Tag Archive: isole di Capo verde


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Non conoscevo Boa Vista ed ho voluto prendermi un tempo su quest’isola per scoprirla.

La prima impressione è indubbiamente bellissima, grazie alle spiagge veramente fantastiche: Chilometri di distese di sabbia bianca ed un mare turchese e trasparente che mi ha ricordato certi luoghi dei Caraibi.

La cittadina di Sal Rei, abbastanza estesa, ricca di ogni sorta di attività commerciale, molto vivace, dove la gente brulica tutto il giorno per le strade, non si può definire brutta in quanto ha un suo incanto, però è stata una delusione vedere una moltitudine di palazzi che si è letteralmente mangiata la città vecchia.

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Sopravvive una zona limitata, un paio di stradine andando verso la zona del porto vecchio, dove ancora esistono le basse casette capoverdiane pitturate in colori pastello, con i balconi dalle ringhiere a colonnine ereditate dai portoghesi. Questo è il quartiere dove più mi piace girovagare, dove la vigilia di Natale ogni abitante ha messo in strada le rudimentali ma suggestive lanterne, fatte con i bottiglioni dell’acqua riempiti a metà di sabbia e con una candela dentro, in modo che tutta la strada risultava illuminata. Qui vivono i capoverdiani di Boa Vista, quelli che qui ci sono nati, dalla pelle color miele bruciato e i larghi sorrisi; loro stanno spesso sulle soglie delle case e scambiano volentieri due chiacchiere con chi li saluta e gli fa qualche domanda.

In origine, gli abitanti di Boa Vista erano molto pochi, e quando hanno iniziato ad arrivare gli stranieri portando i primi alberghi, tanti capoverdiani di Praia si sono trasferiti qui per trovare il lavoro. Ormai i grandi alberghi e villaggi turistici sono parecchi e infatti per le strade si vedono molte più persone immigrate qui, soprattutto dal Senegal, da Praia e da Fogo, e pochissimi di Boa Vista.

I Villaggi Turistici, sono lontani dalla città e quindi la notte non c’è il movimento che si può trovare a Sal; i ristoranti ed i vari locali sono frequentati per lo più da italiani e da quei turisti che scelgono l’appartamento in affitto, mentre chi scende negli alberghi, la sera rimane a cenare e ad approfittare dei divertimenti del famoso “tutto incluso”.

La presenza di Italiani è fortissima, girando per le strade senti parlare solo in italiano, anche i capoverdiani ti salutano in italiano e quasi direi che non gli piace affatto che gli si parli in Kriol.

Negozi di tutti i tipi, anche questi, per la maggior parte gestiti da italiani così come i ristoranti, caffè e locali vari.

Una cittadina molto italianizzata, dove si trova di tutto, dove si mangia benissimo e che poco di capoverdiano ha. Per scoprire i capoverdiani, bisogna andare nel quartiere delle “baracche”. Iniziamo col dire che ormai di baracche non ce ne sono quasi più. Piano piano le baracche si sono trasformate in casette costruite con i blocchi di cemento, sono tante, è un quartiere enorme e qui vive praticamente più della metà degli abitanti di Sal Rei.

Sono stata in visita con amici capoverdiani ed ho passato con loro una splendida domenica fatta di chiacchiere, bevute di birra, spiedini grigliati, musica ed allegria.

Queste persone giurano di essersi comperate il terreno per costruirsi la casa, ma io so che non è proprio così 🙂 Le loro case sono in gran parte abusive, costruite su terreni comunali, ma il Comune non riesce più a mandarli via, perché ha aspettato troppo ed ora sono tantissimi, dove li metterebbero? Mi è stato spiegato che quelli che ancora abitano baracche, verranno ospitati negli appartamenti di “Casa para Todos”. Si tratta di parecchi edifici costruiti dallo stato, con appartamenti destinati ai più disagiati dietro il pagamento di un affitto esiguo, che sono in fase di ultimazione e verranno consegnati pare quest’anno. Quindi le poche baracche rimaste verranno demolite (sempre che gli attuali abitanti siano in grado di pagare un affitto) ma, per quanto riguarda l’intero quartiere, che dispone di tantissimi negozi, bar e persino una chiesa e una scuola, ormai penso proprio che andrà avanti così.

