Archive for novembre, 2014


Randagismo

A Capo Verde esiste la piaga del randagismo ed è a tutti gli effetti un problema serio.
Ci sono associazioni Onlus e volontari che da tempo operano sul territorio provvedendo alla sterilizzazione delle femmine dei cani randagi ed inoltre eseguono vaccinazioni e curano i cani eventualmente feriti o comunque bisognosi di attenzione veterinaria.
Sterilizzare le femmine è un modo per ridurre nel tempo la popolazione dei cani randagi senza dover ricorrere all’eliminazione degli stessi. Veterinari europei vengono a prestare la loro opera gratuita presso le Onlus che tra l’altro fanno anche campagne per sensibilizzare la gente e convincerla ad adottare questi cani e prendersene cura.
Il lavoro di questi volontari è quindi encomiabile; a Mindelo, sull’isola di Sao Vicente, operano i volontari di “SI MA BO” e sono riusciti ad arginare o perlomeno a ridurre sensibilmente il problema randagi. Anche a Praia esiste la Onlus “BONS AMIGOS” che fa questo lavoro, però pare che qui i randagi siano veramente tanti e malgrado i volontari operino costantemente avendo anche piazzato tende attrezzate nelle piazze della città, dove i veterinari possono eseguire le vaccinazioni e sterilizzazioni, è difficile arginare il problema in tempi brevi.
Si sa che su questo argomento l’opinione pubblica è da sempre divisa. Ci sono quelli che vorrebbero far sparire tutti i cani perché ne hanno paura o perché sono infastiditi dal disagio che provocano soprattutto di notte andando in giro in piccole bande a rovesciare cassonetti ed abbaiare e ci sono gli animalisti che giudicano corretto curare, sterilizzare e cercare di dare in adozione i cani.
Ultimamente è uscita sui giornali la notizia secondo cui l’Assessore all’Ambiente di Praia, ha deciso che i randagi verranno eliminati, non importa se sterilizzati oppure no.
Eppure risulta che siano arrivati in Comune, aiuti considerevoli da investire in questa operazione, quindi molti non si spiegano perché non venga utilizzata la considerevole cifra a disposizione per far intervenire più veterinari dall’estero ed attivare una campagna a 360 gradi per arginare il problema senza dover arrivare a sopprimere tanti animali.
Io credo che in sostanza il problema stia a monte dei cani in giro per le strade, secondo me il problema sta nella popolazione, non nei cani.
La cultura civica è come sappiamo molto carente e la gente, anche quella a cui piacciono gli animali, non è abituata a prendersene cura; spesso qualcuno si porta a casa un cane, ma presto si stanca di curarsene e il cane finisce in strada un’altra volta. I bambini sono abituati a tirare i sassi ai cani ed è difficile che spontaneamente ci si affezionino. Bisognerebbe insegnargli tante cose in proposito, adulti e bambini dovrebbero essere educati a rispettare questi animali, bisognerebbe insegnargli che un cane in casa può essere una splendida compagnia, può anche essere un buon guardiano se solo lo si tratta bene e gli si dedica un po’ di tempo per portarlo fuori e giocare con lui. Se la gente avesse un atteggiamento diverso verso i cani, già una buona parte del problema sarebbe risolto e se ne vedrebbero molti meno in giro per le strade. Questo, unitamente all’opera di sterilizzazione, risolverebbe del tutto il problema in pochi anni e metterebbe d’accordo tutti perché in questo modo anche coloro che non sopportano i cani, non ne sarebbero più disturbati.
Quello che manca a questo Paese è un minimo di cultura ed educazione; se ce ne fosse un po’ di più tanti problemi si potrebbero risolvere, ma che ci si deve fare? Se non si è ancora riusciti a fargli capire che non è igienico fare i propri bisogni per strada …. come si può fargli capire che si possono rispettare i cani???
Sono convinta che con il tempo le cose cambieranno, tutto migliorerà e si avrà un’evoluzione … ma penso anche che ci vorrà ancora parecchio tempo!!!

