Tag Archive: turismo e povertà


natale-al-caldoBoa Vista, la seconda isola più turistica di Capo Verde dopo Sal, conta ormai con cinque grandi Resorts, alcuni costruiti proprio direttamente sulla spiaggia che offrono tutti i comfort possibili ed immaginabili agli ospiti.
Lanciata turisticamente non molto tempo fa, è ora tra le mete preferite e quest’anno nei periodi di punta è stato registrato un tasso di occupazione del 100%, soprattutto negli Hotels che praticano il “tutto incluso”.
Boa Vista, con le sue spiagge bianche e il suo mare turchese che ricorda i Caraibi, non poteva mancare di attirare tanta gente e tanto movimento e da quando l’isola è stata dotata di un aeroporto internazionale, il gioco è stato fatto.
Ovviamente uno pensa: “bene, turismo vuol dire movimento, gente che compera, denaro che arriva e quindi migliori condizioni della vita dei capoverdiani”. Si è così, ma dove arriva questo denaro?
Questo è il dramma, ai capoverdiani pare non arrivi proprio niente. Nel telegiornale di ieri è stato passato un servizio che riguarda appunto le condizioni di vita della gente di Boa Vista dopo l’avvento del turismo. Dal servizio emerge il disagio che vive tantissima gente sull’isola e le condizioni davvero infelici in cui si trovano a vivere.
Da un momento all’altro, appena fuori dal centro di Sal Rei (la cittadina turistica), è sorto un quartiere di baracche e case costruite con materiali di fortuna, senza porte ne finestre, senza acqua ne luce con le fognature a cielo aperto, che corrono sulle stradine di sabbia e fango, dove le donne cucinano su fuochi a legna. Al quartiere è stato dato il nome di Boa Esperança ed è ovviamente abusivo.7_18
Non stiamo parlando di quattro casupole, si parla di un grande quartiere, dove vivono attualmente circa 4000 persone. Tanti vengono da altre isole, sono arrivati per cercare lavoro nel settore turistico e l’hanno anche trovato. Quasi tutte le persone che lavorano nei resorts, abitano qui. Una cameriera guadagna 250 euro al mese, un supervisore ne guadagna 360, ma il turismo ha fatto alzare notevolmente i prezzi e vivere e mantenere una famiglia con quegli stipendi è difficile. Alcuni degli intervistati si arrangiano mettendo banchetti dove vendono vestiario o frutta e verdura, ma dalla voce di tutti traspare l’enorme difficoltà che questa vita comporta.
C’è pure una scuola nel quartiere … ma mancano i professori; c’è chi si è ingegnato ed ha messo su un sistema per produrre e fornire energia elettrica … a chi la può pagare certo!
Non ci vanno i turisti al “Barrio Boa Esperança”, non fa parte delle rotte dei tours, eppure è li, dietro l’angolo e li che si trovano le donne che lavorano nelle cucine o che rifanno i letti e puliscono le camere, è li che i ragazzi sorridenti che portano i cocktails vanno a dormire dopo il lavoro.
Questa è la triste realtà che accompagna il boom turistico, le tartarughe sloggiate dalle loro spiagge e la gente ghettizzata in baracche di fortuna. Questo è il prezzo che la gente di questo Paese paga, dopo aver tanto sperato nell’avvento del turismo per migliorare le proprie condizioni.
Qualcuno si arricchirà come sempre succede in questi casi, ma io penso ai tanti disperati che erano padroni del loro piccolo paradiso ed hanno inseguito un sogno, che invece di realizzarsi li ha portati a peggiorare le loro condizioni e vivere nel disagio e nell’incertezza del domani!

http://rtc.cv/index.php?paginas=45&id_cod=45400

Meglio la Galera!!

Nei giorni scorsi, un carcerato che stava scontando la pena di quattro anni di reclusione nella prigione dell’isola di Sal per furto e aggressione, è riuscito a fuggire.
Mentre la Polizia stava effettuando le ricerche sull’isola per riprenderlo, il tizio ha deciso di ritornarsene spontaneamente in cella.
Si è presentato in carcere dicendo testualmente: – “La vita la fuori non è uno scherzo! Almeno qui ho garantiti tre pasti al giorno, il lavaggio della biancheria e un tetto sulla testa!”-
La notizia può anche far sorridere, ma alla fine la dice lunga sulle condizioni di vita di tanti capoverdiani, che in isole come Sal, si devono accontentare di vivere in bidonville, oppure non trovano posto neppure li e non avendo nessun tipo di entrata, si arrabattano commettendo furti e aggressioni ai danni dei turisti e della gente comune.
L’avvento del Turismo che è il motore che dovrebbe far progredire il Paese, è stato purtroppo anche la rovina di tanta povera gente, che sperando di migliorare le proprie condizioni, si è trasferita sulle isole cosiddette turistiche pensando di trovarvi lavoro. Purtroppo per loro, il lavoro non c’è, perché il turismo è in mano agli stranieri che gestiscono i grandi villaggi turistici e i grandi alberghi, i cui clienti sono praticamente blindati all’interno di queste strutture e non lasciano che pochissime briciole ai capoverdiani, usufruendo del famoso “tutto incluso”.
La vita diventa veramente dura per chi sperava di migliorarsi e la disperazione spinge alla delinquenza. Il risultato? I turisti si spaventano e i locali muoiono di fame … Il Governo? loro hanno altro a cui pensare, devono correre dietro ai Cinesi, posare la prima pietra di una quantità di Opere che magari un giorno si realizzeranno, arraffare tutti gli aiuti stranieri che arrivano copiosi, insomma la scelta dello Stato è decisamente quella di europeizzarsi il più possibile!!!
E i disoccupati? i poveri? Per loro meglio la galera, almeno li si mangia.

http://noticiasdonorte.publ.cv/22851/sal-fugitivo-volta-para-cadeiade-livre-vontade/

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