Category: Personaggi


In vacanza a Maio

Pur essendo una piccola isola, Maio vanta tante strutture ricettive per turisti. Parecchie gestite da stranieri e c’è una vasta scelta tra residences, pensioni, alberghi e appartamenti.
Io conosco due persone che vi posso segnalare in quanto possono mettere a vostra disposizione esperienza e serietà per una vacanza confortevole.

biggamemaio.com che oltre all’hotel opera nel settore della pesca sportiva e dei tour organizzati.

info@ilhadomaio.it che gestisce parecchi residence, B&B ed appartamenti.

Entrambi dispongono di pagine illustrative su internet e in Facebook, vi sarà quindi facile contattarli per informazioni dettagliate.

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Maio vi aspetta!! 🙂

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Si dice che il livello di civiltà di un popolo si misura in base a come vengono trattati gli animali. In questo senso purtroppo Capo Verde non sfiora neppure la “civiltà” in quanto è possibile vedere orde di cani e gatti randagi che invadono le strade e le spiagge, frugando nei cassonetti e strappando i sacchi dei rifiuti spargendo immondizia per ogni dove. Sono animali affamati e pieni di zecche che possono contagiare anche gli umani e sicuramente li infastidiscono sulle spiagge e durante le passeggiate. Cosa fanno i Comuni capoverdiani per arginare questo problema? La soluzione che va per la maggiore è avvelenare i cani con la stricnina (che tra l’altro provoca una morte lenta e dolorosa). Molto spesso vengono addirittura gettati bocconi intrisi di veleno per le strade, rischiando che vengano toccati o raccolti dai numerosi bambini che per le strade praticamente ci vivono …
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Sull’isola di Sao Vicente però sono arrivati gli angeli degli animali!!!
SI MA BO è una ONG per la cura e la protezione degli animali e dell’ambiente.
Il loro obbiettivo è quello di soccorrere e curare cani e gatti randagi, spesso vittime di incidente stradali, offrendo loro ricovero sicuro e cure specifiche e antiparassitarie e provvedendo alla sterilizzazione in modo da arrivare a ridurre drasticamente il randagismo o comunque arginarlo in modo significativo.
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SI MA BO dispone della valida opera di un esperto veterinario capoverdiano, il Dott. Guillherme OLiveira che ha già effettuato migliaia di sterilizzazioni con successo e che grazie alla sua passione per il suo lavoro e per gli animali, spesso si ritrova a lavorare per mesi senza essere pagato, in quanto la ONG si sostiene grazie alle donazioni e agli aiuti che le vengono offerti dall’Europa sotto forma di cibo per animali e medicinali. Si avvalgono inoltre di veterinari europei che vengono periodicamente a prestare la loro opera come volontari, per collaborare ad un progetto valido ed importante.

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Non solo i cani randagi vengono curati, ma chiunque può portare il proprio animale per visite, cure o interventi. Tutto è offerto praticamente in modo gratuito, infatti basta fare la tessera di socio che costa 12 Euro l’anno e si ha diritto alla sterilizzazione, trattamento antiparassitario e assistenza per due cani. Questo lo si fa pensando che molta gente a Capo Verde magari ama tenere un animale da compagnia, ma non ha le possibilità economiche per portarlo da un veterinario privato.
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Silvia, la fondatrice della ONG, insieme al marito Paolo, affrontano una impressionante mole di lavoro e si adoperano anche per cercare di insegnare ai capoverdiani la giusta maniera di rapportarsi con i loro animali da compagnia. Non sono rari i casi in cui questa gente adotta un cane o un gatto, per tenerlo poi chiuso su un terrazzo sotto il sole, oppure per mandarlo fuori dalla porta, facendo in modo che anche questi animali che hanno un padrone, alla fine vanno ad ingrossare le file dei randagi …
Dispongono di una piccola “clinica” per le visite e le operazioni dove lavorano i veterinari, l’infermiera e due persone addette alla segreteria e alle cartelle cliniche e di un rifugio per ospitare i cani ritirati dalla strada, dove possono rimanere per riprendersi dopo le cure e dove rimangono in attesa di adozione. Nei giorni scorsi erano presenti 90 cani nel rifugio e sinceramente curarli, sfamarli tenerli puliti, richiede un grosso lavoro e una spesa non indifferente. SIMABO dispone inoltre di un gattile con 25 gatti (oltre ai 10 che vivono in ufficio), allestito all’interno dell’ostello con 4 stanze in cui SIMABO offre ospitalità ai viaggiatori “fai da te” che durante le loro vacanze vogliono contribuire direttamente a un progetto di sviluppo locale.
Devo dire di aver notato a Mindelo molte persone a spasso con i loro cani al guinzaglio, questo vuol dire che la campagna di educazione ha effetti positivi, perché io che vivo a Sao Nicolau, vedo che i proprietari di cani se ne vanno in giro con il cane dietro che ogni tanto si perde mischiandosi con i vari randagi … Magari fosse possibile avere anche sulle altre isole un servizio così efficiente ed importante.
Silvia non demorde e si da fare coinvolgendo la popolazione locale in incontri informativi presso la sua sede ma anche nelle scuole attraverso iniziative pubbliche e programmi di informazione sui media locali.
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L’importanza del servizio che l’associazione presta alla popolazione di Sao Vicente è stato riconosciuto anche dall‘Ambasciata di Capo Verde a Roma, che concede i visti gratuiti per i volontari che partecipano al progetto.
Si ma bô è stata accreditata tra i progetti presso cui i laureandi in veterinaria dell’università di Torino possono svolgere le 100 ore di attività pratica. Inoltre è inserita in un progetto dell’Istituto di Parassitologia della Facoltà di Veterinaria dell’Università di Torino che investiga sulla trasmissibilità della rogna all’uomo.
L’Associazione è alla continua ricerca di volontari veterinari e non che possano prestare il loro aiuto. Chi fosse interessato può contattare Silvia scrivendo a info@simabo.org.