http://www.expressodasilhas.sapo.cv/sociedade/item/43346-praia-caes-vadios-serao-sacrificados-mesmo-estando-castrados-%E2%80%93-vereador-do-ambiente/43346-praia-caes-vadios-serao-sacrificados-mesmo-estando-castrados-%E2%80%93-vereador-do-ambiente?start=20

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Come previsto, prosegue l’opera devastatrice del vulcano a Fogo.
Durante la notte la lava ha inghiottito il Parco Nazionale e distrutto il nuovissimo edificio sede del Parco medesimo. L’edificio in questione era stato inaugurato nello scorso mese di marzo ed era costato parecchi soldi.
La gente, quando si è resa conto che nel giro di poco tempo la lava sarebbe arrivata, ha provveduto a smantellare la struttura, svuotandola di mobili, apparecchiature, porte e finestre e installazioni sanitarie.jpg_DSC_0897-4

E’ stato calcolato che la lava avanza ad una velocità di circa 40 mt.all’ora e si prevede che in breve raggiungerà anche le Cantine del vino “Cha” di Fogo. Anche qui si sta tentando di salvare il salvabile … sembra inoltre che in questo momento ci sia una quantità superiore ai 100 mila litri di vino, per non parlare delle varie apparecchiature e macchinari.
Le autorità si stanno adoperando per convincere alcuni gruppi di persone che si sono rifiutati di evacuare, ma prevedono che in breve lasceranno anche questi la zona, essendosi resi conto finalmente del pericolo che corrono restando li.
I danni indubbiamente cominciano ad essere ingenti, per fortuna non si contano vittime avendo provveduto in tempo all’evacuazione. Gli sfollati sono stati sistemati in case vuote del Governo e nelle scuole, nonché nella tendopoli allestita dall’esercito.
Gli esperti dicono che non è possibile prevedere fino a quando continuerà l’eruzione e tutti stiamo sperando che finisca presto e siamo vicini alla povera gente che si ritrova improvvisamente senza niente.

http://asemana.sapo.cv/spip.php?article105092&ak=1

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Purtroppo l’eruzione continua e sembra essere di considerevoli dimensioni, gli esperti calcolano che ci saranno molti più danni rispetto all’eruzione del 1995.
La lava ha già isolato la località di Cha das Caldeiras, distruggendo anche le coltivazioni delle viti dove si produce l’unico (buonissimo) vino capoverdiano. Gli altri comuni considerati a rischio sono Santa Catarina e Mosteiros.
Grande preoccupazione anche per l’edificio sede del Parco Nazionale che è stato inaugurato nel marzo di quest’anno ed è costato una cifra piuttosto elevata.La lava si sta paurosamente avvicinando.
Polizia Nazionale, unitamente con l’Esercito, la Protezione Civile e la Croce Rossa sono sul luogo del disastro per monitorare la situazione e dare aiuto alle popolazioni che sono state evacuate e alloggiate parte in edifici di Casa para Todos ancora vuoti e parte nelle scuole.
La Comunità Internazionale si è dichiarata disposta ad intervenire in aiuto in caso di necessità.
Tutti ci auguriamo che non ci siano vittime, anche se i danni saranno sicuramente enormi per la gente del posto.

http://anacao.cv/2014/11/23/estragos-no-fogo-sao-ja-consideraveis/#!prettyphoto/0/

