In effetti l’articolo cui mi ero rifatta e che parlava di quarto posto al mondo (link al precedente articolo) … non è affatto preciso.
Bisogna però chiarire che il Formaggio di S.Antao ha ricevuto il marchio internazionale “Slow Food” che è un riconoscimento molto importante per questi pastori e produttori di un’isoletta in mezzo all’Atlantico.
Il riconoscimento è stato dato per la produzione di un prodotto assolutamente naturale, senza aggiunte di acqua, senza essere scaldato o raffreddato artificialmente.
La produzione avviene sull’isola di S.Antao dove una ventina di pastori curano circa 7000 capre e direttamente producono il formaggio, questo lavoro contribuisce al sostentamento di circa 60 famiglie.
Quindi il prossimo passo sarà quello di attuare il progetto (finanziato come sempre con soldi europei), che prevede di ampliare e migliorare la produzione unendo la lavorazione anche di yogurt e altri derivati del latte.
Non ho letto nulla a riguardo della famosa fabbrica che era stata abbandonata, sicuramente l’intenzione sarà quella di rimetterla in funzione e magari migliorarla ancora.
La speranza è quella che una volta avviato il progetto ed incassati i soldi, le cose vadano avanti questa volta, che non si abbandoni più quello che con tanta fatica si riesce ad ottenere, perché gli aiuti che piovono dal cielo, (e sono parecchi), sono ne più ne meno che i soldi di cittadini di altri Paesi e costano anche tanta fatica e tanto lavoro a chi si occupa di ottenere i finanziamenti.
Mi auguro di tutto cuore che i capoverdiani stiano iniziando a capire queste cose e che si applichino con tutte le loro forze per ottenere buoni risultati che miglioreranno la loro vita.
Auguri S.Antao!!! Forza ragazzi, a lavorare sodo!!!