https://www.facebook.com/silvia.simabo.3?fref=ts
https://www.facebook.com/simabo.org/
https://www.facebook.com/simabo.org/

11261914_794144184035923_1879851917120626567_n Mindelo, la capitale dell’isola di São Vicente è una cittadina graziosa e molto vitale; sono tantissimi i locali che si affacciano sulle vie del centro, sulla passeggiata a mare e sulla splendida baia del porto. E’ possibile trovare di tutto, dalla cucina tipica a quella internazionale con particolare abbondanza di specialità italiane. Questi locali sono presi d’assalto dai molti turisti che arrivano in barca a vela oppure sulle grandi navi da crociera e così, da tutti quelli di passaggio capoverdiani e non.
12539942_10207638221289065_500659023_nEsiste però un locale che non è in pieno centro ma un pochino defilato, a cinque minuti dalla piazza del centro e sapete perché non si trova in centro? Perché come tutte le cose migliori, bisogna sapersele guadagnare ed è dedicato ad una clientela che sa apprezzare. 12575940_10207638218809003_611394264_n
Si chiama CALABAR, è un grazioso angolo d’Africa che ci fa ricordare che anche se CapoVerde aspira ad essere europeo, resta pur sempre in Africa. I divanetti e i tavolini non dozzinali ma fatti a mano, le gazzelle stilizzate che balzano sulle pareti dai caldi colori africani come sfuggendo agli attacchi della pantera, le simbologie di antichi popoli africani, il tutto sotto una pergola di verdi piante rampicanti che lascia passare il fresco della sera di Mindelo. Musica soft di sottofondo, che ti lascia chiacchierare piacevolmente senza dover gridare, i piatti prelibati presentati e serviti con molto stile … insomma non sembra neanche di essere a Capo Verde. IMG_20160115_203912
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L’artefice di questa piccola meraviglia è un italiano, il suo nome è Pino Scarcello, un artista milanese forgiato all’Accademia di Brera, che ha una grande passione per i cocktail; anche quella del barman se svolta con competenza e passione è un’arte e, in effetti gli splendidi beveraggi che lui crea sono vere e proprie opere d’arte così come i suoi dipinti.
Pino conta sul valido aiuto della sua compagna capoverdiana da anni con lui. Solange Santos è anche lei molto attiva nel locale, cordiale, sorridente e brava con la griglia 
E’ tangibile nel locale, l’atmosfera che queste persone hanno saputo creare: cortesia e solarità che ti scaldano il cuore e che non ti aspetti a Capo Verde, dove in genere il personale nei locali è molto “impreparato” e “distaccato” per così dire. IMG_20160116_201241
Ma perché questo nome Calabar?
Calabar è una città nigeriana, che è stata anticamente un vero e proprio Regno: il REGNO DI CALABAR.
Esiste oltre alla ricca storia antica di questo popolo, anche una leggenda, secondo la quale le radici del Regno di Calabar sarebbero così antiche, al punto che si racconta fosse la sede del Giardino dell’Eden.
Pino che ha viaggiato in lungo e in largo per il mondo, è stato affascinato da questo posto e dalla leggenda, così quando ha deciso di creare un suo locale, lo ha voluto chiamare Calabar, in omaggio all’antico Regno e a questo fiero popolo africano.20160116_233706
Il mio consiglio spassionato è quello di andarci al Calabar, se passate per Mindelo o se ci venite in vacanza, non fatevi scappare questa esperienza e, quando il proprietario verrà a salutarvi .. chiedetegli di raccontarvi qualcuna delle sue fantastiche avventure di viaggi.20160116_215421
Come tutti gli artisti, ora che questo sogno è realizzato ormai da tempo, lui sta pensando di creare un altro locale in un’altra isola di Capo Verde, quindi … chissà che tra qualche tempo non possiate trovare una nuova opera prima del grande Pino Scarcello, magari a Sal o a Boa Vista. 🙂
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Capo Verde Mon Amour!!

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Avevo già parlato tempo fa del turismo sessuale femminile che si stava affacciando a Capo Verde. Ora mi capita sott’occhio questo articolo del “Fatto Quotidiano” dal quale si evince che si son fatti grandi passi avanti in questo campo …
Esistono infatti ormai, Agenzie di Viaggi per Single, che sono specializzate proprio nel proporre il turismo sessuale che, se fino a qualche anno fa era prerogativa dei signori uomini, ora è molto ricercato anche dalle donne e, Capo Verde è entrato a far parte della rosa delle mete preferite!
Sull’isola di Sal, gli stessi gestori dei vari alberghi o villaggi turistici, spiegano alle turiste come funziona, dando suggerimenti e inserendo anche nel personale che si occupa dell’animazione, ragazzi che campano grazie all’arrivo delle turiste in cerca di piacevoli avventure.
Li si vede in spiaggia o per le strade questi ragazzi, che vanno bighellonando e abbordando sempre molto cortesemente le ragazze e le signore, offrendo i propri servigi. E’ quindi molto semplice trovare il tipo con cui poi passare la vacanza, facendosi accompagnare nei vari locali, in spiaggia e in albergo.
Le donne che arrivano a Sal in cerca di questo tipo di vacanza, hanno età diverse, vanno dalle ragazze di 25 anni alle signore di sessanta o forse di più 🙂 tutte loro cercano un giovane bellissimo e disponibile e sono disposte a pagarlo, mantenerlo per il periodo che passerà con loro, fargli qualche regalo ecc ecc. Malgrado ciò, nessuna di loro pensa che si tratti di prostituzione, sembrano convinte che questi giovani uomini siano attratti veramente da loro, che gli piaccia la loro pelle bianca … (e qui mi permetto una grassa risata 🙂 )
A Sao Nicolau non essendoci tanto turismo e non essendoci alberghi, il fenomeno è molto limitato, però devo proprio dire che mi è già capitato di conoscere almeno tre donne che vengono qui periodicamente proprio con quello scopo.
Che dire? personalmente mi sembra squallido vedere certe coppie improbabili e non apprezzo affatto questo tipo di cose, però ho sentito parlare queste donne con tanta euforia, tanta felicità per aver trovato questo cavaliere meraviglioso, gentile, prestante e secondo loro innamorato … che ho capito di non aver proprio nulla da dire 🙂
Il mondo va così, o si scende oppure si continua, rendendosi conto che anche se i compagni di viaggio non sono più come quelli di una volta, vale sempre la pena di viaggiare e si prosegue senza cambiare le proprie idee anche se a qualcuno possono sembrare obsolete.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/01/19/turismo-sessuale-femminile-le-predatrici-occidentali-dallafrica-ai-caraibi/833276/