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Da qualche giorno l’Istituto di Geofisica e Meteorologia stava monitorando l’attività del vulcano di Fogo che è aumentata considerevolmente la scorsa notte.
Il vulcano ha iniziato ad eruttare questa mattina e si rende necessaria l’evacuazione delle popolazioni situate a nord dell’abitato di Cha das Caldeiras.
Polizia Nazionale e Protezione Civile sono state allertate e si stanno recando in loco per aiutare la gente a sfollare con ordine per non correre inutili rischi.
Gli abitanti di Cha dal Caldeiras hanno passato la notte fuori dalle case a causa delle forti scosse sismiche che si sono verificate fino alle 10 di questa mattina.
Il panico naturalmente sta dilagando e parecchi tentano di andarsene portando con se anche le proprie cose e gli animali, ma la Croce Rossa fa sapere che per il momento è meglio evacuare solo le persone. Non è detto che l’eruzione diventi più pericolosa e quindi al momento queste sono solo dovute precauzioni.
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Foto di TACV e di ecaboverde.com

http://noticias.sapo.cv/info/artigo/1422480.html

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Tanti dall’Italia accarezzano il sogno di trasferirsi a Capo Verde; questa è la storia di una donna italiana che è riuscita a realizzare quel sogno.

Giusy, stava a Torino e dopo essersi separata dal marito come purtroppo a molti accade, si diede da fare per crescere l’unico figlio e lavorò sempre nell’ambito della ristorazione e degli alberghi.
Non era certo facile la vita in Italia per una donna che doveva fare da madre e padre al tempo stesso, lavorando duramente per non far mancare nulla al figlio e dargli un’adeguata istruzione, ma Giusy non è un tipo che si lascia scoraggiare e ce la mise tutta, riuscendo nel suo intento. Purtroppo iniziò ad un certo punto a sentirsi la crisi e il lavoro iniziava a scarseggiare, in più varie vicissitudini della vita portarono Giusy ad una vera e propria crisi esistenziale e ne andò di mezzo anche la sua salute.
Il figlio era ormai grande e Giusy stremata ed amareggiata, decise di accettare l’invito di un parente e concedersi una vacanza a Sao Vicente dove lui aveva una pensione, con l’intenzione di rimettersi in salute e godere finalmente di un po’ di relax. 549147_351511548256766_727076843_n

Arrivata a Capo Verde si innamorò subito del posto. Le piacque la cittadina di Mindelo con i suoi contrasti, la natura incontaminata e la gente semplice ed allegra.
Il cugino che l’aveva invitata, gestiva già da qualche anno la sua pensione “Casa Comba”, insieme alla moglie capoverdiana però adesso era intenzionato a tornare in Italia dove aveva piacere di far studiare i suoi figli. Le fece quindi la proposta di rilevare una parte dell’attività ed incaricarsi lei della gestione.
Giusy promise che ci avrebbe pensato e tornò in Italia con la testa piena di sogni. Si vedeva già a Mindelo, lavorando per sistemare la pensione al meglio, pensava ai dettagli, calcolava tutto quel che avrebbe dovuto fare perché la cosa funzionasse e intanto si dibatteva tra il suo sogno e il modo di realizzarlo.
Raccolse tutte le sue forze, questo sogno le diede la forza di uscire dalla sua forma depressiva e riuscì a racimolare il necessario per trasformarlo in realtà. Il figlio ormai adulto faceva la sua vita e quindi niente alla fine la obbligava a rimanere in Italia; vendette tutto quello che aveva e un bel giorno prese i suoi due gatti e se ne andò a Sao Vicente.
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Pian piano iniziò ad inserirsi nel suo nuovo mondo, apprese i primi rudimenti della lingua per essere in grado di capire la gente e farsi capire a sua volta, trovò due ragazze alle quali propose un lavoro nella pensione e che ancora stanno con lei, Caurina (divenuta il suo braccio destro) e Titina che aiuta in tutto.
Tutta femminile quindi la gestione di Casa Comba; Giusy si occupa personalmente di ricevere e sistemare i clienti e preparare le colazioni; procura lavoro ai capoverdiani indirizzando i suoi clienti a fare tour per l’isola trasportati e guidati da ragazzi del posto, è in grado di dare qualsiasi informazione sulla città di Mindelo e sull’isola e a volte mette addirittura a disposizione la propria vettura e se stessa, accompagnando qualcuno in qualche escursione. 542197_661159903894837_555486037_n

