Archive for ottobre, 2015


Uno degli argomenti che più preoccupano chi pensa di trasferirsi a Capo Verde e soprattutto chi è già in pensione, riguarda la sanità.
In più occasioni ne abbiamo già parlato e ho spiegato che le isole più attrezzate in questo campo sono Santiago e S.Vicente. Sulle altre isole c’è qualche problema in più, ma giusto per darvi notizie certe ed aggiornate, posso spiegarvi come funziona a S.Nicolau.
S.Nicolau è una delle isole più “dimenticate” dal Governo, dove i trasporti sono precari e funziona tutto a rilento. Io qui ci vivo da quando sono andata in pensione e proprio in questi giorni ho avuto bisogno di ricorrere ai servizi sanitari, per cui vi racconto com’è andata 🙂
Sull’isola ci sono due ospedali, uno si trova nella capitale Ribeira Brava ed è quello meglio attrezzato. Nella cittadina dove io risiedo, Tarrafal, c’è un piccolo ospedale, più un centro di salute diciamo, dove io vado per esempio per farmi fare le ricette di qualche medicinale. Mi era capitato tempo addietro di avere un’infezione su un dito provocata da una spina ed in quell’occasione sono stata accuratamente medicata e il problema si è risolto in tempi brevi. Presso questo piccolo ospedale è possibile farsi visitare dal medico generico che è un po’ come andare dal nostro medico della mutua.
Giorni fa ho preso appuntamento per una visita. L’appuntamento mi è stato fissato quattro giorni dopo, il medico è stato molto coscienzioso, effettuando una visita completa ed interessandosi per i miei trascorsi, per conoscere l’esistenza di eventuali malattie o fatti ereditari, ha voluto sapere se prendevo medicinali e quali ecc ecc. Dopo di che mi ha consigliato di effettuare un controllo generale che secondo lui è importante soprattutto alla mia età.
Così mi ha prescritto le analisi complete e un elettrocardiogramma.
Il giorno dopo la visita ho potuto presentarmi per le analisi e a distanza di due giorni danno i risultati. Dato che questo posto salute non è attrezzato con un laboratorio di analisi, viene da Ribeira Brava un’analista, che provvede ai prelievi, ritira i campioni, li porta all’ospedale principale dell’isola e due giorni dopo ritorna portando i risultati. A distanza di qualche altro giorno si può ritornare dal medico curante per mostrargli le analisi e lui provvede a dare nel caso sia necessario, una cura.
Nel caso fosse necessario fare delle lastre, bisogna andare a Ribeira Brava, mentre per cose più importanti per forza si deve andare a Sao Vicente, dove ci sono ospedali e cliniche più attrezzate. Per le visite specialistiche bisogna prenotarsi per la data in cui arriva il cardiologo o l’angiologo o qualunque altro, che vengono sull’isola periodicamente per qualche giorno.
Il piccolo ospedale di Tarrafal, dove devo dire sia il medico che gli infermieri sono davvero gentili e premurosi, si percepisce una certa disorganizzazione (la stessa che si trova in tutta Capo Verde e in tutti i settori non solo nella sanità), però ormai io sono abituata al loro modo di lavorare e la prendo serenamente 🙂 In fondo non è che siamo abbandonati a noi stessi, come ho detto, possiamo avere un servizio sanitario abbastanza decente almeno per le cose di ordinaria amministrazione.
I problemi si presenterebbero se si fosse in presenza di patologie gravi, ma se si è avanti con gli anni però con una salute medio buona, non esistono problemi.
Ricordo che ora è possibile avere l’assicurazione INPS per chi è pensionato in Italia. Io ho fatto richiesta ma al momento non è ancora arrivata, quindi ho pagato per le visite e le analisi. Il costo complessivo di analisi complete, elettrocardiogramma e 2 visite mediche è stato di 55 Euro. Se avessi avuto l’INPS ne avrei pagati 14 e la visita medica sarebbe stata gratuita.
Se penso a cosa pagavo per un ticket solo per fare le analisi del sangue ed avendo la mutua … rabbrividisco 🙂
Per concludere, agli amici pensionati che spesso mi scrivono chiedendomi: “Ma la sanità? Si può stare tranquilli? c’è il dottore? Si possono fare dei controlli o delle analisi?” … dico che possono stare tranquilli, se non soffrono di gravi malattie potranno vivere qui altri cento anni scordandosi dei medici 🙂 Se poi sarete a Praia o a Mindelo, siete in una botte di ferro!!
Naturalmente c’è una cosa importante da dire: per scegliere di vivere qui la terza o quarta età, bisogna essere un po’ fatalisti. Se si è di quelli che per ogni piccolo sintomo si precipitano da dottori e specialisti, allora forse è meglio non trasferirsi in posti così. Io per quanto mi riguarda penso che se e quando dovesse arrivarmi una malattia grave, farei come fanno quelli che qui ci sono nati e vissuti, mi farei le cure che qui mi possono proporzionare e quando arrivasse la mia ora me ne andrei in santa pace. Non tutti la pensano così, e in Italia siamo abituati a ricorrere agli ospedali, alle operazioni a tutti i vari metodi che applicano per tenerci in vita un po’ di più, magari seduti su una sedia a rotelle, magari obbligando figli e famigliari a prendersi cura di noi fino allo sfinimento … ma l’importante è andare avanti finché c’è un alito di respiro. Io non sono di quest’idea e quindi non è che mi preoccupi più di tanto la situazione sanitaria del Paese in cui ho scelto di vivere e dove mi sono scordata dei dolori alle ossa per esempio o dei tanti malanni che mi procurava il freddo e l’umidità … io penso che cerco di vivere bene questi anni e quando arriverà quel momento sarà perché è ora di andare e cercherò di andare il più serenamente possibile 🙂
Se la pensate come me, potete trasferirvi subito!!!!!