Analisi del 2015

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2015 per questo blog.

Ecco un estratto:

La sala concerti del teatro dell’opera di Sydney contiene 2.700 spettatori. Questo blog è stato visitato circa 56.000 volte in 2015. Se fosse un concerto al teatro dell’opera di Sydney, servirebbero circa 21 spettacoli con tutto esaurito per permettere a così tante persone di vederlo.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

santa-claus-beach-343146I giovani a Capo Verde, sono la gran maggioranza della popolazione e purtroppo si stanno scontrando con il grosso problema della disoccupazione.
Difficilissimo in questo Paese trovare un impiego.
Tantissimi frequentano le scuole superiori e parecchi anche le università, però una volta finito il ciclo di studi, si trovano nell’impossibilità di lavorare.
Si possono vedere su ogni isola ciondolare nelle piazze, seduti sui muretti, passando le giornate nell’inattività assoluta. Qualcuno trovandosi in queste condizioni si perde, prendendo una strada sbagliata e andando ad ingrossare le file della delinquenza che ormai nelle città più grandi dilaga.
Secondo me, a monte esiste il problema della scuola. Succede che i figli vengono mandati a scuola con grandi sacrifici nella maggior parte dei casi, sperando che con un’istruzione (che i genitori non hanno avuto), gli sarà più facile inserirsi nel mondo del lavoro. Il problema è che il mondo del lavoro non esiste a Capo Verde, si riduce tutto al settore turistico oppure quello del pubblico impiego, però il turismo è appena ora in via di espansione e il pubblico impiego non può offrire più di tanti posti, mentre la quantità di giovani disoccupati è enorme.
Ecco perché è del tutto inutile frequentare l’università per graduarsi ad esempio in “Ciências Sociais e Humanas”… eppure sono queste le scelte di molti ragazzi.
Mancano le scuole professionali serie. Esiste qualcosa a Praia, ci sono anche dei piccoli corsi, però non esistono vere e proprie scuole tecniche che possano mettere in grado di imparare un mestiere, di gestire un’attività in proprio e cose del genere.
Nell’articolo che pubblico qui sotto, si può leggere l’intervista di giovani che, finiti in prigione, hanno imparato qui tramite corsi di formazione per i detenuti, a utilizzare utensili e creare oggetti di artigianato, che una volta usciti di prigione, gli stanno dando da vivere. Ed ecco che tanti giovani stanno vedendo questa cosa della prigione come un’opportunità!!!
Ma dico io, è necessario finire in galera per imparare a fare qualcosa? I Capoverdiani non hanno grande manualità ne grande fantasia, infatti il loro artigianato è molto limitato se lo confrontiamo con quello di molti altri Paesi africani, ma se ci fossero scuole adatte, potrebbero imparare anche altre cose, non solo a fare i sandali, potrebbero diventare buoni falegnami, meccanici, idraulici, elettricisti o che so io … Tutte queste figure mancano qui, quelli che ci sono si arrabattano, hanno imparato alla bene meglio da qualcun altro che faceva quel mestiere, ma mancano conoscenze di base solide, manca esperienza e manca capacità gestionale … tutte cose che una scuola professionale potrebbe proporzionargli.
Invece ci ritroviamo con una quantità di professori, avvocati, architetti ed ingegneri che o sono disoccupati, oppure sono scarsissimi perché se si sono laureati a Capo Verde, non hanno poi avuto modo di fare un tirocinio presso uno studio qualificato e quindi … livello bassissimo di professionalità e comunque scarse possibilità di lavoro e guadagno.
E’ un problema grande per questo Paese, bisognerà che si inizi a pensare a come togliere tutti questi giovani dalla strada, dandogli l’opportunità di mantenersi in modo dignitoso.

http://www.oceanpress.info/cms/Pt/especial/sociedade/34799-arranjar-emprego-em-cabo-verde-um-desafio-para-muitos

Questa è troppo bella per non raccontarla, solo che non è he sia a ridere … sarebbe piuttosto da pianger!!
Dunque, parliamo della diga costruita a S.Nicolau, terminata pochi mesi fa, che è costata poco più di 6 milioni di Euro.
Dopo l’uragano e le forti piogge di questo periodo, la diga non si è riempita, ma presentava circa 7 mt di acqua accumulata (non molti).
Il problema è che ora l’acqua è sparita, ne resta solo un po’ in fondo mentre continua a piovere in questi giorni.
L’Impresa portoghese responsabile dei lavori assicura che gli stessi sono stati eseguiti a regola d’arte ma, fa notare che fin dall’inizio il Governo capoverdiano era stato informato che il luogo scelto per fare la diga non era appropriato, trovandosi su un terreno molto permeabile alle infiltrazioni d’acqua.
Intanto una prte dell’acqua rimasta è stata pompata nei raccoglitori esistenti nella valle di Fajà per rimanervi custodita …
La domanda sarebbe: Se il terreno era non adatto ala costruzione della diga e se il Governo era stato allertato … perché decidere di farla comunque in quel posto? Menefreghismo? Incuria? Incapacità? forse tutto insieme e aggiungiamoci che dato che i soldi arrivano sempre dal’estero e al Governo non costa mai niente, è ancora più facile fregarsene!!!
Ma noi non ce le faremo le domande 🙂 a che serve? Ci complimentiamo semplicemente con il Governo e con gli esperti del settore e … andiamo sempre avanti così!!!!

http://www.oceanpress.info/cms/Pt/ilhas/sao-nicolau/31684-sao-nicolau-agua-da-barragem-de-faja-desaparece-misteriosamente

E’ stata aggiunta una pagina che riassume un po’ tutte le vostre domande più frequenti.