Lei è una donna dolcissima e socievole ed ha trasformato Casa Comba in un luogo accogliente e piacevole, dove si gode di atmosfera familiare e tranquillità. Dal 2011 ad oggi Giusy è riuscita a fare molto; la sua attività che svolge con passione e competenza sta funzionando bene e non sono pochi i turisti che ritornano per un’altra vacanza essendosi trovati a loro agio e ben serviti. Non sono solo stranieri i clienti di Casa Comba, ci sono parecchi capoverdiani che viaggiano per lavoro e si fermano qualche giorno in attesa del prossimo volo o della prossima nave e ci sono anche quelli che sono emigrati e vengono a passare una vacanza ogni tanto.
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Capo Verde ha dato a questa donna l’opportunità di uscire da un periodo nero, qui Giusy è rinata, ha ritrovato la vera se stessa e si è realizzata. Questo è stato il premio per aver trovato il coraggio di uscire da sola da quello che ormai le sembrava un baratro e, non è facile trovarlo quel coraggio!!!
Complimenti Giusy e auguri per un futuro sempre migliore che ti meriti tutto!!

Anni fa l’Unione Europea finanziò con 5 milioni di Euro, il progetto di una grande discarica regolamentare sull’isola di Santiago, che doveva entrare in funzione nel 2012.
Nei giorni scorsi un’emissaria dell’UE, è venuta in visita a Santiago per rendersi conto del perché la discarica non sia mai entrata in funzione visto che siamo ormai alla fine del 2014 …
Secondo i responsabili capoverdiani dei lavori, c’è ancora molto da fare in quanto si tratterebbe di dover ancora comprare le attrezzature necessarie che devono essere reperite in Europa e anche di formare un team di gestione perché al momento non esiste in loco personale atto a svolgere questo lavoro. Inoltre bisognerà inventarsi il modo di far pagare una nuova tassa per la raccolta dei rifiuti alla cittadinanza.
L’assessore all’ambiente di Praia ribadisce che per mettere in funzione la discarica sono necessari capitali, personale specializzato e attrezzature che al momento non sono disponibili …
Sono passati circa 5 anni da quando il governo di Capo Verde ha incamerato i 5 milioni di euro. Fino ad oggi niente si è mosso e a quanto pare ci vorrà ancora molto tempo prima che il famoso progetto/discarica parta!
Chissà perché non mi stupisce affatto questa notizia, è praticamente la solita storia di tutti i vari progetti finanziati come sempre da altri Paesi, che partono con grandi strombazzamenti e poi finiscono in nulla.
Ma sicuramente arriverà qualche altra donazione prima o poi, quindi tutti tranquilli e andiamo avanti 🙂

http://anacao.cv/2014/11/17/comissao-europeia-aborrecida-com-atraso-aterro-sanitario-de-santiago/

http://www.expressodasilhas.sapo.cv/sociedade/item/43391-aterro-sanitario-a-transferencia-nao-e-a-unica-condicao-gilberto-silva