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TACV ancora nel CAOS

TACV-Cabo-Verde-Airlines_001

E’ una storia infinita … non si risolverà mai?
Ora è successo che l’unico Boeing 757 della compagnia, guarda caso si è guastato strano no? Bene lo hanno inviato per riparazioni in Germania.
Si trattava di ottenere un aereo a sostituzione onde evitare il caos e La TACV contrattò un Airbus A320 in Bulgaria.
Ovviamente poi dovevano inviare all’ Agenzia di Aviazione Civile tutta la documentazione per ottenere la certificazione necessaria per poter mettere in funzione l’aereo affittato.
Peccato che trattandosi della TACV, stiamo parlando di una Compagnia incompetente e vergognosa, quindi è successo che l’Agenzia di Aviazione Civile ha rifiutato la certificazione per aver ricevuto una documentazione “Incongruente e piena di non conformità”!
Le conseguenze? da una settimana l’aereo è fermo perché grazie all’incompetenza della compagnia aerea capoverdiana non è stato possibile ottenere il permesso di volo. Voli cancellati e centinaia di passeggeri rimasti a terra ospitati in hotel in attesa di sapere quando potranno ripartire. Non oso immaginare quanto tutto ciò possa venire a costare alla Compagnia già fallimentare ….
Un consiglio? Non prenotate mai il volo internazionale con TACV!!!! Per i voli interni purtroppo non si può evitare perché non c’è altro al momento, ma almeno per gli internazionali, affidatevi a compagnie più serie!!!

http://jornaliberal.com/destaques/2015/10/13/caos-na-tacv-passageiros-em-terra-aviao-parado-prejuizos-acumulados/

Abbiamo più volte parlato del livello piuttosto basso della scuola a Capo Verde. Soprattutto sulle isole di minor importanza, come S.Nicolau, la maggior parte degli insegnanti non ha frequentato alcun corso di laurea ma possiede il solo diploma del “liceo”. Il liceo non è da intendersi come il liceo italiano, ma è una scuola secondaria generica.
Ed ecco che un ragazzo che sta frequentando il liceo, si può ritrovare come professore, uno che si è diplomato magari qualche anno prima alla stessa scuola …
Sull’isola di S.Vicente esiste l’Istituto Universitario di Educazione (IUE), che da quest’anno, mette a disposizione dei docenti di S.Nicolau, dei corsi online.
Si tratta di corsi di Lingua Portoghese, Storia, Geografia, Matematica, Educazione Artistica, Scienze Naturali e Studi Capoverdiani (quest’ultima materia non ho ben capito a cosa si riferirà).
I corsi inizieranno a fine novembre ed avranno la durata di due anni. Il costo sarà di 80 Euro mensili!
I docenti che lo desiderano, possono iscriversi in questi giorni.
Non è quindi un obbligo migliorare la propria formazione e chi non vuole o non può potrà continuare ad insegnare con il suo diplomino. 🙂
Per i professori, questa sarebbe un’opportunità per migliorare le proprie competenze a livello accademico ma, non so quanti potranno sostenere il costo e non so in realtà a quanti interesserà questa cosa.
Può essere considerato un piccolo passo verso il difficile cammino di miglioramento del livello scolastico, ma non essendo obbligatorio, non ho ben chiaro a cosa possa servire alla fine …

http://www.noticiasn.net/index.php?option=com_content&view=article&id=1220%3Aensino-superior-chega-a-ilha-de-sao-nicolau&catid=20%3Adestaque&Itemid=33&utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebook

Salute e progresso?