L’esistenza del Bairro di Boa Esperança (così si chiama il quartiere), dà parecchio fastidio a tanti italiani con cui ho parlato e molti tra di loro dicono sia molto pericoloso e non ci si sono mai avventurati 🙂

Sicuramente ci sono dei delinquenti che vi abitano, gli stessi capoverdiani me ne hanno parlato, ci sono anche parecchi immigrati dall’Africa continentale e tra questi ci sarà senz’altro chi per sbarcare il lunario rubacchia in giro. Ho visto però dei senegalesi con la loro bottega, altri che fanno i sarti, insomma si vede un po’ di tutto nel quartiere, ma non credo sia poi così impraticabile come dicono.

La luce elettrica gli viene proporzionata solo fino alla mezzanotte e certamente di notte non sarà consigliabile aggirarsi per quelle viuzze, dove la povertà è tangibile, le casette hanno davvero solo il minimo indispensabile, il bagno è spesso solo un secchio, l’acqua la comperano alle cisterne, i pavimenti sono già un lusso e non tutti li hanno, però l’ospitalità e l’allegria di questa gente è qualcosa di grande.

Quasi tutte le donne che di giorno vendono verdura e frutta per strada o al mercato, e gli uomini che lavorano in giro in diversi settori, compreso il turismo e i taxi, abitano qui. Mi hanno raccontato che tra di loro molti sono venuti per lavorare nei resort e nei villaggi turistici, infatti ci lavorano, ma i datori di lavoro non hanno messo a disposizione delle abitazioni per loro e inoltre i contratti di lavoro non superano mai i sei mesi. Qualcuno mi ha detto: “i nostri guadagni sono ben poca cosa, ci danno al massimo 200 euro al mese, con quella cifra non siamo in grado di pagare un affitto e poi, gli italiani si sono presi Sal Rei ed hanno fatto tutti quei palazzi con appartamenti dai prezzi altissimi .. dove potevamo vivere noi? È stato quasi un obbligo costruirci una baracca!”

Ora non ci si spiega come questa gente tanto povera sia riuscita negli anni a costruirsi la casa, perché anche se di case semplici si tratta, sempre ci sono voluti i materiali, gli impianti, che so io, tutte cose che costano parecchio ma … non indaghiamo, diciamo che in qualche modo si sono arrangiati 🙂 Tra le altre cose credo che quella zona non fosse neppure adatta alla costruzione, in quanto il terreno risulta molto umido e quando piove si allaga completamente; anticamente pare fosse una salina e questo si verifica non solo nella zona delle baracche ma in diversi punti delle zone costiere di Boa Vista.

La delinquenza comunque non è un’esclusiva delle “baracche” infatti devo dire che girare per Sal Rei come turista, può essere pericoloso, nel senso che è meglio non portarsi tanti soldi, evitare di mettersi orologi e gioielli vari e non sbandierare cellulari e macchine fotografiche perché spesso capita di venire assaltati. Questo fenomeno non è solo di Sal Rei, è quello che succede in tutto il mondo … dove arriva il progresso, arriva anche la delinquenza e questo è un fatto appurato.

L’isola di Boa Vista resta comunque un posto incantevole da visitare, con il suo mare trasparente, le dune del suo deserto, la sabbia bianca e finissima che te la ritrovi anche in bocca quando tira vento, le zone verdi e i piccoli villaggi dell’entroterra, i chilometri di spiagge meravigliose, tutto questo ti rimane negli occhi e nel cuore per sempre credo.

Quello che vi ho raccontato, sono naturalmente le mie impressioni, le cose che io ho visto e che mi sono state dette restando a contatto con abitanti dell’isola di varie etnie; poi naturalmente io non conosco a fondo quest’isola, so che in poco più di un mese non ci si può fare un’idea precisa e chi ci vive da anni avrà magari altre versioni, ma questa per quel che vale è la mia 🙂

 

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Ilha do São Vicente

São Vicente, l’isola che è il centro culturale di Capo Verde. La ridente cittadina di Mindelo che si affaccia sulla splendida baia dove attraccano centinaia di barche, meta anche di navi da crociera. Interessante da visitare, coloratissima con i suoi bei mercati, con le vie sempre piene di gente, il club nautico, tanti giardini ben curati, i locali di varia natura sempre aperti fino a tarda notte, la grande quantità di alberghi e le belle spiagge.