Dopo l’articolo che riguardava la sanità a Sao Nicolau, ho ricevuto una marea di e-mail di gente in parte spaventata ed in parte scandalizzata per la situazione di Tarrafal.
Io a questo punto inviterei molti a riflettere un attimo, a cercare di capire che se vogliamo stare in Africa, non ci dobbiamo aspettare di essere in Europa.
La sanità è certamente importante e io sono la prima a denunciare sempre le varie pecche e mancanze che si verificano qui, ma ricordiamoci che Capo Verde è un Paese ancora in via di sviluppo. Arriverà anche qui il momento in cui anche la sanità funzionerà più o meno bene, ma è ancora presto.
Si viene qui anche perché la vita costa meno, qui si riesce a farsi una casa con molti meno soldi, qui si spende meno per vivere, qui c’è il clima perfetto, qui non si è obbligati a comperare abiti ad ogni cambio di stagione ma si può andare in giro in calzoncini e maglietta tutto l’anno,qui si pagano poche tasse, qui ci sono tanti pro e ci sono anche i contro.
Avete mai pensato che se tutti i servizi funzionassero perfettamente, la vita sarebbe molto più cara? In quel caso forse non avreste più tanta voglia di venire a viverci!
Io posso capire i giovani che sono nati con tutte le comodità e tutti gli agi possibili, ma non capisco gente della mia età e qualche anno meno, perché è impossibile che questa gente non si ricordi quando in Italia in tanti paesini c’era solo un medico condotto e non sempre poteva arrivare, l’ospedale più vicino era nella città grande e per raggiungerla non c’erano i mezzi comodi … eppure si viveva tranquillamente.
Mia nonna non ha mai visto un ospedale ed è vissuta benissimo fino a 88 anni e come lei tantissimi allora. Se si usciva dalle città, la situazione era così, io ricordo che in montagna in molti posti non c’era l’acqua potabile, le strade erano sterrate, d’inverno restavano isolati ….
Perché quindi tanto scandalo a pensare che su un’isoletta dell’Africa manchi un medico o ci siano problemi di acqua o di luce ecc ecc???
Io penso che se uno non riesce a dormire se non è sicuro che ci siano tutte le ambulanze attrezzate, l’elisoccorso pronto a partire, i medici a disposizione a qualunque ora del giorno e della notte, questa persona non deve proprio neanche pensarlo di venire in Africa. Ma perché l’Africa? Lasciate stare!!!
Io per prima consiglio sempre a chi ha patologie serie di non venire. Per esempio se uno soffre di cuore e deve fare continui monitoraggi o cure specifiche, è meglio che non venga a queste latitudini, ma per gli altri, quelli che godono di buona salute, che hanno solo qualche problemino dovuto all’età, mi sento di poter dire di venirci in tutta tranquillità.
Ricordatevi che qui non ci siamo solo noi italiani, qui i capoverdiani nascono, vivono e muoiono; qui fanno la loro vita normale e quando viene la loro ora … se ne vanno in modo naturale. Non saranno sottoposti ad interventi complicatissimi che potrebbero allungargli la vita di qualche mese o di qualche anno certo, però al tempo stesso si risparmiano di restare per mesi inchiodati ad un letto o a una sedia necessitando delle costanti cure ed attenzioni di tutta la famiglia. Se noi possiamo pensare che ci va bene così, allora possiamo vivere in Africa, se invece la pensiamo diversamente allora, è meglio restare in Italia.
Non tutti siamo uguali e non tutti la vediamo nello stesso modo, quindi pensateci, la realtà dell’Africa è un tantino diversa dalla realtà europea e Capo Verde è comunque Africa e lo dimostra in tante cose anche se se la tira da paese europeo … Ecco perché io sul blog scrivo tante cose che rispecchiano la realtà, perché so che in internet di notizie e informazioni su Capo Verde ne potete trovare a migliaia, ma la maggior parte sono votate a dipingere un Paese paradisiaco adatto alle vacanze e basta. Ed è vero che è adatto alle vacanze, è vero che qui potete passare i vostri 15 giorni da sogno, ma quando si parla di viverci, secondo me è giusto conoscere tanti aspetti che stanno al di fuori dai volantini delle agenzie turistiche.