La trovate cliccando in alto al centro sul tasto “FAQ – Risposte alle vostre domande frequenti

Questo per facilitarvi, evitandovi di sfogliare l’archivio per trovare un determinato argomento.
Grazie.

Giovani Imprenditori

arton113023 I problemi legati al lavoro sono tanti a Capo Verde, Paese che vede un tasso altissimo di disoccupazione, isole dove i giovani passano le giornate in giro, seduti sui muretti o davanti casa, non riuscendo a trovare lavoro per vivere ed aiutare le famiglie. Non c’è industria, il commercio è quasi totalmente in mano ai cinesi, trovare un impiego è cosa ardua.
Ma qualcuno con grande volontà, coraggio e voglia di fare c’è e ne è un esempio un ragazzo dell’isola di S.Antau.
Arnaldo Cesar Pires, pur di guadagnare qualche soldino, faceva il venditore ambulante di pane. Si tratta di quelle persone che comperano il pane nelle panetterie e lo mettono in grandi ceste di plastica, con le quali girano dappertutto cercando di vendere il pane, arrivano anche nei quartieri più isolati e portano il pane a chi vi abita.
Nel 2010, stanco di questa vita, Cesar decise di provare a mettere una sua propria attività. Fu così che iniziò comperando 15 sacchi di farina al mese e producendo il suo primo pane.
Lui aveva ben chiaro il suo obbiettivo e si dedicò anima e corpo all’attività, lavorando duro, cercando di accattivarsi i clienti con la gentilezza, la simpatia e soprattutto con la buona qualità del suo prodotto. Piano piano i risultati si iniziarono a vedere ed oggi, cinque anni dopo, Cesar è orgoglioso del suo panificio, che lavora con 250 sacchi di farina al mese, producendo sette tipi diversi di pane, quattro tipi di biscotti e dà lavoro a 18 operai. Ha assunto anche un laureato in Gestione d’Impresa e la sua ditta, che si chiama “Art e Pão” dispone di ben tre mezzi per la distribuzione.
Lui ha dichiarato in un’intervista che per arrivare ci vuole molto spirito di sacrificio, responsabilità dedicazione e buona pianificazione degli obbiettivi da raggiungere. Ha chiarito inoltre di aver beneficiato dell’aiuto ottenuto grazie alle leggi sulla Micro e Piccola impresa, che hanno fatto si che la pressione fiscale fosse sensibilmente ridotta.
Il suo prossimo obiettivo è quello di riuscire ad avere un terreno in una zona “strategica”, dove poter costruire una sede propria con tutti i requisiti del caso e far frequentare ai dipendenti dei corsi di formazione in modo da preservare sempre la buona qualità del suo prodotto. Lui spera di riuscire un giorno a portare il suo pane anche sulle altre isole.
Io glielo auguro di cuore e sono convinta che ci riuscirà perché mi sembra un ragazzo con grinta e capacità!!!
Complimenti Cesar 🙂

http://asemana.sapo.cv/spip.php?article113023&ak=1

Buon Viaggio Giusy

Vi ricorderete che qualche tempo fa scrissi la storia di un’italiana a Mindelo: Giusy Neirotti.
Purtroppo l’altra sera Giusy è stata colpita da un ictus e ci ha lasciati.
Era una persona dolcissima, gestiva la pensione Casa Comba in maniera impeccabile, sempre presente e pronta a soddisfare i clienti con mille attenzioni. Mancherà certo a moltissima gente, anche a quei turisti che tornavano periodicamente da lei e le si erano affezionati e non sono pochi. Casa Comba non sarà più la stessa cosa senza di lei.
Stava vivendo un bel momento dopo aver avuto ospite anche il figlio che da tanto tempo non vedeva, sembrava finalmente serena, dopo una vita piuttosto dura e costellata da problemi e, proprio adesso se ne è andata. La vita è a volte molto ingiusta!
Ti ricorderemo sempre Giusy, resti nel mio cuore e grazie per i bei momenti e le piacevoli chiacchiere.

Arbitri e Aerei

Ieri era la seconda giornata del campionato nazionale di calcio.
Sull’isola di Maio si giocava la partita tra le squadre di Accademica e Paulense e la terna arbitrale che era stata scelta per quella partita, era di Sao Nicolau.
Negli scorsi giorni si sono lette notizie secondo le quali l’arbitro di S.Nicolau si dichiarava molto soddisfatto per essere stato scelto, in quanto sarebbe stata la prima volta che una equipe di arbitri di questa isola aveva l’opportunità di arbitrare una partita a livello nazionale. Gli arbitri di S.Nicolau in vista di questo evento si sono seriamente preparati ed allenati e si sentivano in piena forma e pronti a partire.
Peccato che non hanno potuto proprio partire …. sono rimasti bloccati a S.Nicolau per non aver trovato posto sull’ aereo e sono quindi stati sostituiti all’ultimo momento da una terna arbitrale di Santiago. 😦
Non si capisce bene se non avessero prenotato o cosa diavolo sia successo, so soltanto che rientrano ormai nella norma questi disguidi.
E dal paese dei campanelli, per oggi è tutto 🙂

A Cabo in vacanza!

