Siamo a Carnevale, da un mesetto circa risuonano i tamburi, sono le prove per le sfilate del carnevale e quindi ormai ci si è abituati ad avere quel rullio ora sommesso, ora rombante in sottofondo.
Da ieri sono iniziate le varie sfilate: i bimbi degli asili, poi quelli delle elementari, oggi i ragazzi delle superiori; poi di sera le feste in maschera un po’ in tutti i locali e il top sarà tra domenica sera e martedì grasso con le sfilate degli adulti e dei carri.
Tutto normale trattandosi appunto del carnevale e sapendo quanto è sentita questa festa qui a Capo Verde. E Carnevale vuol dire Tamburi!!! Non c’è capoverdiano che riesca a tener fermi i piedi quando sente il ritmo di un tamburo anche da lontano.
Oggi comunque ho assistito ad un episodio che, dopo un attimo di sconcerto, mi ha fatto ribaltare dal ridere: La tamburiata all’Ospedale!
Io abito nei pressi dell’ospedale di Sal Rei, e oggi verso le 5 del pomeriggio ho capito che i tamburi si stavano avvicinando più del solito, al che mi sono affacciata al balcone per vedere di cosa esattamente si trattasse.
Lungo la strada principale si stava avvicinando un corteo di ragazzi e ragazze non mascherati, ma vestiti con magliette multicolori; già da lontano spiccavano quelle macchie rosso vivo, verde acceso, blu e giallo. I ragazzi dalle magliette blu erano i “drum player” che ci davano dentro come pazzi a far vibrare i loro strumenti, dagli enormi tamburi fino ai piccoli tamburelli, creando un ritmo ora cupo ed ora accelerato e gioioso, un incrocio tra il batuco e la samba.
Io affacciata al balcone insieme al mio cane incuriosito e reso frenetico dal frastuono, ho pensato che avrebbero tirato dritto per la strada o che magari avrebbero girato verso la spiaggia … e invece no; improvvisamente ho visto che svoltavano nello spiazzo dell’ospedale ed arrivavano fin davanti la porta principale del pronto soccorso, dove si fermavano, tutti schierati creando una gran macchia colorata sfolgorante sotto il sole.
Si sono fermati si, ma non hanno fermato la musica; si sono trattenuti in quel luogo una mezz’ora circa facendo vibrare i vetri delle finestre di casa mia che si trova dall’altra parte della strada … non oso immaginare i vetri dell’ospedale. Intanto che la musica continuava sempre più assordante, il personale dell’ospedale usciva accennando passetti di samba e ridendo di brutto, sarà sicuramente uscito anche qualche degente di quelli non gravi immagino.
Io ridevo perché comunque anche a me è venuta voglia di muovere i piedi a quel ritmo e intanto pensavo che dappertutto, nelle zone limitrofe degli ospedali vige l’obbligo del silenzio, è vietato suonare i clacson e creare rumori molesti. A Capo Verde è diverso, io credo che se quei liceali hanno fatto la loro performance in questo posto è perché sanno che agli ammalati piace.
Erano scortati dalla Polizia e quindi in piena regola, e conoscendo ormai bene questo popolo posso immaginarmi la gente nei lettini li dentro che sorrideva e ritmava magari con le mani, grata di quella che per loro è senz’altro una ventata di allegria. Si, perché noi possiamo anche apprezzare, ma certamente dopo mezz’ora di quel ritmo ossessivo a volume altissimo … cerchiamo di allontanarci, invece loro no, loro possono stare tutto un giorno e anche una notte intera a saltellare e finché c’è un tamburo ci sarà gente felice intorno a lui.
Loro hanno ragione, loro vivono felici e non si stressano, non si ammazzano di lavoro e si godono la vita contentandosi della semplicità. Sono da invidiare sicuramente. Buon Carnevale!!!