Sanità a São Nicolau

Il deputato Nelson Brito, fa sentire la sua voce a riguardo dei problemi della sanità sull’isola di Sao Nicolau.
Sao Nicolau conta con un ospedale nella città di Ribeira Brava e un posto di salute (chiamato anche questo pomposamente ospedale), a Tarrafal. Purtroppo però le attrezzature mancano e quelle che ci sono lasciano molto a desiderare.
C’è stato un periodo in cui a Ribeira Brava era possibile fare i raggi x, però ormai da lungo tempo l’apparecchiatura si è guastata, per cui chi necessita dei raggi deve andare su un’altra isola.
Anche il laboratorio di analisi, funziona solo ogni tanto, in questo momento ad esempio è in funzione ma si possono solo fare le analisi di base, in caso uno volesse l’analisi del colesterolo ad esempio, deve farla a Sao Vicente.
Ci sono poi medici specialisti, che periodicamente vengono da S.Vicente per le visite, ma questo servizio che a Mindelo costa 200 scudi, qui si paga ben 3000 scudi.
A Tarrafal c’era un medico residente che era disponibile anche per i piccoli centri limitrofi; ora è stato trasferito e si può contare solo sulla presenza tre volte a settimana di un medico che viene da Ribeira Brava, ma che ovviamente non abitando in zona non è disponibile negli orari notturni e durante i fine settimana. Chi avesse bisogno di un medico in quei momenti, non lo troverebbe e le eventuali urgenze non sono coperte.
In effetti ci vorrebbero 2 medici per Ribeira e 2 per Tarrafal fissi, per potersi turnare ed avere una copertura sanitaria decente giorno e notte.
La situazione è ben conosciuta dal governo in quanto nel mese di marzo di quest’anno è stata sull’isola la Ministra della sanità ed essendosi resa conto di come andavano le cose, ha promesso solennemente che avrebbe sistemato nel miglior modo possibile la questione. Sono passati ormai 9 mesi dall’intervento del ministro; niente è cambiato in meglio, mentre ora se ne è andato anche l’unico medico di Tarrafal …
Non ho parole per commentare.

http://jsn.com.cv/index.php/opiniao/2197-nelson-brito-os-problemas-da-saude-em-sao-nicolau

Pericolo Amianto

Tempo fa mi era stato segnalato da Brava, il problema dei tetti di amianto soprattutto nelle scuole. Io mi informai qui a S.Nicolau e mi fu assicurato che di tetti di amianto non ce ne sono più e che ora al limite si sta utilizzando il fibrocemento ecologico che non è cancerogeno.
Ora però ho letto proprio oggi questo articolo ed in effetti mi sto chiedendo se mi avranno presa in giro …
Risulta dall’articolo che vi posterò a fondo pagina, che in più di 150 scuole in tutto il Paese si dovrà provvedere durante la prossima estate alla rimozione ed al rifacimento dei tetti.
Pare che il Ministero di Educazione e Scienza avesse stanziato già da parecchio tempo 12 milioni di euro per ritirare tutto l’amianto e sostituirlo con materiali consoni, ma i lavori non sono mai stati effettuati.
Ultimamente il Partito Ecologista si è praticamente rivoltato contro il Governo chiedendo che vengano subito iniziati i lavori di bonifica.
L’esposizione all’amianto è altamente pericolosa in quanto è stato provato che provoca diversi tipi di cancro ed ora risulta che a Capo Verde esistono ancora tetti di quel materiale, nelle scuole ed anche negli ospedali ed altri edifici.
Speriamo che questa cosa vada a buon fine in tempi brevi e che il Governo prenda coscienza del pericolo di esporre i bambini all’amianto, perché veramente non esiste che si prenda sottogamba un problema del genere.

http://etcetal.pegada.net/j/2014/06/amianto-nas-escolas-perigo-de-morte-demora-a-ser-combatido-fenprof-critica-mec/#sthash.BG08aN4Y.rI2kws49.dpbs