Fame a Capo Verde?

?????????? Capo Verde, un Paese del quale si è sempre detto che c’è la povertà, ma non la fame. Contrariamente a molti altri Paesi africani non ci sono bambini denutriti e anche la gente più povera riesce a sfamarsi grazie al pesce e alle coltivazioni di mais e fagioli principalmente.
Siamo nel 2014 e il governo capoverdiano continua a sbandierare la superiorità del Paese rispetto a molti dell’Africa, mentre i capoverdiani si ritengono più europei che africani, eppure ecco affacciarsi lo spettro della fame.
Sull’isola di Santo Antão, sta intervenendo il “Banco Alimentar contra a Fome” proprio per portare aiuto alla popolazione ridotta per l’appunto alla fame!!
Il BAF è un’istituzione di solidarietà sociale per la lotta contro la fame e le carenze alimentari e comincerà ad operare sull’isola il prossimo mese di novembre.
Questa è una triste realtà con la quale il Paese dovrà necessariamente fare i conti, qui non si tratta più solo di crisi, qui inizia ad esserci tanta gente che non ha più da mangiare. Che succede nel paradiso delle vacanze? Cosa sta capitando nelle isole dei grandi alberghi? Forse che l’Hilton non ha pagato abbastanza per costruire il suo splendido angolo e come lui tutti i vari mega villaggi turistici e grandi alberghi recentemente costruiti o ancora in costruzione? E se hanno pagato … dove sono andati a finire i soldi? Che ci sia qualcosa che non va nel’economia di Capo Verde? Ma no, impossibile, siamo così evoluti, mica siamo africani!!!

http://jsn.com.cv/index.php/destaquejsn/2066-para-combater-a-fome-banco-alimentar-chega-a-santo-antao

Le 7 Meraviglie

Pianta di Dragoeira

Pianta di Dragoeira

IL progetto “7 Meraviglie di Capo Verde”, è partito fin dallo scorso mese di marzo. Organizzato da un gruppo di parlamentari facenti parte della lega Ambiente, della Lotta contro la Desertificazione e la Povertà, ha avuto l’appoggio del Governo nella persona del Primo Ministro.
L’obbiettivo del progetto è quello di promuovere la coscienza ambientale e stimolare la gente circa la necessità di valorizzare e preservare il patrimonio naturale di questo Paese.
Ogni isola aveva eletto le proprie 7 meraviglie naturali e tra tutte queste, a partire dal 1 Dicembre, la gente ha avuto tempo per votare sia tramite il sito che con sms.
A conclusione del concorso, ieri 20 Dicembre si è tenuto nella città capitale uno spettacolo, durante il quale sono intervenuti artisti capoverdiani provenienti un po da tutte le isole e si è proceduto all’elezione delle 7 Meraviglie.
I voti pervenuti dal pubblico, si sono sommati a quelli di una giuria e di una commissione tecnica, dando vita ai seguenti risultati finali:

Monte Cara di São Vicente
Vulcano di Fogo
Carbeirinho di São Nicolau
Saline di Pedra de Lume di Sal
Spiaggia di Santa Maria di Sal
Deserto di Viana di Boavista
Parco Naturale di Monte Gordo di São Nicolau.

Inutile dire che sono davvero contenta che l’isola di São Nicolau, che non fa parte di progetti turistici, che è ancora un po isolata e spesso dimenticata dal Governo, abbia ben due meraviglie su sette, al suo attivo.
Sono certamente tutte belle le isole ed ognuna ha il suo fascino, ma São Nicolau è completa, nel senso che offre belle spiagge, tratti di litorale meravigliosi tipo Carbeirinho ma, anche spettacolari monti, percorsi con panorami mozzafiato e vegetazione varia ed abbondante in luoghi tipo il Monte Gordo.