Se non state pensando al lavoro ma vi interessa una bella vacanza, Capo Verde può essere un’ottima scelta. Qui chi ama le spiagge bianche e sconfinate e i villaggi turistici ben attrezzati, non avrà che l’imbarazzo della scelta, sono tantissimi e si trovano concentrati sulle isole di Sal e Boa Vista. Basta fare una piccola ricerca in internet e troverete una marea di proposte. Tutti i villaggi offrono buone soluzioni e vari pacchetti e potete stare tranquilli che la vacanza sarà un successo.

Se invece siete di quelli che amano esplorare, ficcare il naso nelle case della gente del luogo per vedere come vivono i capoverdiani, se vi piace la varietà, le camminate, le gite in quad o in macchina, allora vi convengono altre isole, come S.Niclau, Maio, S.Antao, dove potete trovare piccole pensioni gestite da capoverdiani o appartamentini ammobiliati sia di capoverdiani che di Italiani. Su ogni isola ci sono persone che saranno in grado di accompagnarvi in splendidi tour facendovi conoscere la vera Capo Verde, quella ancora autentica!
Anche S.Vicente e Santiago possono offrirvi vacanze spettacolari essendo isole molto interessanti da visitare, mentre Fogo e Brava sono splendide per la loro particolarità.
Ogni isola ha il suo bello, io consiglio di cercare in internet fotografie e filmati (ce ne sono a centinaia) ed in base a quelli fare la scelta dell’isola dove passare la vacanza.
In questo Blog, nella sezione “Strutture ricettive”, potete trovare i contatti e gli indirizzi di parecchi appartamenti e pensioni o alberghi che vi possono ospitare. Non ci sono naturalmente tutte le strutture che sono tantissime, ma quelle che trovate li, posso consigliarvele perché si tratta di persone che conosco e delle quali conosco la professionalità, per cui sono sicura che vi ci troverete bene.
Capo Verde vi aspetta, pensateci per la prossima vacanza 😉

In defense of the blogger :-)

Sono stata accusata di “screditare” i capoverdiani e mi sono state attribuite parole mai dette tipo che i capoverdiani sarebbero deviati sessuali ed incapaci! Mai assolutamente detto questo.
Mi viene il dubbio di non essere capita o chissà forse io non mi esprimo correttamente, in ogni caso vorrei chiarire il mio pensiero circa i capoverdiani.
Secondo me si tratta di un popolo che ha tutte le carte in regola per arrivare ad uno sviluppo ottimale, ma ancora non ci siamo. E’ innegabile che il Paese si trova in una situazione intermedia tra la condizione di “terzo mondo” e lo sviluppo pieno. Non è più terzo mondo, ma molto manca ancora per essere un Paese che si possa paragonare a stati occidentali avanzati.
Ci vorrà ancora tempo e se i governi sapranno ben operare assisteremo alla formazione di un grande Paese, però io parlo di quello che conosco e vedo ora, io parlo di persone che non sono preparate per fare certe cose.
Non è un mistero che manchino le basi e ne parlo spesso con amici capoverdiani, che mi danno pure ragione, però sono molto orgogliosi ed è dura per loro accettare consigli 🙂
Cosa penso dei capoverdiani? Penso siano ottime persone, gente intelligente, che se avesse avuto la possibilità di imparare e formarsi in maniera ottimale, porterebbe Capo Verde ad essere il miglior Paese dell’Africa. Ci arriveranno sicuramente, bisogna dar tempo al tempo. Penso inoltre che una cosa che li frena moltissimo, è la mancanza di umiltà. Se capissero che non c’è niente di male ad imparare dagli altri per poi mettere in pratica gli insegnamenti ottenuti, sarebbe un enorme passo avanti. Invece si trincerano dietro frasi come: “Si lo so sono capace, l’ho sempre fatto” oppure: “Noi qui facciamo così e va bene così per noi” 🙂
Sono italiana e mi porto appresso tutti i difetti tipici di noi italiani, mi porto anche tutta l’amarezza di un Paese meraviglioso come l’Italia che è riuscito a rovinarsi grazie alla cattiva gestione politica, quindi so cosa vuol dire sbagliare, abbiamo sbagliato tanto in Italia e mi dispiace vedere che questo popolo giovane, stia imboccando una strada che non è quella giusta, lasciandosi trascinare da una classe politica avida e non sia in grado di prendere esempio dagli sbagli altrui …
Perché mi dispiace? perché qui io sono stata accettata, vivo ospite di un Paese che non è il mio e che rispetto,
cerco nel mio piccolo di aiutare la gente che ne ha bisogno, ho amici capoverdiani dai quali ho imparato tanto e che tanto mi hanno dato; non scredito mai i capoverdiani, ma dico quello che penso, quello che vedo e quello che sento, i capoverdiani che mi conoscono lo sanno molto bene e stiamo molto bene insieme.
Se qualcuno si sente offeso per quanto scrivo mi spiace, ma invito queste persone a cercare di capire bene l’intenzione delle parole, a non travisarle e a non mettermi in bocca parole mai dette. Per il resto io andrò avanti così perché le mie intenzioni non sono mai state offensive, ho scritto tra l’altro più volte quanto si stia bene qui, quanto sia bello ecc. ecc. Naturalmente come sempre dico, anche in Paradiso qualche volta piove 🙂 ossia che anche qui ci sono delle pecche.

BUONE FESTE!!!!!

