbe più semplice se facessero attenzione e prevenissero le gravidanze … Faccio notare che nei posti di salute e negli ospedali danno gratuitamente pillole anticoncezionali e provvedono ad installare spirali, ma ben poche ragazze richiedono questi servizi. E’ questione di mentalità e speriamo che andando avanti cambi questo modo di pensare perché è davvero tragico che ci siano migliaia di bambini non riconosciuti, che non possono avere il nome del padre e neppure il suo aiuto. 😦

http://www.expressodasilhas.sapo.cv/sociedade/item/46029-relatorio-justica-milhares-de-pais-nao-reconhecem-os-filhos

In occasione della Festa del Padre, l’Istituto Nazionale di Statistica rende noto che a Capo Verde il 53% dei bambini vive senza la presenza del padre, mentre il 15% senza la presenza di entrambi i genitori.
Ed ecco che la Commissione per i Diritti Umani decide di lanciare una campagna di sensibilizzazione per radio, tv e libretti informativi.

La campagna verrà finanziata da Francia, Nazioni Unite e ambasciata Brasiliana. E anche qui il Governo non spenderà una lira …
La presidentessa della Commissione per i Diritti Umani, commenta che è un dato molto preoccupante in quanto il numero di figli senza padre è davvero elevatissima e dice che è ora di cercare di far ragionare questa gente.

L’intento sarà quello di cercare di far capire ai padri che i figli necessitano della loro presenza ma che anche un padre ha bisogno di stare insieme ai propri figli.

Bene, conosco una quantità di padri qui; alcuni hanno anche solo 20 anni, altri 30 o 40, ma tutti ti parlano con orgoglio dei numerosi figli che hanno messo al mondo. Parlando con queste persone uno capisce che quando va bene, vivono insieme ad uno dei tanti che hanno avuto, perché gli altri abitano con la mamma o anche solo con la nonna. In molti casi poi, non vivono proprio con nessuno, ma continuano a stare in casa dei propri genitori o vivono da soli magari su altre isole.

Questa gente semina figli dappertutto, non solo sull’isola natale ma anche su altre, dove magari si sono recati per brevi periodi di lavoro. Loro dicono di amare molto i figli, che riescono a vedere qualche volta, ma non si preoccupano minimamente di come stiano crescendo, di quello che gli staranno insegnando, sempre che ci sia qualcuno ad insegnargli qualcosa, di quello di cui veramente avrebbero bisogno … nulla.

In genere quando gli nasce un figlio, il padre ama portarlo in giro per farsi vedere con il nuovo nato in braccio e per mostrare quanto è bello e sano, poi lo riporta alla madre e sparisce.

Le madri che hanno figli dallo stesso uomo, a volte si conoscono, a volte no, fanno ognuna la loro vita e cercano disperatamente di avere un qualche aiuto finanziario dal padre, cercando di rintracciarlo ovunque sia … intanto però magari restano incinta di un altro che poi a sua volta farà lo stesso, se ne andrà e alla ragazza toccherà farsi carico anche del nuovo venuto. E così avanti, è una catena difficile da spezzare.

Riuscirà una campagna di sensibilizzazione a far cambiare qualcosa? Impossibile non augurarselo … difficile crederlo!

http://www.expressodasilhas.sapo.cv/sociedade/item/35538-ine-mais-de-50-por-cento-das-crian%C3%A7as-vivem-sem-a-presen%C3%A7a-paterna

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