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Questa è la storia di un ragazzo ora trentaseienne, che venendo dal nulla nel vero senso della parola, è riuscito a realizzarsi e a creare la propria impresa.
Antonio Lopes (detto Toy) è nato a Ribeira Prata, una delle zone più povere dell’isola di São Nicolau. Abitava con i genitori ed i fratelli, in una casetta fatta di sassi e con il tetto di paglia e dormiva con tutta la famiglia nell’unica stanza esistente. Quando ebbe diciannove anni decise di venire a Tarrafal, dove era stato costruito il porto e che prometteva di diventare in futuro una cittadina evoluta. A Tarrafal trovò una stanza che prese in affitto per pochi soldi e che gli permetteva di avere un rifugio per la notte.
Osservando il movimento del piccolo porto, si rese conto che se avesse avuto una macchina avrebbe potuto lavorare trasportando sia merci che persone. Facendo qualche lavoretto raggranellò i soldi per prendere la patente (non pensate che costasse come in Italia) e quindi cercò qualcuno che avesse un mezzo e si offrì come autista. Non erano molti all’epoca quelli che possedevano una macchina, ma alla fine trovò chi era emigrato all’estero e aveva comprato un pik-up da lasciare qui. Toy venne assunto come autista con l’accordo che avrebbe guadagnato una percentuale per ogni corsa fatta. Ancora oggi molti ragazzi fanno questo tipo di lavoro a Capo Verde.
Un giorno arrivò a São Nicolau una persona che abitava a São Vicente e lavorava con i turisti, (São Vicente era già allora molto più avanti), Toy fece di tutto per contattarlo e riuscì ad ottenere che gli mandasse a São Nicolau dei turisti che stando a São Vicente, volevano visitare un’altra isola.
Così iniziò la sua avventura nel campo del turismo. Toy andava al porto oppure all’aeroporto a ricevere i turisti e li portava in giro per l’isola. Era il 2005 e lui che aveva una grande conoscenza dell’isola, era in grado di portare la gente in posti magari nascosti ma decisamente interessanti, in più amava anche raccontare la storia o le leggende legate ad ogni posto.
Ad un certo punto capitò che qualche turista, tornando a São Vicente dopo la gita con Toy, parlasse con il signore dell’agenzia e gli dicesse che Toy era sprecato come semplice autista, perché aveva i numeri per diventare una vera e propria guida turistica.
Detto fatto, gli venne offerto di andare a Mindelo per frequentare dei corsi di formazione, intanto lui stava anche frequentando la scuola serale per prendere il diploma che non aveva potuto permettersi quando aveva l’età giusta.
Toy acquistò sempre più fiducia in se stesso e non smise mai di mettercela tutta per migliorare la sua cultura ed impegnarsi a fondo nel lavoro. Iniziò a pensare che era arrivato il momento di avere un mezzo suo e riuscì a mettersi in società con un amico che lavorava all’estero. Il socio provvide ad acquisire il primo mezzo e Toy iniziò a gestire un’attività di Rent a Car che viaggiava parallela all’altra attività, quella con i turisti.
L’invio di turisti da São Vicente divenne un’esclusiva e fu presto necessario acquistare un altro mezzo per riuscire sia a fare i tour guidati, che ad affittare a privati una macchina.
Toy dimostrò di sapersi ben gestire e negli anni creò un’attività solida e che si andava ben sviluppando.
Nel 2014 istituì la propria impresa il cui nome è “Rotxa Scribida” a ricordo di un luogo molto caratteristico dell’isola, dove appaiono nella roccia delle strane scritte delle quali non si sa l’origine e sulle quali aleggiano varie leggende.
Oggi Toy ha un ufficio di rappresentanza in centro a Tarrafal, la sua attività principale è sempre quella di accompagnare i turisti in vari tours, mentre continua la società del rent a car che conta ormai con diverse vetture di diverso tipo e in più, sta ultimando di sistemare dei locali composti di varie camere con bagno ed uso cucina, da affittare sempre ai turisti.
Abita nella casa che è riuscito a farsi a Tarrafal, insieme alla sua compagna ed alla figlia, ma mi ha detto che non potrà mai scordarsi di quella casetta con il tetto di paglia ….
Toy è giustamente orgoglioso di essere riuscito a realizzare i suoi sogni di ragazzo e di essere rimasto nella sua isola che lui ama e che non avrebbe mai voluto lasciare.
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São Nicolau, un’isola povera, una di quelle in parte dimenticate dal Governo, dove ci sono problemi di trasporti e mancanza di parecchie cose e servizi, un’isola dove i ragazzi passano i pomeriggi in spiaggia a giocare perché non hanno lavoro; ma ci sono sempre ragazzi e ragazzi 🙂 Toy era uno di quelli che non si voleva accontentare e grazie alla sua enorme volontà di arrivare, al suo coraggio, forse anche a un pizzico di fortuna che gli ha fatto incontrare le persone giuste, è arrivato. E’ vero che ci vuole sempre anche un pizzico di fortuna, ma si sa che la fortuna aiuta gli audaci e Toy, audace lo è stato.
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Se verrete a São Nicolau cercatelo, perché con lui il divertimento sarà assicurato e ve ne andrete avendo conosciuto tanti aspetti dell’isola, gustato la cucina locale, sentito la storia e le leggende, partecipato alle feste nei piccoli paesini sperduti ma accoglienti; avrete fatto una vacanza coi fiocchi e sarete stati a contatto con la vera Capo Verde. Potete anche contattarlo sul suo sito: http://www.hikingsaonicolau.com la mail è: rotxaskribida@gmail.com