Speriamo che i capoverdiani, giustamente molto orgogliosi delle loro meraviglie naturali, imparino anche ad averne cura e a preservarle, perché finora purtroppo si nota una certa incuria, soprattutto sulle spiagge …

Ed eccovi le foto delle 2 Meraviglie di São Nicolau. Le foto delle altre isole le potete trovare sul sito http://www.7maravilhas.com,cv

Carbeirinho

Carbeirinho

Carbeirinho

Carbeirinho

Carbeirinho

Carbeirinho

Monte Gordo percorsi

Monte Gordo percorsi

Monte Gordo - Strada

Monte Gordo – Strada

Monte Gordo - Scorci

Monte Gordo – Scorci

In un articolo del giornale uscito qualche giorno fa, si parla delle zone di Sal, fatte esclusivamente di case clandestine.
A Santa Maria, esistono due quartieri, Terra Boa e Fatima, che sono vere e proprie “favelas”, agglomerati di baracche costruite con materiali di recupero quali bidoni, latta e qualche pezzo di legno, prive di qualsiasi condizione igienica.terra boa 1

Alcuni abitanti del posto sono stati intervistati ed hanno detto che queste baraccopoli sono in continua espansione visto che ogni giorno arriva gente nuova e costruisce la propria abitazione; solo a Fatima ci sono ad oggi più di 200 baracche che ospitano a volte anche più di una famiglia e naturalmente, sono tutte famiglie numerose …
Molti di quelli che abitano qui, sono persone che arrivano a Sal da altre isole, in cerca di condizioni di vita migliori, attirati dallo specchietto per le allodole del turismo in espansione …. Poi, in mancanza di lavoro, si vedono costretti ad andare a vivere nelle baracche.

Secondo gli intervistati, gran parte della colpa di questa situazione è da attribuirsi al disimpiego, all’alto costo della vita e agli affitti che sono ormai altissimi per chi non ha lavoro oppure guadagna veramente poco.

Qui si sta parlando di Sal, ma la situazione è simile se non peggiore a Boa Vista ed anche a Santiago esistono di queste zone. E’ un fenomeno che è venuto allargandosi proprio su quelle isole che sono state maggiormente toccate dal turismo.

E’ una piccolissima parte di capoverdiani quella che usufruisce delle migliori condizioni di vita apportate dal turismo, per contro, sono sempre di più quelli che non possono più comperarsi da mangiare perché i prezzi sono diventati europei, ma gli stipendi sono rimasti capoverdiani.
Sono arrivati i supermercati che espongono in bella vista parmigiano e prosciutti, verdure importate e vini di buona qualità, biscotti e panettoni … ma il capoverdiano non sa neppure cosa siano tante di queste cose, e se cerca la sua mandioca o il suo pesce, si accorge che sta costando come se fosse d’importazione …. Il tonno fresco? A S.Nicolau 200 scudi il Kg. A Sal 600 scudi il Kg ….

Su isole come S.Nicolau (ma non è l’unica), non si vede questa povertà estrema, non c’è la fame, non ci sono baracche. Si possono vedere nelle zone interne, delle casette povere, fatte di sasso con il tetto di paglia, ma non sono agglomerati, sono abitazioni sparse nella campagna e tante hanno il loro piccolo orto oppure appartengono a pescatori. C’è la povertà sicuramente, manca il lavoro, ma si riesce a comprarsi da mangiare nelle botteghe e il pesce con qualche ortaggio non mancano mai.

Qui il turismo vero e proprio non è ancora arrivato, non ci sono villaggi turistici né grandi alberghi e lo straniero che viene qui si accontenta di piccole pensioni e ama camminare alla scoperta di un’isola ancora incontaminata oppure prende una barca e va a spasso per il mare …. Tutto questo fa si che i nativi possano continuare la loro vita semplice in tutta tranquillità 🙂

Chissà se il Governo sarà capace di salvare almeno qualche isola, cercando di portare un turismo più responsabile e di fare le cose a misura d’uomo? … lo scopriremo solo vivendo ….;-)

Al seguente indirizzo, l’articolo apparso sul giornale “A Nação) :
http://www.alfa.cv/anacao_online/index.php/destaque/3925-o-lado-negro-da-terra-boa

La sabbia è un elemento di primaria importanza per le costruzioni edili. Finora non si è verificato nessun problema per l’approvvigionamento, in quanto le isole sono contornate da tante spiagge, da dove si era soliti rifornirsi di sabbia destinata alle costruzioni. Ultimamente però, la nuova Amministrazione Comunale di Tarrafal di S.Nicolau, ha posto il veto di prelevare sabbia dalle spiagge. La responsabile dell’Ambiente ha detto chiaramente che non è possibile andare con i camion sulle spiagge e asportare tonnellate di sabbia, soprattutto perché queste spiagge sono frequentate dalle tartarughe marine che qui depongono le loro uova e sono una specie protetta che va salvaguardata.