In queste isole dove la disoccupazione raggiunge tetti vertiginosi, dove spesso le donne devono pensare ai numerosi figli e nipoti in mancanza di mariti che se ne interessino, è molto diffusa la vendita ambulante.
Un modo per sbarcare il lunario è sempre stato quello di andare per le strade con in testa i recipienti pieni di dolcetti di cocco fatti in casa, ciambelline, pastel di pesce e goloserie locali di vario tipo.
Quando inizia l’anno scolastico, si possono vedere parecchie di queste venditrici ambulanti fuori dalle scuole, perché i bambini ed i ragazzi che escono anche per l’intervallo, sono clienti abituali.
Qualche giorno fa il Governo ha deciso di proibire queste vendite nelle vicinanze delle scuole … perché bisogna insegnare ai giovanissimi delle buone e sane abitudini alimentari!
Dunque, in un posto dove i bovini e i suini vengono macellati senza alcun controllo, venduti a pezzi mal tagliati e portati in giro dentro borse di plastica sotto il sole rovente; dove i pesci si puliscono per terra sulla banchina del porto; dove la frutta e la verdura rimangono per ore al sole sui cassoni dei pik-up che la trasportano; dove i negozi vendono le marmellate fatte in casa in barattoli non sigillati … ecco, in un posto così, il Governo non ha niente di meglio da fare che proibire la vendita delle ciambelle davanti alla scuola!!!!
Sono le ciambelle e le frittelle che fanno le stesse madri e nonne dei ragazzi, fanno parte delle abitudini locali da sempre e danno il modo di vivere a parecchie persone. Sono pure buone e costano pochissimo, perché far sparire questa fonte di sostentamento? Un dolcetto al cocco comperato per strada non ha mai ucciso nessuno e comunque i ragazzi a casa loro continueranno con le abitudini alimentari di sempre e si mangeranno la cachupa e il pesce fresco e il riso che magari vengono cucinati per terra.
Capo Verde, Paese da operetta veramente, dove si lasciano andare i tronchi per raccogliere le pagliuzze. Ci sarebbero così tante piccole cose che il Governo potrebbe fare per migliorare la vita di questa gente … per esempio, invece di cacciare le venditrici, perché non educare a non insudiciare le vie e le spiagge? perché non multare coloro che fanno i propri bisogni per strada? Perché non proibire di buttare acqua sudicia dalle finestre o portare i rifiuti nel letto dei torrenti invece che nei cassonetti?
Chi lo sa? E’ più importante che i bambini non mangino la ciambellina davanti la scuola …. ne va delle buone e sane abitudini alimentari!!!!!

http://noticiasdonorte.publ.cv/37799/vendedeiras-nao-sao-contra-os-bons-habitos-alimentares-mas-pedem-alternativas/

Questa è troppo bella per non raccontarla, solo che non è he sia a ridere … sarebbe piuttosto da pianger!!
Dunque, parliamo della diga costruita a S.Nicolau, terminata pochi mesi fa, che è costata poco più di 6 milioni di Euro.
Dopo l’uragano e le forti piogge di questo periodo, la diga non si è riempita, ma presentava circa 7 mt di acqua accumulata (non molti).
Il problema è che ora l’acqua è sparita, ne resta solo un po’ in fondo mentre continua a piovere in questi giorni.
L’Impresa portoghese responsabile dei lavori assicura che gli stessi sono stati eseguiti a regola d’arte ma, fa notare che fin dall’inizio il Governo capoverdiano era stato informato che il luogo scelto per fare la diga non era appropriato, trovandosi su un terreno molto permeabile alle infiltrazioni d’acqua.
Intanto una prte dell’acqua rimasta è stata pompata nei raccoglitori esistenti nella valle di Fajà per rimanervi custodita …
La domanda sarebbe: Se il terreno era non adatto ala costruzione della diga e se il Governo era stato allertato … perché decidere di farla comunque in quel posto? Menefreghismo? Incuria? Incapacità? forse tutto insieme e aggiungiamoci che dato che i soldi arrivano sempre dal’estero e al Governo non costa mai niente, è ancora più facile fregarsene!!!
Ma noi non ce le faremo le domande 🙂 a che serve? Ci complimentiamo semplicemente con il Governo e con gli esperti del settore e … andiamo sempre avanti così!!!!

http://www.oceanpress.info/cms/Pt/ilhas/sao-nicolau/31684-sao-nicolau-agua-da-barragem-de-faja-desaparece-misteriosamente

E’ stata aggiunta una pagina che riassume un po’ tutte le vostre domande più frequenti.

La trovate cliccando in alto al centro sul tasto “FAQ – Risposte alle vostre domande frequenti

Questo per facilitarvi, evitandovi di sfogliare l’archivio per trovare un determinato argomento.
Grazie.

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