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Tanti cari auguri a tutti da Capo Verde 🙂

SAM_0014 FILEminimizer 32 anni, nato a Fogo, rilascia un’intervista in cui si racconta e racconta le difficoltà di inserimento sociale, per chi fa una scelta sessuale diversa in questo Paese.
E’ un po’ la storia di tanti, in tante nazioni ma, sicuramente la mentalità di un Paese ancora in via di sviluppo è più ristretta e quindi risulta più difficile uscire allo scoperto e condurre una vita normale.
Fredy, dopo aver subito per anni le prese in giro e le ingiurie della famiglia, ad un certo punto, decide di lasciare la sua isola natale e trasferirsi a Praia, sperando di trovare nella capitale, una mentalità più aperta.
Qui viveva con un fratello e non migliorò la situazione, tanto che si decise a cedere alla corte di una ragazza e si mise con lei, aggrappandosi disperatamente all’idea che forse questo gli avrebbe fatto mutare la propria tendenza omosessuale.
Naturalmente non fu così e lui dopo aver avuto due figli dalla sua compagna, trascinando un rapporto fatto di bugie, tradimenti e infelicità per ben quattro anni, finalmente conobbe un uomo con il quale iniziò a vedersi ed instaurò una relazione.
“La mia vita è stata difficile ed estremamente infelice a causa dei pregiudizi che ancora oggi esistono anche nella capitale del Paese, dove gli omosessuali esitano a palesarsi in quanto sanno che non verrebbero accettati” dice Fredy, che oggi è finalmente uscito allo scoperto e si dedica ad un lavoro di sensibilizzazione per l’uso dei preservativi, l’abbandono della droga e l’appoggio agli omosessuali.
Ha parlato di se con i suoi figli ed ha cercato di spiegargli che il suo modo di essere non è nulla di condannabile o di pericoloso e crede che loro inizino a capire ed accettare questo fatto.
Una vita difficile, resa ancor più difficile dall’ottuso atteggiamento di una società che è retrograda all’estremo e condanna tutto quello che sembra diverso.
Conosciamo le lotte sostenute in tutto l’occidente dai vari movimenti omosessuali e sappiamo che non è poi da molto che hanno ottenuto l’inserimento riconosciuto nella società. Anche in occidente esistono ancora sacche di mentalità retrograda e che fatica ad accettare, quindi possiamo immaginarci che in un posto come questo ci vorranno ancora molti anni perché l’omosessuale venga riconosciuto a tutti gli effetti e non osteggiato, deriso ed ostacolato in tutti i modi.
Fredy ha saputo affrontare con coraggio la società di questo Paese, chissà che un giorno non possa anche tornare alla sua isoletta natale a testa alta e trovare nella sua famiglia non più derisione ma affetto, che è quello che ogni figlio si merita indipendentemente dalle sue tendenze sessuali!

http://www.oceanpress.info/index.php/Pt/especial/item/13469-e-um-sofrimento-ser-homossexual-em-cabo-verde

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Tanti dall’Italia accarezzano il sogno di trasferirsi a Capo Verde; questa è la storia di una donna italiana che è riuscita a realizzare quel sogno.

Giusy, stava a Torino e dopo essersi separata dal marito come purtroppo a molti accade, si diede da fare per crescere l’unico figlio e lavorò sempre nell’ambito della ristorazione e degli alberghi.
Non era certo facile la vita in Italia per una donna che doveva fare da madre e padre al tempo stesso, lavorando duramente per non far mancare nulla al figlio e dargli un’adeguata istruzione, ma Giusy non è un tipo che si lascia scoraggiare e ce la mise tutta, riuscendo nel suo intento. Purtroppo iniziò ad un certo punto a sentirsi la crisi e il lavoro iniziava a scarseggiare, in più varie vicissitudini della vita portarono Giusy ad una vera e propria crisi esistenziale e ne andò di mezzo anche la sua salute.
Il figlio era ormai grande e Giusy stremata ed amareggiata, decise di accettare l’invito di un parente e concedersi una vacanza a Sao Vicente dove lui aveva una pensione, con l’intenzione di rimettersi in salute e godere finalmente di un po’ di relax. 549147_351511548256766_727076843_n

Arrivata a Capo Verde si innamorò subito del posto. Le piacque la cittadina di Mindelo con i suoi contrasti, la natura incontaminata e la gente semplice ed allegra.
Il cugino che l’aveva invitata, gestiva già da qualche anno la sua pensione “Casa Comba”, insieme alla moglie capoverdiana però adesso era intenzionato a tornare in Italia dove aveva piacere di far studiare i suoi figli. Le fece quindi la proposta di rilevare una parte dell’attività ed incaricarsi lei della gestione.
Giusy promise che ci avrebbe pensato e tornò in Italia con la testa piena di sogni. Si vedeva già a Mindelo, lavorando per sistemare la pensione al meglio, pensava ai dettagli, calcolava tutto quel che avrebbe dovuto fare perché la cosa funzionasse e intanto si dibatteva tra il suo sogno e il modo di realizzarlo.
Raccolse tutte le sue forze, questo sogno le diede la forza di uscire dalla sua forma depressiva e riuscì a racimolare il necessario per trasformarlo in realtà. Il figlio ormai adulto faceva la sua vita e quindi niente alla fine la obbligava a rimanere in Italia; vendette tutto quello che aveva e un bel giorno prese i suoi due gatti e se ne andò a Sao Vicente.
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Pian piano iniziò ad inserirsi nel suo nuovo mondo, apprese i primi rudimenti della lingua per essere in grado di capire la gente e farsi capire a sua volta, trovò due ragazze alle quali propose un lavoro nella pensione e che ancora stanno con lei, Caurina (divenuta il suo braccio destro) e Titina che aiuta in tutto.
Tutta femminile quindi la gestione di Casa Comba; Giusy si occupa personalmente di ricevere e sistemare i clienti e preparare le colazioni; procura lavoro ai capoverdiani indirizzando i suoi clienti a fare tour per l’isola trasportati e guidati da ragazzi del posto, è in grado di dare qualsiasi informazione sulla città di Mindelo e sull’isola e a volte mette addirittura a disposizione la propria vettura e se stessa, accompagnando qualcuno in qualche escursione. 542197_661159903894837_555486037_n