Per contro, i camionisti ed i costruttori della zona si sono ribellati a queste nuove disposizioni che gli impediscono di lavorare. Una materia prima come la sabbia che loro erano abituati ad avere a portata di mano e a reperire facilmente e a costo zero, venendo a mancare provoca la paralisi di tutto il giro del lavoro di tante persone; far arrivare la sabbia da fuori sicuramente comporta costi molto elevati e toglierebbe il lavoro a parecchi camionisti …

La responsabile dell’Ambiente ha assicurato che l’Amministrazione sta lavorando per monitorare tutte le spiagge, al fine di trovare posti dove sia possibile effettuare il prelievo di sabbia, senza arrecare danni ambientali. Pare che siano già state localizzate tre spiagge, ma ci vorrà il tempo per effettuare tutte le verifiche, dopo di che, ove possibile verrà dato il via libera all’approvvigionamento di sabbia. Intanto, le spiagge delle tartarughe saranno attentamente controllate e sono previste multe piuttosto “salate” per chi non rispetterà le nuove regole.

E’ senz’altro comprensibile il disagio e lo scontento della gente che lavora in questo settore in quanto per molti di loro questi viaggi a caricare sabbia, rappresentano il sostentamento di intere famiglie, ma è certamente importante che a Capoverde si inizi ad avere una coscienza ambientale e la ricerca di soluzioni che possano mettere in grado la gente di lavorare senza distruggere l’ecosistema mi sembra encomiabile e necessaria.

Chi ha piacere di vedersi la notizia passata dalla TV nazionale, la trova all’indirizzo qui sotto.

http://rtc.cv/index.php?paginas=13&id_cod=21429

San Francesco

San Francesco è il Santo patrono di Tarrafal di S.Nicolau.
E’ una delle feste molto sentite qui e in genere prevede tre giorni di festeggiamenti e avvenimenti vari.
La caratteristica principale di questa festa è sempre stata la processione in mare, che si effettua dopo la messa solenne, con l’uscita in mare della statua del Santo, accompagnato dai fedeli che vengono sistemati su varie barche, in genere quelle dei pescatori.

Negli ultimi due anni non è stata fatta la processione per motivi sconosciuti, ma quest’anno, fin dal 29 agosto scorso, il nuovo sindaco di Tarrafal, ha avuto un incontro con il parroco, allo scopo di accordarsi per ripristinare questo evento che sta a cuore a tutti i cittadini e si è detto disponibile a collaborare in tutto per far si che non andasse perduta quest’antica tradizione.

Bene, ieri era il giorno di S.Francesco ed io ho pensato di scendere al porto per scattare qualche foto. Non avrei partecipato alla messa perché dura un’eternità e non sono un’entusiasta frequentatrice, ma mi sono messa d’accordo con un’amica capoverdiana, la quale mi avrebbe avvisata telefonicamente quando a messa ultimata, la processione si sarebbe avviata …
Era l’una del pomeriggio quando la celebrazione ultimò ed io ricevetti la telefonata che mi avvisava che stavano partendo in quel momento in processione verso il porto.

Sole a picco, niente vento e il solito gran caldo di quell’ora! Macchina fotografica a tracolla parto e attraverso tutta Tarrafal da casa mia fino al porto. Arrivo e trovo una gran quantità di gente in attesa dell’arrivo di tante altre persone che giungevano dalla chiesa … mi guardo intorno e non vedo nessuna barca addobbata (in genere le barche vengono decorate con bandierine colorate e ammennicoli vari).

Arriva il parroco in testa alla processione e … SORPRESA!!! l’uscita in mare non si fa! 😉

Ecco, dirlo prima no? E poi, il sindaco, metterci almeno la faccia no? Ma la domanda che tutti avevano sulle labbra era: perché? il parroco a questo punto, arrampicandosi letteralmente sui vetri, spiega che non si può fare perché in porto sono presenti delle navi che stanno scaricando ed è inagibile.

