Tag Archive: S.Nicolau


Mentre su altre isole spuntano in continuazione grandi alberghi e villaggi turistici, Sao Nicolau mantiene intatta la sua capoverdianità. Neanche un albergo, niente villaggi qui; solo piccole pensioni e appartamentini in affitto.
Si tratta di un’isola adatta ad un tipo di turismo per così dire “di nicchia”. S.Nicolau è per il viaggiatore esigente, quello che non si accontenta della solita vacanza al mare, ma vuole scoprire i luoghi, entrare in contatto con la gente, arrampicarsi per mulattiere impervie per godere di panorami mozzafiato e dedicarsi alla pesca sportiva.

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Il mare di quest’isola è particolarmente pescoso e si è quindi rivelato un vero paradiso per chi ama la pesca.
Da anni a Tarrafal esiste la possibilità di uscire a pesca con Marsal. Marco, un italiano che dotato di grande esperienza in questo campo, accompagna i turisti in emozionanti battute di pesca ed è sempre divertente vedere quei pescatori al rientro, sorridenti e felici per la loro impresa, carichi di ricciole e tonni a volte enormi!!
Recentemente si è aperta una nuova opportunità per gli appassionati di pesca sportiva, questa volta per chi ama pescare dalla spiaggia.

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Blue Wild Club è il nome del nuovo impianto sportivo, organizzato da un altro italiano: Mirco, che mette a disposizione del turista tutta l’attrezzatura per la pesca a Surf Casting e Spinning ed effettua anche uscite con i kayak ….
Non faccio in genere pubblicità a nessuno sul blog, ma mi sembra giusto segnalare che anche in un’isola come São Nicolau che è sempre giudicata “minore” si sta muovendo qualcosa nel campo turistico e per di più si tratta di un turismo che non intacca il tranquillo tran-tran degli abitanti e dà opportunità di divertimento ed inserimento con i locali. Non solo, apporta anche qualche guadagno ai capoverdiani, perché questi turisti soggiornano nelle pensioni gestite da loro e mangiano presso i ristorantini locali, disposti anche a cucinare lo stesso pesce che pescano!!!
Eccovi i link di queste due “imprese” per poterne sapere di più:

http://marsalcapoverde.altervista.org/

http://www.bluewildclub.com/index.php?option=com_content&view=featured&Itemid=101

Bere a Capo Verde

I capoverdiani sono grandi bevitori. Non sono certo bevitori raffinati, in quanto possono bere di tutto e di più, basta che sia alcoolico 🙂
Sulle isole si possono trovare svariati tipi di liquori importati, ma il capoverdiano predilige sempre il Grog che è la bevanda alcoolica nazionale e viene prodotta in loco, soprattutto sulle isole di S.Antao e S.Nicolau.

E’ interessante visitare i luoghi dove questo liquore viene prodotto. Si chiamano Trapiche e sono situati nelle zone dove avviene la coltivazione della canna da zucchero.

Nei trapiche, si effettua appunto la lavorazione della canna da zucchero tramite spremitura per arrivare fino alla distillazione vera e propria della melassa, che darà il prodotto finito.

Il Grog non viene lasciato molto ad invecchiare ma si commercia quasi subito dopo la produzione; è un liquore trasparente molto forte, simile forse ad una grappa, ma molto meno aromatico. Potrebbe essere considerato come la base del Rum, in quanto pare che il Rum non sia altro che Grog lasciato invecchiare in botti di legno.

Aggiungendo al Grog del miele o il cocco ed altri svariati aromi, producono il Ponche, che risulta essere un liquore sempre piuttosto forte, ma dal gusto più soave e per questo motivo è apprezzato soprattutto dalle donne 🙂

L’altra bevanda “di bandiera” è la birra. Si può trovare birra importata dal Portogallo e c’è una birra di produzione nazionale che è fortemente commercializzata in tutto il Paese. Si tratta comunque di birre leggere se paragonate alle svariate qualità di birra che si trovano in Italia. In ogni caso i capoverdiani ne fanno un’uso indiscriminato, sono sempre pronti per una “cervejinha” a qualunque ora del giorno o della notte 🙂

Per quanto riguarda i vini, bisogna dire che non sono degli intenditori e non hanno la cultura del vino. Si trovano diverse qualità di vini importati soprattutto dal Portogallo, ma sono prodotti in genere di scarsa qualità e che per contro vengono venduti a caro prezzo. Capita comunque a volte di trovare un qualche vino di qualità accettabile e se no si può fare a meno del vino …. è meglio fare provvista in quelle occasioni.

Per contro, sull’isola di Fogo esistono delle coltivazioni di uva e viene prodotto anche se in modeste quantità, un ottimo vino sia bianco che rosso. Questa attività iniziò parecchi anni or sono grazie all’impegno dei frati cappuccini
che piantarono le prime viti nella zona di Chà das Calderas, sulle pendici del vulcano. Fuori da Fogo non è facile da trovare questo buon vino, forse perché la produzione è piuttosto limitata e forse perché viene destinato all’esportazione, ma se andate a Fogo potrete sicuramente comprarne qualche bottiglia. Vale la pena assaggiarlo.

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