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La Compagnia aerea inglese Thomas Cook, inizia a volare dall’Inghilterra a Sal domani 5 novembre e questo servizio avrà cadenza settimanale e durerà fino al 23 marzo 2015.
In vista quindi dell’arrivo di quelli che amano fare la vacanza d’inverno al caldo e anche di quelli che vengono a Capo Verde proprio per passarci tutto l’inverno, si sta muovendo qualcosa nei trasporti aerei. Speriamo che diventino sempre più numerose le compagnie che viaggiano a CV, così riusciremo anche ad avere prezzi migliori per i viaggi.

http://www.oceanpress.info/index.php/en/home4/ilha-do-sal2/item/11417-thomas-cook-launches-weekly-flight-london-sal

E’ novembre, ed archiviati Ognissanti ed Halloween, già mi sembra di vedere i centri commerciali italiani tutti sfavillanti di luci, alberi di Natale e traboccanti di panettoni e dolciumi vari.
Qui no, Natale è molto lontano e non ci si pensa proprio, ma c’è una cosa importantissima alla quale bisogna pensare per tempo: il Carnevale!!
Quest’anno si tiene a S.Nicolau il Forum Nazionale del Carnevale; al “Carnavaleando 2014” intervengono rappresentanti di tutti i vari comuni che su ogni isola si apprestano a preparare il loro carnevale che avrà luogo in febbraio.

Il Ministro della Cultura Mario Lucio Sousa, anche lui presente all’evento, ha assicurato che quest’anno saranno più cospicui i finanziamenti messi a disposizione dallo Stato per finanziare i gruppi del carnevale, ma non ha parlato di cifre …
Altra novità è quella che si potranno chiedere finanziamenti a privati e coloro che si renderanno disponibili in questo senso, godranno di uno sconto fiscale. Praticamente gli imprenditori o commercianti che daranno un contributo in denaro agli organizzatori del carnevale, potranno scaricare gli importi dalle tasse. A tale scopo è già stato creato un nuovo modulo detto “nota di credito fiscale”, intanto sta partendo una campagna promozionale di sensibilizzazione, rivolta a quelli che potranno appoggiare finanziariamente il carnevale.
Non finisce qui, sempre lo Stato dice che si accollerà le spese di viaggio di quegli organizzatori che vorranno recarsi all’estero per procurarsi materiali necessari e non reperibili a Capo Verde ed esonererà le importazioni di tale materiale da tasse doganali!!! Insomma, il Governo pare intenzionato ad appoggiare incondizionatamente il carnevale che in fondo è una grande attrattiva per il turismo.
Bene, conoscendo con quanta passione si occupino i capoverdiani di questo avvenimento, non mi resta che augurargli
che tutto proceda secondo i piani, che i soldi arrivino e che i privati che contribuiranno siano numerosi.
Buon lavoro quindi a tutti quei ragazzi che si impegneranno nella costruzione dei carri, l’organizzazione, i costumi, le musiche e quant’altro per riuscire a presentare un carnevale sempre migliore!!

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