Ora, dovete sapere che le navi da carico stazionano nel porto, ma la banchina da cui era prevista la partenza non è quella, bensì quella dei pescatori dalla quale sarebbe stato possibilissimo imbarcarsi.
Semplicemente non era stata contrattata nessuna barca per effettuare l’uscita della processione (altrimenti le barche sarebbero state preparate e decorate prima) non si sa cosa sia successo naturalmente, magari il Comune che è pieno di debiti non voleva spendere neanche quei quattro soldi per le barche? ma allora perché fare un incontro col parroco e farsi fotografare mentre dichiara che vuole ripristinare le antiche tradizioni? E il Parroco … perché non dirlo già durante la messa che l’uscita in mare non si sarebbe fatta?

Conclusione: Niente processione, niente foto. Un applauso all’ennesimo evento che viene sapientemente organizzato e gestito in questo Paese 🙂

Il governo inaugura oggi sul’isola di Santiago,una centrale ibrida Solare-Eolica che sarà in grado di rifornire di energia 105 famiglie.

La realizzazione del progetto dal costo di 500.000 € è stata possibile grazie all’aiuto finanziario del governo regionale delle Canarie.

Il direttore del Servizio di Energia, spiega nel’articolo, che oggi avviene l’inaugurazione, ma sarà necessario provvedere alla formazione di tecnici locali, nella gestione e manutenzione del sistema di generazione di energia.

E’ qui che “casca l’asino” 🙂 …. riusciranno i nostri eroi ad addestrare qualche tecnico che sia poi in grado di far funzionare il tutto? Oppure come normalmente succede qui, quando si presenterà il primo guasto, si lascerà che tutto vada a catafascio non essendo in grado di intervenire?

Mi auguro che questa volta facciano sul serio, anche se mi chiedo: Se stavano installando questa cosa e sapevano che sarebbe presto stata inaugurata, perché non pensare da subito di formare del personale tecnico, in modo che quando parte il progetto ci fosse già chi è in grado di seguirlo?
Ma non disperiamo 😉 stiamo a vedere come andrà a finire e incrociamo le dita!!!!

http://www.binokulu.com/2012/10/04/governo-inaugura-central-hibrida-solar-eolica-em-sao-domingos/

Prendo spunto da numerose e-mail che ricevo, per parlare delle possibilità di lavoro in queste isole.
Diversi ragazzi e ragazze si trovano ora in difficoltà in Italia per i motivi che tutti ben conosciamo e avrebbero una gran voglia di “cambiare aria” per così dire 🙂

Vediamo: per prima cosa il mio consiglio è quello di prendersi una vacanza abbastanza lunga, che permetta di stare un po’ di tempo, conoscere più di u’isola, guardarsi attorno e cercare di capire prima di tutto se piace il posto e se ci si trova proprio agio. non dimentichiamoci che non tutti abbiamo gli stessi gusti ed è diverso scegliere un posto per farci dieci giorni di vacanza e sceglierlo invece per venirci ad abitare e lavorare.

2) – se si pensa di trasferirsi per lavoro, è necessario avere almeno un’infarinatura di portoghese, altrimenti sarà dura capire e farci capire.

3) – se si cerca un lavoro dipendente sarà indispensabile restare su isole come Santiago, Sao Vicente, Sal o Bovista in quanto sono le più progredite per così dire … Sono le isole dove il turismo è stato maggiormente impulsato e quindi si può pensare che qui sia meno difficile trovare impiego nel campo turistico per esempio. C’è da tener presente che gli stipendi sono piuttosto bassi e non sempre servono per vivere, perché di contro, gli affitti per esempio non è che siano regalati, neppure la luce e l’acqua … ma poi, tutto dipende da come ci accontentiamo di vivere.