Lei è una donna dolcissima e socievole ed ha trasformato Casa Comba in un luogo accogliente e piacevole, dove si gode di atmosfera familiare e tranquillità. Dal 2011 ad oggi Giusy è riuscita a fare molto; la sua attività che svolge con passione e competenza sta funzionando bene e non sono pochi i turisti che ritornano per un’altra vacanza essendosi trovati a loro agio e ben serviti. Non sono solo stranieri i clienti di Casa Comba, ci sono parecchi capoverdiani che viaggiano per lavoro e si fermano qualche giorno in attesa del prossimo volo o della prossima nave e ci sono anche quelli che sono emigrati e vengono a passare una vacanza ogni tanto.
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Capo Verde ha dato a questa donna l’opportunità di uscire da un periodo nero, qui Giusy è rinata, ha ritrovato la vera se stessa e si è realizzata. Questo è stato il premio per aver trovato il coraggio di uscire da sola da quello che ormai le sembrava un baratro e, non è facile trovarlo quel coraggio!!!
Complimenti Giusy e auguri per un futuro sempre migliore che ti meriti tutto!!

Hilton a Sal

Sono iniziati i lavori di costruzione dell’Hotel Hilton sull’isola di Sal.
Primo hotel di gran lusso a Capoverde, comprenderà 240 stanze, di cui 21 suites, tre ristoranti, una spa e il casinò.
Un investimento straniero di circa 46 milioni di euro, che dovrebbe portare molto turismo a Sal.
I capoverdiani sono felicissimi di questa nuova opera e sperano che soprattutto il casinò serva come polo d’attrazione per i turisti.
Il complesso sarà terminato nel 2015 e almeno una cosa buona la vedo in questa storia … durante il periodo di costruzione, saranno disponibili 360 posti di lavoro per i capoverdiani.
Chi vive a Sal sa quanta disoccupazione e quanti problemi ci siano per tirare avanti … almeno qualcuno potrà contare su un annetto di lavoro. Per il resto, vedremo in futuro quanto benessere porterà questa nuova opera ai cittadini capoverdiani.

HAPPY IN CABO VERDE

Ecco alcune foto di Capo Verde, animate dalla chitarra di un amico: Leonardo Crenna 🙂

A questo indirizzo potete leggervi il racconto scritto da Antonio Danise, che parla di Maio e della trasformazione in opera che cambierà volto all’isola. Per chi ha conosciuto e vissuto queste isole com’erano, è un dispiacere assistere all’arrivo del progresso, ma si sa che non lo si può fermare, l’unica cosa che ci resta da fare è sperare che sia un progresso consapevole, a misura, non devastante. In ogni caso chi ama questo Paese continuerà ad amarlo, anche con le sue mille contraddizioni e malgrado lo scempio che tanti stranieri hanno fatto e stanno facendo.

http://www.erodoto108.com/cartolina-da-capo-verde/

Ho trovato questo libro su Capo Verde. Non posso dare un’opinione perché non l’ho letto. Sicuramente la realtà capoverdiana è cambiata parecchio dal 1995 quando l’autrice ha effettuato il suo viaggio, ma può essere interessante scoprire il punto di vista di questa scrittrice. Resta tra l’altro, una delle poche pubblicazioni in italiano su Capo Verde.

LUOGHI D'AUTORE

isole della sodadeUto Ughi venne in vacanza a Capo Verde, sull’isola di Sal, e durante il suo soggiorno decise di visitare anche l’isola di Santo Antão; ne tornò entusiasta, paragonando la selvaggia bellezza e i paesaggi mozzafiato dell’isola ad un altro “paradiso” da lui precedentemente visitato, posto però in un altro Oceano e in un altro continente, Bali. Il noto violinista non lo sa, ma il suo giudizio ha influenzato alcune mie scelte e sia Santo Antão che Bali hanno decisamente cambiato la mia vita rivelandosi due destinazioni  magiche, di un incanto davvero speciale.

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Alcuni dati statistici pubblicati recentemente dall’INE (istituto nazionale di statistica), dai quali ci si fa un’idea della situazione capoverdiana odierna.

La popolazione femminile è del 50,2% – di cui il 50% con meno di 25 anni e il 28% con meno di 15 anni.

I nuclei famigliari sono di tipo coniugale per il 46% mentre il 38% è formato da famiglie composte da genitori, figli e nipoti; il 16% sono famiglie composte da 6 persone.

il 34,9% della gente vive nei centri urbani e il 65% vive nelle zone rurali.

l’87% delle famiglie ha l’elettricità in casa
il 60,3% ha l’acqua potabile.
il 72,4% ha a disposizione un gabinetto – il 46,2% ha un bagno o doccia.
il 22,3% ha l’accesso alle fognature – il 50% ha la fossa biologica
il 90% ha il fornello a gas –
l’80% ha la televisione
il 30% il computer
il 23% internet
il 12 ha l’automobile.

Dal viaggio di un anno fa di questi ragazzi, che hanno girato in lungo e in largo le isole per scoprire la vera Capo Verde, è nato uno splendido documentario. Qui potete trovare i trailer e se volete partecipate con un piccolo contributo per sostenere questo bel progetto.