4) – un’attività in proprio: si potrebbe fare di tutto, in quanto mancano tantissime cose, dal commercio, alla ristorazione, al campo tecnologico, impianti civili, costruzione edile ecc ecc. Il problema è: si è disposti ad iniziare un’attività sapendo che non avremo da subito un grande riscontro, ma si tratterà di aspettare magari qualche anno? Se si hanno le spalle coperte e si ha la possibilità di cavarsela con poco, parecchie attività ingraneranno, perché il progresso non si ferma; bisogna vedere quanto siamo in grado di aspettare, lottando per farcela.

Poi dipende sempre tutto da come siamo fatti noi. Un giovane che non ha grandi pretese ma sogna di cambiare vita, qui se la può cavare con poco e riesce a vivere, proprio come fanno i capoverdiani, ma quanti hanno ancora questo spirito di avventura? 🙂

Inviterei tante persone che mi scrivono privatamente, ad esprimere i loro dubbi e fare le loro domande, così come inviterei chi ha già esperienze in merito, a dire la sua dando consigli e pareri.

grazie a tutti

Vita di tutti i giorni

I trasporti tra le isole sono da sempre un grosso problema. Purtroppo abbiamo una compagnia aerea in pieno deficit e che non riesce a dare un servizio regolare e decente; abbiamo anche dei collegamenti marittimi a dir poco ridicoli; non si sa mai quando e come arriverà una nave, si tratta sempre di vecchie navi malandate che spesso devono fermarsi per giorni e giorni per riparazioni; è quasi impossibile pianificare un viaggio ad un’altra isola via mare perché non si può mai sapere se e quando tornerà indietro la nave in questione.

A Gennaio del 2011, l’Impresa CVFast Ferry, ha istituito un servizio di trasporto tra le isole che doveva avvenire tramite due navi: la “Criola” che avrebbe collegato le isole di Sotavento e la Liberdadi”, che avrebbe viaggiato tra le isole di Sopravento. Ricordo ancora gli interminabili servizi al TG, tutti i “bravo” e gli “evviva” … entusiasmo alle stelle e complimenti sperticati per una grande impresa capoverdiana!

Solo la Criola ha preso servizio e pare stia viaggiando tra Santiago, Fogo e Brava, mentre l’altra nave si trova ancora a Singapore, pronta per venire, peccato che non ci siano i soldi per pagarla!!

E’ di oggi la notizia che la CVFF, ha annunciato che la prossima settimana dovrà chiudere definitivamente i battenti se il Governo non l’aiuterà … Tra gli azionisti dell’impresa figurano anche diversi municipi di Fogo e Brava. Proprio queste Amministrazioni, criticano la forma di gestione dell’impresa, secondo loro le spese sono enormi e sproporzionate per questo tipo di lavoro.
Secondo i gestori invece, il Governo dovrebbe entrare in parte molto maggiore con capitali consistenti per salvare la baracca!!

In sostanza, nel giro di poco più un anno sono stati capaci di mandare a rotoli il tutto, intanto i servizi di trasporto ne risentono ancora una volta e fanno un altro passo indietro.

La stessa storia con la TAICV per i trasporti aerei ….. azienda in fallimento, Governo che dovrebbe intervenire, tutto fermo e caos in tutti gli aeroporti con enorme malcontento dei viaggiatori.

Viene spontaneo chiedersi: “Ma perché mai questa gente non è in grado di gestire niente?” Perché non è la prima impresa che va a rotoli e purtroppo si nota che quando un’impresa va in mani capoverdiane, ha poche speranze di durare a lungo.

Personalmente credo che questo Paese abbia fatto il passo più lungo della gamba. Non hanno le basi, la preparazione o l’esperienza necessarie per affrontare certe problematiche. Il Governo tendenzialmente copia dall’Europa e spinge a più non posso il Turismo per esempio, ma a parte le strutture turistiche in mano agli stranieri, non esiste altro e soprattutto, non si può promuovere un turismo di massa dove non arrivano aerei e navi. Non si può pretendere che arrivino navi da crociera quando i porti non sono a norma e non sono adatti per far sbarcare la gente. Manca la base di tutto, è come un castello di carte che si regge traballando.

Si criticano sempre i Governi, in ogni parte del mondo, ma in effetti, io credo che questo Paese stia adottando una politica non adatta. E’ un Paese troppo giovane, troppo inesperto per fare grandi salti in avanti di botto, io credo che doveva essere più graduale e forse si starebbe andando un tantino meglio.