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Ciao a tutti, mi chiamo Joe e sono un Filmmaker. Poco più di un anno e mezzo fa, conobbi tre musicisti – Stefania, Fabrizio ed Emanuele. Suonavano in un gruppo di musica brasiliana e portoghese chiamato Madeira. Dopo un loro concerto e qualche bicchiere di vino, tra una chiacchiera e l’altra, mi parlarono della loro imminente partenza per l’arcipelago di Capo Verde (Africa). Volevano andare là, per suonare con i musicisti del posto e capire un po’ di più circa le origini della musica che amavano suonare. Decisi, su due piedi, di seguirli in questo viaggio e di riprendere con una telecamera la loro avventura. Due mesi di viaggio sono difficili da raccontare a parole. È difficile spiegare quale inaspettata bellezza ci ha accolto in quelle dieci meravigliose isole. È difficile raccontare la storia di Capo Verde, ricca di malinconia e allo stesso tempo colma di gioia per la vita…

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Aggiornamento Ebola

Il codice rosso scattato negli aeroporti europei dove si verifica il maggior traffico dall’Africa, non significa che siano stati riscontrati casi in Europa.
Significa che tutti coloro che sono in arrivo dall’Africa vengono sottoposti a controllo sanitario prima di essere lasciati uscire dall’aeroporto.
Tra gli aeroporti in questione c’è naturalmente anche quello di Lisbona, da dove partono ed arrivano molti voli per l’Africa.
Un amico in Italia che deve partire a breve per Capo Verde si è informato presso la Tap e gli è stato detto che per Capo Verde non c’è nessun problema e nessuna limitazione ai voli.
Anche il Presidente della OMS ha spiegato che si tratta di una malattia acuta ma che può essere controllata.”Sappiamo come interrompere i contagi anche se non esiste vaccino” ha detto. l’OMS non ha finora raccomandato alcuna restrizione ai viaggiatori o al commercio.

27 Marzo

Il 27 Marzo è la festa della donna capoverdiana! Si perché non si sa per quale motivo, visto che l’8 marzo sono andate a ballare, hanno festeggiato ecc ecc, loro hanno anche una festa speciale, il 27 Marzo.
In occasione di questa festa ci sarà uno spettacolo a Praia, di produzione capoverdiana, e parteciperanno diversi artisti
Quest’anno lo spettacolo verrà abbinato alla nuova campagna lanciata dalla Radio Televisione Capoverdiana: “Homen que é homen nao bate em mulher” (l’uomo che è un uomo non picchia le donne).
Si, la donna capoverdiana è molto festeggiata è vero, però in sostanza è ancora vittima del machismo imperante in questo Paese …
Pare che finalmente qualcuno se ne sia accorto e stanno facendo questa campagna pubblicitaria, per vedere se i signori uomini inizieranno a cambiare registro.
Credo ci vorrà molto più di una campagna pubblicitaria, ma intanto apprezziamo lo sforzo.
Dopo il Galà del 27 Marzo sarà attivo anche un blog dove le donne potranno portare testimonianze di maltrattamenti subiti e dove verranno pubblicate fotografie sull’argomento. Il blog resterà in funzione per tutto l’anno, nella speranza di essere di qualche utilità nell’ambito della campagna denunciando fatti e consigliando le donne che ne avranno bisogno.
La campagna è stata lanciata solo il 10 di marzo e già da qualche giorno sono apparsi in FaceBook diversi messaggi irrisori (di uomini naturalmente), nonché un link che dice testualmente:
“Donna che è Donna, non curiosa nel cellulare degli uomini” …
Bene, lasciamo i capoverdiani alle loro campagne, chissà che tra un grog e l’altro non riescano a migliorare la situazione 🙂

La Cina? .. Sempre più vicina!!

In pochi anni, la Cina è diventata il “socio” più importante di Capo Verde.
Con un progetto del 2009 che prevedeva l’investimento di più di 200 milioni di euro, ha contribuito in settori forti, tipo la difesa, la sicurezza, le infrastrutture e la pesca. Nel 2013, altri 20 milioni di euro per progetti fondamentali allo sviluppo del Paese …
Finora, per quanto riguarda le infrastrutture, i cinesi hanno costruito il nuovo Stadio Nazionale, il Palazzo del Governo e del Parlamento, la prima diga di Capo Verde e varie scuole e unità sanitarie; ora iniziano a rimodernare il Palazzo Presidenziale.
Intanto stanno mettendo mano alla costruzione del Terminal per le navi da crociera, nonché all’opera di rimodernazione del porto e dei cantieri navali di São Vicente.
L’impresa cinese “China Road & Bridge Corporation” si dice interessata a continuare la sua opera in CV, dove ritiene ci sia grande necessità di nuove infrastrutture e aggiunge di essere anche disposta a trovare ulteriori fondi per poter continuare i vari lavori.
Nello scorso novembre intanto, l’Ambasciata Cinese ha finanziato la “Piattaforma delle Organizzazioni non Governative” di Capo Verde, con 24.000 dollari per un progetto atto a promuovere l’Artigianato Capoverdiano.
C’è di più, il commercio è praticamente tutto in mano cinese. Innumerevoli negozi che vendono di tutto, dall’abbigliamento agli articoli per la casa e che ultimamente sono passati a vendere anche generi di prima necessità e roba da mangiare, facendo concorrenza anche ai mercati locali di frutta e verdura …
Non è che la Cina è vicina, è proprio qui!!! Ormai Capo Verde è in mano loro, che bisogna dire sono abilissimi come strateghi e contano su lavoratori instancabili e commercianti intelligenti.
Un popolo pigro e scarsamente interessato a migliorarsi veramente, come quello capoverdiano, non poteva che essere un facile boccone per la Cina.
Ormai il mondo va così, resta comunque il dispiacere di vedere che malgrado di qui siano passati tutti, americani ed europei compresi, nessuno sia riuscito ad insegnare a questa popolazione a gestirsi grazie ai loro aiuti, ed abbia dovuto lasciare spazio proprio alla Cina. 😦

http://www.expressodasilhas.sapo.cv/economia/item/41134-2013-china-tornou-se-o-principal-parceiro-de-cabo-verde-durante-este-ano

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